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Newsletter Giugno 2013

La Sicurezza Collettiva


Benedizioni sante, amore e pace in Cristo Nostra Luce Salvifica, Haile Selassie I, Verbo del Padre, Potenza della Trinità, per mezzo di cui tutto fu creato, i cieli e la terra e tutto ciò che in essi esiste, e senza il Quale nulla è.

Ci ritroviamo, fratelli e sorelle, per il sesto appuntamento della nostra newsletter, ne gioiamo, e speriamo che questa vi trovi tutti nella Sua Grazia, fortificati dal Suo Spirito; il mese di giugno, nella storia etiopica e di InI, è un mese molto significativo: l’anno scorso infatti, come certamente ricorderete, quello di giugno fu un numero molto denso. Parlammo della visita che il Nostro Imperatore fece all’Italia, nel 1924, in veste di Reggente d’Etiopia, e che noi ripercorremmo attraverso una cronistoria, riportando la cronaca della visita, tratta dall’Osservatore Romano e da altri documenti d’epoca; vi invitiamo quindi a visionare, ancora una volta, o per la prima volta per chi non l’avesse fatto, il video che FARIVision produsse l’anno passato, e la newsletter che in quell’occasione abbiamo inviato, proprio per ripercorrere le tappe dello storico evento.
Riportammo però, in traduzione, anche il celeberrimo Discorso del 30 giugno 1936 che il Sovrano indirizzò alla Società delle Nazioni per perorare la causa dell’Etiopia, piegata ma mai spezzata dal tentativo di invasione fascista, dinanzi al mondo intero.

Quest’anno, proprio prendendo spunto dal succitato discorso, e dalla valenza (storica e anche meta-storica, se ci è permesso) che lo stesso ha avuto sulla Storia del mondo, abbiamo deciso di incentrare il nostro lavoro, per quanto possibile a causa della piccolezza dello stesso e dalla limitatezza delle nostre capacità e conoscenze di fronte a tale proposito, sul principio di Sicurezza Collettiva - argomento guida di questo giugno 2013 - che abbiamo voluto così onorare e celebrare.

Il mese appena trascorso ha segnato il 50° anniversario della fondazione dell’OAU, organizzazione i cui propositi e le cui attività sono e sono state di importanza fondamentale, alla luce della considerazione che i popoli e le nazioni africane avevano agli occhi dei loro simili europei, o dei popoli del cosiddetto “occidente” del mondo.

Questo mese, ampliando la nostra prospettiva, vogliamo ragionare sul principio che possiamo considerare ispiratore della politica internazionale dell’Etiopia, anche della politica interafricana, principio di cui il Nostro Imperatore è stato ispiratore, padre e primo promotore: abbiamo pensato a questi due numeri proprio come due “capitoli” consecutivi, e riteniamo che sia importante ragionare su questo principio perché, sebbene notoriamente applicato a situazioni e dinamiche di politica nazionale o internazionale, è un punto di riferimento che può e deve – ed è stato dimostrato in passato, anche – guidare le nostre azioni nella livity quotidiana, personale, familiare e federativa, primariamente perché abbiamo il dovere morale ed etico di seguire il modello che è stato stabilito per noi da Nostro Padre e dai nostri padri, e in seguito perché per poter funzionare bene su larga scala un’idea, un principio, a nostro modesto parere, deve poter trovare riscontro nel quotidiano.

Se è vero che noi dobbiamo diventare “membri di una nuova razza”, superare il pregiudizio, conoscere e perseguire la benevolenza, “garantendo la nostra alleanza non alle nazioni, ma ai nostri simili all’interno della comunità umana”, è anche vero che dobbiamo avere il coraggio e la lungimiranza di applicare dunque la sicurezza collettiva, realmente la migliore speranza per la sopravvivenza dell’uomo, nel piccolo e nel grande; i genitori lo applicheranno nei confronti dei figli, a favore degli stessi e della loro crescita sicura; i dirigenti nei confronti dei lavoratori, i fratelli maggiori nei confronti dei minori, i pastori nei confronti del gregge.

Apriamo dunque questa newsletter con il primo contributo, la traduzione del Discorso che Sua Maestà, nostra Guida, pronunciò il 1 giugno 1954: discorso significativo, in esso il Re dei re reitera il concetto secondo cui non ci sia altro percorso da seguire se non quello della Sicurezza Collettiva, se si intende effettivamente realizzare una pace concreta sulla terra.
Ancor più significativo il fatto che esso venga pronunciato in un momento di transizione, di passaggio, dalla vecchia, possiamo dirlo, Lega delle Nazioni, alla nuova Organizzazione delle Nazioni Unite: testimonianza questo di quanto tale principio debba rimanere saldo e chiaro nelle menti di coloro che guidano tale istituzioni e i rispettivi Paesi membri.

Proseguendo nella lettura, troviamo un altro discorso, nella traduzione della sister Tseghe: il 15 giugno 1960 il Padre dell’Africa si rivolgeva, come vedrete, ai leader riuniti per la Seconda Conferenza Africana, sottolineando proprio come l’indipendenza, qualora si intenda preservarla e mantenerla, debba essere un principio “che richiede rispetto per se stessi e allo stesso tempo rispetto per i diritti altrui” – concetto espresso con altrettanta chiarezza, ma con parole diverse, nel Discorso sulla Sicurezza Collettiva, quello del 2 novembre 1960, nel quale il Re riconosce il dovere che l’Etiopia, “gelosa della propria indipendenza”, ha nei confronti del suo popolo e degli altri popoli liberi del globo, cioè di assicurare la resistenza contro l’aggressione, in qualsiasi forma essa si presenti.

A seguire, nella traduzione della sister Tseghe, un altro discorso, altrettanto significativo: quello che Ababa Janhoy pronunciò in occasione del 20° anniversario della Carta delle Nazioni Unite, il 27 giugno 1965, altro evento, questo, che testimonia come il mese di giugno, evidentemente, sia un mese particolarmente ricco ed emblematico, se visto attraverso la lente, il filtro che InI abbiamo proposto questo mese.

Come vedete, anche questo giugno il materiale è numeroso, e speriamo di non annoiarvi dovendo dilungarci un po’; senza indugi comunque andiamo avanti, proponendovi ancora un articolo estratto dal “Sestante” del 1969, numero di gennaio-giugno, in cui avremo modo di seguire e conoscere l’incontro che Sua Maestà ebbe con il Papa Paolo VI, a Ginevra, in occasione del 50° anniversario della fondazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.
Al di là della rilevanza temporale – l’incontro è avvenuto appunto nel mese di giugno – ci è sembrato importante riportare questo articolo, e le parole che il Papa ha rivolto al Nostro Signore, e le parole che Egli a Sua volta ha rivolto all’Organizzazione, perché piene di stimoli alla meditazione…
Il Papa riconosce il ruolo chiave dell’Imperatore e i suoi sforzi tesi alla ricerca della pace mondiale, il suo ruolo nell’unificazione dell’Africa, le sue attività dirette “al miglioramento del genere umano” – argomenti questi in linea con le tematiche da noi espresse - , proprio nel giorno celebrativo, e nella sede, di una organizzazione “pratica”, concreta, tesa al miglioramento reale dell’uomo sulla terra.

Prima di trasferirci nei nostri spazi che, come ogni mese, ci attendono in chiusura di newsletter – il Militant corner di Ras Gabriel, che questo mese ci propone la rubrica “Francobolli Imperiali”, presentandoci la serie “Ethiopia Struggle for Peace”, costituita da tre francobolli, che lascio a voi il piacere di scoprire, e l’Ital corner di Ras Julio che, come sempre, ci mostrerà le gustose, appetibili e preziose qualità di una delle erbe e dei frutti della creazione – vi presentiamo con gioia, e vi invitiamo a visionare e leggere con attenzione, il contributo inviatoci da Sis Marianna, ovvero il video, con relativa traduzione, delle interviste e domande rivolte al Sovrano Etiope, in visita ufficiale negli Stati Uniti, da giovani studenti americani, durante il programma della rete NBC, del 30 maggio 1954, chiamato “La gioventù vuole sapere”.

Prima di terminare, e di lasciarvi finalmente alle pagine della nostra, segnaliamo il video della conferenza “Etiopia 1935-41: dieci anni di lotta antifascista, un civile esempio di dignità, resistenza e umanità” a cura del nostro amato Presidente, tenutasi il 27 aprile scorso, a Feltre, in occasione della mostra “Crimini Fascisti e Resistenza Etiope”, che potrete vedere qui, e ritrovare poi sul canale youtube della Federazione, FARIVision.

E’ tutto, vi salutiamo caramente, fratelli e sorelle, nella speranza di non avervi stancato, ma piuttosto, con tutta la redazione, di aver fornito e di continuare a fornire un contributo umile e semplice al progressivo sviluppo e al benessere della nostra Federazione.

Ricordiamo l’indirizzo al quale rivolgersi per ricever info o inviare proposte e contributi, publicrelations@ras-tafari.com.

Sia Lode e Gloria al Nostro Re e Salvatore Qadamawi Haile Selassie, Dio Vivente.
Un Unico Amore

Perché le genti congiurano,
perché invano cospirano i popoli?
Insorgono i re della terra
e i principi congiurano insieme contro il Signore e contro il suo Messia:
«Spezziamo le loro catene, gettiamo via i loro legami».
Se ne ride chi abita i cieli, li schernisce dall'alto il Signore.
Egli parla loro con ira, li spaventa nel suo sdegno:
«Io l'ho costituito mio sovrano sul Sion mio santo monte».
Annunzierò il decreto del Signore.
Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato.
Chiedi a me, ti darò in possesso le genti
e in dominio i confini della terra.
Le spezzerai con scettro di ferro,
come vasi di argilla le frantumerai».
E ora, sovrani, siate saggi
istruitevi, giudici della terra;
servite Dio con timore e con tremore esultate;
che non si sdegni e voi perdiate la via.
Improvvisa divampa la sua ira.
Beato chi in lui si rifugia.

Viktor Tebebe




Sommario:

Discorso di S.M.I. Haile Selassie I:
N.U. e la Lega


Discorso di S.M.I. Haile Selassie I
alla Seconda Conferenza Africana


Discorso di S.M.I. Haile Selassie I in occasione del 20° anniversario della Carta delle Nazioni Unite

Storico incontro a Ginevra fra l'Imperatore e il Papa

"La gioventù vuole sapere"

Conferenza: "Etiopia 1936-1941: dieci anni di lotta antifascista, un civile esempio di dignità, resistenza e umanità"

Francobolli Imperiali:
La Lotta dell'Etiopia per la Pace


Let food be your medicine...


Discorso di S.M.I. Haile Selassie I:
N.U. e la Lega


E’ un momento significativo per me, dopo diciotto anni, trovarmi di nuovo nel centro dove sono concentrate le ardenti speranze di migliaia di milioni di esseri umani che così disperatamente hanno desiderato la garanzia della pace.

Gli anni di quel periodo, foschi come furono e sacri come sono ancora nella memoria di milioni di vittime innocenti, tengono alta per noi una luminosa speranza per il futuro. La Lega delle Nazioni ha fallito, ed ha fallito fondamentalmente a causa della sua incapacità di prevenire l’aggressione contro la mia nazione. Eppure, né la gravità del fallimento né l’intercorrente catastrofe avrebbero potuto affievolire la percezione del bisogno e della ricerca della pace attraverso la Sicurezza Collettiva. E’ così che qui alle Nazioni Unite noi ci siamo dedicati nuovamente a quegli alti e in verità essenziali ideali, essenziali se il mondo deve continuare sul sentiero della pace.

L’Etiopia, da parte sua, è profondamente convinta del trionfo di questi ideali, fosse anche solo per le due passate decadi che li hanno, nel suo caso, pienamente giustificati; la Lega delle Nazioni può aver fallito, ma l’Etiopia è stata di nuovo liberata e attraverso le Nazioni Unite ha finalmente visto la rettifica di settanta anni di ingiustizia e la giustificazione del diritto dei fratelli a poter riunirsi. Inoltre, la memoria del fallimento, due decadi fa, delle misure di sicurezza collettiva è stata eclissata dal glorioso risultato, al quale anche l’Etiopia ha contribuito, nella difesa collettiva della Korea; certamente, noi abbiamo motivo di essere rincuorati riguardo al progresso dell’umanità.

Noi dobbiamo mettere da parte ogni disaccordo del momento per timore che annebbi la nostra visione dell’obiettivo al quale vorremmo aspirare e insistere, con confidenza, nata dalla passata esperienza, sul trionfo dei principi che sono qui rappresentati e per i quali voi, Sig. Segretario Generale, lavorate così coscienziosamente ed in maniera intelligente. Sin dall’accettazione da parte del mio Paese dei doveri delle Nazioni Unite come membro fondatore, Io ho guardato avanti al giorno in cui avrei potuto visitare il quartier generale dell’organizzazione; la realizzazione fisica di questi splendidi edifici, delle speranze e delle aspirazioni di quelli di noi che hanno ardentemente supportato il principio della sicurezza collettiva e gli strumenti pratici per assicurare e mantenere la giustizia internazionale hanno superato le mie aspettative.

Sono stato lieto di incontrare il nostro abile Segretario Generale e i membri del suo staff, ma non sono meno consapevole dell’importante e coscienzioso servizio reso all’organizzazione dagli organi di stampa; voi siete quasi letteralmente gli occhi e le orecchie delle Nazioni Unite ed è attraverso di voi che il mondo può seguire e giudicare la realizzazione della propria fiducia nelle Nazioni Unite.

Io sono sempre stato grato alla stampa per la sua consapevolezza dell’importanza del principio di sicurezza collettiva e dei miei sforzi per convertire quel principio in azione effettiva. Sono certo che nell’ambito dei vostri compiti specifici di riportare oggettivamente i risultati dell’Organizzazione voi non mancherete mai di rispecchiare la paziente fiducia di tutti i popoli che soltanto attraverso la discussione, la collaborazione, l’intesa e l’applicazione della volontà dell’umanità si possono ottenere la pace mondiale e la stabilità.

1 Giugno 1954

Selected Speeches of H.I.M. Haile Selassie I, pagg. 355-357

Bro' Viktor

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Discorso di S.M.I. Haile Selassie I
alla Seconda Conferenza Africana


Nel 1958, alla sessione inaugurale della Commissione Economica delle Nazioni Unite per l'Africa qui ad Addis Abeba, abbiamo avuto grande piacere nell'accogliere numerosi distinti delegati, la maggioranza dei quali ha legittimamente rappresentato gli Stati africani. Nell'incontrarci come facciamo oggi, in un momento di crisi nei rapporti tra le Grandi Potenze del mondo, abbiamo motivo speciale per estendere, a nome di noi stessi e del nostro amato popolo, a tutti voi illustri delegati, i Nostri saluti più caldi in questa Conferenza degli Stati Africani.

Il collasso della Conferenza al Vertice è certamente una questione di grande preoccupazione per tutti noi; dato che gli Africani, come il resto dell'umanità, sono ansiosi di avere il pericolo di una guerra nucleare e termonucleare rimosso dal mondo. La pace è indivisibile ed è essenziale per la prosperità ed il progresso ordinato verso un più alto tenore di vita nel nostro continente. È pertanto, nostro augurio sincero che l'impegno prosegua in modo da realizzare una soluzione negoziata riguardo al disarmo e ad altre questioni che sono fonte di pericolo per la pace mondiale. Quando, nella discussione di tali questioni, la pace, infatti, fonte di sopravvivenza delle numerose piccole così come delle esigue grandi nazioni, è in ballo, è importante che le tante piccole Potenze vengano ascoltate e offrire pari opportunità di consultazione e deliberazione.

Alla prima sessione della Commissione Economica delle Nazioni Unite per l'Africa, abbiamo notato che la crescita politica dei popoli d'Africa è stato lo sviluppo dell'evoluzione più sorprendente e straordinaria nella storia documentata dell'uomo. La continuazione di questa lotta nei mesi successivi ha raggiunto risultati oltre le aspettative nel rapido emergere di un gran numero di nuovi Stati e nei risultati raggiunti dai popoli Africani verso l'indipendenza. Tali realizzazioni si distinguono come una testimonianza viva di quello sviluppo e per la salutare vitalità dei popoli di questo grande continente. Saremmo infedeli al volere dell'Onnipotente che ci ha offerto la possibilità di unità, se acconsentissimo a questo ideale di diventare un mero sogno.

Oggi abbiamo grande piacere nel dare il benvenuto a Congo, Camerun, Togo, Nigeria e Somalia nella piena partecipazione nelle nostre deliberazioni. Ed è nostra convinzione, come abbiamo notato in precedenza, che la crescita politica dei Popoli Africani non raggiungerà il suo culmine fino alla meta finale, che è l'indipendenza e la libertà completa per ogni popolo Africano.

Questo progresso impressionante e inesorabile verso la completa emancipazione del nostro continente non è stato privo di ostacoli. Lo spargimento di sangue e sofferenze che abbiamo assistito nel corso dell'ultimo anno in varie parti di questo continente è troppo vivido nella nostra memoria per richiedere la riconsiderazione dei fatti; sono tragici e dobbiamo fare in modo che non si ripresentino. Dobbiamo trovare modi e mezzi per arrestare l'insensata distruzione di vite africane. Gli Africani non hanno commesso nessun peccato, a meno che il raggiungimento dell'indipendenza e della libertà dall'oppressione coloniale possa essere considerato tale. Pertanto, è nostro dovere di vedere che questo desiderio raggiunga il suo obiettivo dandogli un'espressione adeguata nelle nostre decisioni qui in questa Conferenza. A tal fine, dobbiamo risolutamente unirci come impavidi e determinati sostenitori dei nostri fratelli Sud Africani. Fu con la coscienza di questo dovere in mente verso i nostri fratelli che abbiamo concesso assistenza finanziaria e borse di studio per gli orfani di coloro che sono caduti come vittime in Sud Africa. Il compito che rimane da compiere nel campo politico è certamente notevole, ma abbiamo fiducia che, uniti nella nostra determinazione a vedere la completa indipendenza di ogni popolo Africano, riusciremo nei nostri sforzi.

Tuttavia, questo risultato non può ricadere sul merito dei popoli Africani se l'indipendenza ottenuta è solo nel nome. In una tale situazione,l'emergere dal colonialismo è solo illusorio, e l'uso della parola "indipendenza" costituirebbe non solo una distorsione, ma anche un disservizio alla causa della libertà Africana erigendo uno schermo dietro il quale quelle stesse influenze straniere che finora sono state rivelate al mondo come interessi colonialisti, potrebbero, sotto mentite spoglie, continuare ad operare.

In altre parole, coloro che cercano l'indipendenza, devono essere pronti a lottare per essa, piuttosto che accettarla; e, dopo averla guadagnata, a reggersi sui propri piedi senza dipendenza, e senza favori. Devono essere pronti a far valere la loro capacità di mantenere l'indipendenza senza scambiarla per sostegno finanziario o sovvenzioni.

L'indipendenza non può essere una semplice parola priva di significato, essa deve rimanere un principio che non ammette compromesso o sospetto, un principio che richiede rispetto per sé e allo stesso tempo pari rispetto per i diritti degli altri.

Quindi, mentre noi cooperiamo pienamente con tutti gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, dobbiamo essere più attenti per non accettare formulazioni che perpetuano regimi coloniali o spargono semi di divisione tra le nostre nazioni con metodi falsi, ricordando fin troppo l'ideale dei giorni di epoche coloniali.

Il più forte fondamento della nostra indipendenza è lo sviluppo delle nostre risorse economiche. È incoraggiante notare che tutti i nostri popoli sono dedicati a questa idea centrale e che i leader del nostro continente – compiendo il desiderio dei loro popoli - stanno dirigendo le loro energie a questa realizzazione. Il nostro continente è ricco e gli sforzi compiuti finora dimostrano che la nostra sorte può essere abbondanza nella prosperità materiale.

Questo ideale può essere reso fruibile più rapidamente dalla stretta collaborazione tra di noi. Quindi, dobbiamo prendere decisioni coraggiose per la cooperazione intra-Africana. Dobbiamo collegare le nostre strade, dobbiamo collegare ed associare le nostre compagnie aeree e pensare in termini di fusione dei nostri servizi internazionali. Vorremmo, infatti, proporre l'istituzione, attraverso la sottoscrizione di quote di partecipazione, di un a Banca per lo Sviluppo Africano per promuovere l'espansione dei nostri affari, del commercio,delle comunicazioni e dei servizi internazionali; dobbiamo scambiare informazioni agricole e tecniche, dobbiamo, in tutti i campi dell'attività umana, raggiungere rapporti altamente sviluppati. Se raggiungeremo questi obiettivi, allora la nostra dipendenza dai mercati esteri, con tutti i suoi effetti avversi, potrà essere sollevata e la nostra libertà incommensurabilmente rafforzata, senza in alcun modo diventare isolazionisti o seguire politiche economiche strettamente nazionaliste.

Già da cinque anni, la conferenza Afro-Asiatica di Bandung, aveva sollecitato l'adozione di questi principi di base. E' tempo che una seconda simile Conferenza venga convocata nuovamente per affrettare queste ampie e fruttifere politiche economiche.

Socialmente e culturalmente, dobbiamo sviluppare quei legami naturali dei nostri popoli tra di loro che sono stati allungati e indeboliti attraverso la frammentazione del nostro continente dalle pratiche coloniali del dividere e comandare. Anche oggi le differenze tribali ed altre differenze, vestigia di quell'epoca spiacevole, sono state sfruttate per gli stessi fini deplorevoli. Dobbiamo fare in modo che la storia di ciascuno dei nostri popoli sia conosciuta dagli altri ed apprezzata in tutto il continente. La nostra indipendenza e la libertà sono senza senso se non sono legate al cuore dei nostri popoli. A tal fine, non dobbiamo risparmiarci sforzi per espandere la nostre borse di studio ed altri scambi culturali al fine di condividere il patrimonio storico del nostro continente.

Unità

Questi sono alcuni dei problemi che hanno bisogno dei nostri sforzi dedicati. Ogni problema specifico e il generale benessere dei nostri popoli richiedono unità di pensiero e di azione. L'essere qui in occasione della Conferenza degli Stati Africani Indipendenti, alle Nazioni Unite, o in qualsiasi altro forum internazionale, dimostra che la nostra unione fa davvero la nostra forza. Dobbiamo dare sostegno alla lotta dei popoli del nostro continente dando immediata espressione all'unità nella nostra causa comune.

In passato, a causa della sottomissione delle nostre terre e dei popoli ai poteri coloniali, una conferenza del genere organizzata da noi non è stata possibile. Oggi, non è solo possibile incontrarsi, ma anche evolvere in azioni unite in tutte le questioni di interesse comune attraverso il processo di consultazione, come questo attuale.

Il destino del nostro continente non è più deciso da parte dei non-africani. Le tradizioni di Berlino ed Algeciras e l'intero sistema di colonialismo sono stati spazzati via dal continente. Ora abbiamo il nostro destino nelle nostre mani, ma non dobbiamo mai diminuire la nostra determinazione per non permettere mai a nuove forme di colonialismo, qualunque sia la loro apparenza,di prendere possesso di nessuno di noi, minacciando l'indipendenza conquistata a fatica ed, anzi, per la stabilità e la pace del mondo.

I leader africani devono, in auto-abnegazione, spingere in avanti lo sviluppo economico, il benessere politico e spirituale dei loro popoli, nell'interesse, non solo del guadagno nazionale, ma di quella trascendente unità continentale che da sola può portare a termine l'era del colonialismo e della Balcanizzazione.

Lo sviluppo di questo processo di consultazione fino al suo massimo miglioramento è, dunque, nel nostro interesse. Non porterà solamente i governi verso una più stretta collaborazione e comprensione reciproche, ma sarà anche una prova concreta della nostra volontà di dirigere il nostro pensiero agli affari comuni del nostro continente. Di conseguenza, le decisioni e deliberazioni di questa Conferenza sono della massima importanza, non solo per il nostro continente, ma anche per il mondo in generale.

Preghiamo, pertanto, che le deliberazioni e le decisioni di questa Conferenza non solo potranno resistere alla prova del tempo e servire come fonte di ispirazione per i popoli del continente, ma che potranno anche consentirci di raggiungere, con uno sforzo comune, una vita pacifica, libera e abbondante nel nostro continente.

15 giugno 1960

Sis' Tseghe

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Discorso di S.M.I. Haile Selassie I in occasione del 20° anniversario della Carta delle Nazioni Unite


L'occasione che si osserva oggi segna il 20 ° anniversario dalla firma della Carta dell'Organizzazione delle Nazioni Unite. Allo stesso tempo anche, l'anno in corso, 1965, è stato designato come Anno della Cooperazione Internazionale e viene osservato come tale in conformità con i suggerimenti formulati dal defunto primo ministro dell'India Nehru per "aver posto maggiormente l'accento sullo spirito di buona collaborazione e comprensione esistenti tra i governi dei paesi i cui rapporti sono spesso conosciuti in termini di problemi internazionali, conflitti ed incomprensioni. "

Come membro fondatore delle Nazioni Unite venti anni fa oggi, l'Etiopia ha portato avanti in modo soddisfacente i suoi obblighi per rafforzare l'assetto costituzionale del corpo mondiale nel corso degli anni. Come membro di varie agenzie dell'organizzazione mondiale, nell'assolvimento dei suoi doveri si è anche avvalsa dei servizi resi dall'organismo internazionale.

Oggi, i popoli del mondo stanno per riuscire a superare le barriere di tempo e spazio per vivere come membri di una famiglia di nazioni strettamente legata come risultato dei progressi compiuti dalla scienza moderna e tecnologia. Si può dire, quindi, che il mondo ha ormai raggiunto la fase in cui le questioni che interessano ogni singola nazione riguardano i membri di tutta la comunità internazionale.

Come meglio allora potrebbe un mondo più unito, popoli più intimamente legati, raggiungere il nobile obiettivo di rafforzare ulteriormente lo spirito di cooperazione internazionale, stabilendo un clima di conoscenza reciproca e comprensione, e di fare uno sforzo per creare un mondo di suprema pace e felicità? La risposta a questa domanda fondamentale deve essere fornita dall'Organizzazione delle Nazioni Unite che ora sta osservando il ventesimo anniversario della sua fondazione. In occasione dell'osservanza di questo 20esimo anniversario, è davvero il momento di contemplare ciò che questa organizzazione è, quali sono le sue potenzialità e, sulla valutazione dei risultati conseguiti nel corso degli ultimi venti anni, proiettare ciò che dovrebbe essere - questa organizzazione in cui l'umanità ha riposto la sua fede come un utile strumento per esplorare modi di risoluzione delle controversie e conflitti tra Stati e governi e per il mantenimento della pace internazionale e sicurezza, dando suggerimenti sul modo migliore per migliorarlo ulteriormente.

La speranza del genere umano

La Carta delle Nazioni Unite incarna le speranze ed aspirazioni fondamentali del genere umano, di tutela dei diritti umani, mantenimento della pace nel mondo; alzando gli standard globali di vita, ed avanzandogli standard educativi senza fare alcuna distinzione di razza, sesso, lingua e religione. E queste speranze ed aspirazioni del genere umano non possono che essere di valore quando noi stessi siamo dedicati a perseguire l'obiettivo stabilito attraverso il rispetto costante delle disposizioni della Carta e lavorando per la loro realizzazione finale. Un' incrollabile dedizione alla Carta è essenziale affinché la pace del mondo possa essere rafforzata ed i diritti umani fondamentali salvaguardati adeguatamente. A parole e con i fatti, dobbiamo portare l'esempio di uno spirito risoluto a difendere la moralità internazionale se minacciati e, se necessario, a soffrire e morire per la verità e la giustizia in modo che questa morale internazionale sarà rafforzata e potenziata. Come abbiamo detto in varie occasioni, in passato, la responsabilità della salvaguardia della pace mondiale non spetta solo alle Grandi Potenze. La pace e la guerra non riguardano solo le Grandi Potenze ma tutta l'umanità e costituiscono quindi l'interesse di tutti i popoli del mondo.

La cooperazione e la comprensione sono fondamentali per il mantenimento della pace mondiale; quindi è dovere della comunità internazionale di adoperarsi in modo che questo spirito possa essere rafforzato e reso universale tra tutte le nazioni che detengono la responsabilità di salvaguardare la pace nel mondo.

I popoli del mondo traggono nuova forza morale e speranza considerando quello che le Nazioni Unite possono fare per raggiungere gli obiettivi di cui sopra. A causa dell'esistenza delle Nazioni Unite le controversie esistenti tra due stati in cui l'interesse di uno di esse viene calpestato dall'altro possono diventare infine una questione di opinione pubblica internazionale che potrebbe influenzare la giustizia della causa. L'organizzazione ha inoltre il potere e l'influenza di dare ai conflitti internazionali l'opportunità di permettersi un periodo di tempo per la riduzione del carattere di tali conflitti e di mitigare le forze del male prima che esse raggiungano un punto di esplosione che può distruggere il genere umano.

Trovare soluzioni

Le attività dell'Organizzazione delle Nazioni Unite possono innalzare gli standard di vita dei popoli in tutto il mondo. Tuttavia, come può essere possibile per questo grande compito essere portato a compimento in maniera soddisfacente quando alcuni Stati membri non adottano le decisioni dell'Organizzazione? Come può l'ultima speranza del genere umano raggiungere il suo nobile obiettivo quando alcuni Stati stanno perseguendo i loro fini egoistici sottraendosi all'autorità della dell'organizzazione internazionale? Non significa forse che, se le soluzioni ai problemi di fronte al mondo non sono fondate dall'Organizzazione, e se queste, quando trovate, non sono accettate da tutti gli Stati membri, il corpo internazionale cresce sempre più debole? Sentiamo che le Nazioni Unite nei suoi sforzi di fornire un corpo di diritto internazionale e di garantire il suo rispetto è caduto di fronte alle aspettative.

Quale linea di azione dovrebbero le piccole nazioni perseguire vis 'a vis nel quadro costituzionale prevalente dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e della situazione internazionale attuale? Le piccole nazioni dovrebbero evitare di rendersi strumenti di accensione dell'attrito tra le Grandi Potenze. La ricezione di aiuto allo sviluppo e di altre forme di assistenza straniera non dovrebbe essere condizionata da obblighi di presa di posizione. Al fine di raggiungere questo obiettivo, non solo dovrebbero aderire ad una politica di non allineamento, ma dovrebbero anche contrastare e proscrivere costantemente tutti i piccoli conflitti causati, e quelli a venire, dalla prevalente guerra fredda internazionale. In un momento in cui stiamo cercando duramente di fermare la corsa agli armamenti, siamo convinti che una guerra nucleare potrebbe devastare il mondo intero. Tuttavia, dobbiamo lavorare insieme per la fine delle piccole guerre che stanno consumando le energie delle nazioni di piccole dimensioni e decimando la nostra gente. Dato che la dottrina insostenibile della supremazia razziale, è una minaccia per il mantenimento della pace internazionale e della sicurezza, nonché una grave battuta d'arresto per la creazione di un clima salubre di comprensione e cooperazione nel mondo, dobbiamo lavorare insieme contro la filosofia del razzismo.

Le Nazioni Unite hanno l'autorità?

Ha l'Organizzazione delle Nazioni Unite l'autorità per il raggiungimento di questi obiettivi? L'organizzazione mostra uno spirito zelante nel perseguire questi fini coerentemente? Se non ha l'autorità per fare queste cose, siamo pronti e disposti a conferire una potenza sufficiente all'organizzazione per svolgere il suo compito in modo soddisfacente? Se vogliamo sopravvivere anche l'Organizzazione deve sopravvivere. Se deve sopravvivere, deve essere rafforzata. E, per rafforzare la sua struttura, l'organizzazione deve avere l'autorità necessaria. Il debole non deve essere sbranato o molestato dal forte. Tutti i membri che soddisfano le condizioni che danno diritto alla partecipazione dovrebbero essere ammessi all'Organizzazione. Perché la pace non può regnare in una atmosfera che emana cattivo odore di povertà e fame, Dobbiamo esplorare e rafforzare i mezzi per nutrire gli affamati, vestire gli uomini nudi, ed illuminare gli analfabeti.

Oggi le grandi potenze dovrebbero svegliarsi di fronte alla realizzazione del fatto che la chiave per il loro destino e per la loro futura felicità non risiede solo nelle loro mani. Non c'è pace senza cooperazione. Si rende noto che i principi sanciti nella Carta e le risoluzioni adottate dall'Organizzazione non sono lì per essere rispettati ed implementati solo dalle piccole nazioni. Negli sforzi in atto per alleviare la gravità dei problemi del mondo, le piccole nazioni dovrebbero avere voce in capitolo. Le loro voci devono essere ascoltate. Un clima di fiducia reciproca e la fiducia non può essere stabilita se il diritti delle piccole nazioni non sono concessi con lo stesso rispetto di quelli delle Grandi Potenze. Al fine di realizzare questi compiti, è indispensabile risvegliare la coscienza dell'umanità. In ogni caso, la forza e la fiducia reciproca sono due qualità indispensabili per raggiungere l'obiettivo comune. Anche se c'è forza, il terreno comune di reciproca fiducia deve essere stabilito. Per stabilire questo, dobbiamo lavorare diligentemente. Una volta che siamo in grado di fare ciò che è umanamente possibile, il resto dovrebbe essere lasciato a Dio Onnipotente. Affinché l'uomo che ha creato a Sua stessa immagine non possa essere distrutto, riponiamo la nostra fede in Dio.

27 giugno 1965

Sis' Tseghe

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Storico incontro a Ginevra fra l'Imperatore e il Papa


In occasione del cinquantesimo anniversario di fondazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, Sua Maestà l’Imperatore e S.S. Paolo VI si incontrano nella città elvetica – Scambio di inviti – Il testo del discorso pronunciato del Pontefice nell’incontrare Sua Maestà e l’indirizzo del Sovrano davanti alla grande assise ginevrina. Colloqui al Cairo con il presidente Nasser

imgSono trascorsi esattamente quarantacinque anni dal primo incontro che Sua Maestà l’Imperatore Haile Selassie I, allora Reggente e Principe Ereditario d’Etiopia, ebbe con un Pontefice della Chiesa cattolica. Il primo incontro avvenne il 21 giugno 1924. Era sabato e si concludeva, in quel giorno, la visita di Stato all’Italia. L’incontro, stando alle cronache del tempo, fu molto cordiale, e fra i tesori della basilica di San Pietro, si può, ancora oggi, ammirare il dono che il Sovrano d’Etiopia fece al Papa Pio XI, Achille Ratti, incoronato il 12 febbraio 1922, e passato alla storia per la soluzione della “questione romana”, oltre che per aver favorito il sorgere di diverse università nel mondo e per aver fondato la pontificia Accademia delle Scienze, presieduta da Guglielmo Marconi. L’Imperatore, allora, ebbe a visitare il Collegio etiopico, realizzato proprio nel recinto dei Palazzi apostolici, attestazione storica dei rapporti stabiliti da diversi secoli fra l’Etiopia e la Chiesa cattolica. Il secondo incontro è avvenuto quest’anno a Ginevra, in occasione del cinquantesimo anniversario di fondazione dell’Organizzazione internazionale del lavoro. Il colloquio, di cui si è occupata la stampa di tutto il mondo, per il suo profondo significato, è avvenuto il giorno 10 giugno, nel tardo pomeriggio, nel palazzo dell’OIL. Sua Santità Paolo VI, dopo la cordialissima stretta di mano, pronunciava il seguente discorso:

imgMaestà, ci procura grande piacere incontrare Vostra Maestà oggi in questo famoso centro di attività mondiale: attività dirette al miglioramento del genere umano. Siamo lieti di aver avuto questa opportunità di intrattenerci con voi sui problemi di comune interesse, e ancora una volta ci siamo trovati uniti insieme nel fervido sforzo diretto agli stessi scopi di pace e unità fra gli uomini. L’interessamento della Vostra Maestà Imperiale per la causa della pace è ben noto, e la fatica e gli sforzi da voi compiuti a questo fine hanno suscitato l’ammirazione di tutti gli uomini retti. Poiché anche noi aneliamo alla pace, vi esprimiamo la nostra sincera gratitudine per i vostri incessanti sforzi che noi abbiamo appoggiato con entusiasmo.

La Pace, tuttavia, non è solo un’opera negativa; la vera pace è positiva: essa implica unità, carità, comprensione, tolleranza e perdono. Quest’aspetto positivo della pace spicca pure in maniera eminente nelle opere della Maestà Vostra Imperiale per il bene dell’umanità, e specialmente in quel grande compito che voi vi siete assunto e per il quale avete lavorato con coraggio: l’unione dell’Africa.

Ma tutte le opere di uomini ben intenzionati, che, secondo il proprio modo di vedere, si adoperano per un mondo migliore, a nulla giovano se non si tiene conto del grande Iddio e dei più alti destini dell’uomo. Sotto questo riguardo Vostra Maestà Imperiale si è meritata la stima di tutti per il rispetto mostrato in tutto il vostro operare verso la grande dignità della natura dell’uomo, e per aver dato esempio di personale coraggio e forza d’animo in una vita non priva di sacrifici. Noi desideriamo continuare a lavorare in spirito di amicizia e di cooperazione per gli ideali cui entrambi aneliamo e preghiamo costantemente che tali ideali possano essere conseguiti. Inoltre preghiamo in special modo che Vostra Maestà Imperiale e tutto il vostro diletto popolo possano ricevere l’abbondanza delle divine benedizioni.


Il Sovrano affermava tra l’altro: “Desideravamo da molto tempo di incontrare la Santità Vostra per discutere di questioni di reciproco interesse”. Il colloquio si è svolto nella massima riservatezza, e alla presenza di personalità etiopiche e vaticane. Tuttavia fra gli argomenti esaminati vi è stato il conflitto nigeriano, per il quale entrambi hanno fatto notevoli sforzi per riportare la pace nella federazione occidentale africana, e dei tentativi fatti in altre zone per riportare la pace. Fra il Pontefice e l’Imperatore c’è stato uno scambio di doni e l’invito reciproco di incontrarsi nelle rispettive capitali: Addis Abeba e Città del Vaticano. Gli inviti sono stati accettati, anche se non è stata fissata alcuna data.

img Il giorno successivo allo storico incontro con S.S. il Papa Paolo VI, Sua Maestà l’Imperatore Haile Selassie I, che era stato invitato a Ginevra dal direttore generale dell’OIL per prendere la parola in occasione del cinquantesimo anniversario di fondazione dell’organismo, e dopo essersi incontrato con il presidente della Repubblica di Zambia, Kenneth Kaunda, pronunciava il suo atteso discorso. Il testo costituisce un chiaro compendio del pensiero sociale del Sovrano ed è per questo che riteniamo fondamentale, per comprendere anche gli sforzi fatti nel Paese per dare alle classi lavoratrici una legislazione sempre più moderna, riportarne il testo integrale:

“Trentatré anni fa venni a Ginevra per parlare alla Lega delle Nazioni in una sala che oggi non esiste più. Su questo particolare scopo, sono venuto a Ginevra in molte e diverse circostanze, anticipando ciò per cui siamo convocati in quest’aula e che dovrebbe essere un comune spirito d’armonia e molta buona volontà degli uni verso gli altri e verso l’umanità in generale. Noi siamo qui anche con lo scopo di partecipare alle cerimonie speciali organizzate per commemorare la lieta occasione del 50mo anniversario della fondazione dell’Organizzazione internazionale del lavoro. E’ perciò con grande piacere che sono qui a dividere alcuni mie pensieri con voi.

“Anche nella vita di un uomo un periodo di cinquant’anni è una misura di tempo apprezzabile – una soglia nel processo di sviluppo, sia intellettuale che spirituale, normalmente indirizzante l’individuo verso una maggiore saggezza, verso la comprensione e la conoscenza di se stesso. Così accade anche per le istituzioni. Come gli uomini pensano a crescere ed a svilupparsi nella loro statura morale ed intellettuale, e proporzionalmente incrementano le loro attività e le loro conquiste oltre un certo periodo di tempo, così pensiamo che facciano tutte le istituzioni, incluse le organizzazioni internazionali, per superare le loro mancanze, continuamente ingegnandosi di raggiungere le conquiste prefissesi con gli scopi e le finalità per cui esse sono state costituite in modo specifico.

“Ancora, è un assioma che mai nella storia umana vi è stata una istituzione sufficientemente perfetta per tutti i popoli allo stesso tempo.

“Questa è la situazione, forse perché l’uomo non essendo in se stesso una creatura perfetta, malgrado il suo abbondante realismo e ricchezza di risorse, non è stato ancora capace di superare le limitazioni di cui egli è permeato e di cui ha permeato le istituzione che sopravvanzano e soprassiedono alla sua vera natura. Si è pertanto portati a riflettere se realmente, i monumentali problemi socio-economici prevalgano su questo pianeta, quando i recenti e spettacolari exploits e le conquiste della scienza, se sono viste nella loro reale prospettiva, sono manifestazioni di questi paradossi inerenti alla ingegnosità dell’uomo.

“Contro questo sostrato e le storiche circostanze in cui l’O.I.L. venne in esistenza, essa ha resistito sin dalla sua nascita ai dolori ed è cresciuta alla attuale dimensione, una persona può sicuramente dichiarare che il primato di queste poliedriche attività e conquiste parlano bene dell’Organizzazione.

“In relazione a ciò, un completo elogio deve essere accordato all’industriosa perseveranza di quegli individui che per primi hanno constatato l’urgente necessità di una tale Organizzazione ed hanno lottato con successo alla sua realizzazione e a quelle persone, uomini e donne, che si sono sforzate instancabilmente negli anni per vederla al suo livello attuale, con una attività di fiducia.

“Dal controllo della storia varia dell’uomo alcuni periodi hanno dato vita ad ansie, a profondi contrasti, a devastanti guerre e il risultato è la terribile distruzione di vite e di proprietà. Se consideriamo che la trascorsa metà del secolo è stata un tale periodo, noi possiamo accettare pertanto che le attività e le conquiste dell’O.I.L. nel concretizzare norme internazionali di condotta, in questa particolare sfera, sono davvero rimarchevoli. I numerosi strumenti che la O.I.L. ha fatto preparare e spiegare, anche mentre il mondo era sconvolto dalla più devastante guerra subita da questo pianeta, e la conseguente realizzazione pratica di questi strumenti da parte degli Stati membri dell’Organizzazione, sono chiari esempi nell’evoluzione di più armoniose relazioni industriali che sono state designate a promuovere il benessere del lavoratore, mentre allo stesso tempo proteggono gli interessi dell’amministrazione e della società in generale. Perciò dove vi era stata in passato discordia e dissenso tra il lavoro e l’amministrazione a causa della mancanza di adeguati canali di comunicazione tra loro, oggi migliore cooperazione e buona armonia sono largamente prevalenti. Questo felice sviluppo deve essere attribuito, principalmente, alle procedure di negoziazione e di contrattazione emerse dalla strumentalizzazione dell’O.I.L.

“E questo non è tutto. Come ho indicato in precedenza nei miei pensieri, ad alcuna istituzione o strumento dell’uomo può essere concesso di rimanere statico, se essi sono diretti a promuovere il benessere dell’individuo e della società in generale. Siccome il ristagno è la vera negazione del progresso e dello sviluppo, le istituzioni, gli strumenti e le azioni devono, per forza, essere continuamente adattate a cambiare le circostanze ed il dinamismo della natura umana. Su questa strada, anche la O.I.L. sembra aver progredito ragionevolmente bene. L’orizzonte delle sue attività si è costantemente allargato così come la necessità spinge ad agire per una più grande realizzazione degli scopi e dei propositi dell’Organizzazione. L’anacronismo è stato sufficientemente eliminato dal costante adattamento dei suoi strumenti e delle sue attività per il cambiamento delle circostanze.

img “Mentre un grande passo è già stato compiuto, molto ancora rimane da fare di ciò che si desidera. E mentre le attività della O.I.L. possono parlare da sole, vi è ancora la necessità di mettere in evidenza che gli sforzi non dovrebbero mai rilassarsi, per paura di essere raggiunti ed inghiottiti dall’accelerato corso delle sbalorditive conquiste della moderna scienza e della tecnologia.

“L’Organizzazione non dovrebbe mai perdere di vista le divergenti necessità e le richieste, le capacità e le limitazioni delle nazioni industrialmente avanzate, da una parte, e le nazioni in via di sviluppo dall’altra, e porle in una predeterminata categoria. Mentre le nazioni sviluppate hanno raggiunto uno stadio elevato di progresso industriale, noi dobbiamo essere costantemente consci che le nazioni in via di sviluppo, a causa delle limitate risorse, devono andare a tentoni con i poliedrici problemi dello sviluppo. Quindi, se la O.I.L. e le altre organizzazioni similari esercitassero di concerto il massimo sforzo per colmare continuamente il crescente divario tra “quelle che hanno” e “quelle che non hanno” esse avranno incommensurabilmente contribuito, non solo a promuovere l’armonia e la cooperazione all’interno dei differenti settori del sistema industriale, ma, più fondatamente, alla causa mondiale della pace e della prosperità di questa terra. Uno è, perciò, il dovere obbligato: suggerire un ulteriore salto avanti dell’Organizzazione.

“Come grande il lieto scopo di questa convocazione è la commemorazione del 50mo anniversario di questa Organizzazione, da un parte si vorrebbe ignorare e dall’altra tacere le proprie profonde ansietà e l’interesse che suscita l’attuale situazione mondiale.

“Nella sfera politica, le lotte di liberazione, i conflitti civili fratricidi e un più vizioso tipo di guerra si elevano intorno al mondo e prendono la loro tassa di vite anche se oggi siamo qui riuniti. La corsa agli armamenti continua senza affievolimenti, sprecando incalcolabili risorse, mentre la vasta maggiornaza dei popoli che abitano questo pianeta vivono in abietta miseria.

“Economicamente, come ho già detto, il divario tra le nazioni avanzate e quelle in via di sviluppo continua ad allargarsi in proporzione allarmante. L’affluente società è esaltata dalla mondana felicità di una relativamente munifica vita, come già il resto dell’umanità è relegato ad uno standard di vita più basso del livello di esistenza.

“Socialmente supremazie arroganti sembrano dominare sopra la perpetuazione di inconcepibili e ripugnanti politiche razziali in un vano tentativo di sovvertire l’inesorabile corso della storia e ritenere sotto un abietto giogo la vasta maggioranza dei loro simili.

“Tali contrasti, disparità nella ricchezza, disuguaglianze tra i membri della stessa famiglia umana e rigide ingiustizie possono solo generare rancore e malevolenza che, se lasciate insolute, potrebbero esplodere apertamente con incalcolabili conseguenze.

“La difesa per un concentrato supremo sforzo e sacrificio per la realizzazione di una più sana e meno egoista struttura globale socio-economica per gli interessi dell’umanità in generale, quando concepita nella sua più appropriata prospettiva, deve perciò essere evidente di per se stessa.

“Può il mondo affrontare ancora una volta un’altra convulsione che, se giunge, lo farà certamente tremare dalle sue fondamenta? Possiamo noi sedere oziosamente quando la sopravvivenza umana, la sua accumulata esperienza e la sua civiltà sono minacciate da un’incombente calamità? Possiamo compromettere la causa della pace mondiale, la prosperità umana ed i principi basilari della giustizia?
“queste sono le questioni fondamentali che noi dobbiamo chiedere a noi stessi: queste sono le domande a cui tutti noi dobbiamo rispondere.
“A questa e ad altre questioni similari, chiaramente, le nostre risposte devono essere fermamente in senso negativo. Allora, e solo allora, ci saremo coraggiosamente levati di concerto per la sfida suprema, per afferrare la grande opportunità dei nostri tempi. E solo allora le nostre azioni e i nostri sforzi saranno giustificati prima dalla storia e poi dalla posterità come aventi servito la causa globale della pace mondiale e del benessere dell’umanità.

“A questo fine, possa Iddio concederci la forza e guidarci per servirLo meglio servendo l’umanità”

img Dopo gli incontri ginevrini con il Papa, il Presidente Kenneth Kaunda, il direttore generale dell’O.I.L., David Morse, e altri esponenti mondiali del lavoro, il Sovrano si portava in forma privata a Londra, per visitare il maratoneta Abebe Bikila, ricoverato in una clinica per i postumi dell’incidente automobilistico subito in patria, e quindi, salutato dalle autorità federali elvetiche, partiva il 14 giugno alla volta del Cairo per degli incontri con il presidente Gamal Adbel Nasser della Repubblica araba unita. L’incontro fra i due capi di Stato africani, come in precedenti occasioni, era molto cordiale e franco. I due uomini di Stato, oltre all’esame dei rapporti fra i due Paesi, discutevano nei loro colloqui i problemi più scottanti del momento, compresa la crisi nel Vicino Oriente. Il giorno 16 giugno il Sovrano rientrava nella capitale.






Estratto da “Sestante. Vol. V – No. 1, Gennaio – Giugno 1969”

Bro' Viktor

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"La gioventù vuole sapere"


Questo programma fu registrato dal canale NBC nel 1954 durante la visita di Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I negli Stati Uniti d'America.
Il programma si chiamava “Youth wants to know”(“La gioventù vuole sapere”). Era un programma indirizzato a guadagnare l'interesse dei giovani negli affari mondiali, lasciando che gli studenti ponessero varie domande a personalità e politici. In questo episodio, l'ospite invitato era Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I. Sua Maestà è accompagnato durante l'intervista del Suo interprete, Mr. Idnekachew.

In questo montaggio, le parti in cui Mr. Idnekachew ha la parola sono tagliate.

Video - parte 1

Video 01

D1: Sua Maestà, qual'è lo scopo della sua visita negli stati Uniti?
S.M.I.: Poiché sappiamo che il governo e la popolazione dell'America hanno fatto buone cose per il mondo intero, abbiamo più volte desiderato di vedere attraverso i Nostri occhi, e questo è lo scopo principale della Nostra visita.

D2: L'Etiopia incoraggia i propri studenti agli studi all'estero?
S.M.I.: Prima e dopo che i nemici venissero al Nostro paese, una delle priorità che abbiamo fissato è di inviare i giovani dell'Etiopia all'estero per studiare.

D3: Imperatore, Voi avete recentemente parlato incoraggiando gli scienziati americani a venire in Etiopia ed a studiare le sue risorse naturali. L'Etiopia incoraggia i propri studenti in ambito scientifico?
S.M.I.: Così come Noi , al massimo delle possibilità, abbiamo fatto in modo che gli Americani ci aiutassero con la propria esperienza tecnica, che è necessaria, alla stessa maniera, se i figli dell'Etiopia dovessero seguire tale esempio e studiare e portare aiuto al proprio Paese, ciò Ci farebbe piacere.

D4: Sua Maestà, che corsi saranno offerti alla Vostra università quando sarà completata?
S.M.I.: [Ndt:Intende] cosa ha preso inizio ora... nel Nostro paese?
Mr Idnekachew: sì
S.M.I.: Quando l'università che è iniziata da poco sarà terminata, pianifichiamo di includere tutte le varie materie mediche, scientifiche e tutte quelle disponibili in tutte le università dei paesi stranieri.

D5: Il Vostro governo funziona sulla linea del sistema del Parlamento inglese o piuttosto come il sistema americano?
S.M.I.: Quando promulgammo la Nostra costituzione di Nostra volontà per la prima volta [NdT:1931], abbiamo tratto ispirazione dalle costituzioni di altre nazioni, e abbiamo stilato una costituzione che si adattasse al meglio al nostro paese. Anche ora, ciò che pianifichiamo per il compimento è di amministrare il governo in maniera tale che divenga una vera democrazia.

D6: qual'è la cosa più importante che i piccoli Paesi posso fare per promuovere la pace mondiale?
S.M.I.: La pace nel mondo sarà raggiunta quando il lavoro che è stato ora intrapreso con le Nazioni Unite sarà continuato con grande impegno e quando l'egoismo dell'umanità cesserà.

D7: Imperatore Selassie, se le Nazioni Unite inviassero delle truppe in Indocina, l'Etiopia invierebbe anche una propria delegazione?
S.M.I.: Noi abbiamo fatto della sicurezza collettiva la Nostra politica. Chiunque commetta aggressione, noi non mancheremmo di dare il Nostro aiuto per la sicurezza collettiva.
Moderatore: Mr. Idnekachew, sono sicuro che Sua Maestà vorrebbe probabilmente dire ai nostri ragazzi e ragazze che le Vostre truppe parteciparono al conflitto in Corea, non è vero?
S.M.I.: Se me lo chiedessero, ne avrei molto piacere [Ndt: di affermarlo]

D8: Sua Maestà, come membro delle Nazioni Unite, credete che queste stiano assolvendo al proprio scopo?
S.M.I.: Le Nazioni Unite finora hanno agito bene, anche ora ed in futuro, riponiamo le Nostre speranze nel fatto che gli sforzi dell'U.N. aiutino la pace mondiale a raggiungere un livello buono e benedetto.

D9: Sua Maestà, per quale motivo il Suo Paese ha avuto così tanto successo nel promuovere la vostra espansione economica mentre altri paesi trovano ciò molto faticoso?
S.M.I.: L' Etiopia è un Paese che possiede, qualunque queste siano, molte risorse. Perciò, in maniera di sviluppare le sue fonti di ricchezza corrispondiamo con imprese americane, e l'Etiopia intende sviluppare e migliorare il proprio benessere. Il suo benessere renderà necessaria l'espansione della sua economia.

D10: questa nuova scoperta dell'uranio nel Vostro paese potrà, a lungo termine, promuovere una economia migliore?
S.M.I.: I primi segni sono stati scoperti e verranno effettuate ulteriori esplorazioni per vedere quanto ciò possa apportare. Con questa scoperta, spero che l'economia del Mio paese venga migliorata.

D11: Imperatore Selassie, vorrei sapere: in che maniera l''Etiopia ha avuto successo nell'incoraggiare gli investimenti di capitale estero?
S.M.I.: L'Etiopia incoraggia gli investimenti di capitale estero in maniera di espandere il benessere del paese. Espandiamo la nostra economia in modo da ottenere tutte le cose necessarie per le vite del nostro popolo.

D12: Sua Maestà, cercate aiuto da parte degli Stati Uniti per sviluppare il Vostro sistema di pubblica utilità?
S.M.I.:Speriamo onestamente che gli Stati Uniti continueranno, così come hanno iniziato, ad aiutarci, sia nell'educazione che nella salute del nostro popolo.

D13: Imperatore Selassie, vorrei sapere se l'Etiopia ha attualmente stretto un patto di 99 anni con gli Stati Uniti per le basi militari.
S.M.I.: E' sicuramente vero che l'Etiopia ha stretto un patto di 99 con gli stati Uniti.

Video - parte 2

Video 02

D14: Sua Maestà, vorrei sapere se l'Etiopia sottoscriverebbe un patto di sicurezza collettiva con le altre nazioni dell'est e africane.
S.M.I.: L'Etiopia aiuterà la sicurezza collettiva. La cooperazione con altri governi è al momento in fase di pianificazione.

D15: Sua Maestà, pensate che le nazioni libere come l'Etiopia e gli Stati Unti possano rimanere libere agendo in accordo per fermare gli aggressori?
S.M.I.: I piccoli, liberi governi, mentre fanno tutto ciò che possono per i propri paesi, Ci auguriamo che possano mantenere la propria libertà attraverso la cooperazione con altri paesi più grandi

D16: credete che ci sarà un'altra guerra mondiale?
S.M.I.: Un profezia a questo riguardo è un po' difficile, ma Noi speriamo che questa non sorga.

D17: Sua Maestà, qual'è stata la vostra prima impressione degli Stati Uniti?
S.M.I.: Noi siamo grati di poter vedere questo grande popolo. Oltre a questo, i lavori che sono stati compiuti qui sono più avanzati che in altri paesi.

D18: Sua Maestà, dal suo arrivo negli Stati Uniti, avete assaggiato un frullato americano?
S.M.I.: Non l'ho provato dal mio arrivo qui, ma l'ho provato alla base americana in Eritrea e mi è molto piaciuto.

D19: Sua Maestà, vorrei sapere: quanto indietro potete tracciare la Vostra stirpe?
S.M.I.: E' possibile calcolarla a partire dal Menelik, il primogenito di Salomone.

D20: Sua Maestà, vorrei sapere: che tipo di clima avete in Etiopia?
S.M.I.: Mi farebbe molto piacere se voi poteste essere testimoni in prima persona del Nostro paese. Il clima varia da freddo nelle alture, fino al grande caldo nelle zone basse, ed è adatto e piacevole alla vita umana.

D21:Sua Maestà, l'Etiopia ha squadre professioniste di atletica così come noi negli Stati Uniti?
S.M.I.: Questo ha preso inizio abbastanza bene, così come possiamo vedere dalla performance dei ragazzi etiopi nei loro sfori atletici in Jugoslavia, Grecia ed Egitto.

D22: Sua Maestà, come pensate che la decisione della Corte Suprema di eliminare la segregazione possa influire sul prestigio mondiale dell'America?
Mr Idnekachew a Sua Maestà: questi sono loro affari interni
S.M.I.: Hmmm
Moderatore: Posso, necessariamente, dire che non vogliamo imbarazzare nessuno nel discutere la nostra politica interna??? Ad ogni modo, va comunque bene
S.M.I.: Noi siamo lieti che gli stati Uniti abbiano promulgato tale legge. Noi dichiariamo che questa decisione da parte del governo degli Stati Uniti era la decisione giusta.

D23:Sua Maestà, vorrei sapere: quali attrazioni per i turisti si possono trovare in Etiopia?
S.M.I.: E' possibile per essi vedere molte cose nel nostro Paese, come ad esempio, se volessero immergersi nella natura selvaggia, potrebbero andare in molti posti differenti e vederli per la gioia del loro cuore.

D24: Sua Maestà, in una proclamazione che Voi avete fatto nel 1952, Voi avete stabilito la Vostra intenzione di distribuire le terre inutilizzate nel Vostro paese tra i senza terra. Che cosa è stato compiuto in questa direzione?
S.M.I.: Non si tratta di un mero proclama. Ancora prima di venire in America, dopo aver fatto questa dichiarazione, Noi abbiamo già iniziato la distribuzione delle nostre terre e molte persone hanno già ricevuto delle terre.

D25: Sua Maestà, quali sono i maggiori mezzi di trasporto in Etiopia?
S.M.I.: Treni, automobili, non ne abbiamo abbastanza ma ne abbiamo

D26: Imperatore Selassie, i giovani in Etiopia ricevono la maggior parte della propria educazione in scuole ecclesiali o pubbliche?
S.M.I.: Molti giovani per prima cosa fanno il meglio che possono nelle scuole ecclesiali, e oltre a ciò, essi possono studiare varie cose nelle scuole secolari

D26: Ci sono delle quote di iscrizione da pagare per frequentare le scuole?
S.M.I.: Ci sono sia le scuole gratuite che quelle con una quota di iscrizione.

D27: Sua Maestà, qual'è il più alto diploma che si può ottenere nel Vostro paese?
S.M.I.: Il più alto che si può ottenere al momento è il diploma del college. In futuro, l'Università che stiamo costruendo sarà organizzata in modo che tutti i livelli [Ndt: di istruzione] necessari siano raggiungibili

D28: Sua Maestà, vorrei sapere, cosa pensate delle nostre strutture educative, delle nostre scuole e college.
S.M.I.: In futuro, visiteremo alcune delle varie scuole e college qui. Noi siamo piacevolemente impressionati da quella che abbiamo visitato ieri, l'Università di Harvard.

Moderatore: Mr. Idnekachew, mi chiedo se, prima di terminare il nostro programma, Sua Maestà voglia dare un consiglio ai nostri giovani ragazzi e ragazze dal momento che Egli ha una esperienza così vasta e varia.
S.M.I.: Il popolo americano ha dimostrato attraverso diversi lavori che essi amano non solamente loro stessi, ma anche gli altri popoli liberi, e quindi, non c'è nient'altro che io possa dire ai ragazzi e al popolo dell'America se non di continuare così e compiere il proprio buon destino per l'umanità.
Mentre la popolazione mondiale ricerca la pace, se l'America continuasse a compiere questo, darebbe speranza alla pace mondiale per manifestarsi. Non c'è alcun rimedio migliore che preservare le generazioni future dall'affrontare gli stessi problemi che hanno affrontato i nostri antenati.

Youth wants to know

Traduzione da:
http://jah-rastafari.com/forum/message-view.asp?message_group=3736&start_row=1

Sis' Marianna

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Conferenza: "Etiopia 1936-1941: dieci anni di lotta antifascista, un civile esempio di dignità, resistenza e umanità"





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Francobolli Imperiali:
La Lotta dell'Etiopia per la Pace


Gli Ordini, le Medaglie, le Onorificenze e i Simboli dei diversi reparti militari arricchiscono le nostre conoscenze sulla simbologia Imperiale fornendoci un codice comunicativo nuovo ed unico. Basti pensare ai simboli che troviamo maggiormente sulle medaglie come il Leone o la Corona che diventano le colonne portanti per rappresentare l'appartenenza al Re dei Re.
Fino ad oggi con questa rubrica abbiamo rivolto il nostro sguardo verso oggetti limitati se non unici, che hanno lo scopo di rappresentare e distinguere il singolo per determinati meriti compiuti o per appropriati lavori da svolgere . Oggi introduciamo i Francobolli dell'epoca Imperiale vedendoli come gli “strumenti” più comuni ed utilizzati ad ogni livello e quindi come uno dei mezzi con cui Sua Maestà e quindi l'Etiopia stessa comunicava con il proprio popolo.

Iniziamo questo cammino con una serie intitolata “La Lotta dell'Etiopia per la Pace” (originalmente “Ethiopia's Struggle for Peace”). Questa serie è composta da 3 francobolli (15 cent, 35 cent e 1 dollaro Etiopi) emessi il 22 Luglio del 1968 ed illustra attraverso ogni francobollo 3 passi cruciali compiuti dall'Etiopia per il raggiungimento della pace interna ed internazionale.

15 Cent Etiopi - Lega delle Nazioni – Nazioni Unite

La cooperazione fondamentale tra la Lega delle Nazioni (successivamente Nazioni Unite) e l'Etiopia è rappresentata dal celebre discorso di Sua Maestà a Ginevra in difesa dell'Etiopia dall'invasione italo-fascista nel Giugno del 1936.


35 Cent Etiopia – OUA - Organizzazione per l'Unità Africana

Il francobollo che simboleggia l'OUA è rappresentato dall'Africa Hall. Edificio fatto cotruire da Sua Maestà ad Addisa Ababa ed inaguratio per la fondazione dell'OUA il 25 Maggio del 1963.

Ricordiamo che fu Arturo Mezzedimi, architetto senese, a progettare l' Africa Hall. Di seguito una breve pagina sull'architetto e su alcune opere eseguite in Etiopia: Arturo Mezzedimi: Architetto dai volumi "spaziali" africani .

1 Dollaro Etiope – Relazioni Internazionali

L'ultimo francobolo, ma non per importanza, rappresenta le Releazioni Internazionali ed è rappresentato da un globo con al centro l'Etiopia. Da essa partono innumerevaoli raggi che raggiungono ogni angolo del mondo ad simboleggiare i viaggi compiuti in tutto il mondo da Sua Maestà .
Vi riporopongo un altra immagine tratta dalla copertina di "His Imperial Majesty Visit to Friendly Country" (Sua Maestà Imperiale Visita gli Stati Amici) del 1963.

Dettagli sui francobolli:
Emissione:22-07-1968
Formato:Francbollo
Dentellatura: 14x13,5
Tipo di stampa: Fotoincisione/Litografia a 4 Colori
Designer: G.E. Robson
Tipografia: Tipografia Governativa, Hakirya, Tel-Aviv, Israele (Gerusalemme).

Bro' Grabriel


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Let food be your medicine...


GREEN FE LIFE...LA CLOROFILLA

imgCari Fratelli e Sorelle ci ritroviamo con piacere in questo mese di giugno così anomalo e variabile, infatti gran parte della nostra Penisola è ancora coperta da forti temporali e piogge torrenziali che non ci permettono ancora di gustare l’arrivo della stagione calda.

Di solito infatti, di questo periodo i paesaggi fuori le nostre finestre incominciano a cambiare, passando dal verde intenso della piovosa e mite primavera al giallo oro della calda estate..questo anno le cose stanno andando un po’ diversamente a causa del persistere delle perturbazioni: siamo infatti ancora davanti a distese di diverse tonalità di verde, dal più intenso al più leggero.

Ma cosa è che provoca queste variabili di tonalità nei nostri campi e giardini?

La presenza della Clorofilla! Un elemento così importante da essere considerato fondamentale per l’esistenza della vita sul pianeta Terra.

imgDal greco chloros (verde) e phyllon (foglia), questa sostanza è stata definita come “sangue verde” e,cosa molto interessante, ha una formula chimica simile a quella dell’emoglobina del nostro sangue con la sola differenza che la clorofilla contiene Magnesio invece che Ferro al centro della sua composizione chimica e questo metallo fa tutta la differenza in quanto provoca sorprendenti reazioni nel nostro corpo .

E’ appunto la clorofilla che dà alle foglie il colore verde (le diverse sfumature di verde in natura infatti sono causate dalla diversa quantità di questo pigmento nella pianta) e capta l’energia luminosa necessaria perché le piante possano svolgere la fotosintesi clorofilliana che rappresenta uno dei più importanti processi che permettono il magnifico miracolo della VITA.

imgCosì come consente alle piante di acquisire ossigeno, la clorofilla può essere considerata un vero rigeneratore per le cellule in quanto apporta ossigeno anche nel nostro organismo. Infatti La clorofilla contiene molto ferro biologico assimilabile ed ha il pregio di aumentare del 20% il consumo di ossigeno in tutte le cellule del corpo umano rallentando notevolmente il processo di invecchiamento.

Inoltre funge da potenziatore cellulare, accelerando le reazioni chimiche all’interno delle cellule, quindi associata ad altri rimedi naturali ne aumenta l’efficacia proprio perché favorisce il metabolismo cellulare.

La capacità, infatti, di stimolare il corpo ad utilizzare più ossigeno, favorisce l’eliminazione di tossine accumulate grazie anche all’alto contenuto di ferro biologico assimilabile che si trova in molte verdure dall’intenso colore verde ( spinaci, broccoli..) e tutto ciò ovviamente ha come risultato il potenziamento del sistema immunitario.

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Vediamo quindi più nel particolare a cosa può giovare questo pigmento nella cura della nostra salute:

- Può essere utile in varie forme di anemia, migliora la contrazione cardiaca e si rivela utile soprattutto per gli sportivi poiché ne aumenta la resistenza e favorisce lo sviluppo della “massa muscolare esente da grasso” a scapito della “massa che contiene il grasso”, ne risultano muscoli asciutti e “scolpiti”.

- Aumenta i globuli rossi, porta ferro agli organi, contribuisce alla formazione del sangue che viene allo stesso ripulito dalle tossine da essa e quindi migliora le condizioni anemiche.

- Aiuta a purificare il fegato e porta miglioramento nel caso di epatite.

- Grazie all’effetto riequilibrante che ha sul sangue regolarizza la frequenza e l’intensità del ciclo mestruale.

- Porta miglioramento ai diabetici e nei casi di asma.

- Migliora il drenaggio nasale e diminuisce il gocciolamento del naso.

- Utile per i tessuti ulcerosi e le emorroidi.

- Rivitalizza il sistema vascolare nelle gambe e migliora le vene varicose.

- Ha anche effetti notevoli a livello psicologico in quanto aiuta a combattere la depressione grazie al suo effetto tonico.

- Favorisce l’assorbimento del calcio.

- Porta sollievo in caso di colite, gastrite, ulcera.

- Aiuta nel recupero fisiologico dopo malattie infettive o dopo malattie prostranti, come lunghe degenze a letto; influenze; virus.

- La clorofilla è estremamente utile anche nelle patologie degenerative: infatti uno dei problemi di queste patologie è che le cellule sono in carenza di ossigeno, quindi fornire alle cellule l’ossigeno significa difenderle meglio dalla patologia degenerativa. Pertanto migliora la resistenza del corpo umano nella lotta contro queste patologie.

- Riduce in modo significativo l’alta pressione sanguigna e migliorando lo stato di salute in generale.

- E’ dotata di attività normalizzatrice della flora batterica, soprattutto intestinale, in quanto battericida per certi ceppi di batteri, è infatti conosciuta come inibitrice della crescita di batteri nocivi.

- Ha un’azione regolatrice sul Sistema Nervoso che innerva l’apparato intestinale.

- E’ in grado di eliminare insetticidi tossici e residui medicinali come pure di legare con materiali radioattivi o metalli pesanti ed, in maniera strabiliante, eliminarli dal corpo.

- Migliora l’artrite e l’artrite reumatoide

- Aumenta la resistenza ai raggi X

- Purifica il fegato, mitiga l’infiammazione del pancreas e lubrifica tutto l’apparato intestinale proteggendolo così da infiammazioni.

- Accresce enormemente anche il livello di ossigeno nelle cellule dei tessuti, non solo nel sangue.

- Favorisce rapidamente la rigenerazione cellulare grazie ai suoi potenti enzimi .

- E’ ricca di Aminoacidi ( così importanti in una dieta vegetariana per l’assunzione delle proteine )

- Rimuove tossine dal fegato e ne potenzia le funzioni.

- Aiuta nella lotta contro le dipendenze da sostanze .

- Ristabilisce l’equilibrio alcalino del corpo.

- Velocizza la guarigione di ferite ed abrasioni e aiuta nel caso di disordini cutanei.

- Forte effetto antinfiammatorio e combatte le infezioni.

- Altamente antiossidante, combatte i radicali iberi come poche altre sostanze naturali.

- Promuove la rigenerazione ed il mantenimento della flora intestinale.

- Consigliata per il potere deodorante sia topico che interno. Infatti, viene velocemente assimilata dal corpo e procede attivamente e ridurre i gli odori che si originano nel tratto digestivo.

img L’assunzione di questo pigmento è veramente facile, si trova infatti in nelle verdure o frutti (ovviamente in quantità e forma diversa) ed è estremamente assimilabile dall’organismo... bisogna stare solo attenti a non esagerare con la cottura, infatti dopo una ventina di minuti di fornello la sua quantità si può ridurre anche di 2/3 ma sembrerebbe invece che una rapida e leggera cottura a vapore ne favorisca addirittura l’assimilazione.

Ovviamente il consumo crudo è consigliato per lasciare intatta la composizione chimica della molecola e quindi non perdere nulla durante l’assorbimento da parte delle nostre cellule.

Eccoci quindi davanti ad un altro grande insegnamento che I n I Rastafari offre da decenni al mondo difendendo senza apologie una dieta basata sul consumo di alimenti vitali anziché di corpi morti e prossimi alla decomposizione, di verdure ed ortaggi capaci di instaurare quell’equilibrio tra Uomo e Creazione che ci porta ad usufruire consciamente dei frutti di questo meraviglioso Giardino-Farmacia che è il nostro pianeta.

Green fe life... seen!!!

Bro Julio


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