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Federazione Assemblee Rastafari in Italia

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Newsletter Gennaio 2013

7 gennaio: Natività
21 gennaio 1965: conferimento del titolo di
Difensore della Fede Ortodossa


Benedizioni sante, fratelli e sorelle onorabili, e auguri per questo che è uno dei giorni più significativi nella storia della nostra fede.
Il Signore Padre JAH faccia scendere sulle nostre case e nei nostri cuori la Sua Pace, e li renda abitazioni degne per il Suo Spirito e la Sua Luce di Vita. Nel Figlio Bambino Divino Iyasus Krestos, rivelatosi regalmente in Sua Maestà Imperiale Imperatore d’Etiopia con il Nome Nuovo di Qadamawi Hayle Selassie, possano rallegrarsi le nostre anime e i nostri corpi, e in Lui trovare la salvezza, e la vita eterna. Un Unico Dio
Questo mese vi proponiamo un’editoriale leggermente nuovo; prima di presentare i contributi preziosi che, come ogni mese ormai da più di un anno, arrivano alla redazione del Comitato P.R., vi sottoponiamo una breve e e semplice riflessione che l’evento che celebriamo mi ha ispirato e suggerito e che l’editoriale del fratello Julio, nella newsletter del mese precedente, ha già anticipato:
la nascita del Bambino Divino, evento celebrato in ogni parte del globo o quasi, è, nelle parole del Re “un fenomeno senza precedenti, irripetibile e annunciato da tempo”.
Eppure, per quanto lungamente annunciato, e attualmente celebrato, rimane nelle menti e nei cuori di molti un momento di gioia massima, ma difficilmente la vita del Signore diventa convertibile in vita quotidiana; il Re stesso ci dice che se fossimo stati degni di essere chiamati Cristiani la pace regnerebbe sulla Terra.
Ciò significa che non c’è stata applicazione della legge nuova che ci è stata donata, che è Cristo, e infatti viviamo, specialmente in Babylon, in un mondo di illegalità; e non a caso il Re, nello stesso discorso succitato, ci invita a restare saldi e a promuovere e preservare la LEGALITA’ e la serenità.

“Affinché lo spirito del maledetto non acquisisca il predominio sulla razza umana che Cristo ha redento con il proprio sangue, tutti coloro che amano la pace dovrebbero cooperare per restare saldi, promuovere e preservare la legalità e la serenità.”

Ebbene, questo è il giorno in cui la Nuova Legge, la Vera Legge, ci viene donata, il Signore concede all’umanità la benedizione di poter vedere e conoscere il Suo Unico Figlio il quale, nella Sua Missione Salvifica, stabilirà l’esempio perfetto di condotta spirituale, morale, etica, sociale, economica e politica anche, per la progressiva redenzione del mondo e dell’umanità che lo abita.
E’ il momento primo della riconciliazione, e InI RasTa possiamo vederlo con maggior chiarezza: Dio torna a camminare di nuovo sulla Terra, accanto all’uomo, e si ricuce progressivamente la frattura e la cesura che si erano create con il peccato. Le realtà corporee, che riguardano l’agire umano nella sua sfera socio-politica, non vengono ancora redente, è il momento in cui rendere a Dio ciò che è di Dio, e a Cesare ciò che è di Cesare, poiché Cristo ancora non si fa RE dei re, non è ancora Imperatore nella carne, ma è Re in Spirito e Verità, nella semplicità e nell’apparente piccolezza di un neonato, sulla terra per perdonare l’iniquità spirituale dell’uomo, condizione necessaria per poter poi correggere quella socio-politico-economica. L’umanità viene mondata dal peccato e liberata dalle catene spirituali, dal male nella sua forma incorporea, così come verrà poi liberata da quelle fisiche, dalla schiavitù mentale e intellettuale, e dal male nella sua applicazione politica, quindi fisica; per l’uomo la vicinanza con il Signore, nel Suo Figlio Unigenito, nella prima come nella seconda venuta significano la possibilità di farsi più facilmente suo imitatore;
se dunque per quanto riguarda il Primo Avvento non abbiamo la possibilità di testimonianza diretta, ma dobbiamo, appunto, avere fede, nutrirla, per poter vedere ciò che non si vede, la nostra maggiore benedizione, fratelli e sorelle RasTafari, probabilmente, come testimoni di questo tempo, è lo svelamento, in tutti i campi della percezione fisica umana, la rivelazione appunto, del Suo Volto, della Sua Voce, del Suo Agire, di tale chiarezza da permetterci di comprendere meglio cosa dobbiamo fare, e come dobbiamo farla, per ri-costruire, come mattoni, l’edificio spirituale che nel passato è stato distrutto, per ri-nascere come membri di una nuova razza.
E’ l’evento che ci ricorda e ci permette di ritornare a quella condizione di innocenza primaria, di sensibilità e meraviglia nella purezza, che deve riempirci i cuori di fede in Dio, che ci ha donato il Suo Figlio perché ci salvasse e fosse Esempio Maestoso di Vita, Morte e Resurrezione, di Umiltà e Regalità, ci deve far traboccare di speranza, nella originaria bontà dell’uomo, fatto a immagine e somiglianza del Padre, speranza nella Sua Immensa Misericordia, e carità e amore per il nostro prossimo, che sono servizio al Signore Altissimo.
Il mio augurio, e il nostro invito per questo Ghenna, è che ognuno di noi possa emozionarsi, nella celebrazione di questo evento, con la meraviglia e la semplicità con la quale ci si emozionerebbe dinanzi ad un neonato, tornando anche noi bambini nello spirito, per poter essere ritenuti degni, giorno dopo giorno, di beneficiare della vista del Suo Volto ed entrare nel Suo Regno; la storia ha visto l’avvicendarsi di vari eventi che ne hanno profondamente modificato il suo corso: la Natività è uno dei più significativi.
Dio torna ad agire direttamente nella Storia.
E’ questo inoltre un giorno di retribuzione per noi, un giorno in cui possiamo ricevere la nostra vera eredità, che è Cristo, quindi rendiamo grazie e preghiere per essere stati ritenuti degni di tale eredità, che abbiamo il dovere di conoscere, difendere e tramandare con la stessa dedizione, anzi con maggior dedizione, di quella dei nostri padri, per dimostrarci bravi figli e sperare di poter essere padri e madri migliori.

Nella gioia di aver potuto condividere con voi questa mia breve riflessione, nella sua semplicità, ringraziando il Signore, che ci fa iniziare e porta a termine i nostri propositi, passiamo ora ai contenuti della prima newsletter 2013 targata F.A.R.I.:

non ci sono video di nuova produzione, e vi segnaliamo dunque questi due video delle Celebrazioni natalizie a Lalibela



oltre ad invitarvi a seguire sempre il nostro canale youtube (www.youtube.com/user/FARIVision) sul quale potete trovare tutti i video precedentemente prodotti e caricati da noi, tra cui proprio l’intervista del Natale 1968 che Sua Maestà rilasciò al Dr. Hoffman.
In apertura vi proponiamo, nella nostra traduzione, quello che vuole essere un tributo ad una data molto importante nella storia di InI: gennaio infatti, oltre ad essere il mese del Ghenna, è anche il mese in cui il Nostro Imperatore riceve ufficialmente il titolo di "Difensore della Fede Ortodossa"; riportiamo dunque per intero il Discorso che Sua Maestà pronunciò in questa occasione, il 21 gennaio 1965.
Il secondo contributo è della sorella Oriana, che riporta un estratto del Libro del Mistero di Ghiorgis di Sagla sulla Natività, perfettamente a tema con la celebrazione che ci attende in questi giorni; a seguire, Bro Gabriel, nella consueta rubrica sulle medaglie di epoca imperiale, ci presenterà la Medaglia del Giubileo, oltre ad averci inviato un report sull’ennesima “missione” che alcuni di InI hanno portato a termine, grazie al Re, in Slovenia, dove, all’interno del MARIBOR REGGAE FESTIVAL, è stata presente una nostra rappresentanza nella House of RasTafari lì attrezzata.
In ultimo, Bro Julio che, nell’appuntamento mensile con il nostro Ital corner multimediale, ci fornirà informazioni e consigli utili per affrontare il nostro inverno al sicuro da malanni, certi di nutrire e curare il nostro corpo degnamente, come Tempio dell’Altissimo.
Rinnovando le mie benedizioni per un Ghenna colmo di serenità, pace, armonia, nei nostri cuori e sulle nostre case, nel profondo rendimento di grazie al Creatore, Dio Uno e Trino, per la vita, vi auguriamo una buona lettura;
vi ricordiamo che chiunque abbia interesse, può contattare la redazione all’indirizzo publicrelations@ras-tafari.com.
Lode e Gloria a JAH, e pace in terra gli uomini di buona volontà.

bro' Viktor Tebebe




Sommario:

Discorso di S.M.I. Haile Selassie I
al conferimento del titolo di
Difensore della Fede Ortodossa


"Lezione sulla Natività", dal Libro del Mistero di Ghiorgis di Sagla

Medaglia del Giubileo d'Argento

Report House of RastafarI in Slovenia

Let food be your medicine...


Discorso di S.M.I. Haile Selassie I
al conferimento del titolo di
Difensore della Fede Ortodossa


Accettando formalmente il titolo di "Difensore della Fede":


Venerabili e Santi Padri,
ascoltando il messaggio profondamente spirituale da voi pronunciato in chiusura, e apprezzando i risultati positivi dei vostri sforzi, il Nostro cuore è colmo di gioia intensa.
Dovrebbe perciò essere chiaro al mondo intero, grazie al risultato del vostro lavoro, che le Vostre Santità sono state guidate e ispirate dallo Spirito Santo per compiere il vostro dovere in amore e unità.
I grandi obiettivi comuni raggiunti, in armonia, da questa Conferenza conferiscono alla vera fede e al giusto ordine delle Chiese Ortodosse Orientali l'ammirazione del mondo intero.
Come Salomone ha detto, la distanza fisica non può essere un ostacolo per l'amore; allo stesso modo, le distanze tra i vostri rispettivi Paesi sono state abolite dalla vicinanza dei vostri cuori.
E così siete stati capaci di parlare una sola lingua e pensare con una sola mente. Noi ringraziamo Dio Onnipotente per averCi permesso di assistere alla realizzazione del Nostro sogno nel successo di questa Conferenza.
Siamo inoltre felici di esprimervi la Nostra volontà, rafforzata dai risultati di questa Conferenza, di invitare voi e le Chiese Ortodosse Orientali, e anche altre chiese, ad un altro appuntamento; speriamo ardentemente di potervi incontrare di nuovo in un futuro non troppo distante.
Come abbiamo dichiarato all'inaugurazione di questa Conferenza, l'incontrarsi, il consigliarsi reciprocamente, l'agire in spirito di mutua cooperazione si sono dimostrati i metodi più fruttuosi, sia in campo secolare che spirituale.

D'ora in poi la strada è aperta, per voi, per continuare su questo percorso fruttuoso, e a tal fine il Nostro aiuto e la Nostra assistenza saranno sempre assicurati, poichè Noi supportiamo i vostri sforzi e le vostre idee con una incrollabile convinzione che sia nostro dovere spirituale fare ciò. Siamo particolarmente gratificati nel notare che il lavoro di questa Conferenza ha riguardato esclusivamente questioni spirituali e religiose, libero da considerazioni politiche estranee.
E' dunque giusto ed appropriato, per la chiesa, come simbolo di pace, seguire il cammino della pace in ogni parte del mondo; siamo perciò felici di notare che la vostra missione evangelica nel mondo ha ricevuto meritata enfasi nelle vostre deliberazioni, insieme al riconoscimento del dovere Cristiano di pregare per i diritti dell'uomo e la pace nel mondo.
Perchè la pace mondiale può essere duratura soltanto per Grazia di Dio, attraverso le preghiere dei Santi Padri; la verità di questo fatto cruciale è evidente a tutta l'umanità.
Noi speriamo ardentemente che Dio Onnipotente benedica l'attuazione delle vostre risoluzioni e decisioni, nello stesso modo in cui Egli ha reso possibile la ben riuscita convocazione e conclusione di questa Conferenza storica.
Santi Padri, Noi abbiamo accolto il titolo da voi conferitoCi, Difensore della Fede, con grande onore. Possa Dio Onnipotente onorare i vostri nomi. Abbiamo ricevuto questo titolo donatoci da voi, Santi Padri, con religiosa riverenza. Possano le vostre preghiere aiutarCi nei Nostri sforzi nel compimento del compito affidatoCi.

bro' Viktor Tebebe

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"Lezione sulla Natività", dal
Libro del Mistero di Ghiorgis di Sagla


Nel nome di Dio, che è uno nella Trinità
e trino nell'unità,
consustanziale, di eguale divinità (nelle persone),
che non possono essere chiamate tre dei,
ma unico Dio, perchè sono coerenti mediante l'unione,
congiunti mediante una sola volontà,
velate nella folgore di gloria e ravvolte nel fuoco.
La prima (Persona) non precede la seconda e la seconda non precede la terza
né quanto la corsa dei venti,
né quanto un batter d'occhio;
che sono adorate unitamente dagli uomini e dagli angeli.
Ringraziamento al primo che non ha principio
e all'ultimo che non ha fine,
nei secoli dei secoli. Amen.

Scriviamo, dunque, la confutazione di Fotino che sostiene: “L'esistenza di Cristo è al di qua di Maria e non è al di là dall'esistenza del Padre”. Fotino, Ario e Sabellio hanno un solo desiderio della mente. Essi, anche se non usano un linguaggio uniforme nello spiegare la fede, sono paralleli nell'occhio della loro intelligenza, nel deformare la natura e nello sminuire l'essenza del Figlio rispetto al Padre. Ario dice: “Cristo è una creatura nata da Maria per la nostra salvezza” perchè la sua mente lo immagina come Adamo che è stato creato dalla polvere della terra. “E come Eva è stata creata da un osso delle costole di Adamo, cosi' anche Cristo è stato creato dal grembo della Vergine ed è nato per la nostra salvezza” dice egli. Ecco, dunque, che la direzione del suo ragionamento dimostra che (Cristo) è stato creato per ordine del Padre da Maria Vergine. Sabellio dice: “Il Padre è come un uomo, il Figlio come la parola della sua lingua e lo Spirito Santo come l'alito della sua bocca.” Perciò egli sostiene una sola persona. Quanto alla personalità, poi, egli l'attribuisce soltanto al Padre, riducendo il Figlio alla parola che risuona nell'orecchio, ma che non appare allo sguardo; e lo Spirito Santo come alito della bocca, che non si può osservare e non si sa dove vada. Abbiamo già riportato, nel libro della confutazione (di Sabellio), delle testimonianze delle Scritture, secondo le quali il Figlio e lo Spirito Santo hanno la propria figura come la figura del Padre. Fotino sostiene che l'esistenza del Figlio è al di qua di Maria, pensando anch'egli che la parola di Gabriele, che è il messaggio del Padre, fosse concepita da Maria. Egli non afferma che il Figlio, esistente con il Padre, si sia umanato da Maria per mezzo dell'annuncio dell'angelo Gabriele. Ecco, dunque, che è uguale il tipo di follia di tutti e tre: sono tutti uguali e si sono ribellati insieme.

….
(Rivolto a Fotino) Tu pensi forse che la parola di Gabriele si è fatta carne in Maria? Non sai forse che il Signore di Gabriele si è umanato da lei? Egli ha mandato il suo servo dalla propria serva per recarle il lieto annunzio della propria incarnazione. L'angelo le disse: “Rallegrati, o gioiosa, il Signore è con te! Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio.” Ella gli rispose: “ Come potrà avvenire ciò, poiché io non conosco uomo?” Ecco, dunque, che la figlia di Davide ha detto la verità; perchè ella prima di allora non aveva mai sentito parlare di un simile concepimento. Perciò l'angelo non l'ha rimproverata come aveva rimproverato Zaccaria, ma disse: “Lo Spirito Santo verrà su di te”. Ecco, dunque, un ordine della Trinità che la fortifica per essere la madre del Figlio suo. L'angelo le disse ancora: “ E colui che nascerà da te è Santo, e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre.” Ecco, dunque, un terzo ordine che è nato dalla Vergine. Egli, a proposito di Spirito Santo, disse: “Verrà su di te” e non disse “S'incarnerà da te”. Anche a proposito del Padre, disse: “La Potenza dell'Altissimo ti adombrerà” e non disse “ Nascerà da te”. A proposito del Figlio, invece, disse: “ E' colui che nascerà da te è Santo e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre”. In riferimento alla sua nascita dal Padre, egli disse: “Sarà chiamato Figlio dell'Altissimo” ed in riferimento alla sua nascita dalla Vergine , disse: “E il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre” perchè Maria è della stirpe di Davide, come dice Paolo: “Servo di Cristo, costituito apostolo, segregato per annunziare la dottrina di Dio che aveva preannunziato per bocca dei suoi Profeti e per mezzo dei suoi libri santi, riguardo al Figlio suo che nacque e venne dalla stirpe di Davide in carne umana e mostrò di essere Figlio di Dio con la sua potenza e lo Spirito Santo”. Ecco dunque che Paolo ti indica dicendo: “E venne dalla stirpe di Davide in carne umana”, perchè Colui che esiste fin dal principio ha visitato la casa di Davide; Colui che prima non era incarnato, si è incarnato dalla figlia di Davide. Perciò egli dice: “E venne dalla stirpe di Davide in carne umana e mostrò di essere Figlio di Dio con la sua potenza e con lo Spirito Santo”. Ancora il Profeta dice: “Il Signore verrà da Teman e il Santo dal monte Faran”. Faran simboleggia la giovenca e la vitella santa simboleggia la Vergine pura. “La Sua Gloria coprì i cieli”. Anche questa espressione simboleggia la potenza della sua divinità che è uguale a quella del Padre. “E la sua Gloria riempì la terra”. Anche questa simboleggia i miracoli da lui compiuti e che sono stati predicati in tutti i confini del mondo, come dice il Profeta: “ Per tutta la terra si diffonde la loro voce e fino ai confini del mondo giunge la loro parola”. E dice ancora per mezzo del Profeta: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore; noi vi benediciamo dalla casa del Signore; il Signore Dio si è manifestato a noi”. Egli dice ancora: “Colui che siede sui Cherubini si è reso manifesto”. Chi è che ha visto il Signore se non nella sua incarnazione, come disse egli stesso a Mosè: “ Nessuno può vedere la mia faccia e rimanere vivo”. Anche Davide, a proposito della discesa della divinità in Maria, dice: “Discenderà come rugiada sulla lana e come gocce d'acqua sulla terra, e germoglierà ai suoi giorni la giustizia e ci sarà molta pace, finchè passi la luna. Egli dominerà da mare a mare e dai fiumi fino ai confini del mondo. Davanti a Lui si inchineranno gli abitanti dell'Etiopia ed i suoi nemici leccheranno la polvere. I re di Tarsis e delle isole offriranno doni, i re di Saba e degli Arabi porteranno regali”.


E dopo questo, proseguendo, dice: “ E germoglierà la giustizia ai suoi giorni, come dice Paolo: “Ora il termine della legge è credere in Cristo”. Il tronco della croce ha germogliato, i suoi rami sono diventati verdi; il tronco dell'idolo è stato spaccato e i simulacri degli dei sono stati frantumati, è germogliata la benedizione del Vangelo, ed è cessata la maledizione della legge; sono germogliati i credenti e sono stati dispersi i crocifissori; sono germogliati i sacerdoti del mistero e sono stati distrutti i sacerdoti degli dei; ci sarà molta pace finchè passi la luna, perchè anche i suoi tempi sono tempi di pace; ed i suoi anni sono anni di clemenza e di misericordia. “E dominerà da mare a mare e dai fiumi fino ai confini del mondo”; anche questo è in riferimento al suo regno che si estende a tutti i confini del mondo. “Dinanzi a lui si inchineranno gli abitanti dell'Etiopia; anche questo è in riferimento al loro credere alla fede cristiana senza la predicazione degli Apostoli. ( E' l'antica tradizione che si perpetua secondo la quale gli etiopi avrebbero abbracciato la fede cristiana senza che alcun apostolo fosse venuto per evangelizzarli. Tale tradizione è riportata anche nel Gadla Aregawi ed in altri documenti).
...Quanto alla nostra patria Etiopia, invece, non avvenni così (si riferisce alla predicazione degli Apostoli e al loro sacrificio di vita per testimoniare la Parola del Signore): nessun Apostolo ha messo piede su di essa e nessun miracolo del Signore fu compiuto in essa, ma credette il Lui su notizie, lo accolse per sentito dire. Perciò il Profeta disse: “I centri abitati dell'Etiopia si spaventeranno, si spaventeranno per credere e non induriranno i colli dei loro cuori per l'incredulità; si spaventeranno per sentire la parola del Signore e non distoglieranno l'orecchio dall'ascoltare i suoi comandi; si spaventeranno con pentimento per convertirsi dagli antichi templi, e correranno verso il culto di Cristo. Altrove dice. “Tu hai rotto la testa del serpente nelle acque”. La testa del serpente si interpreta come nel senso di rompere il capo del pensiero di Satana...affinchè esso non si sollevi di nuovo e anche noi non abbiamo a ritornare al suo culto. Pensiamolo come morto e non ricordiamolo come vivo. … Isaia dice: “Un germoglio spunterà dalle radici di Iesse, un fiore sorgerà dal suo tronco; e su di lui poserà lo Spirito del Signore”. Ecco, dunque, che la benedizione del Signore è passata alla stirpe di Davide; la potenza dell'unguento è ribollita sulla sua testa, e lo scettro della regalità è germogliato dalla sua casa, e dalla sua stirpe il Signore ha fatto sorgere per noi la potenza della salvezza. Ed inoltre Egli non entrò nei recinti dei re di Galilea, non scelse la figlia di Erode, ma scelse la figlia dei poveri, piuttosto che una delle figlie dei grandi dei re di Giuda. Egli, pur essendo Dio, dimorò nel grembo di una donna. E quando la amò e dilesse la sua bellezza non la fece salire nei cieli perchè gli fosse madre nel palazzo degli altissimi, ma discese Egli stesso e dimorò nella casa di Giuseppe il falegname; non la fece salire sul carro dei Cherubini affinchè là lo concepisse, ma Egli stesso dimorò nel suo grembo, mentre ella stava in una città di Galilea chiamata Nazaret. Egli non la associò alla sua grandezza nel momento della sua incarnazione, né disse a Gabriele: “Fa venire qui la vergine, affinchè ella mi porti nel suo grembo per nove mesi”, ma Egli stesso si associò all'umiltà di lei, scese con Gabriele ed entrò nella casa della sua povertà. E quando l'angelo le disse: “Lo Spirito Santo verrà su di te”, ella venne santificata con la discesa dello Spirito Santo per essere madre di Dio; e quando egli, per la seconda volta, le disse: “Colui che nascerà da te è santo e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo”, in quel momento ella comprese che colui che sarebbe nato da lei era il Figlio di Dio, ed elevò il suo pensiero al palazzo degli altissimi dove stava il Figlio con suo Padre. Anch'egli, disceso facendo abbassare i cieli, si infuse nel grembo di lei. La Vergine disse ancora all'angelo: “Avvenga di me ciò che hai detto”. Allora il Verbo si incarnò da lei. Al momento della sua Incarnazione, Egli non portò con sé i quattro animali, affinchè ella vedendoli, non si spaventasse e non avesse paura guardandoli. Egli là lasciò i celesti che sono stabiliti nella legge celeste e qui stabilì la legge terrena che serve per il ministero dei santi. Là Egli sussisteva alla destra del Padre, e qui sussisteva nel grembo di sua madre; là sussisteva ma era soltanto potenza invisibile e qui sussisteva potenza intangibile con corpo tangibile. Là aveva come portantina i quattro animali dalla figura di fuoco, qui aveva come portantina i quattro elementi della natura umana. Là ha un Padre senza madre, e qui una madre senza padre terrestre. Là Gabriele stava con timore in piedi, e qui Gabriele annunciava in letizia. Là si ha la gloria della generazione dal Padre invisibile, ammirabile, nel palazzo degli altissimi, e qui la gloria della nascita dalla Vergine ineffabile in Betlemme. Là viene offerto l'odore soave dell'incenso in una patena d'oro dai sacerdoti celesti, e qui viene offerto oro, mirra ed incenso dai Magi. Là i Cherubini ed i Serafini tremano per la maestà di Lui, e qui Maria lo tiene in braccio e Salomè lo serve. Là le faville della folgore scintillano davanti a Lui e fiamme di fuoco erompono dal suo palazzo, qui un asino ed un bue lo riscaldano con il loro fiato. Là il trono di fuoco, qui una mangiatoia di sasso. Là un pavimento celeste di marmo, qui una stalla di bovini. Là la Gerusalemme che nei cieli è il luogo dei Vigilanti, qui una grotta, abitazione dei pastori di animali. Là l'Antico dei giorni di Daniele, del quale non si conosce la lunghezza dei giorni, qui lo porta sulle spalle il vecchio di Giuseppe il cui computo di anni è secondo la capacità umana. Ora, se la Vergine lo avesse concepito nel palazzo celeste, sarebbero per lei sola onore e sublimità, ma noi non avremmo tratto alcun vantaggio nella sua sublimità. Che cosa sappiamo dei misteri che vengono compiuti nei cieli? E che cosa vediamo degli arcani che sono negli altissimi? E se Maria l'avesse generato sul cocchio dei Cherubini, chi l'avrebbe visto portato in braccio e chi avrebbe potuto toccare la sua umanità? Se Egli non avesse camminato sulla terra, chi avrebbe potuto far vedere le tracce del battesimo e in favore di chi il Padre avrebbe reso la sua testimonianza dicendo: “ Questi è mio Figlio diletto, ascoltatelo”?. Sul capo di chi sarebbe sceso lo Spirito Santo sotto forma di colomba bianca? Se Dio non ci avesse rivelato in questo modo l'ordine della Trinità, in nome di chi saremmo battezzati? Perciò Egli disse ai suoi discepoli: “Andate e predicate il Vangelo in tutti i confini del mondo e battezandoli dite: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Inoltre, affinchè non si dicesse :”Chi è il Padre? Chi è il Figlio? E chi è lo Spirito Santo?” Egli ha rivelato l'ordine della Trinità nel fiume Giordano. Se, dunque, Cristo non fosse cresciuto giovane nella misura di un uomo e non fosse apparso in un corpo umano, chi avrebbe subito la passione per nostra salvezza? Ecco, dunque, che l'uomo è stato esaltato più dei Vigilanti del cielo, perchè un Dio è nato da una donna. Perciò Paolo dice: “Egli non assunse degli angeli, ma ha esaltato la stirpe di Abramo”. Ed ora, terminata la confutazione di Fotino, celebriamo la festa dell'Incarnazione del Figlio di Dio; celebriamo il grembo che l'ha portato; e prostriamoci davanti alle ginocchia sulle quali è stato abbracciato; inneggiamo alle mammelle che l'hanno nutrito; ringraziamo le mani che l'hanno toccato; giubiliamo alle labbra che l'hanno baciato; glorifichiamo insieme ai pastori; rendiamo omaggio insieme ai Magi; ammiriamo dunque come Giuseppe; e serviamo come Salomè; inginocchiamoci nella mangiatoia dove Egli è stato adagiato; e voltoliamoci nella stalla dove è stato fasciato dicendo: “Gloria a Dio nei cieli e pace in terra a Colui che ha manifestato la sua benevolenza verso gli uomini”. Dio si è fatto uomo e la figlia dell'uomo è diventata madre di Dio; gloria a Lui e prostrazione a lei; nei secoli dei secoli. Amen e amen.
E' terminata la confutazione della dottrina di Fotino, tralcio di Gomorra, che tagliò la corda della fede, che considerò aliena la divinità del Figlio e che ha disonorato la Chiesa.
Disse ciò Giyiorgis del paese degli Amhara,
che è seguace della dottrina dei sacerdoti del Tabernacolo
e che hanno amato le vie della fede;
pregate per lui, pecore del mistero figli della santa qwelbentera,
affinchè la Vergine interceda, per la remissione dei suoi peccati, presso il suo primogenito;
affinchè in questo mondo lo liberi dalla tribolazione
e in quello futuro lo faccia entrare nella sua dimora,
lo faccia mangiare al meraviglioso banchetto della vita,
e gli faccia bere del vino del suo mistero
e lo tenga lontano dalla porta della condanna onde non la veda mai.
Egli ha prescritto che questo libro venisse letto nel giorno della commemorazione di lei,
il ventinove del mese di tahesas (dicembre/gennaio),
giorno in cui apparve la grandezza dell'onore di lei
ed è stata lodata la bellezza della sua condotta;
nei secoli dei secoli. Amen e amen.

Estratto dal Libro del Mistero (Mashafa Mestir) di Ghiorgis di Sagla, tradotto da Yaqob Beyene, dal capitolo "Lezione sulla Natività".

Sis' Tseghe Selassie

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Medaglia del Giubileo d'Argento


La Medaglia del Giubileo d'Argento venne istituita da Haile Selassie I nel Novembre del 1955 per commemorare il venticinquesimo anniversario dell'Incoronazione dell'Imperatore e dell'Imperatrice nel 1930. Il libro Coinage of Ethiopia di Dennis Gill descrive la medaglia nel seguente modo:

I busti incoronati di Haile Selassie I e dell'Imperatrice Waizero Menen sono uniti e rivolti di profilo verso sinistra.


Sopra è presente la data dell'Incoronazione: “Tekemt 23, (EE) 1923” ( 2 Novembre 1930) Anno di Grazia mentre alla destra dei busti troviamo il nome del dell'orafo francese M. Delannoy.
Sul retro sono presenti le iniziali dell'Imperatore racchiuse da un cerchio all'interno di un trilobo disposto al centro della medaglia.


Perfect Love in HIM


bro' Gabriel


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Report House of RastafarI in Slovenia


Benedizioni nel Suo Santo Nome Qadamawi Haile Selassie.

Nelle giornate del 14 e 15 dicembre la House of RastafarI ha avuto la gioia di stabilirsi in Slovenia per prendere parte al festival culturale "Dnevi Rastafarijanske Kulture".


L'evento si è svolto a Maribor ed il team composto da Dan I, Bro Marcus, Bro Ciro e me (Bro Gabriel) è partito da Feltre per raggiungere la cittadina slovena nel primissimo pomeriggio del venerdì. Oltre al classico contributo che la House of RastafarI offre da anni (come videoproiezioni, conferenze, dibattiti e la libreria) si è potuto testimoniare la nostra fede durante la serata del venerdì grazie alla musica regale del fratello Dan I che, come Imperial Sound Army, era presente nella line up della serata insieme ad altri artisti reggae della scena italiana e slovena. L'impatto è stato decisamente positivo portando “un nuovo” Word Sound and Power nell'aria slovena.

Sabato 15 è stata la giornata maggiormente dedicata al lato culturale, ogni cosa era stata allestita il giorno precedente presso un centro giovanile chiamato "Kulturni Ikubator" (letteralmente Incubatrice Culturale) poco distante dalla location in cui si era svolta la serata. Nella giornata di sabato si sono forniti documenti e libri agli interessati e si è proiettato il film "Back to my Roots" di Tikher Teferra che affronta il lato spirituale attraverso la musica nel compimento del rimpatrio. Dopo la videoproiezione c'è stato un contributo di Dan I (che conosce personalmente Ras Kawintseb, protagonista del film sopracitato) e si è concluso l'intero evento la sera del sabato con canti Nyabinghi.


I&I al Kulturni Inkubator assieme agli organizzatori.

Ogni Lode e Onore al Re dei Re che ci permette di manifestare e testimoniare la Sua Gloria.

One Perfect Love in HIM Qadamawi Haile Selassie

bro' Gabriel

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Let food be your medicine...


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Sono pochi gli ortaggi che resistono ai freddi invernali e che possono essere raccolti dal campo durante questo periodo. Uno dei pochi è sicuramente il Radicchio (cichorium intybus), appartenente alla famiglia delle cicorie ha la peculiarità di crescere a temperature molto basse incurante del gelo e delle nebbie.
Il suo periodo vegetativo va da novembre a febbraio, a seconda di qualità precoce o tardiva.
E’ un ottimo alimento dal sapore amarognolo, squisito sia crudo che cotto, che insaporisce i piatti invernali e che regala al fisico grandi benefici. Infatti può essere di aiuto per affrontare il freddo grazie alla buona quantità di nutrienti, sali minerali e aminoacidi . E’ un ortaggio composto di acqua al 94%, seguita da fibre ed importanti elementi nutritivi.
Grazie all’alto contenuto di acqua insieme a fibre e principi amari( intibina) che stimolano i succhi gastrici, il Radicchio favorisce la digestione e la secrezione della bile contribuendo all’ equilibrio intestinale e ha grandi proprietà disintossicanti. Il colon ad esempio assimila gi antiossidanti e utilizza le fibre per regolare il suo funzionamento allontanando così la possibilità di infiammazione e in casi estremi anche il rischio di tumore. L’alta percentuale di fibre inoltre trattiene gli zuccheri nel sangue così da rendere il Radicchio consigliato per chi soffre di diabete.
Anche il metabolismo delle ossa è aiutato grazie alla notevole presenza di calcio e ferro, infatti questi sali minerali rendono più forte il nostro scheletro oltre a regolare la pressione sanguigna.
Sicuramente la grande caratteristica di questo ortaggio è la notevole quantità di antiossidanti che allontana l’invecchiamento cellulare e lo rendono particolarmente indicato per chi soffre di artrite o reumatismi.
Il forte colore rosso è dovuto agli antociani, preziosi polifenoli dalle proprietà antinfiammatorie, antiallergiche ed antivirali, che aiutano a mantenere in buona salute i vasi sanguigni, fondamentali nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, in particolare proteggono dalla cardiopatia ischemica.
Infine, il triptofano aiuta il sistema nervoso favorendo il rilassamento e combattendo inoltre i disturbi legati all’insonnia.
Un recente studio di ricercatori dell’Università di Urbino ha dimostrato come il radicchio rosso contenga più antiossidanti rispetto ad altri prodotti più noti. Superando infatti uvetta, mirtilli, spinaci e fragole l’ortaggio si pone tra i primi alimenti in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi e rallentare il processo di invecchiamento cellulare.

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