Il Pok Choy

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Il Pok Choy (o Bok Choy, Brassica rapa Chinensis) appartiene alla famiglia dei cavoli ma non sviluppa la testa, presenta foglie molto verdi con costa particolarmente croccante che ricordano quelle di una bietola molto fresca, ma più carnose.

Alimento base di numerose pietanze tradizionali di Cina, Vietnam, Filippine ma anche Caraibi (presente in moltissime Ital soup o rice and veg) è da qualche tempo reperibile anche qui, difficilmente come prodotto pronto al consumo: viene infatti prodotto in Italia ma non commercializzato nelle grandi catene di supermercati, è possibile comprarlo in qualche negozio di prodotti tipici asiatici.

imgE’ forse più semplice trovarlo al vivaio come piantina destinata all’orto: infatti è sempre più diffusa la crescita sul suolo locale grazie anche alla facilità e rapidità con cui cresce il Pok Choy.

È un alimento ottimo e pieno di proprietà, senza tralasciare il sapore dolce, sia da cotto che da crudo. Si consuma infatti come insalata per gustarne le coste croccanti o cotto in zuppe o sformati, tortini.

Sono però i suoi valori nutritivi che ci sorprendono, partendo dalla bassissima quantità di calorie e carboidrati, soltanto 13 per 100g: non aggiunge quindi nessun apporto di grasso al nostro cibo, anzi ne facilita la riduzione e lo smaltimento.

Se consumato fresco è un eccellente fonte di antiossidanti solubili e vitamina C: basti ricordare che un piatto di circa 100g contiene il 75% di questa importantissima vitamina.

Contiene più vitamina A di cavolo e cavolfiore, più carotene e flavonoidi: 100g offrono infatti al nostro organismo il 149% del fabbisogno giornaliero di vitamina A.

E’ presente anche il gruppo delle vitamine B, tiamina, riboflavina, acido pantotenico, pirossidina; è sorprendente anche la quantità di vitamina K, circa il 40% del fabbisogno giornaliero. Quest’ultima gioca un grande ruolo nel nostro equilibrio fisico, in quanto mantiene forti le ossa, tenendo lontana la degenerazione cellulare dei tessuti ossei.

Il Pok Choy è uno di quei prodotti che andrebbe spesso consumato crudo e masticato lentamente: contiene infatti glucosinolati che si sviluppano durante la masticazione e aiutano il sistema immunitario contribuendo a proteggere l’organismo dal cancro. Gli enzimi responsabili di questa difesa infatti si possono assorbire solo da crudo; da cotto favorisce invece lo sviluppo dei carotenoidi: il suo uso andrebbe quindi alternato  tra cotto e crudo.

E’ consigliatissimo anche nelle diete riequilibranti, contiene infatti poco sodio ma abbastanza calcio e potassio e molto utilizzato anche nella medicina cinese per alleviare la sete e secchezza, il malfunzionamento intestinale e nei pazienti affetti da diabete.