Il Negus a colloquio con Saragat e Colombo

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Presente il ministro degli esteri Moro

Il Negus a colloquio con Saragat e Colombo

“Vi possono essere malintesi frutto di circostanze ma quando queste cambiano, spariscono i malintesi”: in questa frase è lo spirito della visita in Italia di Haile Selassie

Roma, 7 novembre – “L’Italia di oggi è una realtà nuova e sorprendente. Posso dire di essere addirittura impressionato dalla nuova dimensione assunta da questo Paese, che ho rivisto dopo quasi mezzo secolo totalmente cambiato”. Questo giudizio è attributo ad Haile Selassie. L’avrebbe riferito con compiacimento ad un personaggio del seguito. Si può dire attendibile. Quarantasei anni, tanto è passato dall’ultima visita del Negus i
n Italia, operano effettivamente un profondo mutamento nel volto di un Paese. In tutte le occasioni di questo breve ma intenso soggiorno, l’imperatore è apparso sempre vivamente incuriosito ed interessato. Ieri ed oggi ha avuto modo di attraversare più volte la città in lungo ed in largo, dalla periferia al centro storico.

La giornata è stata dominata dai colloqui politici che ha avuto con Saragat e con Colombo. Dopo aver deposto una corona di alloro sull’altare della Patria, Haile Selassie è rientrato stamane subito al Quirinale dov’era appunto atteso del Presidente della Repubblica. Dopo l’incontro a due di venerdì [6 novembre NdR] sera i due capi di Stato hanno discusso alla presenza dei ministri degli Esteri Moro e Yifru e delle rispettive delegazioni.

Il colloquio è durato due ore, ed è cominciato con un riferimento alla nostra comunità in Etiopia. Saragat ha rinnovato all’imperatore i sensi della gratitudine del nostro Paese per l”atteggiamento conciliare riservato agli italiani in Etiopia. Il Negus ha ringraziato, elogiandone il lavoro e le capacità trasformatosi in un un contributo allo sviluppo economico e sociale che essi hanno dato al suo Paese.

Si è passati poi all’esame delle rispettive posizioni in politica estera. Haile Selassie ha ricordato che quella di Addis Abeba si basa sul concetto di “non allineamento”. È stato tuttavia riscontrato che, pur con diversità di impostazione, esiste tra i due Paesi una comunanza di obiettivi, soprattutto nella difesa della pace e della salvaguardia della propria autonomia. In questo contesto, sono stati esaminati i problemi che interessano appunto il mantenimento della pace in Africa e che riguardano inoltre la soluzione del conflitto nel Medio Oriente.

Conclusi i colloqui al Quirinale l’imperatore si è recato a Villa Madama per l’incontro con Presidente del Consiglio. Haile Selassie e Colombo hanno prima avuto un breve incontro da soli. Si sono poi aggiunte le rispettive delegazioni. Crisi del Medio Oriente, problemi di attualità africana, rapporti bilaterali, questi i problemi principali delle conversazioni italo-etiopiche. In relazione al recente dibattito all’ONU, Moro e Yifru, hanno sottolineato , come avevano del resto fatto nel loro incontro di venerdì, la necessità di una urgente ripresa della missione Jarring al fine di conseguire la pace tra arabi ed ebrei. Colombo ha ancora una volta confermato il profondo interesse del nostro Paese per la libertà, l’indipendenza ed il prgresso dei popoli africani. I rapporti italo-etiopici e le loro possibilità di sviluppo testimoniano del resto questa volontà di collaborazione e di pace.

Vi possono essere nella storia dei rapporti tra i popoli, malintesi frutto di circostanze. Ma quando queste circostanze cambiano, spariscono anche i malintesi.”. In questa frase pronunciata stamane dall’imperatore nel corso del suo colloquio a Villa Madama con Colombo, è lo spirito della visita di Haile Selassie e dei rapporti di stima e di amicizia esistenti oggi tra i due Paesi. Sono rapporti che possono avere ulteriori sviluppi in tutti i campi. Anche in quelli, già buoni, commerciali ed economici. Il Negus ha anzi citato alcuni campi specifici nei quali l’assistenza economica, finanziaria e tecnica offre maggiori possibilità di cooperazione (costruzioni stradali e sanitarie, ed infrastrutture).

Dopo i colloqui politici, Colombo ha offerto, sempre a Villa Madama, una colazione in onore dell’imperatore e degli altri ospiti. Nel pomeriggio, Haile Selassie p stato ricevuto in Campidoglio dalla Giunta capitolina. Il sindaco Darida ha donato all’ospite la tradizionale copia della lupa capitolina. Haile Selassie ha ringraziato ricambiando con un trofeo formato da due zanne di elefante sormontate da un globo d’oro.

In serata, l’imperatore ha offerto al Grand Hotel un pranzo in onore del Presidente Saragat ed alle più alte cariche dello Stato e del Governo. È seguito un ricevimento cui hanno partecipato esponenti del mondo politico ed economico. La giornata odierna vede conclusa la parte preminentemente politica della visita del Negus. L’imperatore si recherà domani [8 novembre NdR] ad Orvieto e Viterbo. Al rientro si accomiaterà da Saragat trasferendosi dal Quirinale all’Ambasciata di Etiopia.

A quanto si è appreso, nel corso della visita dell’imperatore, non si è parlato, né si parlerà, della restituzione dell’obelisco di Axum. Il problema pare sia considerato da entrambe le parti soltanto tecnico. La sua soluzione è demandata alle decisioni di una commissione mista di cui fanno parte anche un architetto e un archeologo. Non si parla più quindi di un dono dell’imperatore che sarebbe contraccambiato del nostro Governo con la costruzione di un ospedale ad Addis Abeba.

La Provincia - 8 novembre