Il contenuto di questo messaggio è a cura della
Federazione Assemblee Rastafari in Italia

LOGO FARI

F.A.R.I.

Federazione Assemblee Rastafari in Italia

Mail Facebook Youtube

Newsletter Luglio 2013

16 luglio: Constitution Day
23 luglio: anniversario della nascita di Sua Maestà Imperiale
Haile Selassie I
30 luglio: anniversario delle Nozze Imperiali


Nel Nome Prezioso del Padre Santo, del Figlio Santo Unigenito e dello Spirito Santo Consolatore, un Unico Dio, il Vivente, Qadamawi Haile Selassie, benedizioni a voi, fratelli e sorelle care, per l’inizio di questo mese particolarmente denso di significato e gioioso per InI; ben ritrovati sulle nostre affezionate pagine.

Speriamo di trovarvi nella Sua Grazia e nella Sua Luce, e che la Sua Pace possa scendere sulle nostre case e nei nostri cuori.
Siamo giunti a luglio, e chiaramente, come l’anno passato e, come crediamo a ragione, per gli anni futuri, incentriamo il nostro lavoro, e dirigiamo le nostre meditazioni e le nostre preghiere a quel 23 Luglio, 16 Hamlè secondo il calendario etiopico, giorno luminoso nel quale celebriamo l’Anniversario della Nascita del Nostro Signore, Salvatore e Re nel Suo Secondo Avvento Regale.

Prima di iniziare e passare alla presentazione dei contributi che riempiranno le pagine successive, e sicuramente anche i nostri cuori e le nostre menti, vogliamo ricordare a tutti che nei giorni 22/23/24 Luglio la nostra comunità, F.A.R.I., si riunirà come ogni anno per inneggiare al Suo Santo Nome; anche quest’anno le Celebrazioni e le altre attività previste si svolgeranno tra i monti del Comune di Lamon, nella frazione di Arina (in provincia di Belluno), dove potremo beneficiare di un luogo adatto per glorificare assieme la Sua Maestà; invitiamo quindi tutti gli Idren interessati a partecipare a contattare la Segreteria della Federazione per organizzare al meglio gli arrivi, gli alloggi e ogni altra questione logistico-amministrativa.

Ancora qualche parola prima di passare all’argomento centrale: vogliamo, come di consueto, ricordare che l’anno passato presentammo vari contributi, non solo relativi alla Nascita dell’Imperatore, ma anche riguardanti le Nozze Imperiali (30 Luglio) e il “Constitution Day” (16 Luglio). Entrambe queste date sono molto importanti e pregne di significato per InI, e non a caso, a nostro avviso, proprio a Luglio Sua Maestà ha concesso per la prima volta nella storia dell’Etiopia, dopo nemmeno un anno dalla Sua Incoronazione, la Prima Costituzione Scritta (16 Luglio 1931): ci apprestiamo a osannare il nostro Sovrano, ma negli stessi giorni ci apprestiamo anche a rinnovare il nostro lavoro e il nostro impegno al servizio dei fratelli e delle sorelle, non solo in Italia, ma nel mondo, nella speranza sia questa un’opera gradita allo sguardo di Dio Onnipotente, utile e benefica per tutto il corpo di cui noi siamo membra e il Nostro Imperatore è Capo.
Vi invitiamo a ri-leggere, o a leggere per chi non lo avesse ancora fatto, i contributi del numero di luglio 2012, per meglio prepararci ai giorni santi che ci attendono.

Passando finalmente ai contenuti di questo numero, apriamo la nostra newsletter con un contributo, in traduzione, che può sembrare atipico, ma che in effetti crediamo possa fornire spunti di riflessione e meditazione, alla luce del momento storico in cui venne prodotto, e che certamente ci fornirà una cifra sulla condizione che il popolo Afro nel mondo si trovava a vivere, ma ci permetterà di cogliere anche lo spirito di aspettativa di redenzione e di attesa messianica che lo facevano vibrare e alle quali era “esposto” - attesa poi compiutasi come sappiamo il 23 luglio 1892: stiamo parlando della lezione (con altri brevi estratti sempre dal libro “A Black Man will be the Coming Universal King”) che il Rev. J.M. Webb tenne a Seattle nel natale 1903 sull’appartenenza del Salvatore, Cristo, alla tribù di Judah.

Per omaggiare la nascita del RE dei re, e prepararci ai giorni che ci attendono, proseguiamo presentando, nella traduzione della sorella Tseghe, un estratto dall’Ethiopian Review del luglio-agosto 1946: “Pensieri sul compleanno del Nostro Sovrano", monumento della storia etiopica.

Compiendo poi un salto temporale possibile solo sulle nostre pagine, e trasferendoci nel 1966, continuiamo a rendere onore alla Luce del mondo che viene alla luce in questi giorni proponendo in traduzione la Conferenza Stampa che Sua Maestà l’Imperatore rese in occasione del suo 74mo compleanno, e che ci è sembrato potesse essere stimolante in vista degli impegni che ci attendono, anche perché il Re tratta e risponde sugli argomenti più vari ma certamente centrali nella storia del progresso e dello sviluppo etiopico e africano, quali i cambiamenti costituzionali, l’unità africana e la questione della giustizia e della pace internazonali.

Senza indugi continuiamo, anche questo mese a ben vedere la nostra si presenta carica di materiale: dopo aver trattato e omaggiato, speriamo degnamente, la nascita del Messia, cambiamo pagina, ma rimaniamo nella scia delle questioni toccate dal Re nell’intervista con la stampa…il contributo che andiamo a presentarvi infatti riguarda lo Sviluppo Comunitario, ed è la traduzione del relativo discorso, pronunciato il 7 luglio 1964, tratto dai Selected Speeches, breve ma denso e intenso.

Successivamente, ritroviamo il contributo del nostro Cappellano, Iyared Mihiret: si tratta della traduzione delle parole di Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I in occasione dell'elezione generale; la Parola del Re ci viene proposta in vista delle prossime elezioni F.A.R.I. (che si terranno il 24 luglio) come meditazione collettiva in merito ai diritti e doveri e alle responsabilità che tutti deteniamo.

Luglio però è anche il mese in cui InI con l’Etiopia tutta ricordiamo e onoriamo Abune Petros, martire della cristianità, personaggio importante della storia della Chiesa Tewahedo, appena santificato dal Santo Sinodo, che fu messo a morte a sangue freddo dalle forze di invasione fascista il 29 luglio 1936: InI abbiamo deciso di ricordarlo e di ricordare il suo sacrificio con il secondo contributo della sis Tseghe, la traduzione di una sua biografia. Contestualmente vi rimandiamo al Discorso che Sua Maestà pronunciò in occasione dello svelamento del monumento all’Abune, il 12 novembre 1962 (Sel. Speeches pagg. 625-630)

Avviandoci ora verso la conclusione di questo editoriale, prima di lasciarvi alle pagine della nostra, entriamo nei consueti corner dove troviamo ad attenderci i contributi dei nostri fratelli, Ras Gabriel e Ras Julio:
il primo, nello spazio dedicato ai francobolli imperiali, in linea con l’evento salvifico che ci apprestiamo a celebrare questo mese ci presenta un’analisi sulla serie di francobolli che venne prodotta in occasione del 75mo Anniversario di Nascita dell’Imperatore;
nel secondo corner dedicato, come sapete, all’Ital alimentazione il fratello ci presenterà le caratteristiche e ci parlerà dei molteplici benefici di uno dei molti cibi che riempiono le nostre tavole in questo periodo dell’anno…non vi roviniamo la sorpresa…

Prima di terminare, vogliamo ricordare che anche quest’anno, come ormai da un decennio, l’House of RasTafari sarà presente in vari festival, nella penisola e all’estero: al momento in cui scriviamo ci sono fratelli impegnati in questa attività nello Zion Station festival che si sta tenendo a Ferrara; in seguito, nel mese di agosto saremo presenti al Rototom Sunsplash e infine a settembre ci saranno altri fratelli che porteranno avanti questo progetto, promosso dalla Federazione, nella location di Tramonti di Sotto dove si terrà l’Heartical Vibes…ringraziamo tutti i fratelli e le sorelle che partecipano a questi festival e che profondono impegno per portare una testimonianza in questi luoghi, e preghiamo che il Signore voglia sempre guidare i nostri passi, benedire i nostri propositi e portarli a compimento.

Rinnovando l’invito, per chi fosse interessato a contribuire, o per chi volesse ricevere anche solo informazioni, a scriverci al noto indirizzo publicrelations@ras-tafari.com, vi salutiamo.

Possa il Signore volerci sempre mostrare la Luce del Suo Volto, insegnarci il Suo Timore che è principio di sapienza e mostrarci il Suo Amore, fonte di ogni grazia.
Kibir-le Negus Amlak Qadamawi Haile Selassie.
Wadada

Viktor Tebebe

Salmo 110
Di Davide. Salmo.

Oracolo del Signore al mio Signore:
«Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici
a sgabello dei tuoi piedi».
Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion:
«Domina in mezzo ai tuoi nemici.
A te il principato nel giorno della tua potenza
tra santi splendori;
dal seno dell'aurora, come rugiada, io ti ho generato».
Il Signore ha giurato e non si pente:
«Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchisedek».
Il Signore è alla tua destra, annienterà i re nel giorno della sua ira.
Giudicherà i popoli: in mezzo a cadaveri
ne stritolerà la testa su vasta terra.
Lungo il cammino si disseta al torrente
e solleva alta la testa.




Sommario:

Estratto da:
“A BLACK MAN WILL BE THE COMING UNIVERSAL KING”
di James Morris Webb


Pensieri sul compleanno di
Sua Maestà Imperiale


Conferenza Stampa di S.M.I. Haile Selassie I in occasione del 74° compleanno

Discorso di S.M.I. Haile Selassie I
sullo sviluppo comunitario


Discorso di S.M.I. Haile Selassie I: Elezione generale

Abuna Petros - Un martire del Millennio

Francobolli Imperiali - 75esimo compleanno dell'Imperatore Haile Selassie I

Let food be your medicine...


Estratto da:
“A BLACK MAN WILL BE THE COMING UNIVERSAL KING”
di James Morris Webb


“Sarei lieto di tenere una lezione su uno qualsiasi dei miei libri o di mostrare le mie immagini bibliche - “La parte dell’uomo nero nella Bibbia”, nella vostra città, chiesa, sala o teatro.
Dio mi ha dato questo messaggio ed è mio dovere manifestarlo. Io non ho paura del’argomento, la fede che ripongo in Dio scaccia tutte le paure.”
Jas. M. Webb

“Ogni uomo o gruppo di uomini che abbia provato o provi a segregare e discriminare a parole o con leggi una qualsiasi razza sulla base del sangue e del colore, è acerrimo nemico della bandiera americana a stelle e strisce; perché la bandiera americana sostiene la Libertà, che è democrazia di tutti i suoi soggetti, a prescindere dal sangue o dal colore, in ogni ambito [aperto al] pubblico.
Mentre considerava la democrazia, il col. Henry Waterson, Editore del Louisville Courier-Journal disse durante la guerra che “la democrazia è una questione secondaria. La questione principale sottende alla questione della democrazia, ed è la religione di Cristo e della sua crocifissione”. Si, io dirò che Iyasus si è umiliato fino alla morte affinchè nessuna razza venisse segregata o discriminata sulla base del sangue o del colore, perché come San Paolo ha detto, nel mezzo dell’Areopago, “Dio ha creato da un solo sangue tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra” (At. Capitolo 17, versi 22 e 26).
Questo libro parla del Re che deve venire e di dove e di come regnerà. Il libro ci dice della sua relazione con gli Afro-Americani, che lo considererebbero nero da un punto di vista Americano, ed è per questo che l’ho intitolato “Un uomo nero sarà il venturo Re Universale”, in accordo alla storia biblica. Perciò, leggete.”
Servo Vostro, James Morris Webb, A.M.

IYASUS NATO DALLA TRIBU’ DI JUDAH
IYASUS è NATO DALLA TRIBU’ DI JUDAH E NELLA STIRPE DI UNA GENERAZIONE NERA, LE SUE CARATTERISTICHE E LA SUA FORMA NON ERANO GRAZIOSE, IN ACCORDO AL PROFETA ISAIA 53:2

QUESTA è UNA LEZIONE TENUTA A SEATTLE, WASH., NEL GIORNO DI NATALE, 1903

Io considero, in accordo alla storia biblica, che Iyasus è nato dalla tribù di Judah e dalla stirpe della generazione nera. Le sue caratteristiche e la sua forma non erano graziose. Ora, per me, illustrare il soggetto correttamente sarà necessario per tornare indietro fino ai progenitori della razza Giudaica. Cominciando con Abraham, scelto da Dio come primo padre della sua razza, troviamo in Gen. 12:1,2,9, quando Dio apparve per la prima volta ad Abraham, Egli gli comandò di emigrare lontano dalla sua parentela e dalla casa di suo padre in una nuova terra. Dio promise ad Abraham che Egli avrebbe da lui scaturito una nazione potente e un gran nome, ed in lui tutte le genti della terra sarebbero state benedette.

Abram aveva settantacinque anni a quel tempo; ora, la moglie di Abram, Sari, era sterile e così acconsentì che la sua serva, Hagar l’egiziana, diventasse moglie di Abram – Gen. 16:3. Hagar diede ad Arbam un figlio, chiamato Ismaele, Gen. 16:15; Ismaele era il primo figlio generato da Abram; egli aveva ottantasei anni quando Ismaele nacque, Gen. 16:16.

Quando Abram aveva novantanove anni, Dio cambiò il suo nome da Abram ad Abraham che significa “padre di molte nazioni”, e anche il nome di Sari venne cambiato in Sarah, Gen. 17:1

MORTE DI SARAH

Quando Sarah raggiunse l’età di 127 anni, morì, Gen. 23:1. Così, dopo la morte di Sarah, Isacco, suo figlio, prese in moglie Rebecca, la donna siriana, Gen. 34:67; Gen. 25:20. E anche Abraham suo padre prese in moglie una donna etiope di nome Kenturah. Gen. 25:1, che gli diede sei figli.
Midian, uno di essi, fu il fondatore della terra di Midian, e in quella terra Mosè sposò la sua prima moglie Zipporah, la donna etiope, Es. 2:21; Num. 12:1.
Ora Rebecca, moglie di Isacco, diede alla luce due figli i cui nomi erano Easù e Giacobbe; Giacobbe fu il padre delle dodici tribù di Israele.
Giacobbe e i suoi figli abitavano la terra di Canaan fin quando giunse nel paese una carestia e li costrinse a partire per l’Egitto. Così Giacobbe, i suoi figli e le sue mogli, entrarono in Egitto; Giuseppe, che già si trovava lì, accolse suo padre e i suoi fratelli in Egitto. Simone e Judah salutarono Giuseppe con le loro mogli Canaanee e i loro figli, Gen. 45:10; Cron 2:3; e anche Giuseppe li salutò con la sua moglie egiziana, Asenath, che il faraone gli aveva concesso in sposa, Gen. 41:45. I Canaanei e gli Egiziano erano discendenti di Cam.

PADRE DEGLI ETIOPI

Cam è padre degli Etiopi, Gen. 10:6, così gli Israeliti si sono moltiplicati in Egitto per alcune centinaia di anni, mentre il sangue etiope scorreva nelle loro vene grazie ai matrimoni misti. Giacobbe disse ai suoi figli e al resto degli Israeliti, sul punto di morte, che “lo scettro non sarà tolto da Judah, né il bastone del comando dai suoi piedi, fino a che Shiloh (Colui al quale esso appartiene) non sarà giunto, e a lui sarà dovuta l’obbedienza dei popoli”, Gen. 49:10. Dunque questa affermazione ha un riferimento con l’appartenenza di Iyasus alla tribù di Judah; ora, quando furono trascorsi quei 400 anni durante cui la sua discendenza sarebbe stata afflitta, Gen. 15:13, Dio fece sorgere Mosè dalla tribù di Levi e Aronne suo fratello, per condurre gli Israeliti fuori dal paese d’Egitto. Ora, Mosè e sua moglie Zipporah, la donna etiope di Midian, si unirono ad Aronne e Miriam.
Dopo che Aronne e Mirian ebbero scoperto che la moglie di Mosè era una donna etiope, si indignarono molto e si meravigliarono di Mosè il nero o Negro, come Webster definisce l’etiope, nero o negro.

OPPOSIZIONE CONTRO LA MOGLIE DI MOSE’

Aronne e Miriam manifestarono la loro ignoranza e il loro pregiudizio opponendosi alla moglie di Mosè, nelle cui vene scorreva lo stesso sangue di Abraham che scorreva nelle loro, perché suo padre era uno dei figli di Midian, e Midian era figlio della seconda moglie di Abraham, Kenturah […].
Noi troviamo nel dodicesimo capitolo del Libro dei Numeri che Dio si compiaceva di Mosè e della moglie, e fece ammalare Miriam di lebbra; quando Aronne ebbe scoperto la malattia di Miriam, riconobbe con Mosè che avevano peccato. Poco prima di morire Mosè profetizzò con Israele che Dio avrebbe scaturito un profeta in mezzo a loro e ai loro fratelli, come lui, Deut. 19:15. Questa profezia trova riferimento in Iyasus che viene da Israele e dalla stirpe di quella generazione nera che Abraham, Simone, Judah e Mosè avevano portato in Israele maritando donne etiopi.

DAVIDE UCCIDE GOLIA

Ora, Davide era uno dei più grandi leader dal tempo di Mosè che Dio avesse mai inviato a guidare il Suo popolo; quando Davide era solo un giovane sconfisse il gigante filisteo, Golia, e al tempo poi in cui era re d’Israele sconfisse anche l’esercito filisteo.
Davide prese Bethsabea come moglie, e lei gli diede un figlio, chiamato Salomone; ora, Bethsabea era stata moglie di Uriah, l’Ittita. Gli Ittiti erano discendenti di Cam, Gen. 10:16,17. Salomone, figlio di Bethsabea, era un figlio nero.

GENEALOGIA DI IYASUS

Troviamo nel Cantico dei Cantici, 1:5,6, che Salomone confessò di essere nero, e ci disse anche che le figlie di Gerusalemme non lo consideravano perché era nero, che è come dire: “Non meravigliatevi della mia pelle nera”.
Ora, il primo capitolo del Vangelo di Matteo ci dirà della genealogia di Iyasus da Abraham a Giuseppe. Leggete questo capitolo.
Si, le sue caratteristiche e la sua forma non erano graziose, secondo quando dice Isaia 53:2,3, ed inoltre quando Egli verrà per giudicare il mondo i Suoi capelli saranno come lana, e non lisci – vedi Ap. 1,7,14; Dan. 7,9.

QUESTO è Ciò CHE HA DA DIRE IL SEATTLE TIMES

L’evidenza presentata da Elder Webb, tendente a provare che il Salvatore dell’umanità era un uomo nero, sembra essere sufficiente per mettere coloro che si oppongono a tale affermazione dinanzi alla sua prova.
Ora che l’acclamata evidenza presentata dal Sig. Webb appare così completa, è strano che nessuna delle persone che approfondiscono i documenti biblici non abbia avanzato la proposta prima. Non solo sembra che Cristo fosse nero, ma anche che Salomone, considerato nel corso delle ere la personificazione della sapienza, avesse sangue etiope nelle vene.

- SEATTLE TIMES

COMMENTO SUL TOUR DI CONFERENZE DELL’AUTORE

“Per coloro che fossero interessati:
“Mi permetto di dire, dopo aver ascoltato elder Webb su questo tema, che il sangue dei Neri scorse nelle vene di Iyasus e Salomone. Sono franco nel dire che non ho quasi mai partecipato ad una tale dimostrazione intellettuale. La posizione che egli assume come soggetto della conferenza, toccando la discendenza di Cam e la sua razza, è difficile e richiede una conoscenza pratica di tradizione bibliche e storiche;
ma sono lieto di dire che egli non solo si dimostra un esperto, ma maestro della situazione e io lo raccomando al ministero e alle chiese della razza di ogni denominazione.
“In fede,Vescovo H.M. Turner."

Bro' Viktor

frame

top

Pensieri sul compleanno di Sua Maestà Imperiale


Il destino, per quanto possa essere inspiegabile, è sempre aiutato dal tempo e modellato dalle circostanze. Troviamo che nella storia di tutti i popoli, emergono certe figure eccezionali che sembrano non solo rappresentare la volontà congiunta e le aspirazioni di tutto il popolo, ma che, a causa del loro carattere diventano il mezzo attraverso cui questa volontà congiunta ed aspirazioni trovano il loro canale di espressione. La biografia di questi leaders mostra che le loro vite hanno sempre rappresentato una drammatica lotta contro avversità di vario tipo. Invariabilmente, quando queste avversità prevalgono, riescono a trovare la ricarica inesplorata per il destino del loro popolo, e a diventare la loro speranza, centro di incontro e stimolatori di risultati costruttivi. Negli anni recenti ci sono stati Roosevelt, Willkie, Churchill e Haile Selassie I, che, in tempo di afflizione e prove si sono eretti come baluardi riportando le fila verso la fede, devozione, sacrificio e verso il trionfo eventuale.

Chiamato dal destino a governare il Suo paese e popolo, Haile Selassie, l'Imperatore d'Etiopia è apparso sulla scena nella fase più critica del destino della nazione. Fu un tempo in cui gli orizzonti mutevoli della vita mondiale richiedevano un personaggio di grande coraggio e profonda fede; un tempo in cui gli arretrati della storia dormiente del Suo paese necessitavano una mano progressista per guidarli da questa palude di isolamento accumulato alla fase dei movimenti cooperativi del Ventesimo Secolo; un tempo che era la linea di divisione tra l'accettazione della sfera d'influenza delle Potenze Europee dominanti o innalzamento ad una statualità virile in modo tale da mantenere le migliori tradizioni del ricco passato storico dell'Etiopia. Non è necessario catalogare qui gli audaci e coraggiosi movimenti che sono stati compiuti da Sua Maestà l'Imperatore nel raggiungere il presente stato moderno della nazione. Ma si può affermare senza riserve che dalla sua Reggenza come Principe Ereditario, il benessere del Suo popolo e la progressiva modernizzazione dell'Etiopia sono state, come sono tuttora, la Sua ossessione. Da osservatore perspicace e studente della vita internazionale, Haile Selassie I ha previsto il futuro della Sua nazione e combattuto per calmare le reazioni ostili e stabilire un regime progressista. Come risultato, non solo l'Etiopia è uno stretto collaboratore interessato nelle relazioni mondiali, ma è diventata attraverso la pura forza della guida del suo Amato Sovrano, un centro di gravità morale attorno a cui molte questioni fondamentali della vita mondiale si sono concentrate. Dallo storico appello di fronte all'Assemblea della Lega delle Nazioni nel 1936, l'Etiopia è diventata il tedoforo della sicurezza collettiva e dei diritti delle nazioni di piccole dimensioni. Tutte i Suoi discorsi pubblici, anche durante i momenti di difficoltà nazionali, sono stati sempre saggi perchè fondati su un esteso umanitarismo ed hanno sempre preso in considerazione il diritto di tutti ad un eguale giustizia ed opportunità. Ha detto:

“ Dopo dieci anni di incredibili sofferenze e perdite le nazioni di piccole dimensioni nel mondo hanno il diritto di affidarsi al principio così recentemente e solennemente consacrato di sviluppo di relazioni amichevoli tra le nazioni basate sul rispetto del principio dell'uguaglianza dei diritti e dell'autodeterminazione.”

Non solo a parole ma con le azioni questo esempio è stato portato avanti. Agli Italiani le cui mani era ancora bagnate dal sangue del Suo popolo Sua Maestà ha accordato misericordia. Questo testimonia una nota di inusuale pazienza per un Monarca che ha sofferto l'esilio volontario ed il cui regno e popolo furono spietatamente abusati da un nemico, così determinato come temerario nel suo desiderio di distruggere l'Etiopia. Quando la piena valutazione sarà fatta dagli storici nel futuro, questo atto dovrà ergersi come uno dei nuovi fari di umanità e comprensione internazionale.

Riflesso nella politica straniera dell'Etiopia, questo stesso calmo giudizio desiderio di comprensione è più evidente. In Etiopia, sanguinante di bianco dall'occupazione e dalle armate di liberazione, Sua Maestà Imperiale offrì la modesta assistenza della Sua Nazione ala causa degli Alleati e offrì il suo Paese come luogo di soccorso per i rifugiati Greci, che fuggivano dalla persecuzione del nemico. Indirizzando un memorandum alla Prima Sessione del Concilio dei Ministri Stranieri a White Hall, senza fasto e cerimonia, Sua Maestà si appellò per la giustizia della Sua Nazione del Suo popolo. Riguardo alla Sua attitudine verso l'Italia, il nemico passato d'Etiopia, Sua Maestà disse:

“Come una delle Nazioni Unite siamo d'accordo con il principio di lavorare in pace con i nostri nemici passati. Ma questa collaborazione deve essere basata su buona fede e fiducia reciproca. L'Etiopia ha dimostrato e continuerà a dimostrare la sua buona fede al posto degli amari inganni di coloro che ne hanno abusato. E' per il nemico offrire la mano di amicizia. Ma se questo vuole l'amicizia dell'Etiopia deve, tuttavia, pentirsi sinceramente dei sessant'anni di ingiustizia e dichiararsi preparato a rettificarli. Se questo gesto è accompagnato dal saldo desiderio di lavorare in pace senza quei pensieri di aggressione che hanno motivato e guidato le politiche Italiane per sessant'anni, l'Etiopia accetterà questo gesto in uno spirito di amicizia e mutua comprensione.”

IL COMPLEANNO DELL'IMPERATORE E' CELEBRATO

Il saluto pubblico entusiasta

Il cinquantaquattresimo Anniversario della Nascita di Sua Maestà, Haile Selassie I, fu celebrato in tutta l'Etiopia martedì 23 luglio, come Festa pubblica. La bandiera Nazionale d'Etiopia fu appesa in quasi tutti gli edifici della Capitale. La poesia di Yared Gabre Mikael, che riportava i dettagli degli sforzi dell'Etiopia per la libertà, pubblicata dal Dipartimento di Stampa ed Informazione in un libricino fu distribuito al pubblico.

Il programma dell'Anniversario iniziò alle 6.00 a.m., quando i cannoni del Reggimento Imperiale d'Artiglieria spararono un Saluto Imperiale di 21 colpi.

Poco prima delle 9 a.m., i bambini delle scuole di Addis Abeba marciarono in processione dietro agli alfieri e alle trombe verso il Palazzo, dove la Guardia Imperiale era schierata su entrambi i lati della strada centrale.

Alle 9 a.m. Sua Maestà Imperiale ricevette Ministri, Dignitari, Ufficiali, Patrioti, Impiegati Governativi, Mercanti, Donne, che marciavano in fila nel Palazzo per porgere i loro omaggi. Sua Maestà Imperiale, dopo il ricevimento, è comparso nel Balcone Imperiale, dove è stato ricevuto con un applauso entusiasta dalla migliaia di persone che occupavano il suolo del Palazzo. Il Governatore Attivo di Addis Abeba, Fitawrari Demsie Wolde Amanuel, recapitò un messaggio a Sua Maestà da parte della popolazione della Capitale.

Alle 11.30 membri del Corpo Diplomatico, che guidavano le rappresentanze straniere, e distinti residenti della città firmarono nel Registro del Palazzo.

Alle 12 a.m. Sua Maestà Imperiale si recò nel Vecchio Ghebi, dove ricevette e pranzò con Dignitari, Ministri, Donne, Patrioti, Impiegati Governativi e residenti distinti.

Alle 3 p.m. il popolo si riunì nelle strade che portavano alla Statua dell'Abuna Petros. La Guardia Imperiale fu schierata e la Polizia diresse il traffico. La piazza era artisticamente decorata con le bandiere.

Alle 3.30 p.m. Sua Maestà arrivò tra fragorosi applausi. Dopo aver svolto il Saluto Imperiale, i preti intorno alla Statua iniziarono la cerimonia, che l'Etchegue concluse. Sua Maestà dopo lesse il Discorso pubblicato qui sotto. Un opuscolo di Makonnen Worq Aganeih e libricini sulla vita di Abuna Petros furono distribuiti dal Dipartimento di Stampa ed Informazione.

In conclusione del programma del giorno, il Governatore di Addis Abeba, diede un ricevimento in onore del Compleanno di Sua Maestà nella nuova Sala del Municipio, che era stata completata per l'occasione. Gli ospiti principali includevano il Primo Ministro, Ministri Etiopici, membri dei Corpi Diplomatici ed Ufficiali, Dignitari, Ufficiali della B.M.M.E.* e residenti distinti di Addis Abeba. Musica per l'occasione fu fornita da musicisti Etiopi e da un orchestra a cinque pezzi. Specialmente apprezzati da tutti i partecipanti furono le Canzoni Etiopiche locali e balli svolti da un gruppo di artisti Etiopi professionisti. Rinfreschi e bevande di ogni tipo furono abbondanti e le danze continuarono fino a notte inoltrata.

* British Military Mission to Ethiopia

Tratto da Ethiopian Review Vol. III Luglio-Agosto 1946

Sis' Tseghe Selassie

frame

top

Conferenza Stampa di S.M.I. Haile Selassie I
in occasione del 74° compleanno



Signore e signori della stampa,
Oggi Io ho convocato questa conferenza stampa per illustrare, prima di tutto, alcuni dei miei pensieri riguardo recenti avvenimenti e in secondo luogo fornirvi un’opportunità per porre domande su ogni questione desideriate.

Primo, Io vorrei dire poche parole sulla recente decisione della Corte Internazionale di Giustizia sull’azione legale che è stata condotta da Etiopia e Liberia contro il Sud Africa riguardante l’Africa Sud-occidentale; come tutti ormai sanno, tutta l’umanità è preoccupata della situazione nel sud-ovest africano, e delle implicazioni che la politica del Governo Sud Africano ha sul resto del mondo.

La Corte Internazionale dell’Aia ha discusso la questione dell’Africa Sud-occidentale per molti anni: l’Etiopia, la Liberia e molti altri Stati africani così come gli uomini di buona volontà ovunque hanno fatto del loro meglio per far si che fosse resa giustizia in questo caso, così che il popolo in quello sfortunato Paese fosse liberato dallo stato di oppressione al quale al momento è soggetto. La giustizia è l’essenza dell’esistenza civilizzata; sfortunatamente la decisione della Corte è stata influenzata più da fattori politici che da considerazioni legali. Io conosco la grande speranza che fu riposta nella Corte al momento della sua fondazione; proprio al principio, so che la Corte prese decisioni utili in alcuni casi ma la sua tendenza, se prendiamo la recente decisione come esempio di ciò che potremmo aspettarci nel futuro, non ispira fiducia, e a causa di ciò noi abbiamo la sensazione che ci sarà una minore tendenza a ricorrere alla risoluzione giudiziaria delle dispute.

I querelanti dinanzi alla Corte erano Etiopia e Liberia, ma in un certo senso, si potrebbe dire, tutti i popoli amanti della pace erano in qualche modo preoccupati a riguardo e in spasmodica attesa del risultato che ci si attendeva fosse in accordo alle richieste di giustizia. E’ ben vero che i giudici sono liberi nel loro compito decisionale ma le decisioni devono essere in accordo alla legge.

Comunque, noi dobbiamo anche sottolineare che l’umanità ha il diritto di richiedere che certe istituzioni fondamentali e giudizi di valore, comuni a tutta la società e indispensabili alla pace, vengano incorporati come parte dei principi di legge internazionale sui quali la Corte Internazionale di Giustizia dovrebbe basarsi. Lo Statuto della Corte fornisce disposizioni adeguate per questo.

Devo rilevare che questo giudizio è contrario agli interessi dell’umanità e in particolare contrario agli interessi dei popoli Africani. Io dico che la decisione è stata influenzata più da considerazioni politiche che legali; d’altronde non siamo alla fine del percorso. Credo che ci accingiamo a continuare la lotta per la rimozione del sistema di apartheid e oppressione nell’Africa del Sud-Ovest, e ho fiducia che questa battaglia porterà una soluzione soddisfacente al problema.

Domanda:
Vostra Maestà Imperiale, la Vostra lunga vita ha visto anni ricchi di successi in molti campi. Molti avvenimenti si sono palesati al mondo, anche. Quale la Vostra Maestà Imperiale considera il più significativo?

LONGEVITA’ UN DONO DIVINO

Risposta:
Io ringrazio Dio per avermi dato una vita così longeva. Questa è una cosa che può essere considerata solo come un dono dall’Onnipotente. Nella mia lunga vita ho visto ed esperito molte cose; sin da quando avevo 18 anni, ho visto molte cose accadere sia nel mio Paese che all’estero.
E’ difficile trovare il più importante evento durante questo lungo periodo che comprende molte decadi. I due eventi che risaltano, e che hanno influenzato e condizionato il corso degli eventi nel mondo, sono di certo stati la Prima Guerra Mondiale e la Seconda Guerra Mondiale: lo spargimento di sangue durante le due guerre mondiali, il perché vennero combattute, come si conclusero e le conseguenze di queste guerre. In particolare, parlando di queste due guerre, Io ricordo l’influenza che i leaders esercitarono sul corso degli eventi: la storia della Prima Guerra Mondiale, del Secondo Conflitto Mondiale e le conseguenze rimarranno sempre negli annali della storia.
Noi sappiamo chi furono i responsabili – uomini con propositi e menti malvagie – che presero la leadership in alcune parti del mondo e gli eventi che seguirono. Chiunque abbia vissuto durante quelle due grandi guerre e lo spargimento di sangue deve riconoscere la necessità di un’effettiva salvaguardia per mantenere la pace internazionale.
So anche che alcune istituzioni in alcuni Stati furono responsabili dello scoppio delle guerre mondiali. Da allora le istituzioni e le procedure democratiche sono state rafforzate nel mondo, ed io ho fiducia che come risultato di questa esperienza delle ultime decadi noi ci troviamo in una posizione migliore per mantenere la pace nel mondo.
Di certo, la Seconda Guerra Mondiale ha condizionato l’Etiopia. E’ un fatto ben noto che il nostro Paese è caduto vittima delle forze di aggressione del Fascismo. Io ho avuto il privilegio di difendere il caso davanti alla Lega delle Nazioni a Ginevra ma il suo sistema di sicurezza collettiva non era stato rafforzato e non c’erano procedure standard alle quali ci fosse adesione universale per la risoluzione delle dispute internazionali. Il sistema fallì. L’Etiopia ha sofferto a causa del fallimento di quel sistema ma il concetto di sicurezza collettiva è stato stabilito più fermamente dopo la guerra.
So che gli uomini di buona volontà ovunque hanno solidarizzato con l’Etiopia. Noi abbiamo continuato la battaglia per liberare il nostro popolo dal dominio straniero e finalmente siamo stati capaci di vincere il nemico; siamo ritornati nella nostra capitale e abbiamo dato inizio a programmi per il progresso del Paese.
Inoltre, siamo stati testimoni dell’emergenza di nuovi Stati africani indipendenti, la posa delle fondamenta qui in Addis Ababa per una più grande unità tra i popoli Africani. Questi sono alcuni degli eventi che io ricordo e ai quali conferisco grande significato.

Domanda:
Vostra Maestà Imperiale, vedete una qualche relazione tra il fallimento della Lega delle Nazioni nell’agire sulla situazione che l’Etiopia ha fronteggiato nel 1935\36 e il fallimento della Corte nell’agire sul caso dell’Africa Sud Occidentale nel 1966?

Risposta:
C’è una differenza materiale tra il fallimento del sistema di sicurezza collettiva della Lega nel 1935 e 1936 e il fallimento della Corte Internazionale di Giustizia nel considerare nel merito il caso dell’Africa del Sud-Ovest.
Le disposizioni del sistema di sicurezza collettiva che noi ritenevamo, come tutti, essere assicurati dall’Alleanza della Lega delle Nazioni hanno collassato completamente; il fallimento della Corte Internazionale di Giustizia nel considerare ora nel merito il caso dell’Africa Sud-occidentale significa che le procedure legali per la risoluzione della disputa non sono più aperte a noi e che dobbiamo approcciare il problema da un’altra angolazione, forse insistendo nell’invocare misure di sicurezza collettiva sotto la Carta delle Nazioni Unite.
Per questo dunque io vedo nei due casi importanti differenze: mentre la Lega delle Nazioni ha collassato completamente, nel caso della Corte Internazionale di Giustizia è stato un particolare organo del sistema di sicurezza collettiva a fallire nel rispondere alle richieste di giustizia nell’Africa del Sud-Ovest.

Domanda:
Vostra Maestà Imperiale, la situazione in Rhodesia e la battaglia che è stata intrapresa in relazione a questa questione hanno teso a indebolire l’Organizzazione dell’Unità Africana?

DIFFERENZE MATERIALI

Risposta:
Inutile dire, tutti i popoli africani hanno perso fiducia a causa degli eventi in Rhodesia e a causa del fallimento degli sforzi di molti Stati e individui di restaurare i diritti legittimi per la maggioranza Africana nella Rhodesia del Sud.
Ci sono certamente molti modi di risolvere un problema: molti metodi di risoluzione pacifica e c’è anche la questione dell’uso della forza, ma io credo che prima di ricorrere a tali misure, noi dovremmo esaurire tutti i metodi ragionevoli e pacifici.
Finora gli Stati africani hanno agito congiuntamente ma devono avere maggior fiducia che il Governo Britannico schiaccerà il regime illegale lì. Comunque, siamo dispiaciuti nel dire che tali misure da parte del Governo Britannico non hanno avuto successo e non sono state adeguate.
Gli Stati africani nell’Organizzazione dell’Unità Africana non hanno differenze per quanto riguarda la questione della Rhodesia; alcune differenze riguardo gli approcci al problema esistevano in passato ma siamo confidenti che nel nostro futuro noi saremo più uniti che mai per una risoluzione giusta della questione rhodesiana.
Sono sicuro che quando i Capi di Stato africani si troveranno di nuovo riunii nel vertice qui la questione rhodesiana sarà prominente sulla loro agenda.

Domanda:
Vostra Maestà Imperiale, Voi siete stato leader del nostro popolo negli ultimi 49 anni. Qual è il punto di vista di Vostra Maestà riguardo al progresso che il Paese ha raggiunto negli ultimi 49 anni.

CAMBIAMENTI COSTITUZIONALI

Risposta:
Noi siamo stati testimoni di molti risultati negli ultimi 49 anni – e tutti questi risultati hanno portato benefici duraturi al popolo Etiope. Se ci venisse chiesto di nominarne alcuni, Io direi che il risultato rilevante c’è stato nei cambiamenti costituzionali nel nostro Paese.
Noi abbiamo fatto il possibile perché il nostro popolo partecipasse al lavoro di governo; abbiamo istituito sistemi grazie ai quali i diritti del popolo sono protetti.
Nel campo economico, abbiamo istituito sistemi con i quali il popolo Etiope può aiutarsi e aiutare il proprio governo, anche. Abbiamo visto che gli sfori che abbiamo profuso nel miglioramento della nostra vita nazionale stanno attualmente portando buoni risultati al nostro popolo. Sebbene Io sarò il primo a dire che quanto è stato raggiunto non è pienamente soddisfacente, il Paese sta progredendo, il popolo sta raggiungendo il progresso e il futuro è pieno di speranza e promesse.

Domanda:
Vostra Maestà Imperiale, il Generale De Gaulle renderà una visita di Stato in Etiopia nel prossimo futuro; vi aspettate che vengano firmati accordi speciali tra Etiopia e Francia come risultato della visita?

Risposta:
Noi abbiamo mantenuto una relazione di amicizia con la Francia per molti anni; le relazioni economiche, culturali e di altro tipo che il nostro popolo ha mantenuto con il popolo francese sono ben note. Quando il Generale De Gaulle arriverà qui noi avremo l’opportunità di discutere modi e maniere con i quali poter rafforzare ulteriormente questa buona relazione tra le nostre due nazioni. Sono fiducioso che quando il Generale De Gaulle visiterà l’Etiopia noi avremo l’opportunità di trovare accordi concreti di mutua cooperazione.
Sono lieto che egli abbia accettato il nostro invito a visitare l’Etiopia, e sono sicuro che i risultati saranno soddisfacenti per entrambi i nostro popoli.

Domanda:
Quali sono stati le principali conquiste dell’Etiopia nelle ultime decadi?

Risposta:
La risposta a questa domanda può essere molto lunga. Io ho già sottolineato i risultati ottenuti in campo economico e costituzionale; ora spero di aggiungere il progresso che abbiamo compiuto e intendiamo raggiungere nel futuro nel campo dell’educazione.
L’educazione non è nuova in Etiopia. Sebbene noi non abbiamo università moderne, per secoli abbiamo beneficiato del nostro proprio sistema educativo – un sistema dal quale il nostro popolo trae molto vantaggio. Eppure, più recentemente ci siamo avviati verso un sistema moderno di educazione ed è stata raggiunta una grande riforma. Sono fiducioso che nel futuro lavoreremo ancor di più e raggiungeremo risultati ancor più soddisfacenti. Poiché io considero l’educazione indispensabile per le necessità dell’Etiopia, ho personalmente assunto per un certo numero di anni il portafoglio del Ministero dell’Educazione.

Domanda:
Vostra Maestà Imperiale, cosa pensate dell’invito, da voi ricevuto da parte del Sig. Podgorny, Presidente dell’Unione Sovietica, a visitare l’USSR?

Risposta:
Si, il Governo Sovietico ci ha esteso l’invito per rendere una visita ufficiale all’Unione Sovietica. Quando visiterò l’Unione Sovietica spero di aver l’opportunità di discutere con gli ufficiali responsabili del Governo Sovietico questioni di reciproco interesse tra i nostri due Paesi e anche questioni che spero aiuteranno a rafforzare la pace.
Ho detto di essere lieto di accettare l’invito ma si sta ancora considerando la data precisa della mia visita. Ci sono alcuni argomenti da dover discutere ad un determinato livello in questa contesto.

30 Luglio 1966

Selected Speeches, “PRESS CONFERENCE: 74th BIRTHDAY”, pagg. 676-682

Bro' Viktor

frame

top

Discorso di S.M.I. Haile Selassie I
sullo sviluppo comunitario


… L’anno passato ha visto porre un’accresciuta enfasi sul ruolo che i programmi di sviluppo comunitario possono giocare nel migliorare la vita dei contadini Etiopi. Il proposito fondamentale di un movimento di sviluppo comunitario è di insegnare alle persone [che abitano, ndt] nelle campagne del Nostro Impero che attraverso un far-da-sé cooperativo e un approccio unitario ai problemi comuni, il vasto potenziale che essi rappresentano per il loro stesso miglioramento può essere tradotto in programmi effettivi che molto possono fare per migliorare il loro standard di vita.

Sebbene l’inaugurazione dei programmi di sviluppo comunitario in Etiopia sia relativamente recente, molto è già stato compiuto; un Centro di Formazione per Sviluppo Comunitario è stato da Noi inaugurato ad Awassa per la formazione di personale che in seguito attraverserà il Nostro Impero seminando tra la Nostra gente la conoscenza acquisita durante l’apprendistato.

Il movimento di cooperazione è stato a lungo conosciuto nel mondo, e Noi stessi abbiamo in numerose occasioni sollecitato il Nostro popolo ad unirsi sempre più in imprese cooperative; durante l’anno trascorso, abbiamo deciso di promuovere un programma designato a provvedere incoraggiamento specifico per la creazione di cooperative agricole, e il Nostro Ministro per lo Sviluppo Comunitario Nazionale ha costituito un certo numero di aziende agricole finanziate dal Governo.

Noi abbiamo provveduto a terra, macchine agricole, assistenza di esperti per queste aziende, e nutriamo grandi speranze che il loro successo stimolerà la Nostra gente a intraprendere sempre più imprese cooperative.

Se il Nostro popolo non dovesse riuscire ad usufruire di questa opportunità, le conseguenze sarebbero in verità incresciose.

7 Luglio 1964

Selected Speeches, pagg. 519-520

Bro' Viktor

frame

top

Discorso di S.M.I. Haile Selassie I:
Elezione generale

Cari Fratelli e Sorelle, figli e figlie del Re dei Re: invio queste Sante Parole del Re in merito alle elezioni in Etiopia, anche e soprattutto come meditazione collettiva in merito ai diritti e doveri e alle responsabilità che tutti deteniamo in vista delle prossime elezioni F.A.R.I. che si terranno il 24 luglio.
Sicuramente queste Parole di Sapienza non potranno che essere di ispirazione a tutti.
Esorto fraternamente, pertanto, a rivolgere il massimo impegno alla questione, con la dovuta priorità, rispondendo ove possibile e opportuno agli inviti della Segreteria ad offrire il proprio contributo ai fini delle candidature e dello svolgimento fluido delle elezioni.

Fraternamente,
Iyared Mihiret

ELEZIONE GENERALE

Il Parlamento in quanto istituzione fu introdotto in Etiopia 38 anni fa. Meritano attenzione e riconoscimento la cooperazione e collaborazione del Nostro popolo nell'attuazione delle varie leggi approvate dal Nostro Parlamento nel corso degli anni. Dopo che garantimmo, di Nostra libera volontà, una costituzione, e dopo l'apertura della prima sessione del Parlamento, affermammo: “D'ora in poi voi tutti dovete aprire gli occhi, allargare la vista, ampliare le vostre prospettive e la vostra conoscenza... Abbiamo chiamato voi rappresentanti, scelti dalle provincie, per convenire nella capitale in maniera che, avvicinandovi a Noi, possiate aiutarci consigliandoCi su qualsiasi cosa buona per l'unità dell'Etiopia... Nel futuro, quando il Nostro popolo sarà sufficientemente istruito, sarà in grado di eleggere e inviare da solo i propri rappresentanti”.

Sono ora trascorsi 12 anni da quando il popolo ha esercitato il diritto di eleggere i propri rappresentanti in accordo con la costituzione revisionata del 1955, che fu promulgata in occasione del Giubileo d'Argento del Nostro Anniversario d'Incoronazione. La partecipazione attiva del Nostro popolo in queste elezioni generali è stata per noi fonte di orgoglio. Abbiamo disposto le direttive necessarie, di tempo in tempo, per facilitare lo svolgimento fluido e ordinato delle elezioni, poiché il cambiamento e il miglioramento sono l'essenza dei tempi moderni. Abbiamo fondato scuole e istituti di istruzione superiore in tutto l'Impero, cosicché il Nostro popolo possa comprendere i propri diritti, privilegi e responsabilità. In aggiunta, abbiamo ordinato che programmi educativi fossero offerti mediante i giornali, la radio e la televisione, e altri mezzi di comunicazione di massa, in merito alle regole, ai regolamenti e alle procedure delle elezioni, e ai doveri e alle responsabilità dei rappresentanti eletti.

Il parlamento è un'istituzione per mezzo della quale ogni singolo Etiope presta servizio per il bene pubblico e l'unità di propositi. Le elezioni dovrebbero perciò riflettere questo spirito. I parlamentari devono, al di sopra di ogni cosa, permearsi di un senso di patriotismo e di responsabilità, poiché secondo costituzione è loro affidato il compito di legislare sullo sviluppo sociale ed economico.

La branca esecutiva del governo deve compiere ogni passo necessario verso lo svolgimento fluido e ordinato delle prossime elezioni. I limiti verificatisi nelle precedenti elezioni dovrebbero essere evitati per aiutare lo svolgimento fluido delle prossime elezioni.

Qualsiasi ufficiale che strumentalizzi le leggi elettorali per guadagni o interessi personali, a spese del popolo, sarà imputato e punito per violazione dell'interesse nazionale. Il nostro Parlamento è uno degli organi governativi cui sono affidati il benessere e l'unità del popolo etiopico. Nella stessa misura in cui sono stati compiuti dei progressi in altre branche del governo, così anche le regole e le procedure che governano le elezioni nazionali sono state migliorate e messe in atto.

Oggi un certo numero di giovani Etiopi sta prestando servizio in posizioni chiave, sebbene il loro numero non sia alto come avevamo immaginato. Ciascun Etiope si augura che il suo Paese raggiunga lo standard di sviluppo degli altri Paesi. Coloro che aspirano a essere candidati nelle prossime elezioni devono prima di tutto chiedersi se sono davvero pronti e qualificati per questo compito arduo e carico di responsabilità.

Tra le branche legislativa, esecutiva e giudiziaria dev'esserci similarità di prospettiva sugli affari nazionali, altrimenti nessuno dei piani e progetti per lo sviluppo nazionale può essere messo in atto. È per questo che diciamo a voi tutti -elettorato, candidati e ufficiali e staff della Commissione Elettorale- che con le imminenti elezioni avete un dovere nazionale da adempiere.

10 dicembre 1968

Important Utterances, pagg. 172-174

Bro' Iyared Mihiret

frame

top

Abuna Petros - Un martire del Millennio



 Una breve storia di vita del martirio diAbuna Petros che divenne martire il 29 luglio del 1936 ad Addis Abeba, Etiopia, nella lotta contro il colonialismo e l'oppressione.

Fesseha Mekuria e Sven Rubenson (Lund, Svezia)

Abuna Petros nacque nel 1892 in una famiglia di agricoltori nella città di Fiche, che si trova a nord di Addis Abeba. Ha preso il nome di battesimo Haile Maryam che significa Potenza di Maria. Come usanza della Chiesa ortodossa tradizione etiope (EOC) ha ottenuto un nome speciale da Vescovo, che è Petros accompagnato dal titolo Etiope per un vescovo che è Abuna. Da ragazzo Abune Petros era conosciuto come intelligente, disponibile e umile discepolo nella Chiesa e città di Fiche. Scelse presto di studiare l'educazione della Chiesa Ortodossa d'Etiopia come diacono e sacerdote.

All'età di 24 prese il giuramento dell'EOC e divenne monaco. Crebbe e diventò un insegnante di principio e ben noto intorno ai monasteri nell'area di Fiche e Wolamo. Nel 1918 fu assegnato dall'EOC come insegnante e sacerdote nella chiesa del monastero di Debre-Menkrat nella regione del Wolamo. Abuna Petros continuò ad insegnare lì fino a quando nel 1924 fu assegnato come insegnante principale per il noto monastero-chiesa isola di Maria, che si trova all'interno Lago Zewai nella parte meridionale dell'Etiopia. Egli era ben conosciuto per il suo insegnamento e la predicazione al popolo in tutta la regione del cercare prima il Regno di Dio: "Per crescere un cuore di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza. "(Colossesi 3:12) I suoi insegnamenti e la predicazione erano molto popolari ed illuminanti per la gente della zona e dei discepoli cui insegnava nel Monastero. Nel 1928 in relazione alla nomina dei Vescovi Etiopi nel Monastero di San Marco ad Alessandria, è stato nominato uno dei quattro vescovi d'Etiopia, con il titolo e il nome di Abuna Petros.

Abuna Petros fu nominato vescovo della parte centrale ed orientale dell'Etiopia. La metà del suo tempo rimase nella città di Dessiè e nei monasteri circostanti, mentre il resto del suo tempo lo trascorse visitando ed insegnando nei monasteri in tutta la regione del Wereilu. Per aiutarlo nell'amministrazione delle chiese e dei monasteri delle due regioni, due sacerdoti gli furono assegnati,uno per ogni regione. Continuò a predicare il Vangelo ed insegnare nelle chiese. E 'stato apprezzato da molti per i suoi insegnamenti ed esortazioni a combattere per la fede, la verità e seguire l'esempio del Signore nostro Gesù Cristo: "Poiché a voi è stato concesso per amore di Cristo, non soltanto di credere in Lui, ma anche a soffrire per Lui. "(Filippesi 1:29). Come potremo leggere avanti vedremo che Abuna Petros esemplificò questo con la sua vita.

     Quando l'Italia sotto la leadership dell'esercito fascista di Mussolini invase l'Etiopia nel 1936, Abune Petros seguì l'Imperatore Haile Selassie e le forze di difesa Etiopi nel fronte settentrionale. Aiutò i feriti, pregò e consacrò i morti e predicò il Vangelo. Durante questo periodo testimoniò del terrore privo di discernimento e della violenza dell'esercito invasore: vide come l'esercito invasore con l'aiuto di gas nervino ed armamenti tecnologicamente avanzati bruciò la foreste e villaggi con civili innocenti e alla fine vinse la guerra a Maichew. I patrioti si ritirarono e ha decisero di continuare la guerriglia contro l'esercito fascista.

Abuna Petros, con tutte le impressioni che ricevette dalla guerra e dai villaggi bruciati di civili, ritornò in salvo e si rifugiò nella ben nota Chiesa del Monastero di Debre Libanos. Nel Monastero esortò i preti e monaci a digiunare. Lui stesso iniziò a digiunare e pregare per la misericordia di Dio per il popolo Etiope e a prepararsi per la grande sfida che lo attendeva: "La mia fervida attesa e speranza, è che io non dovrò vergognarmi di niente, ma il mio Signore Gesù Cristo, ora e come sempre sarà esaltato nel mio corpo, sia con la vita che con la morte. "(Filippesi 1:20).

                In questi tempi difficili, ha iniziato a mettere in discussione nella sua predicazione: "Come un paese Cristiano come l'Italia possa intraprendere un tale terrore orribile di occupazione in un altro paese Cristiano pacifico come l'Etiopia." Per lui tutti i Cristiani erano fratelli e sorelle pellegrini che si aiutano a vicenda in questo mondo nella strada per incontrare Dio in Cielo. Con questo iniziò la sua crociata contro il terrore dell'esercito dell'invasore e contro la macchina dell'uccisione. Si spinse oltre e condannò tutte le azioni violente e le uccisioni di civili da parte dell'esercito invasore. L'esercito fascista stava ormai commettendo azioni violente senza discernimento contro civili innocenti perché avevano il sospetto che le persone stessero aiutando i patrioti che stavano crescendo in forza e potenza. In quei tempi ci furono alcuni sacerdoti dell' EOC che per paura del terrore dell'esercito accettarono la leadership italiana ad Addis Abeba.

Attraverso questi sacerdoti l'esercito fascista inviò lettere per conquistarsi l'appoggio del popolare e rispettato Vescovo Abune Petros nel suo campo, al fine di fargli accettare il potente esercito di Italia come governo e smettere con la sua predicazione contro la violenza dell'esercito contro i civili e i Patrioti. Se lo avesse fatto gli avrebbero promesso i migliori appartamenti ed una vita tranquilla in Addis Abeba. Abuna Petros vide queste lettere come un incitamento a commettere peccato contro Dio, la sua fede Cristiana e la sua coscienza. Così si rifiutò di accettare l'offerta e stette in digiuno e preghiera nel monastero di Debre Libanos-. "Scegliendo piuttosto di sopportare maltrattamenti con il popolo di Dio che di godere per breve tempo dei piaceri del peccato." (Ebrei 11:25).

La resistenza contro l'invasione e la violenza dell'esercito invasore continuò a crescere a macchia d'olio in tutta l'Etiopia. I patrioti iniziarono a vincere battaglie in diversi fronti. Abuna Petros continuò i suoi insegnamenti e la predicazione al popolo di combattere per il loro credo e convinzione e che Dio avrebbe visitato le persone oppresse dell'Etiopia presto. Andò avanti e continuò inoltre a predicare contro il diritto dell'Italia ad occupare l'Etiopia con il terrore e la violenza. Esortò la gente a non avere paura del terrore e della violenza da parte dell'esercito occupante. "Io vi dico, amici miei, non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo ciò non possono fare nulla di più. Ma io vi mostrerò chi dovete temere: temete Colui che ha il potere di uccidere il corpo e dopo ha l'autorità di gettare nella Geenna; si, vi dico, temete Lui "(Luca 12:4-5).

Le autorità italiane ad Addis Abeba, che lo videro e sentirono predicare volevano a tutti i costi fermare Abune Petros dal predicare e dall'incitare le persone alla resistenza. Tuttavia, dato che era un Vescovo molto popolare e rispettato, molti nelle autorità italiane preferivano vincere il suo appoggio ad accettare l'autorità italiana in Etiopia piuttosto che imprigionarlo o ucciderlo. Nel mese di luglio 1936, i patrioti pianificarono ed eseguirono un attacco ad Addis Abeba. Durante quel tempo uno di quei giorni Abuna Petros si vestì con il suo abito di Vescovo e con l'immancabile Croce manuale avvolta in un piccolo panno blu scarlatto entrò nella capitale e cominciò a predicare per le persone che si stavano lamentando nella morsa dell'esercito invasore. Fu dato l'ordine ai soldati di arrestare l'Abuna e portarlo in tribunale per tradimento contro l'occupazione italiana. Mentre era in prigione in attesa della comparsa in tribunale, sia i sacerdoti della città che gli ufficiali Italiani cercarono di convincerlo ad accettare l'occupazione italiana. E infine gli diedero il seguente ultimatum: smettere di predicare contro la violenza dell'esercito occupante e il terrore contro i civili e i patrioti, accettare le autorità italiane ad Addis Abeba e, infine, condannare i patrioti come banditi. In caso contrario, gli fu detto che avrebbe perso la sua vita.

Abuna Petros rifiutò di conformarsi all'ultimatum lanciato dai suoi aguzzini e attraverso l' (Italiano) interprete diede la seguente risposta agli ufficiali interroganti dell'esercito invasore: "Il grido degli uomini del mio popolo che sono morti a causa del vostro gas nervino e alla vostra macchina di terrore non permetterà mai che la mia coscienza possa accettare il vostro ultimatum. Come posso vedere il mio Dio, se acceco il mio occhio di fronte a tale crimine. "Ascoltatemi, o voi che conoscete la giustizia, o popolo che hai nel cuore la mia legge, non temete il rimprovero di uomo, non ti sgomentare davanti a loro oltraggi . Poiché la tignola li divorerà come un vestito....... "(Isaia 51:7-8). "Beati quelli che sono perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli." (Matteo 05:10).

Dopo ciò un tribunale rapidamente convocato condannò Abune Petros a morte. La notizia della condanna a morte del popolare Vescovo di Etiopia si diffuse in tutto il paese. La gente cominciò a giungere ad Addis per dire addio al loro amato vescovo che lottò per la giusta causa a cui Dio lo aveva chiamato, per il diritto del popolo di Etiopia alla libertà e l'indipendenza e contro il terrore e la violenza dell'esercito invasore. Tutto questo dal pulpito di una chiesa e in presenza di un ultimatum mortale sulla sua testa. A causa della sua popolarità l'esercito fascista aveva paura di sommosse e tentativi da parte dei patrioti di liberarlo dal carcere, e decise che l'esecuzione della pena di morte avrebbe dovuto essere eseguita il più presto possibile.

Fu stato portato al suo luogo di esecuzione in cui molte persone e gli ufficiali dell'esercito fascista e generali erano riuniti, e gli dissero di pronunciare il suo ultimo discorso. Citiamo il giornale della Chiesa Ortodossa d'Etiopia etiope ortodossa vol. 1, No. 8.9.10, 1945 per la fonte: "Quando Abune Petros giunse al luogo di esecuzione e gli fu detto di dire le sue ultime parole, preso la sua Croce manuale e rimosse il panno blu che le stava intorno e benedisse il popolo ai quattro angoli del mondo e ha pronunciò le seguenti ultime parole: "Uomini del mio paese non credete ai fascisti quando vi dicono che i patrioti sono banditi, i patrioti sono persone che anelano alla libertà dai terrori del fascismo. I banditi sono i soldati che sono in piedi di fronte a me e voi, che vengono da lontano, a terrorizzare e violentemente occupare un paese debole e pacifico: la nostra Etiopia. Possa Dio dare al popolo di Etiopia la forza di resistere e di non inchinarsi all'esercito fascista e la sua violenza. Possa la terra Etiope mai accettare il dominio dell'esercito invasore. "Dopo di questo uno sciame di proiettili dal plotone di esecuzione trafisse e uccise il nostro amato vescovo Abune Petros. L'esercito fascista voleva con ogni mezzo coprire il crimine fatto contro Abuna Petros e l'Etiopia vietando a tutti di scrivere sulla sua esecuzione. A causa della sua popolarità sia all'interno che al di fuori dell'Etiopia pensarono che la loro politica di occupare l'Etiopia poteva essere inficiata a causa dell'opinione nazionale e internazionale che cresceva contro questo atto.

img Malgrado numerosi tentativi di fermare la pubblicità, l'esempio di Abuna Petros brillò in tutte le persone che amano la verità fino a questo giorno. Soprattutto, l'esercito fascista perse ogni credibilità dell'opinione domestica, molti trovano il coraggio di lasciare dopo questo la roccaforte dell'esercito occupante nella capitale per unirsi ai patrioti e lottare per l'indipendenza. La resistenza patriottica crebbe in forza e portò prima alla libertà del paese dall'occupazione fascista. Il popolare Poeta Etiope Tsegaye Gebremedhin illustrò gli ultimi giorni di vita di Abuna Petros in uno spettacolo teatrale chiamato: "Petros in quell'Ora".

Una statua di Abuna Petros fu sollevata nella capitale Addis Abeba, 10 anni dopo la sua morte, come promemoria per le generazioni future: del suo sforzo incrollabile per la verità, il suo coraggio inflessibile di combattere contro ogni forma di violenza contro l'umanità, la sua integrità e l'impegno a non cedere di fronte al guadagno a breve termine o alla minaccia. Soprattutto la sua convinzione incrollabile e credenza che tutti noi ci alzeremo un giorno e risponderemo delle nostre azioni in questa vita davanti a Dio.

Sis' Tseghe Selassie

frame

top

Francobolli Imperiali - 75esimo compleanno dell'Imperatore Haile Selassie I


La Serie di francobolli del 75esimo compleanno dell'Imperatore Haile Selassie I (o 75esimo anniversario di compleanno di Sua Maestà Imperiale) è composta principalmente da 3 francobolli più un foglietto ricordo.

I 3 francobolli presentano la stessa impostazione grafica con il Leone e l'immagine di Sua Maestà, varia il colore di sfondo ed il valore.

Sono rispettivamente verde (10 cent etiopi), giallo (15 cent etiopi) e rosso (1 dollaro etiope).






Il foglietto ricordo presenta la stessa grafica su una base viola e vale 1 dollaro etiope.

Sul foglietto è scritto:

SUA MAESTA' IMPERIALE HAILE SELASSIE I
75ESIMO ANNIVERSARIO DI COMPLEANNO
1892 - 1967


Dettagli sui francobolli:
Emissione:21-07-1967
Formato:Francobollo
Dentellatura: 11½

Bro' Gabriel


frame

top

Let food be your medicine...


LE PRUGNE

img Un frutto dolcissimo e prelibato che ci accompagna in questo periodo è la prugna.

Questo diffusissimo frutto cresce dal Susino (Prunus domestica), una pianta della famiglia delle Rosacee e produce frutti noti col nome di susina o prugna che possiamo trovare in commercio sia fresche che secche, anche se quest'ultime hanno una concentrazione di sostanze con proprietà antiossidanti superiori a quelle fresche.

E’ una pianta viene coltivata indifferentemente un po' in tutta Europa e negli Usa, dove, la più famosa e diffusa, è sicuramente quella californiana, le cui proprietà e benefici sono universalmente noti.

Le prugne fresche sono composte per l'88% da acqua, carboidrati, proteine in piccole quantità, fibre, un alto contenuto di potassio, calcio, magnesio, fosforo, ferro, zuccheri, vitamine C e K e una buona percentuale di sostanze con proprietà antiossidanti.

img Molte ricerche sono state effettuate su questo frutto e alcuni tra gli elementi più preziosi che esso contiene sono i Fenoli, composti presenti nel mondo vegetale che svolgono un’intensissima azione antiossidante. Infatti neutralizzano un pericolosissimo tipo di radicale libero chiamato Superossido Anione che provoca l’invecchiamento cellulare. I fenoli sono in grado inoltre di prevenire i danni provocati dall’ossigeno ai grassi presenti nel corpo; considerando infatti che le nostre membrane cellulari, cellule cerebrali e le molecole sono composte da grassi, questa azione dei fenoli è assolutamente rilevante e degna del nostro interesse.

Le fibre solubili delle prugne aiutano a normalizzare i livelli di zucchero nel sangue regolando e ritardando l’assunzione di glucosio da parte dell’organismo dopo un pasto. Importante per la persone affette da diabete è il fatto che queste fibre solubili aumentano la sensibilità dell’insulina e quindi possono essere di grande aiuto nella prevenzione, cura o gestione del diabete di tipo 2.

Queste fibre inoltre provocano nel nostro organismo un senso di soddisfacente pienezza anche grazie all’alta quantità di zuccheri naturali che questi frutti contengono, aiutano anche a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue favorendo l’espulsione dall’organismo di acidi biliari che servono al fegato, insieme al colesterolo, per la digestione dei grassi..se questi acidi infatti vengono espulsi con l’aiuto delle fibre allora il fegato utilizzerà altro colesterolo che non rimarrà così nel sangue come una minaccia.

Un altro fattore che determina l’effetto anti-colesterolo delle prugne è l’acido propionico che è dimostrato essere in grado di combattere un pericoloso enzima del fegato che produce il colesterolo.

Anche le fibre insolubili delle prugne giocano un ruolo importante nel nostro organismo, soprattutto lungo il tratto intestinale, essendo queste infatti piacevole nutrimento per la flora batterica intestinale. Quando questi batteri infatti fermentano le fibre insolubili delle prugne, producono un acido chiamato Acido Butirrico che è il principale “carburante” delle cellule intestinali e che aiuta a mantenere in salute il colon.

Questi batteri producono inoltre l’acido propionico e l’acido acetico così importanti nel mantenimento delle cellule epatiche e dei muscoli in generale.

Le fibre aiutano il veloce passaggio del cibo lungo l’intestino, da ciò deriva la nota qualità anti-stitichezza di questi frutti e di conseguenza riduce la possibilità di necrosi dell’apparato digestivo.

img Nelle prugne secche troviamo tutte queste qualità amplificate, al punto che questi frutti vengono catalogati tra i primi posti per contenuto di antiossidanti e conseguenti effetti benefici.

Infatti quando questi frutti sono secchi, contengono più del doppio degli antiossidanti di frutti come uvetta o mirtilli ( le prugne secche contano un punteggio di 5770 ORAC unità per 100gr, rispetto a quelle fresche che ne hanno 949 ORAC-unità di misura degli antiossidanti)

Ricerche mediche indicano poi che le prugne secche sarebbero in grado di contrastare l’avanzamento dell’osteoporosi nelle donne dopo la menopausa. Questo fenomeno è dovuto dalla presenza di tracce di boro che è un noto protettore delle ossa per cui una porzione singola di prugne secche può offrire al nostro organismo la quantità giusta di boro necessaria al benessere delle nostre ossa.

Per concludere, questi frutti hanno un alto livello di vitamina C che li rende ottimi aiutanti nell’assunzione del ferro da parte dell’organismo e favorisce un livello stabile di difese immunitarie e aiuta il sorpo a produrre collagene che assicura forza e resistenza ai nostri tessuti.

Bro' Julio


frame

top

farivision

farivision


fariradiobanner

frame