Apertura dell’Africa Hall


C. E. A.: Le sue Responsabilità

In occasione della convocazione ad Addis Abeba della Terza Sessione Regolare della Commissione Economica per l’Africa, siamo lieti di estendere i Nostri calorosi saluti a coloro che sono venuti nella capitale d’Etiopia per partecipare a questa Conferenza come rappresentanti ed osservatori. Poco più di due anni fa, abbiamo pronunciato un discorso alla sessione inaugurale della Commissione Economica per l’Africa. Negli anni che sono seguiti, lo sviluppo Africano è balzato avanti sull’irresistibile ondata che sta conducendo l’intero continente verso la libertà. Molti di coloro che hanno partecipato a quella prima sessione in qualità di osservatori sono ora divenuti membri a pieno titolo di questa organizzazione, e Noi estendiamo un particolare benvenuto a quei nuovi stati i cui rappresentanti, per la prima volta, giocheranno un ruolo completo nelle deliberazioni che avranno luogo qui.

E’ una legge della natura e della storia che lo sviluppo di ogni popolo debba procedere simultaneamente su tutti i fronti. Non è sufficiente che l’emancipazione politica sia stata e venga raggiunta. Dobbiamo anche ottenere quel livello di libertà economica che fa dell’indipendenza un concetto completo e significativo. Le nostre economie devono essere forti ed attuabili. Le energie che i popoli Africani spendono in questo scopo devono essere fruttuose e produttive. Dopo aver vinto la loro indipendenza politica, con una tale fatica e costo, gli Africani devono ora similmente sforzarsi per sfuggire alla dominazione economica che potrebbe rendere la loro libertà illusoria ed effimera.

Questo è il nostro compito. Non è un compito semplice, e la sfida che presenta è grande. Una vecchia tecnica che ci possiamo aspettare di incontrare ancora e ancora nella nostra lotta per raggiungere l’indipendenza nei fatti così come nominalmente, è riassunta nella massima “dividi e conquista”. Potremmo chiederci se qualsiasi azione tendente all’associazione delle economie Europee e Africane nel Mercato Comune Europeo non debba essere ritardata finché le implicazioni e le conseguenze di questo passo non siano state interamente considerate in questa assemblea Africana. Dobbiamo essere sempre coscienti che la nostra arma più grande è l’unità che condividiamo in quanto Africani. Ma non è sufficiente essere Africani. Quello che ci demolisce e ci divide deve essere contrastato con tutta la nostra forza. Quello che ci unisce deve essere perseguito implacabilmente e inesorabilmente. Dobbiamo estendere ancora maggiormente le comunicazioni tra le nazioni Africane; dobbiamo giungere a conoscerci meglio l’un l’altro. Dobbiamo incrementare gli scambi di studenti e le visite tra i nostri stessi paesi. Il nostro più grande patrimonio è l’unità, e dobbiamo sfruttarlo al massimo. Non è forse vero che la caratteristica fondamentale dell’unità è che ciascuno di noi accetta come propri i problemi e le difficoltà che affliggono chiunque di noi, sia nella propria cultura che nella propria economia?

Il lavoro che la Commissione Economica per l’Africa ha svolto nella sua breve vita sta già poggiando un solido fondamento sul quale gli Africani possono lavorare insieme per la risoluzione di quei problemi che affliggono questo continente e per la realizzazione di un sempre più rapido sviluppo economico Africano. Ci congratuliamo con gli uomini e le donne devoti che hanno, sotto l’abile Segretario Generale della CEA, già prodotto così tanto che sarà così utile in futuro. Nel loro futuro lavoro, confidiamo che la Commissione Economica per l’Africa non ignorerà gli studi e le ricerche che possono dare un’ulteriore contributo alla loro opera e allo sviluppo Africano.

Né dovrebbe la Commissione Economica per l’Africa ignorare i contributi che può rendere in altri campi. Nel campo dello sviluppo sociale, per esempio, la Commissione Economica per l’Africa potrebbe, con l’assistenza supplementare delle Nazioni Unite, intraprendere uno studio comparato della vita sociale in via di sviluppo delle nazioni Africane, con un’attenzione speciale da dare ai problemi agricoli. Le risorse culturali e naturali sono i pilastri dell’economia Africana; finché il progresso in questi campi non tiene il passo con lo sviluppo in altre aree, si creerà un serio ostacolo per la crescita accelerata di qualsiasi area.

La responsabilità di tutto questo è nelle nostre mani. Sappiamo che la Commissione Economica per l’Africa continuerà a servire gli interessi fondamentali dei popoli Africani, e preghiamo che Dio Onnipotente benedica i vostri sforzi e li coroni con il successo.

Selected Speeches of H. I. M. Haile Selassie I” pag. 214-216