Echinacea

Coneflower

Le Echinacee sono un genere di piante erbacee poliennali con riposo vegetativo invernale (la parte epigea si dissecca in autunno), appaiono dalla primavera inoltrata all’autunno e fioriscono tra giugno e agosto. Appartengono alla famiglia delle Asteraceae, originarie del Nord America, comprendono nove specie d’interesse ornamentale ed erboristico.
Viene comunemente chiamata al singolare perché la pianta più utilizzata è la varietà Echinacea Angustifolia.

echinacea[1]
Questa pianta è rinomata per il suo diffusissimo utilizzo soprattutto contro i malanni legati alla stagione fredda e al raffreddamento, infatti i componenti della radice dell’Echinacea contengono acidi che hanno proprietà antivirale (acido caffeico), contengono inoltre flavonoidi vari, acidi grassi insaturi e oli essenziali e polisaccaridi. Non è ancora chiaro come agisca questo fito-complesso, ma la sua efficacia come immunostimolante è ampiamente dimostrata.

Le glicoproteine la rendono un immunostimolante, cioè aiuta il corpo a produrre difese immunitarie e a contrastare l’insorgere di malattie e disturbi come raffreddori, mal di gola ed influenze.
E’ inoltre utile contro numerosi tipi di infiammazioni interne ed esterne.
Per uso esterno, infatti, l’echinacea esibisce proprietà dermopurificanti, antirughe ed antismagliature, tonificanti sulla circolazione venosa. Unita alle proprietà antinfiammatoria antisettiche decongestionanti è utile nel trattamento di ulcere, ferite infette, ustioni e dermatiti. Utilizzata all’interno di unguenti infatti, l’Echinacea ha la capacità di velocizzare i processi cicatriziali a causa della sua proprietà di stimolare i fibroblasti.
Delle proprietà antibatteriche è invece responsabile l’olio essenziale, ricco in terpeni, presente tuttavia in scarsa quantità.

Quindi non solo l’echinacea è efficace nella prevenzione delle malattie di raffreddamento nel periodo invernale, ma accelera il processo di guarigione quando il virus ha già colpito l’organismo; la sua efficacia è stata dimostrata nelle infezioni recidivanti delle vie respiratorie ed anche delle basse vie urinarie.

Un effetto sempre dovuto all’Echinacea è la stimolazione delle ghiandole soporifere e mucipare. In poche parole aiuta il corpo a creare un ambiente sfavorevole per i virus.

E’ stato anche dimostrato che questa pianta è in grado di opporsi all’azione depressiva sul sistema immunitario tipica di molti antibiotici. L’Echinacea possiede una conosciuta attività antibatterica, legata soprattutto all’echinacoside e alle polline. Infatti è stata dimostrata attività batteriostatica e fungistatica diretta, con completo arresto della crescita di Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa e Epidermophyton interdigitale.
In particolare è stato dimostrato che l’estratto secco è in grado di inibire completamente la crescita, in vitro, dell’Escherichia coli e dello Staphylococcus aureus. Questo effetto raggiunge il massimo dopo circa 4 giorni di terapia e perdura per circa 7 giorni dopo la fine della stessa. L’attività antivirale di Echinacea è stata testata su colture cellulari, con un’azione che non pare di tipo virucida ma tale da ostacolare la penetrazione del virus nelle cellule. I virus più sensibili a questo estratto parrebbero essere l’Herpes simplex tipo 1 e l’influenza .

Come molte piante possiede delle controindicazioni. In linea teorica questa pianta è sconsigliata in pazienti che debbano seguire una terapia immunosoppressiva poiché affetti da malattie autoimmuni quali ad esempio collagenosi, sclerosi multipla e altre ancora.
Se usata per periodi superiori a 8 settimane e a dosi elevate può dare epatotossicità, per cui non dovrebbe essere usata in pazienti con insufficienza epatica manifesta, può potenziare l’effetto negativo sul fegato di farmaci epatotossici come steroidi anabolizzanti, amiodarone, metotrexate e ketoconazolo.

Uno studio nel ratto (purtroppo a noi non piacciono questi esperimenti sugli animali ma fino ad ora la scienza e la medicina si sono serviti di cavie per la sperimentazione) ha valutato se la somministrazione cronica di estratto di echinacea dalla giovinezza fino alla senescenza fosse capace di aumentare la longevità e il benessere delle cellule immunocompetenti, dal momento che è noto che l’attività di queste cellule è fondamentale per la sopravvivenza e la longevità. Gli animali venivano nutriti con 2 mg al giorno di estratto di echinacea o con un placebo per tutta la loro vita ed erano tenuti e dieta libera. Dopo 10 mesi si valutava la sopravvivenza di questi animali, che era del 79% in quelli del gruppo placebo e del 100% in quelli del gruppo echinacea. Dopo 13 mesi i risultati di sopravvivenza erano del 46% nel gruppo placebo e del 74% in quello echinacea. Si è anche notato che le cellule NK (“Natural Killer”, importantissime perchè attaccano e distruggono le cellule anormali) erano più numerose e vitali sia nel midollo sia nella milza sia nel sangue periferico dei ratti del gruppo echinacea. Lo studio indica che la somministrazione prolungata di echinacea per la maggior parte della vita del ratto aumenta la sopravvivenza, probabilmente per un effetto stimolante sulle cellule NK.