Funzionari pubblici chiamati alla responsabilità


“…Nel senso ultimo, è del popolo d’Etiopia che voi siete responsabili, ed è a loro che dovete rispondere per la vostra amministrazione…”

Vi chiediamo oggi, ministri e funzionari del Governo Imperiale Etiopico, di andare indietro nel tempo a quel giorno in cui, più di trenta anni fa, fu posta sul Nostro capo la Corona dell’Impero d’Etiopia e Noi assumemmo il sacro dovere di guidare il Nostro amato Paese lungo il sentiero del progresso e dell’illuminazione e della fusione delle tradizioni e degli usi etiopici con le richieste del mondo moderno. Cos’era l’Etiopia al tempo? Una nazione ancora largamente isolata dal mondo esterno a dispetto del suo glorioso passato e della sua antica civiltà, una nazione assoggettata alle pressioni dei colonialisti e degli imperialisti, una nazione senza un sistema di governo moderno, una nazione senza un commercio significativo con l’estero.

Per un istante, paragonate ciò che esisteva allora con ciò che c’è oggi, e scoprirete che i risultati stessi rendono testimonianza dei cambiamenti occorsi durante questi anni; domandatevi, poi, come sono avvenuti questi cambiamenti? Quali problemi hanno portato con sé? Come possiamo affrontare i problemi del 1961, che misure devono essere adottate per fronteggiarli e superarli?

E’ assiomatico che lo sviluppo in ogni Paese procede simultaneamente in tutte le aree della sua vita; quando un Paese avanza economicamente, progresso equivalente deve essere fatto nella creazione d’istituzioni sociali e politiche più altamente sviluppate. Ogni tentativo di ritardare l’avanzamento in ogni singola area inevitabilmente ritarderà lo sviluppo di tutte, e creerà serie distorsioni nel tessuto complessivo della nazione.
Questo principio Noi lo abbiamo sempre riconosciuto e siamo sempre stati guidati da ciò nelle Nostre azioni; l’importanza che abbiamo dato all’educazione nel Nostro Paese è derivata dalla Nostra determinazione di eliminare l’ignoranza e preparare la Nostra gente ai cambiamenti che la comparsa dell’Etiopia nel mondo moderno porterà su di loro.

E’ altrettanto assiomatico che i cambiamenti generano cambiamenti, che ogni passo avanti conduce logicamente ed inesorabilmente al successivo, e a quello dopo ancora. Una volta liberate, le forze della storia non possono essere contenute o controllate, ed è ingenuo invero chi dice: “Vado fino a lì e non oltre”. Anche questo principio Noi lo abbiamo riconosciuto e seguito.

L’Etiopia per lunghi secoli è rimasta isolata, sulle sue roccaforti montane, dal mondo esterno; emergendo da questo isolamento all’epoca della battaglia coloniale per il potere in Africa, il compito che la nazione ha fronteggiato nel preservare la propria indipendenza e nel superare le difficoltà poste dalla transizione dall’antico al moderno è stato moltiplicato più volte. Mentre Noi conducevamo la battaglia dell’Etiopia per la difesa della sua libertà, allo stesso tempo abbiamo assunto come Nostro primario compito l’educazione e la formazione nel servizio pubblico di coloro che Noi avevamo chiamato perché Ci assistessero nell’amministrazione del Governo. Nei nostri sforzi di raggiungere questi due obiettivi, abbiamo dovuto combattere contro chi rimaneva ancorato all’antico e al superato. Il popolo etiope, che ha beneficiato di questi sforzi, sa che tutta la Nostra vita è stata sacrificata alla battaglia per raggiungere questi fini, e crediamo che esso abbia dimostrato ampiamente la sua gratitudine e il suo affetto per Noi.
Come, dunque, l’Etiopia ha percorso il lungo sentiero che va dal 1917 al 1961?
Nel 1930, riconoscendo che il programma di sviluppo che avevamo immaginato per l’Etiopia richiedeva un radicale distacco dal sistema politico dei nostri avi, abbiamo donato al Nostro popolo la prima Costituzione d’Etiopia, per Nostra libera volontà, e contro le forti obiezioni di molti uomini a Noi vicini, che non hanno esitato a spargere sangue nel loro opporsi a questo passo.
Per la prima volta, il Governo Etiopico acquistava una forma cristallizzata e definitiva; come abbiamo affermato quando abbiamo promulgato la Prima Costituzione: “Il popolo etiope deve condividere il fardello della responsabilità che nel passato era sostenuto dal suo monarca…”, con questo atto abbiamo cercato di diffondere la responsabilità e l’autorità tra la Nostra gente, così che loro potessero esercitarle, insieme a Noi, per assicurare l’avanzamento e l’unità della nazione etiopica.
In questo modo abbiamo cercato di fare un lavoro preparatorio per la naturale e ordinata crescita di quelle istituzioni politiche e sociali essenziali allo sviluppo di una società dinamica, per quanto stabile.
I Nostri progetti furono bruscamente fermati dall’invasione del 1935, ma in seguito alla liberazione dell’Etiopia, abbiamo ripreso il Nostro lavoro e lo abbiamo portato avanti ulteriormente. Nel 1943 abbiamo fatto sì che fosse pubblicato l’Ordine n.1, che definiva doveri e responsabilità del Nostro Governo e che li investiva di tutti i poteri necessari per esplicarli. Allo stesso tempo, abbiamo promulgato una legge che provvedeva alla creazione di un sistema organizzato di tribunali dove i Nostri sudditi sarebbero potuti andare per cercare indennizzi ai torti subiti e rinforzare i diritti che le leggi e la Costituzione garantivano loro.
Questi passi, di nuovo, Noi li abbiamo compiuti volontariamente – non in risposta a nessuna richiesta o pressione, ma nel pieno riconoscimento dei principi della vita che abbiamo enunciato un momento fa, e per il Nostro desiderio di facilitare e stimolare l’ulteriore progresso della Nostra nazione, a compimento del voto solenne che facemmo al Nostro popolo quando salimmo al Trono del Nostro Impero.
A completamento di queste misure, abbiamo creato per statuto speciale un numero di istituzioni autonome in possesso di pieni poteri per agire negli ambiti relativi alla loro giurisdizione: la Banca Statale d’Etiopia, la Banca per lo Sviluppo d’Etiopia, l’Autorità Etiopica per la Luce e l’Energia Elettrica, il Comitato Imperiale per le Telecomunicazioni, l’Ethiopian Air Lines, l’Autorità Imperiale per le Autostrade – abbiamo conferito a queste e molte altre la responsabilità di assicurare l’avanzamento dell’Etiopia nelle aree affidate alla loro cura.

Poiché il Nostro Impero cresceva e prosperava, divenne chiaro che la Costituzione del 1930 non poteva più rispondere adeguatamente alle necessità del Nostro popolo; conformemente, nel 1955, fronteggiando ancora obiezioni ed opposizioni, promulgammo la Costituzione Revisionata della quale siete tutti a conoscenza.
In essa, sono state prese misure perché il Nostro popolo potesse beneficiare di rappresentanza diretta e della partecipazione agli affari di governo; la divisione dei poteri tra Noi, i Nostri Ministri che agiscono collettivamente e individualmente, e il Nostro Parlamento è stata rafforzata ed ha acquisito una forma istituzionale permanente. In seguito, abbiamo fatto in modo che fossero preparati una serie di codici legali che coprissero tutti gli aspetti della vita dei Nostri cittadini e che esponessero, in modo preciso e dettagliato, i principi che li avrebbero dovuti guidare nelle loro relazioni con gli altri (cittadini, ndt) e con lo Stato. E per far sì che la crescita economica dell’Etiopia procedesse in modo pianificato e coordinato, Noi abbiamo ordinato che fosse preparato un Piano Quinquennale designato per fornire uno schema complessivo che lo sviluppo della Nostra nazione avrebbe dovuto seguire. Abbiamo ottenuto prestiti e crediti da nazioni amiche, per aiutarci a finanziare i progetti da terminare all’interno del Piano Quinquennale, e siamo fiduciosi dei risultati di questi sforzi.

In tutto ciò che abbiamo fatto, abbiamo creduto di prendere quelle misure necessarie al progresso dell’Etiopia; poiché i programmi diventavano più numerosi e tecnicamente più complessi, dato che il budget della nazione è cresciuto da 11 milioni di dollari etiopici nel 1942 ai 279 milioni nel 1960, è diventato essenziale che le funzioni decisionali fossero sempre più divise tra i funzionari responsabili del Governo.
Chi, oggi, può essere esperto in ogni campo: chi, oggi, può, da solo, prendere tutte le decisioni necessarie all’amministrazione dei programmi di un governo? Queste domande non richiedono risposta.
Ma sappiamo che il desiderio dell’uomo raramente ottiene pieno compimento o perfezione, e così è stato qui. Cosa serviva ancora per creare un sistema di governo realmente responsabile? Cosa mancava ancora? La struttura istituzionale esisteva. Una Costituzione moderna garantiva a tutti gli elementi di questa struttura le competenze adeguate e l’autorità e il diritto di compiere i propri doveri; ai Nostri Ministri erano conferite assegnazioni non meno significative di quelle conferite ai Ministri di ogni altra nazione nel mondo, indipendentemente dall’orientamento o dalla colorazione politica. Al Nostro Parlamento erano dati poteri di legiferare paragonabili a quelli garantiti ad ogni sistema di governo parlamentare. La struttura legale che governava la condotta del popolo etiope con ogni altro (etiope, ndt) e con lo Stato era stata totalmente articolata.
Tutti voi comprendete che è necessario avere un sufficiente numero di uomini che possano coraggiosamente e onestamente accettare la responsabilità e agire con essa, e, senza considerare il costo, ottemperare ai propri doveri nei confronti della nazione etiopica. Siamo sempre stati a disposizione del Nostro popolo e dei Nostri Ministri; e così i Ministri sono venuti da Noi con i loro problemi e le loro domande. Abbiamo sempre detto: “Ma vi è stato dato il potere di fare ciò da soli”. Solitamente, le Nostre parole sono state ignorate. Ci si è sottratti alla responsabilità, sono state evitate le decisioni, che sono state rimandate a Noi. Come risultato, alcuni programmi non sono stati attuati, e altre questioni di maggior importanza sono state lasciate senza risposta. Il Governo è stato sovraccaricato e paralizzato dalle minuzie; tra quelli che sono di fronte a Noi, molti hanno votato anni di servizio al Governo Imperiale Etiopico. Voi conoscete la verità di ciò che diciamo.
Oggi, vi diciamo, ciò non dovrà più accadere. Non dovrete più sottrarvi ai vostri doveri. Noi non ci caricheremo più delle vostre responsabilità, poiché vi abbiamo dato il potere. Non si dovrà abusare di questo potere per egoismi e per fini personali poiché è stato conferito come un sacro compito da essere esercitato a vantaggio del popolo e della nazione etiopica.

D’ora in avanti, dovrete lavorare nei vostri Ministeri e Dipartimenti e amministrare i vostri programmi da lì; ogni anno, in accordo con la Costituzione, e all’interno del quadro strutturale del Piano Quinquennale che è stato scelto, dovrete preparare la progettazione per i successivi dodici mesi. Una volta che il programma è stato approvato dal Consiglio dei Ministri e da Noi, dovrete lavorare in accordo con ciò. Se pianificherete ed eseguirete bene, riceverete congratulazioni; se vi dimostrerete incapaci o incompetenti verrete allontanati e rimpiazzati da un altro; se sorgessero questioni politiche rilevanti, Noi siamo sempre qui. Nel caso in voi incontraste difficoltà, abbiamo incaricato il Primo Ministro di fornirvi sostegno: la sua funzione primaria è di coordinare il lavoro tra i Ministeri e controllare che l’esecuzione dei programmi governativi sia agevolata. Se dovessero sorgere questioni politiche, anch’egli, dovrà portarle alla Nostra attenzione. Se saranno necessari emendamenti alle assegnazioni che vi sono state date, essi saranno imminenti.

I vostri programmi e i loro progressi saranno soggetti a commenti liberi e aperti; in ultima istanza, è davanti al popolo d’Etiopia che voi siete responsabili, ed è a loro che dovete rispondere per la vostra amministrazione. E’ questo il motivo per cui siete costituzionalmente responsabili dinanzi Noi e al Parlamento. Durante la Nostra vita, abbiamo immancabilmente fatto ciò che sentivamo essere, dinanzi a Dio Onnipotente, Nostro dovere nei confronti del Nostro popolo e della nazione, senza considerare il costo per Noi stessi. Voi dovete fare altrettanto.
Nel corso di lunghi anni di sforzi incessanti per raggiungere il progresso e il benessere della Nostra nazione, abbiamo sempre saputo che quello stadio sarebbe stato raggiunto solo quando i Nostri Ministri e funzionari, che abbiamo formato con l’istruzione e attraverso lunghi anni di servizio nell’amministrazione di governo, avessero, una volta definiti i loro doveri e i loro obiettivi, assunto da soli la piena responsabilità e l’avessero adempiuta correttamente, permettendoCi così di dedicare più del Nostro tempo a decisioni politiche rilevanti e a questioni di importanza estrema per il futuro dell’Etiopia, che necessitassero della Nostra attenzione.

Siamo convinti che questo stadio è stato ora raggiunto, e voi dovete realizzare che la fiducia riposta in voi implica un sacrificio da parte vostra, del quale dovete essere meritevoli. Dovreste sempre tenere a mente che la prova massima del vostro meritare tale credito si manifesterà non solo dalla fiducia che abbiamo riposto in voi, ma anche dal raggiungimento del progresso dei programmi che abbiamo stabilito per il popolo Etiope.
Il vostro ufficio dovrà essere nel luogo da dove venite. Sono stati previsti esperti e consiglieri tecnici per aiutarvi nel lavoro; i vostri Dipartimenti e Ministeri possono funzionare solo se la scelta del vostro staff è dettata, piuttosto che da legami di amicizia e relazione personale, dall’evidenza di competenze e abilità. Dovrete lavorare sotto la vostra responsabilità, facendo i vostri errori, raggiungendo i vostri successi. Noi ci riserviamo che ognuno di voi riferisca sui progressi compiuti nel proprio programma e sulle difficoltà incontrate; ma questo tempo non dovrà essere utilizzato per chiedere o ottenere da Noi decisioni che dovete prendere voi, giustamente.

Gli Etiopi sono orgogliosi dei tremila anni di storia documentata, e possono esserlo. Noi siamo orgogliosi di ciò che è stato raggiunto durante il Nostro Regno, e ringraziamo Dio per questo. Siamo felici di lasciare che sia la Storia a giudicare la saggezza delle Nostre azioni. Ma mentre non possiamo fuggire dalla consapevolezza del giorno presente, dobbiamo ciononostante essere consapevoli che così come la storia della nostra nazione si allunga indietro nel tempo, altrettanto però un futuro illimitato ci attende davanti, specialmente in quest’era nucleare e spaziale. Dobbiamo tutti agire e prendere le nostre decisioni consapevoli delle implicazioni di vasta portata e delle conseguenze di ognuna di loro; ciò che abbiamo detto oggi, lo sappiamo, comporta implicazioni per generazioni e generazioni di futuri etiopi. Siamo convinti che ciò che abbiamo detto avrà un impatto, a lungo termine, eternamente vantaggioso per coloro che Ci seguiranno.
L’uomo è mortale; ognuno di noi qui, un giorno, di troverà di fronte al suo Creatore e risponderà per le sue azioni. Coloro tra noi ai quali è stata data la grave responsabilità di governare portano un pesante fardello di fronte al popolo e dinanzi a Dio Onnipotente, per un adeguato adempimento dei propri doveri. Lavoriamo dunque tutti in questo senso, così che il popolo d’Etiopia possa vivere per sempre in felicità e prosperità.

Selected Speeches of H.I.M. Haile Selassie I, pagg. 409