Cerimoniale del Sacro

CoronationMajesties

Introduzione

E’ con grande gioia che F.A.R.I. in occasione dell’84° Anniversario dell’Incoronazione di Sua Maestà Imperiale Qadamawi Haile Selassie e dell’Imperatrice Menen, vuole condividere il documento ufficiale della cerimonia tenutasi ad Addis Ababa il 2 novembre 1930.

Questo testo di assoluta importanza è stato ritrovato diversi anni fa dall’attuale presidente di F.A.R.I., Ras Gebre Selassie e pubblicato dall’associazione Exodus Ethiopian Cultural Service che allora era l’unico organo che riuniva i fedeli Rastafari e gli appassionati di cultura etiopica in Italia.

Era infatti l’anno 2000 quando Ras Gebre Selassie, durante le sue infaticabili ricerche negli archivi e nelle biblioteche di Roma, ritrovò con immenso stupore tra gli scaffali della Biblioteca dell’Istituto Pontificio Orientale questo piccolo libro dal titolo Sir’ate Nigs (Cerimonia di Incoronazione) che rappresenta un’enorme testimonianza storica e spirituale per I n I famiglia Rastafari.

Si tratta infatti del testo ufficiale che ripercorre passo per passo la cerimonia in cui Haile Selassie Primo e Sua moglie Waizero Menen furono incoronati rispettivamente Imperatore ed Imperatrice della terra d’Etiopia secondo un rito antichissimo che riflette la solennità delle funzioni dei patriarchi biblici Davide e Saul. Il documento fu pubblicato nel 1930 dal Governo Etiopico su diretto volere di Sua Maestà Haile Selassie Primo in amarico e in francese (con il titolo Ceremonial du Sacre) e rimase, fino al suo ritrovamento a Roma, praticamente sconosciuto al pubblico internazionale Rastafari.

Ras Gabre Selassie ebbe accesso al testo e cogliendo la sua grande ricchezza subito pensò di tradurlo e divulgarlo. Così con il prezioso aiuto di suo fratello Massimo Crescenti lavorarono alla stesura della versione italiana e l’associazione Exodus ECS (di cui Gebre Selassie era al tempo Presidente e Massimo Crescenti membro fondatore) repentinamente lo pubblicò con il titolo ‘Cerimoniale del Sacro’ incominciando a diffonderlo tra i fedeli Rastafari presenti sul territorio e con tutti gli amanti della storia e della cultura d’Etiopia.

Immediatamente questo testo catturò l’attenzione e le meditazioni dei Fratelli e delle Sorelle che quasi increduli di avere sotto gli occhi tale prezioso documento passavano ore e ore a rifletterci e a ragionare insieme per coglierne e condividerne il significato e la solennità.

Sono passati quattordici anni da quel momento e il Cerimoniale del Sacro non ha mai smesso di essere presente durante le cerimonie Nyabinghi e gli incontri della Comunità Rastafari in Italia, è stato e continua ad essere una fonte di conoscenza storica, di riflessione spirituale e profetica; una presenza costante all’interno della Livity privata e pubblica di I n I, capace di educare profondamente riguardo a ciò che realmente avvenne in quel lontano 2 novembre 1930 nella Cattedrale di San Giorgio ad Addis Ababa.

La versione inglese del testo è stata inoltre pubblicata nel 2013 a cura di Debre Zeyt Books con il titolo “The Order of Coronation” arricchita di un’ampia esegesi e un nutrito commento e tuttora si sta diffondendo nella famiglia Rastafari internazionale.

Augurandovi dunque un felice Anniversario del 2 novembre, presentiamo qui di seguito la versione ufficiale ed integrale del Cerimoniale del Sacro tradotta in italiano, sperando di condividere così l’emozione e la grazia che questo documento trasmette.

Un Unico Amore!

Federazione Assemblee Rastafari in Italia

CoronationMajesties

crown

Incoronazione di S.M.I. Qadamawi Haile Selassie e dell’Imperatrice Menen

 

Le corone del Re dei Re e della ‘Iteghe (Regina), e tutti gli altri ornamenti e oggetti relativi all’Incoronazione saranno collocati nella Chiesa che si trova entro le mura del Palazzo Reale; e dopo che i monaci, gli anziani sacerdoti e i vescovi giunti dalle rispettive province avranno colà recitato le idonee preghiere per due intere settimane, allorché rimarranno sette giorni dalla Festa di Incoronazione il Bejirond (Tesoriere) si recherà presso la Chiesa di St. Gyorgis e farà portare agli alti Ufficiali tutti gli ornamenti per la Cerimonia d’Incoronazione del Re dei Re e della ‘Iteghe – le Guardie d’Onore scortandolo avanti e dietro, a destra e a sinistra.

Lo Aleqà, radunando il clero, lo riceverà nel cortile della Chiesa cantando: “Glorifichiamo il Signore ‘IGZI’ABHER il Glorificato, cui spetta la gloria”.

Gli ornamenti consoni alla cerimonia d’Incoronazione del Re dei Re sono i seguenti:

  1. Spada con fodera ornata d’oro e pietre preziose;
  2. Scettro Regale;
  3. Orbe / Globo;
  4. Anello incastonato di diamanti;
  5. Due lance auree;
  6. Veste regale;
  7. Corona.

Inoltre:

  1. Una Sacra Bibbia con rilegatura aurea.

Gli ornamenti assegnati alla ‘Iteghe sono i seguenti:

  1. Anello incastonato di diamanti;
  2. Veste regale;
  3. Corona.

In quello stesso giorno, sette unguenti regali profumati saranno miscelati e unificati in un unico olio santo, dentro il corno di unzione, che giungerà in Chiesa assieme agli ornamenti dell’Incoronazione. I sacerdoti nominati a quest’ufficio, ricevuti tutti gli ornamenti per la cerimonia d’Incoronazione dal Bejirond, li disporranno in ordine su una tavola sacramentale appositamente preparata all’interno del Santo dei Santi.

Quarantanove officianti scelti tra i sacerdoti e i monaci, in gruppi di sette presso sette punti della Chiesa, reciteranno ogni giorno quarantanove Salmi di David per tutti i sette giorni precedenti la solennità.

Trascorreranno la settimana in santificazione recitando al mattino e alla sera i Salmi di David e il Wddase Maryam (Lodi di Maria), assieme allo ‘Anqetze Birhan (Porta di Luce), al Melk’a Maryam (Immagine di Maria), al Melk’a ‘Iyesus (Immagine di Cristo) e al Melk’a Tekle Haymanot (Immagine di Abune S. Tekle Haymanot), e pronunciando la “Rogazione” o ‘Igzi’ota Mhla.

 

GIORNO D’INCORONAZIONE

E’ necessario che la Festa d’Incoronazione abbia luogo di Domenica. In quel giorno, a partire dall’ora quarta serale (NDR: ore 22 del Sabato), i membri del clero, stando nel Mahlet (Corte dei Cantori), canteranno il Mewedis e lo ‘Aryam.

Il Re dei Re e la ‘Iteghe lasceranno il Palazzo Reale alla vigilia, alla sera del Sabato, accompagnati dai Principi e Governatori, e si recheranno presso la Chiesa (di S. Gyorgis), dove spenderanno la notte rendendo grazie e pregando il Signore ‘IGZI’ABHER per averli portati sino a questo momento e qualificati a tale dignità. Di Domenica alla prima ora del mattino, il Re dei Re, dopo aver compiuto il Suo atto di adorazione, e avendo recitate alcune preghiere a bassa voce, si accosterà al luogo preparato per la cerimonia di Incoronazione e reciterà ad alta voce e sino alla conclusione il Salmo 121 di Davide, che inizia: “Ho gioito quando mi han detto: Andiamo alla Casa del Signore ‘IGZI’ABHER”.

Dopo ciò, ascenderà al trono aureo a Lui destinato.

Uscendo dal Santo dei Santi l’Arcivescovo si accosterà alla tavola sacramentale sulla quale tutti gli ornamenti per la cerimonia di Incoronazione saranno stati collocati in ordine, e girando il volto verso i Principi e i Governatori pronuncerà le seguenti parole come scritto:

“Voi tutti principi, ministri, governatori e capi militari, soldati ed eserciti d’Etiopia; e voi membri del clero: dottori e arcipreti, capi dei monasteri e sacerdoti d’Etiopia; voi tutti sapete che questo nostro Re dei Re, la Maestà Haile Selassie è dal seme di Re Sahle Selassie che giunse in discendenza senza interruzione a partire da Menelik Primo, nato da Salomone e dalla regina di Saba.

Proprio ora che, per il volere e la bontà del Signore ‘IGZI’ABHER, sono sul punto di ungerlo affinché possa regnare indossando la corona di Re dei Re, vi raccomandiamo di obbedirGli e assisterLo in tutte le Sue opere fisiche e spirituali per portare progresso nella terra e stabilire la fede, cosicché durante il Suo tempo l’Etiopia possa ascendere in conoscenza, insegnamento e sapienza, e nella Sua diligente missione di far fluttuare la bandiera etiopica da confine a confine, e in tutte le buone opere simili a queste”. Il popolo dirà: “Possa il Signore ‘IGZI’ABHER fare per il nostro Re dei Re secondo la Vostra parola, Amen”. Dopo ciò l’Arcivescovo, poggiando la mano sulla Bibbia e voltandosi verso il Re dei Re, gli porrà le seguenti domande:

L’Arcivescovo: Oh Maestà, Re dei Re, volete votare il voto specifico, nel regnare secondo la regolamentazione dei Re?

Il Re dei Re: Sì lo voglio.

L’Arcivescovo: Volete voi far voto di vivere secondo la fede Ortodossa di Alessandria che fu stabilita in Etiopia a partire dai santi sovrani ‘Abriha e ‘Atzbiha, e di riaffermarla e di osservare, senza infrangerli, la legge e l’ordine circoscritti dalla Chiesa Cristiana Ortodossa?

Il Re dei Re: Poiché ho vissuto fedelmente sino a oggi nella fede Ortodossa di Alessandria, è mia volontà far voto di vivere osservandola allo stesso modo nel futuro, con l’aiuto del Signore ‘IGZI’ABHER.

L’Arcivescovo: Proteggerete il popolo del Regno del Re dei Re, l’Etiopia, in tutto ciò che fate secondo la Vostra autorità e potere, con bontà e pazienza, secondo la Legge, pensando al loro beneficio?

Il Re dei Re: Sapendo che queste parole sono la guida delle buone opere, è mia volontà osservarle al meglio delle mie abilità.

L’Arcivescovo: Vostra Maestà, volete vivere mantenendo le leggi che avrete volontariamente sottomesso al Consiglio per parere, e custodire il regno e il popolo d’Etiopia agendo secondo le leggi stabilite e l’ordinamento del Consiglio?

Il Re dei Re: Sapendo che la Legge è il fondamento dell’esistenza umana, osserverò la legge del Consiglio onorandola, e farò tutto ciò che è nelle mie abilità per farla osservare.

L’Arcivescovo: Aiuterete con la Vostra bontà e autorità a fondare scuole in Etiopia per la proliferazione dell’insegnamento fisico e spirituale, e per la predicazione del Vangelo?

Il Re dei Re: So che l’istruzione è di grande beneficio sia al Governo che al Sacerdozio, ed è mio volere aiutare in tal senso con ogni mia abilità.

Dopo aver pronunciato le parole del voto, il Re dei Re porrà la mano sulla Bibbia e avendo detto: “Giuro di adempiere a tutte le parole che ho pronunciato, con l’aiuto del Signore ‘IGZI’ABHER”, bacerà la Bibbia.

Dopo aver firmato il registro sul quale sarà scritto tutto ciò che è stato sopra riportato, ascenderà al Suo trono.

Dopo ciò l’Arcivescovo pregherà con il Salmo 71 di Davide che dice: “Oh Signore, rendi i Tuoi giudizi al Re”, sino a dove dice “E tutti i sovrani della terra si prostreranno a Lui”; dopo ciò si siederà.

A seguito di ciò, due sacerdoti e due diaconi scelti per questo ufficio – un sacerdote tenendo l’incensiere mentre brucia l’incenso, e un diacono tenendo la Croce – staranno in piedi alla destra del vescovo nelle vicinanze della tavola sacramentale su cui tutti gli ornamenti per l’Incoronazione saranno posti in ordine; l’altro sacerdote, tenendo l’incensiere mentre brucerà l’incenso, e l’altro diacono tenendo la Croce, si porranno davanti agli altri vescovi, alla loro destra e alla loro sinistra.

Dopo ciò il diacono dirà: “Alzatevi per la preghiera”, e il primo sacerdote offrirà saluti di pace e inizierà la preghiera del Vangelo dicendo: “Rendiamo grazie al Creatore delle cose buone e belle”. Quando il secondo sacerdote inizierà la Preghiera di Intercessione che dice: “A riguardo di coloro che rendono le offerte”, il Bejirond, portando dieci once d’oro a nome del Re dei Re, le depositerà sulla tavola sacramentale come dono per la Chiesa. Dopo che le preghiere conosciute come Be’inte Qidsat (A riguardo delle cose sacre) e Nisghid (Inginocchiamoci) saranno state recitate, il primo diacono leggerà l’epistola di Pawlos (S. Paolo):

“Lettera di Pawlos ai Romani; possa la benedizione di ‘Amlak essere con il nostro Re Haile Selassie e con la nostra Regina Wolete Giyorgis. Ciascuna anima sia soggetta al Giudice, poiché non vi è giudice nominato se non dal Signore ‘IGZI’ABHER, e giacché ogni potere proviene dal Signore ‘IGZI’ABHER, colui che si oppone a obbedire al Giudice ha disobbedito all’ordinanza del Signore ‘IGZI’ABHER. Così, coloro che si rifiutano di assoggettarsi recano giudizio su sé stessi. E le autorità non sono terribili per la persona che compie il bene, ma solo per colui la cui azione è male. Se perciò davvero desideri di non temere le autorità, compi il bene; e queste piuttosto ti loderanno, poiché sono inviate dal Signore ‘IGZI’ABHER affinché tu agisca rettamente. E se non vuoi temere, fa il bene: poiché non è in vano che esse presiedono alla spada, giacché sono inviate dal Signore ‘IGZI’ABHER per punire colui che compie il male. Ordunque, siate soggetti ad esse, e non solo colui la cui opera è malvagia, ma anche colui la cui opera è buona. Per questa ragione pagate loro il tributo, giacché sono inviate dal Signore ‘IGZI’ABHER e nominate a quest’ufficio. E nei confronti di ciascuno, agite per come è giusto: a colui al quale spetta il tributo, rendete il tributo; a colui al quale è dovuto il dazio, pagate il dazio; a colui al quale è dovuta la decima, rendete la decima; a colui al quale è dovuta la riverenza, porgete riverenza; a colui al quale è dovuto l’onore, rendete onore”. Romani 13, 1-8

Dunque il secondo diacono leggerà:

“Prima epistola di Petros (S. Pietro); possa la benedizione di ‘Amlak essere con il nostro Re Haile Selassie e con la nostra Regina Wolete Giyorgis.

In virtù del Signore ‘IGZI’ABHER, siate umili al cospetto di ogni creazione (istituzione) degli esseri umani: al Re, poiché tutto è per Lui; ai governatori, poiché egli li invia per giudicare coloro che compiono il male e per premiare coloro che compiono il bene. Poiché è volere del Signore ‘IGZI’ABHER che mediante le vostre buone opere possiate chiudere la bocca degli stolti che non conoscono il Signore ‘IGZI’ABHER. Siate dunque un popolo libero, e non come coloro presso i quali vi è iniquità. Ma voi, quali servitori del Signore ‘IGZI’ABHER, onorate tutti, amate il vostro prossimo, riverite il Signore ‘IGZI’ABHER e onorate il Re”. 1Pietro 2,13-17.

Dunque il primo sacerdote leggerà: “Fonte pura tra la fonti pure della Legge; possa la benedizione di ‘Amlak di Pawlos essere con il nostro Re Haile Selassie e con la nostra Regina Wolete Giyorgis.

E Pawlos si levò e comandò silenzio, e disse loro: Uomini di Israele e voi che temete ‘IGZI’ABHER: lo ‘Amlak degli Israeliti scelse i nostri padri e magnificò il Suo popolo, dopo che li aveva esiliati in terra d’Egitto; quindi con il Suo braccio divino li trasse fuori da lì e li nutrì nel deserto per 40 anni ed espulse sette nazioni di Canaan e diede loro la terra di quelli in eredità. In seguito nominò giudici per loro per 450 anni, fino al tempo di Samuele il profeta. Dunque chiesero che facesse regnare su di loro un Re, e il Signore ‘IGZI’ABHER diede loro per Re per 40 anni Saul, figlio di Kish, uomo della tribù di Beniamino. Poi lo rimosse e dopo di lui fece Re su di loro David, e divenne per costui testimone dicendo: ‘Ho trovato David, figlio di Jesse, un uomo secondo il Mio cuore, che compie il Mio volere in ogni cosa’. E dal suo seme il Signore ‘IGZI’ABHER recò per loro la Salvezza di Israel, ‘Iyesus, secondo ciò che aveva loro promesso”. Atti degli Apostoli 13, 17-24.

Allora reciterà lo Tzelote Kidan, o Preghiera dell’Alleanza.

Dopo che lo Tzelote Kidan sarà terminato, il Memhir del Lasta prenderà la veste regale dalla tavola sacramentale e la darà al vescovo dell’Etiopia settentrionale.

Il vescovo, avendo pregato su di essa e dopo averla benedetta, la renderà al Memhir del Lasta, che la riporrà sulla tavola sacramentale.

Allora vestiranno il Re dei Re della veste regale. Dieci cantori scelti tra gli altri in virtù delle loro voci armoniose, avanzando leggermente verso il centro e voltatisi verso il Re dei Re, canteranno secondo la quarta tonalità del canto, alternandosi tra loro: ‘Il mio cuore compone una parola soave’ (Salmo 44,1).

Quando raggiungeranno il verso che dice: ‘Cingi la spada al Tuo fianco, oh Potente, nella Tua grazia e nel Tuo splendore’, rimarranno in silenzio; a quel punto il Memhir di Tedbabe Maryam prenderà la spada dalla tavola sacramentale e la darà al vescovo dell’Etiopia meridionale.

Il vescovo pregherà dicendo: “Oh Signore ‘Amlak, Ti supplichiamo affinché Tu ascolti la nostra preghiera; guida e sostieni il Tuo servo il Re dei Re Haile Selassie in tutte le Sue opere, e fa che mediante la spada della quale è ora cinto, qual servo del Signore ‘IGZI’ABHER, vendichi e punisca coloro che compiono il male, e difenda e conforti coloro che fanno il bene. Nel Nome del nostro ‘Amlak ‘Iyesus Krestos, Amen”. Avendo pregato sulla spada e dopo averla benedetta, la renderà al Memhir di Tedbabe Maryam, che la riporrà sulla tavola sacramentale.

Allora, porgendo il manico della spada al Re dei Re, pronuncerà le seguenti parole:

-“Mediante questa spada, giudica secondo verità;

-Per mezzo di essa, tieni in custodia la Chiesa Ortodossa del Signore ‘IGZI’ABHER;

-Per mezzo di essa, assisti quelle donne che hanno perso figli e mariti, e quei giovani che hanno perso i genitori;

-Per mezzo di essa, restaura ciò che è corrotto e stabilisci ciò che è restaurato;

-Per mezzo di essa, punisci gli empi e nomina coloro che sono volenterosi;

-Per mezzo di essa, servi nostro Signore ‘Iyesus Krestos durante tutto il Tuo tempo, e se agirai in questo modo regnerai con Lui nel Regno della vita eterna a venire”.

Il Re dei Re cingerà la spada al Suo femore destro, dicendo: “Possa Egli rendermi degno di adempiere a ciò che hai affermato”.

I cantori allora intoneranno il Salmo 44 dal verso che dice: “Agisci rettamente, prospera e regna”, e raggiunto il verso che dice: “Lo Scettro di rettitudine è lo scettro del Tuo Regno”, rimarranno in silenzio.

A quel punto il Memhir di MerTule Maryam prenderà dalla tavola sacramentale lo scettro e il globo, e li darà al vescovo dell’Etiopia occidentale, il quale, tenendoli in mano, reciterà dal Salmo 109 di David che dice: ‘Il Signore dice al mio Signore: Siedi alla Mia destra’, fin dove dice: ‘Il Signore ‘IGZI’ABHER estenderà lo scettro del Potere per Te da Sion, e Tu regnerai in mezzo ai Tuoi nemici’. Allora avendo pregato sullo scettro e dopo averlo benedetto, lo renderà al Memhir di MerTule Maryam, il quale lo disporrà sulla tavola sacramentale.

Dopo ciò il Re dei Re riceverà lo scettro e il globo, e terrà lo scettro nella Sua mano destra e il globo nella sinistra.

Il Memhir di Tana Qirqos prenderà l’anello d’oro dalla tavola sacramentale e lo darà al vescovo dell’Etiopia nord-orientale, il quale, avendo pregato sull’anello e dopo averlo benedetto, lo renderà al Memhir di Tana Qirqos, che a sua volta lo disporrà sulla tavola sacramentale. Dopo darà l’anello al Re dei Re affinché Egli lo indossi all’anulare della Sua mano destra, dicendo: ‘Accettate questo anello che è per la gloria della Regalità’.

Allora i cantori intoneranno il Salmo 44 dal verso che dice: ‘Agisci rettamente, prospera e regna’, e quando raggiungeranno il verso che dice: ‘Le tue frecce sono appuntite, oh Potente’, rimarranno in silenzio.

In questo momento, il Memhir di Debre Wegheg (Assabot), prendendo dalla tavola sacramentale le lance, le darà al vescovo dell’Etiopia orientale. Questi dirà: ‘Cingi lo scettro e la lancia e levati in Suo aiuto. Dì alla Sua anima: Io sono il Tuo aiuto; proteggi il nostro Re Haile Selassie come la pupilla dell’occhio, nel Suo entrare e nel Suo uscire’. Avendo pregato sulle lance e dopo averle benedette, le renderà al Memhir di Debre Wegheg, che le disporrà sulla tavola sacramentale.

Al momento di ricevere le lance il Re dei Re reciterà dal Salmo 43 di David che dice: ‘Oh Signore, abbiamo udito con le nostre orecchie’, sin dove dice: ‘La mia lancia non mi ha salvato, ma la Tua destra e il Tuo braccio e la luce della Tua Presenza’. Dunque riceverà le lance.

Il Gasha Jagrè (Gran Scudiero) del Re dei Re, ricevendo le due lance dal Re dei Re, le manterrà.

Allora i cantori intoneranno il Salmo 44 dal verso che dice: ‘Hai amato la rettitudine e aborrito l’iniquità; è perciò che il Signore ‘IGZI’ABHER, il tuo ‘Amlak, Ti ha unto con olio di Gioia tra i Tuoi simili’, e giunti al verso che dice: ‘Mirra e olio di mirra e balsamo dalle Tue vesti’, rimarranno in silenzio.

In quel momento l’Abate di Debre Libanos, prendendo dalla tavola sacramentale il corno per l’olio di unzione, lo darà al vescovo dell’Etiopia meridionale. Quest’ultimo, nel prendere il corno in mano, reciterà la seguente preghiera:

‘Oh Santo ‘Amlak, dalla sacra dimora del Tuo Regno, dalla Tua autorità infinita, dal Tuo dominio eterno, invia lo Spirito Santo (Menfes Qdus) che fortifica, il Paraclito, su quest’olio di unzione Regale. Fortifica il Suo avambraccio, sicché il Re dei Re d’Etiopia, essendo stato unto per mezzo di questo sacro olio di Regalità, sia glorificato e santificato, e sconfigga i nemici del Suo Regno che Gli si oppongono, essendo vestito della veste di luce della Tua rettitudine.

GarantisciGli la Tua grazia, ché Egli possa rifulgere come una Stella del cielo tra i Santi Sovrani che Ti resero lieto.

Oh Santo ‘Amlak, come Tu ungesti con sacra unzione gli antichi sovrani, sacerdoti e profeti affinché governassero e istruissero il popolo di Israel, fa ora lo stesso, secondo quella tradizione, benedici e santifica Haile Selassie, il Tuo servo scelto.

DaGli forza per essere il Re dei Re d’Etiopia, essendo stato unto con l’olio di Regalità mediante l’autorità che Tu hai conferito a noi. Fortificalo con il Tuo Spirito; colmaLo dello Spirito di Sapienza e comprensione, consiglio e potenza, conoscenza e timore del Signore. Da ora all’eternità, Amen’.

Dopo ciò, attingendo all’olio di Regalità con un piccolo cucchiaio avente una Croce sull’impugnatura, ungerà il capo del Re dicendo: ‘Come Samuele unse David, come Sadoq e Natan unsero Salomone, Ti ungo con quest’olio di Regalità santificato e benedetto’. Dunque, recitando la Preghiera di Intercessione che dice ‘Riguardo al Re’, quando avrà raggiunto la sezione che dice: ‘Comunica rettitudine all’interno del Suo cuore’, ungerà il Suo petto e il Suo cuore.

A seguito di ciò i cantori, quando giungeranno al verso del Salmo 44 che dice: ‘Da palazzi di avorio dai quali Ti farò gioire’, rimarranno in silenzio.

A questo punto un Arciprete di anzianità sacerdotale proveniente da Aksum prenderà la corona dalla tavola sacramentale e la presenterà all’Arcivescovo.

L’arcivescovo, avendo letto sino alla fine il Salmo 20 di David che dice: ‘Oh Signore, nella Tua potenza il Re gioisce’, reciterà la seguente preghiera:

‘Oh Signore nostro ‘Amlak in cui confidiamo, Ti supplichiamo di benedire questa corona. Santifica questo Tuo servo, il nostro Re Haile Selassie, affinché possa esser degno e pronto a ricevere la corona. Proprio come Tu lo hai incoronato con questa corona fatta di oro puro, nella Tua abbondante bontà corona il Suo cuore con la corona della carità divina. Nel Nome del nostro Re Eterno ‘Iyesus Krestos, Amen.

Dopo ciò, accostandosi al Re porrà la corona sul Suo capo dicendo: ‘Possa il Signore ‘IGZI’ABHER rendere questa corona una corona di rettitudine e lode. Mediante questa nostra benedizione, possa Tu mantenere una fede retta e una buona condotta, e possa Egli qualificarti a ereditare la Corona del Regno Eterno. Amen’.

Una volta unto con l’olio di Regalità e incoronato, il Re leggerà –stando in piedi e a voce alta- uno dei Salmi di David che dice: ‘Io sono il minore tra i miei fratelli’, sin dove dice: ‘Tu mi hai unto con olio santo’. Dunque si siederà.

Dopo ciò, l’Arcivescovo e i vescovi si avvicineranno al Re dei Re e l’Arcivescovo dirà: ‘Oh Maestà Haile Selassie:

Oggi alla Vostra presenza, la fede e la verità rendono testimonianza che sono fedele e veritiero. Farò in modo che i vescovi che sono con me, e i sacerdoti e i diaconi ai quali ho conferito il Ministero secondo la legge e l’ordine della Chiesa Ortodossa, obbediscano al Vostro Governo e salvaguardino la Chiesa.

Per tutto ciò, possa il Signore ‘IGZI’ABHER aiutarVi, la Sua Potenza essendo sul Vostro braccio’. Bacerà la spalla destra del Re dei Re.

I restanti vescovi Gli faranno baciare la Croce, e si inchineranno dicendo: ‘Possa la nostra Signora Maryam non separarsi da Voi nell’assistenza’, dunque si siederanno.

Allora il Principe Ereditario, avendo rimosso il proprio diadema aureo, si avvicinerà al Re dei Re e si inginocchierà. A quel punto l’Arcivescovo si avvicinerà a entrambi e rivolgerà al Principe Ereditario le seguenti domande, e il Principe Ereditario giurerà dicendo:

L’Arcivescovo: ‘Desideri essere, durante la tua intera vita, un servo del Re dei Re tuo padre?’

Il Principe Ereditario: ‘Ho udito il Comandamento che è stato pronunciato: Onora tuo padre e tua madre, e mi sottometterò con tutto il cuore’.

L’Arcivescovo: ‘Sarai vigile, facendo attenzione a non seguire né associarti a coloro che ti suggeriranno di ricercare ciò che non ti è stato concesso, allontanandoti dal volere di tuo padre, disobbedendo come Assalonne o agendo impetuosamente come Adonijah?’

Il Principe Ereditario: Ho udito che colui che si allontana dal volere di suo padre è maledetto e meritevole di morte, e avrò cura di non offendere mio padre con una simile condotta’.

L’Arcivescovo: ‘Desideri essere conciliante rispetto alla Legge, non agendo da pietra d’inciampo -dopo esserti associato ai malvagi- nei confronti delle leggi vigenti, che saranno state presentate al Consiglio per parere da parte di tuo padre il Re dei Re?’

Il Principe Ereditario: ‘E’ mio veritiero volere quello di osservare, onorandole, le leggi stabilite che mio padre il Re dei Re avrà approvato’.

A quel punto, avendo firmato il registro sul quale la parola di cui sopra sarà stata trascritta, il Principe Ereditario bacerà il ginocchio di suo padre il Re dei Re.

A seguito di ciò il Re dei Re estenderà verso di lui lo scettro regale tenuto nella Sua mano destra, dicendo: ‘Il Signore ‘IGZI’ABHER possa renderti ricettore del Mio potere e della Mia autorità, del Mio trono e della Mia corona’.

Il Principe Ereditario dirà: ‘Amen; possa il Signore ‘IGZI’ABHER fare per me secondo la Vostra parola’, e bacerà la mano destra del Re, e avendo indossato il suo diadema, ritornerà al proprio seggio.

Allora tutti i Principi si inchineranno, ciascuno dal proprio posto, mentre rimuoveranno i propri diademi aurei. I ministri, i governanti e gli altri associati alla regalità, tutti si inchineranno nell’atto di alzarsi, rimanendo in piedi e dicendo: ‘Possa Egli farti regnare 1000 anni’. Tutto il popolo applaudirà.

A quel punto sarà suonato il Salmo del Popolo Etiopico, o Inno Nazionale; allora il cannone sarà sparato 101 volte.

L’Incoronazione della ‘Iteghe

Dopo che l’Ordine dell’Incoronazione del Re dei Re sarà stato portato a compimento, i cantori canteranno: ‘Figlie di re per il Tuo onore e la Regina si trova alla Tua destra’ (Salmo 44), e raggiunto il verso che dice: ‘In vesti auree vestita e ornata in colori variegati’, rimarranno in silenzio.

A quel punto la ‘Iteghe, lasciando il seggio su cui stava, indossando la Sua veste regale, prenderà posto su un trono aureo collocato alla destra del Re, accompagnata da diverse Dame dietro e di fronte a Lei.

Tra queste, delle Dame di discendenza regale, senza indossare i loro diademi, ma vestite soltanto con gli indumenti del loro rango, rimarranno in piedi dietro la ‘Iteghe.

Dopo i cantori intoneranno: ‘Ascolta, figlia mia, e vedi’ (Salmo 44), e raggiunto il verso che dice: ‘Poiché il Re ha desiderato la Tua bellezza, giacché Egli è Tuo Signore’, rimarranno in silenzio.

A quel punto il vescovo dell’Etiopia meridionale prenderà l’anello d’oro dalla tavola sacramentale e lo porrà all’anulare della Sua mano destra dicendo: ‘Accettate questo anello che è un segno di fede; e mediante tutta l’autorità del significato di questo anello possa il Signore ‘IGZI’ABHER, al Quale esso appartiene, accrescere la Vostra gloria per Voi; e affinché siate sempre perfetta, instilli il timore del Signore ‘IGZI’ABHER nel Vostro cuore, e possa Egli sempre renderVi degna di compiere opere che Lo gratificano’.

Dopo ciò due sacerdoti con anzianità, prendendo la corona della ‘Iteghe assieme alla tavola sacramentale, si avvicineranno con queste alla presenza del Re dei Re. Allora l’Arcivescovo starà in piedi in prossimità del Re dei Re. Questi, prendendo la corona dalla tavola sacramentale, dirà all’Arcivescovo: ‘Come io stesso ho ricevuto dalla Vostra mano la corona secondo il volere del Signore ‘IGZI’ABHER nei miei confronti, chiedo a Vostra beatitudine di incoronare la ‘Iteghe, poiché è mio veritiero volere ch’Ella, avendo ricevuto la corona da me, partecipi della mia gloria’. L’Arcivescovo pronuncerà la seguente preghiera, tenendo la corona ricevuta dalle mani del Re dei Re:

‘Oh Signore nostro ‘Amlak, poni questa corona di gioia e gloria sulla Tua servitrice, ‘Iteghe Menen. Possa essere una corona di bontà, clemenza, conoscenza e saggezza.

Oh Signore, Padre Santo, rendila per Lei una corona di onore e lode, Amen’.

Completata la preghiera, La incoronerà dicendo: ‘Accettate questa corona di gioia e gloria. Proprio come avete indossato questa corona aurea, possa il Signore ‘IGZI’ABHER coronare il Vostro cuore di riverenza verso il Signore ‘IGZI’ABHER e rispetto per il Re dei Re’.

Dopo essere stata incoronata, avvicinandosi al Re dei Re e inchinandosi, la ‘Iteghe prenderà posto sul Suo trono aureo.

Dopo ciò, tutto il popolo colà radunato si inchinerà, dalle proprie rispettive postazioni, dicendo: ‘Possa Egli mandar ciò a buon esito’.

Le donne e le signore emetteranno grida di gioia, e il clero canterà: ‘Indossando la corona, ella cammina’, mentre esprimeranno la propria gioia con i tamburi e i sistri.

Dopo ciò i cantori intoneranno: ‘Le figlie di Tiro si prostrano a Lui con doni’ (Salmo 44), e raggiunto il verso che dice: ‘Le hanno introdotte nel palazzo del Re’, rimarranno in silenzio.

A quel punto quattro Dame di lignaggio regale, dopo essersi inchinati alla ‘Iteghe, indossando i propri diademi, prenderanno posto sui seggi preparati per loro dietro la ‘Iteghe.

Dopo ciò si dirà: ‘Oh Santo Triuno abbi pietà di noi’, e il diacono predicherà recitando dal Salmo 20: ‘Lo hai accolto con una bella benedizione;

Hai posto sul suo capo una corona di perla onorabile;

Ti ha pregato per avere vita e Tu gliel’hai accordata’.

Allora il vescovo dell’Etiopia meridionale leggerà il seguente Vangelo:

‘Vangelo di Matteo: Dopo ciò i Farisei andarono e presero consiglio assieme al fine di indurlo in errore nel suo parlare. Inviarono presso di lui i propri discepoli assieme agli uomini di Erode, e questi gli dissero: Maestro, sappiamo che sei sincero e che insegni con rettitudine la Via del Signore ‘IGZI’ABHER, e non mostri favore né misuri alcuno in base all’apparenza. Dicci, dunque, se è giusto o meno rendere il tributo monetario al re. Ma il Signore ‘Iyesus Krestos mostrò loro la loro iniquità, dicendo loro: Cosa mi mettete alla prova, ipocriti? Mostratemi una moneta; e gli portarono una moneta. E il Signore ‘Iyesus disse loro: A chi appartiene questa figura e l’iscrizione su di essa? Gli dissero: Al regnante. Disse loro: Date al regnante ciò che appartiene al regnante, e ad ‘IGZI’ABHER ciò che appartiene ad ‘IGZI’ABHER. E avendo udito ciò ne furono sorpresi, desistettero e se ne andarono’. Matteo 22, 15-22.

E il vescovo dell’Etiopia occidentale interpreterà brevemente la parola del Vangelo in Amarico.

E dopo ciò, dopo che l’Arcivescovo avrà letto in arabo la parola di benedizione da parte del Patriarca Abune Yohannis, il traduttore leggerà in Amarico secondo quanto qui di seguito riportato:

‘A nome di Yohannis 19°, 113° Papa e Patriarca a sedere sul seggio di San Marqos (Marco): Possa la pienezza di benedizione del Vero Onnipotente –Egli che solo è da prima del mondo nella Sua signoria e divinità, Egli che è Tre quanto a Persone, Padre Figlio e Spirito Santo, il Santo Triuno- e la grazia del Signore ‘IGZI’ABHER, e la Pace concessa agli Apostoli puri nella Sion superiore, possa tutto ciò posarsi sull’amato del Signore ‘IGZI’ABHER, il Re dei Re Qedamawi Haile Selassie, che riverisce il Signore ‘IGZI’ABHER in perfezione, e il cui principato e la cui gloria sono esaltati.

Possa il Signore ‘IGZI’ABHER l’Altissimo, nelle mura della Sua divinità, custodire la persona di Sua Maestà il Re dei Re d’Etiopia, che ha ricevuto la corona del Regno di Etiopia da nostro Signore ‘Iyesus Krestos e che è il Custode del deposito della vera fede, e che si erge a salvaguardia della gloria della Chiesa degli Ortodossi. E possano gli Angeli del Cielo proteggere la Sua buona persona, circondandolo e attorniandolo. Possano la bontà e il timore del Signore ‘IGZI’ABHER, il giudizio che rettifica e la fede diffondersi sul Suo Governo e sul Suo Paese. Possa il Signore ‘IGZI’ABHER l’Altissimo custodire la Sua benedetta Maestà Menen nella Sua mano destra. Possa Egli proteggere i loro onorati, fortunati figli. Possa Egli accrescere la loro gloria e prosperità all’ombra del loro padre. E ancora possa Egli conceder loro la lunga età di salute che rende lieti. Possa egli prolungare i periodi di vita dei capi, ministri e ufficiali di governo sotto la fedele ombra di Sua Maestà, e conceder loro gioia, salute, pace e onore. Possa la benedizione dello Spirito Santo (Menfes Qdus) giungere su tutto il Regno di Etiopia. Sulla sua Persona Maestosa, anni a prolungarsi! E possa Egli prolungare l’Etiopia, il suo dono e la sua gloria per sempre ! Tramite l’intercessione della nostra Signora, la santa e pura Vergine Maryam; e tramite l’intercessione di San Marqos, l’apostolo di Alessandria, degli Apostoli benedetti, dei Santi puri, dei Martiri che indossano la corona, dei veri Giusti, Amen.

Oh Re dei Re, possa la grazia del Signore ‘IGZI’ABHER essere su di Voi. Possa la pace di ‘IGZI’ABHER nostro Padre, e del nostro Signore e ‘Amlak ‘Iyesus Krestos essere su di Voi. Rendo grazie e prego il Signore ‘IGZI’ABHER in ogni momento per averVi concesso la grazia di ascendere al Trono di Re dei Re d’Etiopia; questa è cosa attorniata di giubilo, che riempie i nostri cuori di gioia.

E noi e i nostri fratelli, gli Arcivescovi, i vescovi, l’assemblea delle Chiese e il popolo Copto Ortodosso in terra di Egitto, siamo molto lieti.

E pertanto, a partire dal giorno in cui udimmo di questa cruciale, grandiosa ed elevata notizia, preghiamo e supplichiamo in Vostro favore.

Affinché Egli Vi riempia, secondo il Suo volere, di ogni conoscenza, Sapienza e intelligenza dello Spirito Santo, e affinché camminiate secondo ciò che si appropria al Signore ‘IGZI’ABHER in ogni comportamento ch’Egli ama, e affinché tutte le Vostre buone opere siano fruttuose, possa la conoscenza del Signore ‘IGZI’ABHER posarsi su di Voi, e l’Onnipotente ‘Amlak darVi grazia da presso di Sé, cosicché possiate rendere grazie e preghiere al Suo Santo Nome. Seppure io sono lontano da Voi nella carne, sono con Voi nello spirito; noto con gioia la bontà della Vostra andatura e la fermezza della Vostra fede in ‘Iyesus Krestos. Possano i Vostri cuori essere obbedienti, come fu scritto da David il profeta: ‘La Mano del Signore ‘IGZI’ABHER è sul cuore del Re’. Possa il Signore ‘IGZI’ABHER far posare la Sua sapienza, benedizione e pace in Voi, attraverso le quali cose preparerete il Vostro Regno principale.

So anche secondo verità che il Vostro amore per la Chiesa Ortodossa di Egitto avanzerà, accresciuto e fortificato eternamente. E inoltre, nel futuro sussisterà un grandioso, forte e stabile amore tra la Chiesa Ortodossa Copta di Egitto e sua figlia la Chiesa Etiopica. Inoltre, amo udire notizie che mi allietano, la Vostra reputazione continuamente solida per cui il Regno di Etiopia è eternamente nelle Vostre mani. E possa il Signore ‘IGZI’ABHER concedervi il potere e la conoscenza, avendo elevato la Sua gloria per Sua grazia fino a farla crescere in abbondanza. Gloria e preghiere al Suo Santo Nome, che possiate eternamente compiere le opere che accrescano ed elevino l’Etiopia.

 

 

Con la grazia del Signore ‘IGZI’ABHER, questa parola di benedizione è stata scritta da me, il più giovane in nome Yohannis 19°, Papa e Patriarca del seggio apostolico di Alessandria.

Possa la benedizione del Santo Trino posarsi su Vostra Maestà.

Allo stesso modo possa la benedizione del Santo Trino posarsi su Vostra moglie Sua Maestà Menen, e sui Principi Vostri figli. Nel Vostro Regno, possa il Signore ‘IGZI’ABHER stabilire i Vostri Troni del tutto proprio come stabilì il trono del regno di David il profeta. Mediante la Sua signoria, possa custodirVi.

Siate assolti dal peccato che è stato commesso e benedetti mediante la bocca di noi più piccoli. Gloria e rendimento di grazie siano eternamente rese a Lui.

Dopo ciò il vescovo dell’Etiopia meridionale si alzerà e pronuncerà sino alla fine la parola di benedizione che dice: ‘La Grazia del Padre, il Bene; e del Figlio, Compagno, e dello Spirito Santo’. Resa questa benedizione, si siederà.

A questo punto il Ligaba (Gran Ciambellano) e lo Tzehafie Ti’zaz (Ministro della Penna) annuncerà la parola di proclamazione del Re dei Re verso la Piazza della Proclamazione.

Allora inizierà l’Ordine di Santificazione (Santa Messa). Il Re e la Regina, alzatisi dai propri troni e rimosse le corone, le porranno sulla tavola sacramentale. Rimosse le parti superiori dei propri indumenti regali, indosseranno un’altra veste per ricevere la carne e il sangue (Eucaristia).

Dopo aver ricevuto la carne e il sangue (Eucaristia) ed essendo finita la Preghiera della Messa, vestendo di nuovo i propri abiti Regali e indossando le proprie corone, e il Re impugnando il Suo scettro e mantenendo il Globo, usciranno verso l’esterno. I vescovi e i sacerdoti, portando fuori il Tabot, eseguiranno una processione circolare attorno alla Chiesa, accompagnati da principi e governatori, mentre tutto il popolo terrà in mano rami di palma e i cantori intoneranno: ‘Benedetto Tu sei, oh Re di Israel’.

Dopo la processione circolare, il Re dei Re e la ‘Iteghe appariranno al popolo collocandosi essi soltanto in un luogo elevato all’interno del cortile della Chiesa. In quel momento, ciascun uomo manifesterà la propria gioia applaudendo e ciascuna donna emettendo grida di gioia.

Dopo ciò, il Re dei Re e la ‘Iteghe, sedendo su un carro aureo, accompagnati da principi e governatori dietro e davanti, passeranno in mezzo alla parata militare.

Mentre il Re e la Regina passeranno, porgendo saluti di pace con un movimento del collo al popolo radunatosi al margine della strada per osservare, il popolo applaudirà e nel contempo griderà: ‘Possa Egli farti regnare 1000 anni’.

Al momento del loro arrivo al Palazzo regale, stando in un luogo appositamente preparato, congederanno porgendo saluti di pace con movimenti del collo.

I principi e i governatori e tutto il popolo applaudiranno ancora una volta e saranno congedati, mentre diranno: ‘Possa Egli farti regnare 1000 anni’.


Traduzione dai testi Amarici e Ge’ez originali a cura di Francesco Bellizzi (Iyared Mihirete Selassie) e Wondim Simeon. Revisione a cura di Ras Feqade (Rohoic, Virginia).
I testi originali sono esenti da copyright. Il lavoro intellettuale di traduzione è patrimonio di Debre Zeyt Books Edizioni 2013. Per citare l’opera è sufficiente opportuno riferimento all’edizione “The Order of Coronation“, Debre Zeyt Books 2013. L’appropriazione dell’intera opera o di sezioni molto estese della stessa è soggetta ad autorizzazione scritta dei traduttori. Email: jared_emanuelATyahooDOTit

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