Il monumento che abbiamo svelato demarca l'area in cui il capo della Chiesa, l'Abune Petros, venne fucilato dagli aggressori italiani nel Luglio 1936. Il suo crimine fu che, essendo un Etiope e il capo della Chiesa d'Etiopia, non si astenne dal condannare apertamente l'immoralità del regime Fascista e di Graziani.