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Federazione Assemblee Rastafari in Italia

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Federazione Assemblee Rastafari in Italia

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Newsletter Aprile 2013

3 aprile 1891: nascita di S.M.I. Menen Asfaw, Welete Gyorgis

3 aprile 1930: proclamazione del Re dei re

21 aprile 1966: visita in Jamaica di S.M.I. Haile Selassie I


Saluti regali di benedizioni a voi tutti fratelli e sorelle.
Gloria e Lode al Signore Dio Potente, Re dei cieli e della terra, Cristo nel Suo Avvento Maestoso, l’Imperatore Haile Selassie I, e onore alla Sua Santa Sposa nostra Imperatrice Itegue Menen Wolete Gyorghys.

Nella speranza di ritrovarvi tutti in serenità e grazia, siamo lieti di poterci incontrare di nuovo su queste pagine, con l’augurio che questo umile lavoro collettivo possa risultare prima di tutto gradito al Suo Sguardo, e utile e stimolante per tutto InI, corpo del Re che è nostro Capo, Ababa Janhoy QHS JAH RasTafari!

Il mese di aprile è denso di date significative della storia imperiale e della tradizione, di spunti riflessivi interessanti, per quanto ci è stato dato di scoprire: vorremmo tentare dunque in questo editoriale di fornire le giuste chiavi interpretative del perché abbiamo scelto di proporre tutti i seguenti contributi.

L’anno scorso ci soffermammo sulla Fasika, che quest’anno cade invece nel mese di Maggio, il 5, e sulle celebrazioni per l’anniversario, il 3 aprile, della nascita della nostra Sovrana, Sposa del Cristo Re, Sua Maestà Imperiale l’Imperatrice Itegue Menen Wolete Gyorghys.

Senza volerci ripetere, ci è sembrato doveroso, rimanendo quest’ultimo un avvenimento importante, ricordarlo brevemente, e invitiamo chi non ne avesse avuto possibilità l’anno passato a leggere il contributo di aprile 2012 di questa newsletter: nasce infatti il 3 aprile 1891 colei che sposò l’Imperatore nel 1911, il 31 luglio, e che, proclamata regina nel 1928, venne poi incoronata con Lui nel Novembre 1930, affiancandolo negli anni del Suo Regno con devozione sponsale, dedizione, umiltà nella perfetta regalità, coraggio negli anni della guerra e dell’invasione.
Devota cristiana, sin da prima del matrimonio con il Re si dedicava alla costruzione di chiese e monasteri, continuando poi con la costruzione e il sovvenzionamento a suo carico di scuole per ragazze, per disabili (Scuola San Paolo), prestando giustamente particolare attenzione al ruolo e alla condizione femminile nel Regno; fondatrice di una delle prime associazioni femminili del mondo – l’Ass. per il Benessere della Donna – è da ricordare anche la sua prolifica e instancabile attività umanitaria, e il suo costante interesse nei confronti del suo popolo, che gli valse il titolo di Madre della Nazione, e imperitura memoria colma di rispetto nella storia dell’Etiopia e dell’Africa tutta.

Come anticipato, questo mese e questa newsletter saranno colmi di argomenti: ad aprile infatti, oltre alla nascita della Regina delle regine, abbiamo il dovere di ricordare un altro accadimento di grossa portata nella storia etiopica e di InI, pecore del Suo Gregge, chiamati a conoscere e mantenere la conoscenza della storia stessa: è in questo mese infatti, a dispetto di ciò che comunemente si crede (anche a causa della mancanza di informazioni o della superficialità delle stesse, ndt), che Negus Tafari Makonnen viene proclamato Re dei re. Sarà solo a Novembre, poi, come tutti sappiamo, che l’Imperatore verrà incoronato di fronte al mondo, al quale in questa occasione si Rivelerà nella Sua Piena Maestosità e Regalità, con i titoli di Leone Conquistatore di Judah, Re dei re e Signore dei Signori, con accanto, per la prima volta nella storia etiopica, l’Imperatrice che riceve la Sua Corona lo stesso giorno del Suo Sposo, e non in momenti separati e distinti, come avveniva precedentemente.

Per ricordare degnamente questo giorno di aprile, il primo contributo giunto in redazione: nella traduzione di Sis Oriana, un’estratto dell’Autobiografia di Sua Maestà, accompagnata da una presentazione delle stampe e dei francobolli imperiali dedicati all’evento, pubblicati nell’Ethiopian Stamp Catalogue Imperiale.

Chiudiamo questa prima parte, segnalandovi un video che fa riferimento ad un ulteriore accadimento storico avvenuto nel mese di aprile: il 21 Aprile 1966, infatti, Il Leone Conquistatore di Judah vola in visita ufficiale in Jamaica, dove, all’aeroporto di Kingston trova ad attenderlo migliaia e migliaia di RasTa Idren, oltre alle personalità e al popolo jamaicano. E’ questo un evento che avrà risonanza internazionale, come si può ben capire, e che può essere considerato una pietra miliare nel rapporto del Re con i suoi primi discepoli, che sebbene lontani chilometri dal Monte Sion, ricevettero una Rivelazione potente prima di tantissimi altri, forse di tutto il globo.

Proseguendo oltre, rimanendo in tema di conoscenza della cultura etiopica e dell’imprinting imperiale sulla vita quotidiana del popolo, quale anche noi siamo e al quale dobbiamo ispirarci e che dobbiamo acquisire nelle nostre livity, ci è sembrato non ci potesse essere occasione migliore per pubblicare, in traduzione, due discorsi che probabilmente non vengono citati spesso (ci perdonino i nostri fratelli più grandi e anziani, i quali sicuramente ne erano a conoscenza) ma che ci sono apparsi densi di significato: in un momento della storia della nostra federazione che a nostro parere è un momento di “chiamata alle armi, al lavoro, all’opera” ancor più che mai, poiché dopo aver superato prove e tribolazioni profonde, ci troviamo dinanzi al compito di rafforzare l’unione che ci lega e ci impegna, attraverso l’approfondimento della conoscenza, l’impegno nel lavoro collettivo e la buona condotta nelle relazioni personali, vi vogliamo proporre il discorso sugli “Studi Etiopici” del 7 Aprile 1966 e quello dell’8 Aprile 1970 all’ “Unione Etiopica del Lavoro”: non c’è motivo di aggiungere o commentare le Parole del Re, consapevoli che “l’educazione (e lo studio, ndr) è una chiave vitale per il nostro sviluppo” sappiamo anche che “lo sviluppo di un paese non può essere intrapreso solo dal Governo; necessita della partecipazione, della cooperazione, del sacrificio e della lungimiranza di ogni individuo.”.
Vorremmo solo dire che ci sono sembrati due discorsi che potrebbero ispirare le nostre azioni tese al miglioramento individuale e collettivo.

E’ proprio a proposito di progresso individuale e collettivo, e di frutti del lavoro comune, che possiamo con gioia e onore presentarvi il sito della Federazione: tutti avrete avuto modo di aprire la pagina web www.ras-tafari.com, ma il fratello Gabriel, ha voluto inviarci una presentazione di questa opera, che potrà risultare utile a tutti coloro i quali vorranno documentarsi sull’Etiopia e sulla nostra fede e livity, nella speranza sia gradita agli occhi di JAH.
Vi lasciamo dunque in attesa di leggere il suo intervento, e continuiamo a presentare questa newsletter che si rivela sempre più densa.

Prima di voltare pagina, e passare a presentare gli altri contributi, vi segnaliamo la traduzione del capitolo “Un ospite per ogni occasione” estratta dall’interessante libro “A Glimpse of Greatness - Emperor Haile Selassie I: the Person” di Abebe Ambatchew, grazie alla quale potremo avere una testimonianza diretta, uno spaccato sull’esperienza vissuta accanto al Re dei re. E’ nostra intenzione e desiderio proporre, nei prossimi numeri, altri estratti del suddetto libro.

Passiamo così al tema della sicurezza collettiva, principio tanto caro al Nostro Re, per il quale Egli stesso e l’Etiopia tutta hanno sempre combattuto strenuamente, e al quale noi stessi, nel nostro piccolo, ci ispiriamo nella conduzione della nostra vita sociale e federativa: in particolare vi presentiamo, nella traduzione della sis Tseghe, il Discorso che l’Imperatore pronunciò il 14 Aprile 1951, alla vigilia della partenza del battaglione Kagnew per la guerra in Korea, per rispondere all’appello delle Nazioni Unite in difesa di quel principio di sicurezza e assistenza collettiva di cui il Re stesso fu, come è noto, primo promotore.

Rimanendo in tema di guerra, vogliamo ricordarvi che alla fine di questo mese e all’inizio di quello successivo, precisamente dal 25 aprile al 5 maggio, si terrà a Feltre una mostra sui Crimini Fascisti e sulla Resistenza Etiopica, curata e promossa da Bro Marco e dalla family feltrina in collaborazione con la sezione locale dell’ANPI: vi presentiamo qui il flyer, ringraziando i fratelli per una iniziativa tanto significativa, nella quale interverrà anche il nostro Presidente in qualità di relatore, e invitiamo chiunque ne abbia la possibilità a partecipare a questa manifestazione di testimonianza.

Avviandoci alla fine, rimangono da presentare gli ultimi due contributi, ultimi ma non certo per importanza:
il primo è di Ras Gabriel che, dopo aver concluso il ciclo di presentazione delle Medaglie e degli Ordini Imperiali, è passato a fornirci un approfondimento sulle Simbologie del Regno, e anche questo giro non ci ha fatto mancare il suo prezioso apporto;
il secondo è di Ras Julio che, come di consueto, nell’Ital corner non ci fa mancare, al termine della nostra lettura, un articolo sui cibi-medicina che sarebbe bene consumare in questo particolare periodo dell’anno, con un’occhio, e un braccio, teso ai mesi e alle stagioni che ci attendono nel prossimo futuro. Let InI food be InI medicine…

Spazio dunque ai contributi; spero di non avervi annoiato, e ringrazio per la pazienza nella lettura, e per l’onore concessomi nel presentarvi questo che, in verità, ritengo un lavoro importante per la nostra Federazione.

Ringraziando tutti i fratelli, il cui lavoro è fondamentale nella stesura di questo lavoro, senza dilungarci ancora, vi salutiamo caramente, ricordandovi l’indirizzo del comitato P.R. a cui fare riferimento per ogni comunicazione relativa a questa newsletter: publicrelations@ras-tafari.com.

Nella speranza di riabbracciarvi tutti presto e con la preghiera che il Signore degli Eserciti possa condurre i nostri passi, ora e sempre, lungo la strada della rettitudine, della giustizia, e del servizio reciproco!

One Perfect Love

Viktor Tebebe



Sommario:

25 Mägabit 1922 - 3 Aprile 1930
Giorno di Proclamazione del Re dei re

21 aprile 1966: visita ufficiale di S.M.I. Haile Selassie I
in Jamaica


Studi Etiopici

Unioni Etiopiche del Lavoro

Sito internet della Federazione

Un Ospite per tutte le occasioni

Battaglione Kagnew e Sicurezza Collettiva

Etiopia 1935-1941
Mostra Foto-storica "Crimini Fascisti e Resistenza Etiope"


Simbolo dell'Unità Radio Imperiale e
Simbolo dell'Unità Medica dell'Armata Imperiale


Let food be your medicine...


25 Mägabit 1922 - 3 Aprile 1930
Giorno di Proclamazione del Re dei re
83esimo Anniversario
Il giorno in cui il Negus Tafari diventò
l'Imperatore Haile Selassie il Primo


“Queen Zawditu morì il 24 Megabit (=2 Aprile 1930) e, di conseguenza, la mattina del giorno dopo fui proclamato Imperatore e saliì al trono ”
Qedamawi Haile Selassie, “My Life and Ethiopia's Progress – Volume 1”, pagina 172


“Il 25 Megabit 1922 secondo il Calendario Etiopico (3 Aprile 1930) egli indirizzò al popolo dell'impero questo appello:

Proclama in nome del principe ereditario e reggente plenipotenziario del regno di Etiopia, sua Maestà il Re Tafari Makonnen, in occasione della sua ascesa al trono imperiale con il nome di Sua Maestà Haile Sellase I, Re dei re (Negusa Negast) d'Etiopia. In accordo con la dichiarazione che il nostro Creatore, il quale dimora nel suo popolo e ci ha eletto, volle che fosse fatta, noi abbiamo vissuto senza rompere il nostro patto, come madre e figlio. Ora, poiché per legge e comandamento di Dio nessuno che sia umano può evitare di ritornare alla terra, sua Maestà l'Imperatrice, dopo qualche giorno di malattia, ha lasciato questa vita. Il trapasso di sua Maestà l'Imperatrice è doloroso per me stesso e per tutto l'impero. Poichè, il costume da lungo tempo stabilito vuole che, quando un re, il pastore del suo popolo, muore, un altro re ne prenda il posto, io essendo sul trono di Davide cui ero stato promesso, per l'amore di Dio vigilerò su di voi. Mercante, commercia! Contadino, ara la terra! Io vi governerò secondo le leggi ed i decreti che mi sono pervenuti, tramandatimi dai miei padri.
Era l'Imperatore d'Etiopia ed aveva trentasette anni.”
L. Mosley, “Il Negus





img Vorrei inoltre proporre all'attenzione dei fratelli e delle sorelle la serie di francobolli intitolata “Proclamazione” per celebrare l'ascesa al trono del Negus ad Imperatore Haile Selassie I in data 3 aprile 1930. I disegni dei francobolli sono stati adattati a partire da fotografie e sono stati stampati presso la tipografia “Atelier de Fabrication des timbres”, Parigi, e ristampati presso la tipografia “Leon de Robillard Printing Press, Addis Ababa. I disegnatori sono stati A. Delzers e A.Mignon. Le dimensioni dei francobolli sono 24 mm e mezzo x 40 mm e mezzo. La quantità stampata è sconosciuta.
Si può leggere, in amarico, nella prima riga a partire dall'alto “Haile Selassie, il Primo”; nella seconda “Mosley ” (3 Aprile 1930). Nelle righe sottostanti le righe in amarico sono tradotte in francese.
- Ethiopian Stamp Catalogue, Imperial Ethiopian Government Ministry of P.T. & T.



Sis' Tseghe

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21 aprile 1966: visita ufficiale di S.M.I. Haile Selassie I
in Jamaica







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Studi Etiopici


L’Etiopia, come è risaputo, ha una lunga tradizione di storia documentata che arriva indietro (nel tempo, ndt) fino alle iscrizioni di Aksum. Il paese è stato anche fortunato nella sua scolarizzazione, basata sulle antiche scuole delle nostre chiese (le università del passato) che sono state guardiane della nostra cultura attraverso le epoche.

L’Etiopia non è stata meno fortunata nell’attrarre l’interesse del mondo internazionale dell’istruzione, così come quello dei sostenitori stranieri in terre lontane.

Quasi mezzo millennio fa, nel 1513, il tedesco Joh Potken stampava il primo Salterio Ge’ez al Vaticano, e pochi anni più tardi possiamo trovare un commerciante fiorentino, Andrea Corsali, che stava prendendo in considerazione la stampa di libri in Ge’ez per l’Imperatore Lebna Dengel. Circa duecento anni dopo, nella metà del diciassettesimo secolo, il monaco etiope Gregorius ebbe il primo incontro con lo studioso Job Ludolf; l’amicizia tra questi due eruditi, provenienti dai due confini della Cristianità, Germania ed Etiopia, fu molto fruttuosa: Ludolf, che è stato giustamente chiamato “Padre degli Studi Etiopici” in Europa, procedette nel produrre un numero di opere significative nel campo della storia e della linguistica, tra cui la sua Historia Aethiopica, in Latino, che apparve per la prima volta nel 1681, e la sua Grammatical Linguae Amharicae, la prima grammatica amharica, del 1698.

Non è necessario qui enumerare le molte scuole di qene e zema; le scuole dell’Antico e del Nuovo Testamento; le scuole dei Padri della Chiesa e dei monaci; le scuole di storia, arte, letterature, ma Noi non vorremmo ricordarle senza menzionare i nomi di Yared e Afeworq, ben noti a voi tutti. Degli studiosi stranieri dell’Etiopia, ci piacerebbe menzionare l’inglese Bruce, il tedesco Dillman, il francese Halevy, l’italiano Guidi e i russi Turaiev e Kratchovsky.

L’alta tradizione di apprendimento stabilita da questi e da altri studiosi, da lungo deceduti, è stata continuata dagli Etiopisti del nostro tempo, molti dei quali sono oggi riuniti nella Nostra capitale.

Con uno sguardo teso ad incoraggiare tali ricerche, Noi abbiamo costituito l'annuale Premio Haile Selassie I per gli Studi Etiopici, che è stato conferito per la prima volta nel 1964 all’erudito francese Marcel Cohen e nel 1965 al rinomato studioso americano Wolf Leslau.

Siamo lieti che la Terza Conferenza Internazionale di Studi Etiopici dovrebbe tenersi nella Nostra capitale dove l'Istituto di Studi Etiopici sta operando da tre anni come parte integrante della nostra Università; speriamo che l’Istituto si ingrandisca e doni un contributo sostanziale alla crescita della scolarizzazione della nostra amata terra.

Noi vi auguriamo ogni successo nelle vostre deliberazioni dei giorni a venire.

7 Aprile 1966

Important Utterances of H.I.M. Emperor Haile Selassie I, pagg.95-96

Bro' Viktor

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Unioni Etiopiche del Lavoro


E’ un piacere per Noi inaugurare, oggi, il Quartier Generale della Confederazione delle Unioni Etiopiche del Lavoro.

La promozione e il mantenimento di un più alto standard di vita per il Nostro popolo, e l’incoraggiamento della maggiore armonia sociale fra loro, continuano ad essere fra i nostri obiettivi prioritari.

Questi obiettivi possono essere raggiunti, peraltro, solo utilizzando al massimo tutte le risorse umane e naturali del Nostro Impero. E’ Nostro desiderio che i lavoratori cooperino gli uni con gli altri per acquisire ulteriore conoscenza e migliorare il proprio standard di vita, e che nel far ciò aiutino anche il loro paese.

Considerando che l’esistenza di associazioni di beneficenza è una cosa tradizionale e ha sempre avuto una lunga storia tra la Nostra gente, il concetto di sindacalismo potrebbe non apparire nuovo in Etiopia. Ciononostante un’associazione di persone che cerca di proteggere i diritti umani e gli interessi economici dei suoi membri, la maggior parte dei quali è passata da una vita rurale ad una industriale, con tutti i cambiamenti che ciò comporta, è abbastanza differente da una associazione benefica dei vecchi tempi.

La promozione di un più alto standard di vita per il Nostro popolo dipende inoltre grandemente dalle armoniose relazioni e dalla cooperazione volontaria tra lavoratori e dirigenza. Tali relazioni e cooperazioni dovrebbero avere come propri obiettivi la creazione di condizioni di lavoro favorevoli per i lavoratori in tutte le aziende, la risoluzione pacifica di tutte le dispute lavorative, e l’incoraggiamento alla contrattazione collettiva. Con questi obiettivi nella mente, Noi abbiamo promulgato leggi e regolamenti per guidare il lavoro e gli impiegati e abbiamo stabilito una struttura istituzionale all’interno della quale tali linee guida possano essere applicate.

Eppure, nei loro sforzi per migliorare la sorte dei loro membri, le unioni non dovrebbero pensare solo a breve termine, ma dovrebbero governare le proprie azioni così che esse non influenzino negativamente l’interesse della società nel suo insieme. Un’unione composta da lavoratori che non considera la loro razza, il loro credo o il loro sesso, diventa il vero simbolo dell’unità Etiopica.

L’Etiopia sta lottando più duramente che mai per superare l’ignoranza e accelerare il suo progresso così da ottenere uno standard economico più alto per il proprio popolo. Comunque Noi sappiamo che uno sviluppo socio-economico ben bilanciato non può essere raggiunto da un giorno all’altro; per raggiungere questo fine ultimo, l’Etiopia ha un percorso molto lungo e strenuo davanti a sè.

Lo sviluppo di un paese non può essere intrapreso solo dal Governo; necessita della partecipazione, della cooperazione, del sacrificio e della lungimiranza di ogni individuo. Poiché la pace industriale è un prerequisito per lo sviluppo economico, è di primaria importanza che sia gli impiegati che i lavoratori collaborino tra di loro e lavorino insieme verso un fine comune.

L’avanzamento economico di una nazione richiede non solo accumulo di capitale, ma anche manodopera sufficientemente preparata; si stanno ora compiendo sforzi per sradicare l’ignoranza dal Nostro paese, ed è imperativo che le unioni cooperino dando a tal fine priorità nelle loro attività. L’educazione è una chiave vitale per il Nostro sviluppo. L’educazione permetterà al lavoratore di comprendere i propri diritti e doveri e lo aiuterà ad accrescere la propria produttività e a migliorare il proprio standard di vita.

Senza la manodopera preparata che l’educazione crea è inevitabile che i piani di sviluppo non si realizzeranno.

E’ gratificante vedere che, nel breve lasso di tempo degli ultimi sette anni, la Confederazione delle Unioni Etiopiche del Lavoro ha raggiunto lo stadio avanzato nella quale Noi oggi la troviamo. Il centro che è stato inaugurato oggi è chiara testimonianza della maturità della Confederazione, della sua intraprendenza e perseveranza. Eppure, si deve ricordare che il centro non è un fine in se stesso, ma foriero di cose migliori a venire. Come è sempre stato nel passato, voi potete contare sul Nostro costante supporto e sulla Nostra guida nel futuro.

Infine, Noi ringraziamo il Centro dei Lavoratori Afro-Americani e tutti gli altri che hanno partecipato per rendere questo edificio una realtà.

8 Aprile 1970

Important Utterances of H.I.M. Emperor Haile Selassie I, pagg.215-217

Bro' Viktor

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Sito internet della Federazione


E' con gioia e gratitudine che possiamo finalmente annunciare l'apertura del sito internet www.ras-tafari.com che rappresenta la Federazione delle Assemblee Rastafari in Italia. Tutto ciò è reso possibile dalla cooperazione tra i fratelli e le sorelle di tutta la comunità e del comitato educativo in particolare, che uniscono le proprie forze per fornire il cibo adeguato per continuare il cammino verso il Suo Santo Monte e per rappresentare degnamente la nostra Federazione nella rete e nel mondo.

Questo per noi rappresenta un punto di inizio che desidera coinvolgere ogni Assemblea, nella ricerca di una più stretta cooperazione e collaborazione e con il fine di servire sempre più degnamente il Re dei re.

Invitiamo quindi tutti i fratelli e sorelle a condividere e promuovere il sito nel massimo delle singole possibilità e ad inviare materiale storico o utile (fotografie, documenti ecc...) all'indirizzo mail del comitato Pubbliche Relazioni ( publicrelations@ras-tafari.com ) oltre ad eventuali feedback, suggerimenti o segnalazioni così da poter offrire contemporaneamente uno spazio sempre più ricco e dettagliato.

Preghiamo affinché le meditazioni delle nostre menti, le parole delle nostre bocche e le opere delle nostre mani siano accetti al Suo Sguardo.

Bro' Gabriel


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Un Ospite per tutte le occasioni


[…] Che siano eventi sportivi, o piuttosto la posa delle fondamenta di edifici, o l’inaugurazione di una scuola, l’Imperatore, grazie alla Sua presenza e al suo patrocinio, ha partecipato e giocato ruoli catalitici.

Egli raramente è mancato a presiedere le cerimonie annuali della consegna dei diplomi: ha consegnato personalmente i diplomi ad ogni laureando per molti anni, accordando così un sapore e un prestigio speciali a queste cerimonie. Ha sempre incoraggiato i migliori studenti e conferito premi e trofei.

Haile Gebre Hiwot ha apprezzato e amato uno sguardo che l’Imperatore gli rivolse quando venne selezionato come studente completo e ancora ricorda con nostalgia il consiglio che l’Imperatore gli diede in quell’occasione: Egli gli disse di non “lasciare che l’educazione cambi negativamente la tua buona condotta e le qualità che ti sono state riconosciute oggi”.

Molti accadimenti interessanti avvenivano in queste occasioni: i giovani studenti laureandi ricevevano diplomi, premi e doni dall’Imperatore il quale porgeva loro domande o li elogiava individualmente. Alcuni arrivavano alla fine poiché non lo avevano soddisfatto. Uno studente, che in una occasione molto precedente aveva fatto qualcosa di inaccettabile agli occhi dell’Imperatore, stava per ricevere il suo diploma dal Sovrano, come tutti gli altri. Eppure, venne deciso che lui non avrebbe ricevuto il suo diploma dall’Imperatore e che il suo nome non sarebbe stato chiamato. Quando i membri della facoltà vennero a conoscenza di queste intenzioni, si rifiutarono di partecipare alla cerimonia di laurea, creando così una crisi imbarazzante. Ma si raggiunse un compromesso: il nome dello studente venne chiamato ed egli avanzò per ricevere il suo diploma dall’Imperatore che però non glielo consegnò di sua mano né gli disse nulla. Questi tornò al suo posto giustamente disorientato. Egli prese il suo diploma solo più tardi, e si laureò ufficialmente sebbene l’Imperatore non lo riconobbe, e non scavalcò l’obiezione di principio della facoltà.

L’interazione con gli studenti avveniva in un contesto familiare. Noi lo percepivamo come un genitore ed Egli si considerava come un nostro guardiano. In questo spirito gli mostravamo rispetto, come è dovuto ad un anziano o ad un genitore, e ciò era naturalmente accresciuto dall’aura imperiale e dalla reverenza (dovuta, ndt).

Per quanto ci fossero ancora problemi e fallimenti nell’educazione, nessun altro leader etiope si è mai impegnato così personalmente, ed ha raggiunto così grandi risultati con così poco, come l’Imperatore Haile Selassie. Egli fu l’Imperatore dell’Educazione (the Education Emperor, ndt).

Estratto da “A Glimpse of Greatness – Emperor Haile Selassie I: The Person”, by Abebe Ambatchew – Trafford Publishing 2010

Bro' Viktor

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Battaglione Kagnew e Sicurezza Collettiva


“...Tra tutte le nazioni del mondo il nome dell'Etiopia è stato più strettamente associato a questo principio...”

Soldati,
siete sul punto oggi di lasciare l'Etiopia per un viaggio a metà strada intorno al mondo in difesa della libertà e dei principi che i membri delle Nazioni Unite sostengono con impegno.

Siamo venuti qui personalmente alla presenza dei più alti ufficiali della nazione che vi stanno onorando oggi e delle rappresentanze di altre nazioni che partecipano a questa impresa di grande importanza per augurarvi un affettuoso congedo e la benedizione di Dio per la vostra missione e per assegnarvi i Colori del Reggimento. Porterete con voi queste bandiere con valore per tutta la campagna. Siamo sicuri che le riporterete indietro al Vostro Imperatore e Comandante-Capo, al quale avete giurato alleanza, come gli amati standard di battaglia, glorificati dalla vostra prodezza ed eroismo.

Siete stati chiamati a rappresentare fra le forze armate di molte nazioni amiche impegnate nello stesso altissimo sforzo, l'eredità di un popolo che, per indicibili secoli, ha fieramente combattuto per difendere la sua libertà ed indipendenza. Ognuno di voi ha conosciuto il sacrificio negli ultimi anni. Nelle ore scure quando Noi e la Nostra Gente siamo stati chiamati a combattere, non abbiamo fallito nella nostra fiera risolutezza, ed oggi, grazie a quella determinazione, l'Etiopia ha nuovamente riassunto il suo giusto posto tra le Nazioni Unite. Abbiamo tutti guadagnato il diritto di essere orgogliosi di questa eredità di combattimenti.

Dobbiamo riconoscere, poi, che ogni nazione che combatte, come noi abbiamo fatto, per la difesa ed il mantenimento della sua indipendenza ha il diritto di aspettarsi l'onore e sicuramente l'assistenza di tutte le persone amanti della libertà. State partendo per una lunga crociata in difesa di quell'autentico principio per il quale abbiamo a lungo combattuto, la libertà ed il rispetto per la libertà degli altri. Con questa tradizione e dopo tali sacrifici, l'Etiopia sarebbe la prima nazione a riconoscere l'urgenza imperativa della chiamata al dovere nei confronti di una nazione sorella.

Ed è in questo senso più ampio, Soldati, che state oggi lasciando la vostra patria per combattere in territori distanti. State combattendo non solo per la libertà così come la conosciamo in Etiopia, ed il diritto di ogni popolo alla propria libertà. State anche rappresentando e difendendo in angoli distanti della terra, il più sacro dei principi della politica moderna internazionale – quel principio di sicurezza collettiva con il quale il nome dell'Etiopia è perennemente associato.

E' più che naturale che le nazioni di piccole dimensioni che devono difendere così attentamente la propria indipendenza, dovrebbero guardare alla sicurezza collettiva come pietra angolare della propria esistenza. Il loro supporto di questo principio dovrebbe essere immediato, senza esitazioni ed assoluto. Nessun piccolo stato, nessuna nazione democratica, nessun popolo dimostrante carità verso il proprio simile, potrebbe fare altrimenti.

Tra tutte le nazioni del mondo, il nome dell'Etiopia è stato intimamente associato con questo principio. La nostra imperterrita difesa della sicurezza collettiva alla Lega delle Nazioni, il Nostro stesso appello a quell'augusto corpo, i nostri feroci combattimenti senza aiuto attraverso le ore più scure precedenti l'ultima Guerra Mondiale, il coraggio dei nostri patrioti, i sacrifici senza fine delle Nostre famiglie, hanno dato all'Etiopia un posto insostituibile nella storia di questo principio nei tempi moderni.

korea

Non esitammo

E' per questo, che come Sovrano Capo dell'Etiopia e Comandante-Capo delle Forze Armate Etiopiche, non abbiamo esitato nel rispondere immediatamente all'appello per l'assistenza collettiva lanciata dalle Nazioni Unite in seguito all'aggressione della Korea.

Dall'inizio, è risultato evidente che tanto tempo, sforzi e spese sarebbero state necessarie per provvedere alla vostra partecipazione nel fronte combinato delle forze delle Nazioni Unite in Korea. Prevedendo queste inevitabili difficoltà, l'Etiopia non ha esitato a provvedere assistenza immediata prima ancora che le Nostre forze militari avessero raggiunto la battaglia. Per questa ragione, non solo promettemmo assistenza militare, ma trasmettemmo immediatamente fondi alle Nazioni Unite per aiutare nello sforzo collettivo.

Così ora state partendo per prendere il vostro posto onorato al fianco dei valorosi soldati delle altre Nazioni Unite, quelli degli Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Turchia ed altri.

In questo momento di partecipazione orgogliosa nel primo sforzo collettivo mondiale per la difesa del principio della sicurezza collettiva, l'Etiopia e Noi stessi possiamo guardare indietro con orgoglio al progresso raggiunto, progresso al quale l'Etiopia ha pesantemente contribuito negli anni recenti. Precisamente quindici anni fa, Noi, il Vostro Imperatore, e Comandante-Capo, abbiamo indirizzato dai campi di battaglia un pressante appello alla Lega delle Nazioni per il rispetto e l'applicazione del principio della sicurezza collettiva. Non era applicabile allora come ora, neanche la speranza dell'applicazione delle misure di sanzione militare. Così nuovo era quel principio che l'Etiopia potette solo sperare per le più basilari sanzioni economiche per arginare l'aggressione, per misure urgenti per porre fine all'uso di gas asfissianti. Ma, fu proprio nello stesso mese, quindici anni fa oggi, che il Concilio della Lega delle Nazioni alla fine dichiarò la propria inabilità nel venire incontro a questi requisiti essenziali della sicurezza collettiva.  Non abbattuta da questo fallimento, l'Etiopia sotto la Nostra guida e con il coraggio dei suoi patrioti, continuò a combattere fino al giorno glorioso in cui, a capo della Nostre truppe e con l'aiuto dell'eroico Impero Britannico, rientrammo nella Nostra Capitale.

La Korea riceve

Oggi non si tratta più di richiedere semplici sanzioni economiche. La Korea richiede alle Nazioni Unite e riceve da esse sicurezza collettiva nella forma di assistenza militare.

Nell'unirci oggi in queste misure di sicurezza collettiva, siamo essendo fedeli a Noi stessi e agli obblighi che abbiamo concepito essere i più alti e solenni doveri non solo per l'ora presente, ma per il secolo presente. La sicurezza collettiva non conosce limiti né distanze. Nel partecipare alle misure di sicurezza collettiva nell'Estremo Oriente, stiamo solo compiendo i Nostri obblighi verso la Nazioni Unite. Come nel passato, con il disporre di assistenza finanziaria, abbiamo manifestato la Nostra simpatia nei confronti del popolo valoroso della Cina così acutamente provato da disastri naturali, così oggi, condanniamo le nuove avversità che questo popolo è stato chiamato a patire come risultato degli eventi dell'Estremo Oriente. Speriamo che la pace e la tranquillità possano presto essere ristabiliti.

Siete stati fortunati, Soldati, poiché ognuno di voi è stato selezionato per testimoniare di fronte al mondo la fiamma di libertà e devozione alla causa della giustizia internazionale che ha acceso il petto dei Nostri patrioti.

State seguendo le orme della lunga linea dei vostri antenati nel proclamare di fronte al mondo il diritto di ogni nazione, determinato dai suoi stessi sforzi per salvare la sua indipendenza e libertà, a ricevere come sicurezza collettiva assistenza da tutte le nazioni promotrici di pace. L'Etiopia oggi non potrebbe fare di meno e rimane fedele alle sue tradizioni ed ai suoi sacrifici che abbiamo Noi tutti subìto.

Soldati, lo spirito dei vostri avi, eroi della lunga battaglia millenaria per la difesa della Nostra libertà, vi seguirà e rinforzerà le vostre mani e cuori nel mezzo della battaglia.

Ricordate che state per ripagare un debito di onore per la vostra patria che è stata liberata grazie non solo al sangue dei propri patrioti, ma anche a quello dei fedeli alleati, come membri delle Nazioni Unite. Ricordate anche che nel ripagare questo debito, state ponendo le basi per un sistema universale di sicurezza collettiva per conto della vostra stessa terra come per conto delle nazioni del mondo, siano esse grandi o piccole, potenti o deboli.

Possa Dio proteggervi, darvi coraggio di affermarvi come eroi e riportarvi indietro salvi nella vostra amata patria.

14 Aprile 1951

Sis' Tseghe

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Etiopia 1935-1941
Mostra Foto-storica "Crimini Fascisti e Resistenza Etiope"


Comunico con gioia le date della mostra che si terrà a Feltre tra il 24 Aprile ed il 5 Maggio e che avrà come argomenti centrali i crimini commessi dai fascisti in Etiopia durante l'occupazione e la straordinaria Resistenza etiope. Ringrazio personalmente tutti i fratelli e le sorelle del luogo che si sono impegnati in questa stupenda iniziativa che vede la partecipazione del nostro beneamato presidente, del presidente dell'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) di Belluno ed il patrocinio del Comune di Feltre.

Invito ogni fratello e sorella a sostenere e sponsorizzare l'evento per la sua massima riuscita oltre a sperare nella più numerosa presenza fisica da parte di I&I.

Lode e Gloria al Principe della Pace.

Bro' Gabriel


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Simbolo dell'Unità Radio Imperiale e
Simbolo dell'Unità Medica dell'Armata Imperiale


Simbolo dell'Unità Radio Imperiale.

Il Simbolo dell'Unità Radio Imperiale è rappresentato da un globo da cui scaturiscono 2 saette per lato, nella parte inferiore è presente un nastro su cui è scritto “Unità Radio” (letteralmente Unità Segnaletica). In cima è presente la Corona.

La seguente descrizione fa riferimento al distintivo da cappello.

Sul colletto troveremo lo stesso simbolo presente sul copricapo ma in una dimensione più piccola.

Sui bottoni troveremo il simbolo come da descrizione per il copricapo.



Simbolo dell'Unità Medica dell'Armata Imperiale

Il Simbolo dell'Unità Medica dell'Armata Imperiale è rappresentato da un cerchio che presenta all'interno un serpente avvolto attorno ad un bastone verticale. La testa del serpente è rivolta verso destra, nella parte superiore del cerchio sono iscritte le parole “Non Disperare” sormontate dalla Corona. Nella parte sottostante è presente un nastro con le parole “Unità Medica”.

La seguente descrizione fa riferimento al distintivo da cappello.

Sul colletto il simbolo è rappresentato da un serpente avvolto ad un bastone con la testa rivolta verso destra.

Sui bottoni è presente il serpente avvolto intorno al bastone.

Entrambe le descrizioni sono tratte da "Order on Uniform for the Army" del 1951 pubblicato dal Governo Imperiale.

Ps: Intendo ricordare quanto sia radicata nella nostra cultura la figura del serpente e del bastone. Sebbene il serpente sia spesso un simbolo associato a connotazioni negative ( basti pensare al serpente nel Giardino) ricordo che il dualismo serpente-bastone viene portato come espressione della Potenza del Signore quando Aronne tramuta il suo bastone in serpente (Esodo 7).
Storicamente il simbolo viene da tempo utilizzato per indicare la cura o la medicina in moltissime culture e nonostante i vari significati e varianti notiamo che il bastone pastorale del Patriarca è caratterizzato proprio da 2 serpenti.

Bro' Gabriel

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Let food be your medicine...


IL ROSMARINO

imgCon la stagione invernale che volge al termine inizia quella piacevole fase che ci conduce verso la Primavera e il suo forte potere di rinnovamento di cui avevamo già parlato lo scorso Aprile( Vedi Newsletter Aprile 2012).

La natura intorno a noi si proietta verso un nuovo inizio ed una nuova crescita, è il periodo in cui possiamo approfittare delle erbe nel nostro giardino per alleggerire l’organismo delle tossine e di tutto ciò che non ha bisogno di portare con sé nella stagione estiva.

Una di queste erbe che troviamo in fiore durante questo mese è il Rosmarino (Rosmarinus officinalis), largamente usato in cucina ma non spesso valorizzato per le sue proprietà terapeutiche che possono essere importanti nella cura di numerosi disturbi.

Il rosmarino è un ottimo tonico generale; ha una forte azione stimolante e fortificante sull’organismo. Indicatissimo negli stati di astenia ( affaticamento fisico e mentale). E' quindi consigliato nei periodi di recupero dopo una malattia o dopo lavoro intenso. Queste sue proprietà ne fanno un rimedio molto adatto anche per bambini e ragazzi. Agisce come antispastico e antidolorifico.

Possiede proprietà antisettiche, antiparassitarie e antibatteriche e svolge un'efficace azione preventiva anche in caso di malattie infettive. È un valido antinfiammatorio da usare sia internamente che esternamente.

Al Rosmarino sono inoltre riconosciute notevoli proprietà antiossidanti e antimutagene, dovute in particolare alla presenza dell'acido rosmarinico.

A livello respiratorio è espettorante e consigliato in caso di tosse o congestione delle basse vie respiratorie, da bere come tisana, respirare come suffumigi o da fumare come sigarette per agevolare l’espulsione di catarro.

Gli effetti dei principi attivi del Rosmarino sono particolarmente evidenti a livello gastrico e intestinale: la pianta possiede spiccate proprietà digestive, aromatiche e carminative che favoriscono l'espulsione dei gas intestinali. Risulta quindi un efficace rimedio per tutti quei disturbi legati a scompensi digestivi. È indicato inoltre nel reflusso esofageo.

È un ottimo tonico anche per le persone anziane, stimolante dell'appetito; il suo utilizzo favorisce una buona risposta anche in caso di atonia gastrica.

Agisce come eutrofizzante intestinale, migliorando lo stato di salute generale dell'apparato; stimola la peristalsi e al tempo stesso calma gli spasmi della muscolatura liscia. Questa azione antispastica è attribuita in particolare all'attività del borneolo, un principio attivo contenuto nell'olio essenziale.

Per la sua azione vermifuga, viene utilizzato anche nel trattamento contro gli ascaridi, un tipo di parassiti dell'intestino. Il Rosmarino consente di ottenere buoni risultati nel trattamento delle affezioni reumatiche e muscolari, anche in caso di distorsioni, negli stati di ipotonia muscolare in generale e nelle forme di gotta.

imgA livello nervoso è un valido tonificante nervino: è indicato in caso di tensione nervosa e nelle forme depressive, anche associate a stati di debilitazione.

Si utilizza inoltre nel trattamento di cefalee, emicranie, oppure per nevralgie. È consigliato per lenire i dolori causati dalla sciatica. La sua azione stimolante agisce anche sulle vie urinarie: favorisce la diuresi ed è quindi indicato in caso di insufficienza renale.

Il Rosmarino svolge una benefica azione sulla ghiandola epatica: è coleretico, colagogo e colecistocinetico, stimola cioè la funzionalità del fegato e l'escrezione della bile. Grazie a queste proprietà si utilizza con efficacia nelle patologie del fegato e della colecisti in generale.

Ed è proprio grazie a questa particolare capacità di espellere le tossine che il Rosmarino può essere considerato importante in questa stagione. La primavera infatti è legata, secondo la Medicina Tradizionale Cinese all’organo fegato e all’elemento legno e durante questa stagione sono consigliati gli alimenti capaci di rafforzare il fegato, considerato fondamentale nella diffusione di energia vitale attraverso il corpo. Il Rosmarino ha una profonda azione tonificante proprio perché possiede un’energia calda, movimento verso l’esterno e un sapore piccante entrambi stimolanti del fegato e dei polmoni ( induce sudore e traspirazione) verso la rigenerazione necessaria alla giusta produzione di energia vitale che ci condurrà alla stagione calda. Si consiglia infatti , durante la primavera, l’assunzione di cibi capaci di potenziare e mettere in circolo l’energia dell’organismo ed il rosmarino è chiaramente uno di questi insieme a diverse altre erbe e ortaggi propri di questo periodo dell’anno.

La sua azione antispastica e, allo stesso tempo, stimolante sulla cistifellea, lo rende indicato nelle dispepsie biliari, in presenza o assenza di calcoli.

Per uso esterno grazie alla sua azione purificante, normalizzante della secrezione sebacea, risulta un ottimo rimedio per i capelli grassi o usato nei dentifrici anche grazie all’azione rinforzante che esercita sulle gengive. Viene impiegato anche nelle cure contro la calvizie prematura, per l'attività stimolante sui follicoli dei capelli.

Il Rosmarino è in grado di esercitare un'efficace azione deodorante e antisettica che lo rende largamente utilizzato nei prodotti per l'igiene.

Bro Julio


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