Consiglio sulle relazioni estere in New York

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Sig.Presidente, Distinti Membri del Consiglio di Amministrazione, Signore e Signori:

Vorremo iniziare le nostre osservazioni a questo distinto incontro di eminenti leader del business e dell’industria americana, esprimendo la nostra profonda stima a tutti gli ufficiali e ai membri del Consiglio di Amministrazione della Camera di Commercio Afro-americana, per la loro gentile ospitalità e l’opportunità offertaci di incontrare tutti voi e condividere con voi pensieri e preoccupazioni riguardo a problemi che non sono meno importanti ovunque per il benessere dei popoli, che sono la pace e la tranquillità che noi tutti cerchiamo di promuovere per tutte le nazioni grande o piccole.

La pace e la sicurezza internazionale sono i requisiti primari per lo sviluppo economico e il progresso sociale oggi per il mondo; tuttavia, il contrario non è meno vero – che il benessere economico dei popoli fa progredire la causa della pace internazionale, e che la chiave per la prosperità economica è posta nel libero fluire e scambio di commercio e capitale tra le nazioni. Nel flusso senza ostacoli del capitale tra i paesi risiede la soluzione ai problemi generati dal divario crescente tra i paesi economicamente avanzati e i paesi in via di sviluppo di oggi.

È, perciò, con soddisfazione che notiamo che la Camera di Commercio Afro-Americana è dedicata “a incrementare il commercio con gli Stati Uniti, e promuovere l’industria e gli investimenti degli Stati Uniti in Africa”. Fintanto che le persone lungimiranti come voi, in ogni nazione e comunità, riconoscono l’interdipendenza essenziale di tutti i popoli nel campo economico, come del resto in altri settori dell’attività umane; e finché si rendono conto che ci sono enormi vantaggi reciproci che derivano dagli sforzi della cooperazione economica, c’è un motivo per sperare che la situazione economica del mondo crescerà e senza dubbio con un ritmo maggiore come mai prima.

Per qualche tempo ora, e nonostante i seri sforzi da parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e di certe nazioni, la situazione economica mondiale non è stata incoraggiante come sarebbe dovuta essere.

Da un lato, un piccolo gruppo di paesi sviluppati economicamente ed industrialmente, in particolare la vostra grande nazione, hanno raggiunto un ineguagliabile prosperità nella storia dell’umanità, consentendo ai loro popoli di mantenere uno alto tenore di vita.

Dall’altro lato, di gran lunga la stragrande maggioranza delle nazioni di oggi rimangono economicamente sottosviluppate, i loro popoli sussistono nel bisogno e nella povertà come loro normale condizione di vita. In un era illuminata come la nostra in cui benefici della scienza e del progresso tecnologico vengono esercitate pressoché in tutte le sfere della vita umana, questo profondo gap suscita ansia e preoccupazione. È una situazione che genera miseria, rancore ed ostilità. È una situazione che non può e a cui non deve essere permesso di perdurare più a lungo. In un era in cui le nazioni si radunano di concerto per dichiarare i diritti fondamentali di libertà e uguaglianza di ogni nazione, è sconcertante che la maggior parte delle popolazioni vivano all’ombra della povertà e della miseria, spesso prive dei beni di prima necessità, cibo e vestiario, mentre i loro compagni in altre parti del globo godono una vita di abbondanza, conforto e tranquillità. Nessuna vittoria più grande può essere ottenuta dalle nazioni di oggi che la conquista degli apocalittici nemici che ancora opprimono l’umanità – povertà, malattie e ignoranza.

Due Fronti

Un’azione su due fronti a livello globale sembra offrire un realistico approccio agli urgenti problemi posti dall’acuta disparità nella situazione economica mondiale.

Da un lato, le nazioni sviluppate economicamente hanno una responsabilità, più verso gli altri che verso i propri interessi, di rendere disponibile i loro vasti capitali e le risorse tecniche per attività imprenditoriali in paesi meno sviluppati che portino i massimi risultati nel più breve tempo possibile.

Dall’altro lato, è allo stesso modo importante che le nazioni in via di sviluppo, da parte loro, trovino vie e mezzi per attrarre capitali stranieri come anche capacità tecniche, sia pubbliche che private, in modo di accelerare il loro sviluppo economico.

Noi in Etiopia, da parte nostra, stiamo facendo del nostro meglio per raggiungere il progresso in entrambe queste aree. Sebbene il nostro Piano Quinquennale di Sviluppo Economico abbia posto l’accento sulle industrie primarie, come nell’essenziale energia idroelettrica, nei sistemi d’irrigazione e in una rete di strade principali, fra le altre, l’intera nazione è ora impegnata in tentativi per l’auto sufficienza che stanno portando risultati soddisfacenti e stanno contribuendo agli sforzi della nazione nell’avanzamento economico e nel progresso sociale. All’interno di dispositivi legislativi di sane politiche fiscali e di altri impegni nazionali, siamo ora occupati a impegnare ogni risorsa disponibile nel compito nazionale di sviluppo economico.

Dall’altro lato, abbiamo cercato capitali stranieri per ridurre il disavanzo tra le risorse disponibili e il pieno sviluppo economico. Mentre siamo riconoscenti dell’assistenza da parte di organizzazioni e agenzie internazionali così come di un certo numero di governi amici, noi vorremmo allo stesso tempo far riferimento a misure adottate dalla nazione per attrarre e incoraggiare i capitali privati stranieri.

Oltre a dare piena certezza della massima collaborazione ai futuri investitori privati stranieri, il governo ha emanato una legge più liberale, che è in vigore da diversi anni ormai, per incoraggiare capitali privati. Questa ordinanza tutela i diritti di potenziali investitori da un’arbitraria espropriazione pubblica, e prevede concessioni protettive per tutti coloro che desiderano partecipare.

È un dato di fatto che l’Etiopia è fortunata nell’essere dotata di vaste risorse naturali non sfruttate, e quello che noi in Etiopia ricerchiamo è l’utilizzo e lo sfruttamento di queste risorse per il beneficio sia degli investitori sia della nazione. Che una collaborazione reciprocamente vantaggiosa e felice tra le imprese straniere private e il governo esista in Etiopia è chiaramente attestato dal crescente numero di aziende straniere che si sono proficuamente stabilite in varie attività, mentre allo stesso tempo assistono allo sviluppo delle infrastrutture economiche della nazione. Ciò nonostante, l’Etiopia auspica maggiori investimenti di capitale privato. Organizzazioni come la vostra possono fare molto per soddisfare questa esigenza, nonché provvedere del benefici agli investitori.

Impedimenti

È ovvio che auto-aiuto, duro lavoro e iniziativa sono requisiti per lo sviluppo economico e sociale di ogni nazione. Tuttavia è ugualmente vero che ci sono ancora accordi internazionali antiquati che limitano seriamente gli sforzi dei paesi in via di sviluppo nell’accrescere il loro potenziale. Fin quando rimarranno impedimenti per il libero flusso del commercio internazionale; fin quando non ci sarà un prezzo minimo garantito per i beni primari a livello remunerativo senza discriminazioni, lo sviluppo economico e sociale delle nazioni in via di sviluppo resterà seriamente svantaggiato. In questo contesto i paesi economicamente avanzati possono rendere un prezioso contributo. Tali nazioni potrebbero, come istanza, estendere ulteriormente l’assistenza bilaterale o multilaterale e rinunciare a ostacolare accordi come ad esempio tariffe preferenziali e altri sistemi di protezione che, alla lunga, si rivelano un cattivo servizio al progresso economico e sociale dei paesi in via di sviluppo.

La fondazione dell’ UNCTAD e la dichiarazione del Decennio di Sviluppo delle Nazioni Unite , in aggiunta ad altri programmi economici lanciati sotto gli auspici dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, hanno provveduto le basi per la soluzione dei problemi urgenti della situazione economica mondiale. Tuttavia, poiché le raccomandazioni del UNCTAD e dei suoi organi non sono finora state attuate, le prospettive di una rapida soluzione a questi problemi non sono apparse particolarmente promettenti. È qui che i paesi sviluppati economicamente possono contribuire al massimo e allo stesso tempo aiutare ad inaugurare una nuova grande epoca, un era di “liberalismo economico”.

La perpetuazione dello status quo, alla lunga, non servirà nemmeno ai meschini interessi di pochi, e provocherà inevitabilmente disastri alla situazione economica mondiale. C’è, pertanto, da sperare ardentemente che i governi dei paesi economicamente avanzati affrontino questa sfida e partecipino in uno sforzo concertato per alleviare i mali economici del mondo che sono però la radice e la causa di molti altri problemi internazionali.

Come ho fatto notare precedentemente, organizzazioni private come la camera di Commercio Afro-Americana possono aiutare molto per risolvere i presenti problemi economici mondiali nel promuovere il libero flusso di capitali privati. Ed è a tale riguardo che vorremmo augurare tutto il successo agli sforzi di questa organizzazione che sorge per aiutare a promuovere gli ideali di pace e di cooperazione internazionale.

Vi ringraziamo nuovamente, Sig. Presidente, per la vostra ospitalità e l’opportunità concessaCi in questa occasione di condividere questi pensieri con voi.

Selected Speeches of H.I.M. Haile Selassie I”, pagg.154-159