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Newsletter Agosto 2013

25 agosto 1937: fondazione dell'Ethiopian World Federation Inc.


Benedizioni Sante a voi tutti, cari fratelli e sorelle; con gioia e lietezza di cuore vi diamo il benvenuto ancora una volta sulle pagine della nostra newsletter che, grazie al supporto e alla grazia del Re dei re, e al lavoro dei fratelli e delle sorelle della redazione, continua a fornirci spunti e stimoli, in quest’appuntamento mensile, e continua a rappresentare un momento, a nostro avviso, di profonda vicinanza e condivisione, sebbene distanti fisicamente, nella consapevolezza che la lontananza non può essere un ostacolo per l’amore, la collaborazione e la condivisione di esperienze e conoscenze.
Rientrati nelle nostre case e dai nostri cari, dopo i giorni delle Celebrazioni, ci portiamo ancora dentro le vibes e le benedizioni che abbiamo potuto vivere insieme, in armonia e con spirito lieto e gioioso, accogliendo e celebrando la Nascita del Signore che viene di nuovo per redimere il mondo e i suoi abitanti e istituire e fondare, sul Suo Esempio Perfetto, il Regno e il Modello di vita cui tutti dovremmo aspirare; ed è con questo pensiero e questo spirito che scriviamo, grati a Dio Onnipotente per averci concesso di conoscere il Suo Amore e la Sua Misericordia, di averci mostrato il Suo Volto, nella speranza di compiere, nella nostra limitatezza, opere degne al Suo Sguardo, nel Suo Timore, ispirate da altrettanto degne meditazioni e preghiere dei nostri cuori e delle nostre menti.

Prima di partire e presentarvi i contributi che anche questo mese riempiranno le nostre pagine e l’argomento principale al quale abbiamo voluto “dedicare” il numero di questo mese, come ormai di consueto vi ricordiamo brevemente che l’anno scorso onorammo la figura dell’On. Marcus MosiahGarvey: eroe giamaicano, esponente dell’etiopianismo e tra i primi promotori di una nuova presa di coscienza da parte dei popoli neri dispersi nel mondo, per iniziare e compiere il processo a ritroso che li avrebbe riportati tutti nella terra dei padri, l’Africa, fu profeta nel predire l’avvento di un Re nero che sarebbe stato il Liberatore degli Africani e dei popoli della terra, nacque a St. Ann, in Jamaica, il 17 agosto 1885. Invitiamo dunque tutti i fratelli che non lo avessero fatto a leggere il numero di agosto 2012 per approfondire questo, e gli altri argomenti.

Passando ora al numero corrente, abbiamo deciso con la redazione di onorare quest’anno una data molto importante nella storia del movimento e particolarmente densa di significato anche per InI: il 25 agosto infatti cade l’anniversario di fondazione dell’Ethiopian World Federation Inc., istituita per espressa volontà dell’Imperatore, che, dopo aver ricevuto e ascoltato i rappresentanti della United Aid for Ethiopia, associazione di Harlem, NY, che si proponeva di aiutare l’Etiopia durante il periodo dell’occupazione fascista, inviò negli Stati Uniti il suo emissario, il suo “angelo”, l’On. Melaku Bayene, con l’obiettivo di organizzare e canalizzare le energie e gli sforzi degli africani all’estero; l’Etiopia infatti rappresentava il baluardo della libertà e dell’indipendenza africane, unica nazione sul continente a non essere mai stata colonizzata, uscita vincitrice - inaspettata possiamo dire - dalla battaglia di Adwa, battaglia la cui risonanza fu enorme nell’immaginario collettivo dei popoli neri, considerando l’epoca, e che fu di ispirazione per chi subiva angherie e vessazioni, tribolazioni e umiliazioni indicibili da ormai 4 secoli.
Nata dunque come strumento di connessione tra la madre terra, Etiopia e i suoi figli nella diaspora, in particolar modo i neri americani, l’E.W.F. Inc. si propone espressamente di “attuare l’unità, la solidarietà, la libertà, l’indipendenza e l’auto-determinazione, assicurare la giustizia e preservare l’integrità dell’Etiopia, che è la nostra eredità divina […]“; come diretta conseguenza del sostegno degli afro-americani alla causa etiopica Sua Maestà concesse la terra di Shashamane a coloro i quali volessero rientrare sul suolo africano per partecipare al processo di ri-emersione della cultura e civiltà africana.

Vi presentiamo così, nella traduzione di Sis Marianna, due contributi dai quali meglio si potrà capire e conoscere la storia dell’E.W.F. Inc. e dell’On. Dr. Melaku Bayene, e comprendere così la sua importanza, anche per quanto riguarda l’identificazione degli africani nel mondo con la nazione e il Regno del Leone di Judah.

Voltiamo pagina e proseguiamo presentandovi, in traduzione, un Discorso inedito che il Re pronunciò nell’agosto del 1959 rivolgendosi alla nazione, al ritorno da una serie di visite di Stato che lo avevano portato sul suolo di molte nazioni amiche, nel mondo; abbiamo pensato di presentare questo discorso perché, oltre agli insegnamenti e alle riflessioni che sicuramente la Parola del Re può ispirare in ognuno di noi, ci è sembrato potesse portarci a riflettere anche sui nostri viaggi, sulle “missioni” – non me ne vogliate per questo termine - che alcuni dei nostri fratelli e sorelle, soprattutto in questi mesi, compiono per testimoniare, in Italia e all’estero, la nostra cultura, la nostra fede e la nostra livity, nella preghiera di poter ampliare la nostra visione globale ed essere umilmente utili alla causa dell’Etiopia e di RasTafari.

Prima di proseguire, senza cambiare argomento ma rimanendo appunto in tema di viaggi e di livity, vi proponiamo il report che sis Gloria, che ringraziamo e cui diamo il benvenuto per la prima volta sulle pagine della newsletter F.A.R.I., ci ha inviato riguardo le attività che si sono svolte nella House of RasTafari durante il festival Zion Station, tenutosi a Ferrara nei giorni dal 4 al 7 luglio 2013.
Approfittiamo di questo spazio anche per ricordare che, dopo lo Zion Station, l’House of RasTafari sarà presente ancora una volta sia al festival Rototom Sunsplash che si terrà a Benicassim, in terra spagnola, dal 17 al 24 agosto, che all’Heartical Vibes in Val Tramontina dal 6 all’8 settembre. In occasione del decimo anniversario di attività della House, preghiamo che il Signore voglia benedire questi viaggi e le attività che lì verranno condotte.

Avviandoci ora verso la conclusione della nostra, al termine della quale troveremo una gradita sorpresa, è giunto il momento di fermarci in due “luoghi” a noi noti:
questo mese, nel corner di Ras Gabriel, possiamo approfondire la nostra conoscenza, anche visiva grazie alle splendide immagini che ogni mese riempiono questo spazio, della serie di francobolli prodotta nel 1974 e intitolata “Abiti Tradizionali da Cerimonia”;
è poi tempo di passare dall’Ital corner di Ras Julio per nutrire, è proprio il caso di dirlo, la nostra conoscenza e capacità di alimentarci correttamente, così da poter condurre una vita sana in corpo e mente e spirito, approfondendo ogni volta le caratteristiche di un diverso frutto della creazione.

Chiudiamo questo editoriale, e il nostro incontro mensile, trasferendoci sul nostro canale youtube F.A.R.I.Vision - cui si può accedere cliccando direttamente sul link relativo – per presentarvi la sorpresa di cui sopra, e dare così il benvenuto per la prima volta sui nostri spazi alla giovane sister Makeda, che ha fotografato i momenti di livity e prodotto un video-diario dei giorni delle Celebrazioni. Ci ricolleghiamo in questo modo, chiudendo il cerchio, alla piccola meditazione che facevamo all’inizio: possa essere questo un modo per meglio comprendere le benedizioni che il Signore JAH elargisce continuamente e che sono tali e di tale bellezza anche perché abbiamo la fortuna di poterle condividere con fratelli e sorelle, e possa questo condurci sul sentiero del progresso spirituale, morale e materiale, individualmente e collettivamente, come membra di un unico corpo cui Capo è il Nostro Salvatore e Re S.M.I. Haile Selassie I.
Ringraziamo tutti i fratelli e le sorelle che profondono impegno costante per la buona riuscita di questo lavoro, e senza i quali ciò non sarebbe possibile, e vi ricordiamo l’indirizzo al quale rivolgersi per ricevere info o inviare commenti, proposte o contributi: publicrelations@ras-tafari.com .
Auspicando per tutti un mese prospero, approfittiamo per estendere le nostre congratulazioni e i nostri auguri al nuovo Consiglio in carica per l’anno 2013/2014. InI proponiamo, possa Dio disporre benevolmente.
Lode a JAH Onnipotente nell’alto dei cieli, e pace e amore a tutto InI.

Viktor Tebebe

Signore, quanti sono i miei oppressori!
Molti contro di me insorgono.
Molti di me vanno dicendo: «Neppure Dio lo salva!».
Ma tu, Signore, sei mia difesa,
tu sei mia gloria e sollevi il mio capo.
Al Signore innalzo la mia voce e mi risponde dal suo monte santo.
Io mi corico e mi addormento, mi sveglio perché il Signore mi sostiene.
Non temo la moltitudine di genti che contro di me si accampano.
Sorgi, Signore, salvami, Dio mio.
Hai colpito sulla guancia i miei nemici, hai spezzato i denti ai peccatori.
Del Signore è la salvezza:
sul tuo popolo la tua benedizione.




Sommario:


Beve storia dell'Ethiopian World Federation Inc., 1937

On. Dr. Melaku E. Bayen

Discorso di S.M.I. Haile Selassie I
alla Nazione sulle Visite di Stato


Report: House of Rastafari
allo ZION STATION FESTIVAL (FE)
04-07.07.13


Abiti Tradizionali da Cerimonia

Let food be your medicine...

Video: Celebrazioni 121° anniversario della Nascita di S.M.I. Haile Selassie I



Beve storia della
Ethiopian World Federation Inc., 1937



L'Etiopian World Federation, Inc., è un'organizzazione no-profit dello Stato di New York, U.S.A..

L'organizzazione è stata fondata il 25 agosto 1937, nella città di New York, tramite gli sforzi degli Americani Neri che inviarono una delegazione costituita da tre figure prominenti di Harlem, tutti leader di note organizzazioni nere, quali Aiuto Unito epr L'Etiopia. Il reverendo William Lloyd Imes, Pastore della prestigiosa Chiesa di San Giacomo Presbiterio, Phillip M. Savory della compagnia assicurativa “Victory” e co-proprietario del New York Amsterdam News, e Mr. Cyril M Philp, Segretario dell'Aiuto Unito, salparono per l'Inghilterra nell'estate del 1936 per conferire con S.M.I. Haile Selassie I riguardo questioni finanziarie.

In risposta, l'Imperatore incaricò il Suo medico personale, Dr. Melaku E. Bayen, di fondare l'Ethiopian World Federation Inc., con il proposito dichiarato nel seguente preambolo: “Noi, Popolo Nero del Mondo, al fine di realizzare Unità, Solidarietà, Libertà ed Auto-determinazione, per assicurare la Giustiza e preservare l’Integrità dell’Etiopia, che è la nostra eredità divina, stabiliamo e ordiniamo lo statuto dell’Ethiopian World Federation Inc.”.

La costituzione e statuto è, come ci si aspetta, un documento molto dettagliato e pragmatico, includendo articoli che riguardano scopi e obiettivi, affiliazione, uffici interni e i rispettivi doveri, consigli, elezioni, incontri, unità locali, il loro stabilimento ed organizzazione, comitati, destituzione degli ufficili, unità, benefits, ammendamenti, ordine del giorno ecc...

Come diretto risultato del supporto che l'Etiopia ricevette dalle popolazioni nere dell'Occidente durante l'invasione italiana del 1935-1941, l'Imperatore assegnò cinque gasha di terra (1 gasha=40 ettari /400.000 m2) a Shashamane, Etiopia, all'E.W.F. Inc., per le genti Etiopi della Diaspora che desiderassero fare ritorno in madrepatria. Nel 1970, Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I designò personalmente Ras. Marcus Selassie (Solomon Wolfe), direttore del quartiere numero 43 dell'E.W.F. In Giamaica, come amministratore del “Land Grant” (la terra donata).

Il proposito principale dell'Ethiopian World Federation, Inc. è evidente nel nome dell'organizzazione. La E.F.W, Federazione (gruppi autonomi che collaborano) Etiope (intendendo tutte le genti nere) Mondiale (ovunque) desidera fare tutto il possibile per riportare il continente Etiopia-Africa al suo stato primario di completa indipendenza ed autonomia ed in tal modo di portare ovunque un miglioramento sociale ed economico per le genti.

Fonte: History of the E.W.F. Inc., 1937

Sis' Marianna

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On. Dr. Melaku E. Bayen


L'On. Dr. Melaku Bayen va ricordato per essere stato uno dei primi Etiopi nella storia a ricevere un titolo in medicina da un college statunitense, costruttore di contatti che lavorò duramente per rafforzare il legame tra Africani, Afroamericani e Caraibi, fondatore ed editore di “The Voice of Ethiopia” che galvanizzò gli Etiopi nella Diaspora a lottare contro il colonialismo europeo e a fermare l'aggressione italiana contro l'Etiopia (pagando l'ultimo prezzo nel processo), come co-fondatore dell'Ethiopian World Federation, stabilita per combattere per la libertà, giustizia e autodeterminazione così come per il mantenimento dell'integrità dell'Etiopia, in riconoscimento alle sue lotte per i diritti umani e come uno dei sostenitori principali del tempo della libertà per gli Afroamericani, per i suoi contributi civici e professionali, i suoi servizi alla comunità, il suo amore manifesto per la Nazione.


Nel 1937, gli Afroamericani di ogni classe, religione, genere e credo esprimettero la propria opposizione ed indignazione a riguardo dell'invasione italiana in Etiopia attraverso diverse forme e diversi mezzi. L'invasione stimolò gli Afroamericani – dagli intellettuali alla gente comune delle strade – quanto nessun altro avvenimento storico o movimento di orientamento Pan-africano abbiano mai fatto. Infiammò l'immaginazione degli Africani Americani e portò alla superficie il collegamento naturale alle proprie terre ed alle proprie genti.

Il 1935 fu sicuramente un momento decisivo per le relazioni tra l'Etiopia e la Diaspora africana. Fu un anno in cui le relazioni sostanzialmente cambiarono da interazioni simboliche ad interazioni attuali. L'estesa manifestazione di supporto per la causa Etiopica da parte degli Afroamericani si dice abbia contribuito alla ri-africanizzazione dell'Etiopia.

Una delle più significative Conferenze Pan-africane ebbe luogo nel 1945, immediatamente dopo la sconfitta degli Italiani in Etiopia e la fine della Seconda Guerra Mondiale. Tale conferenza passò delle risoluzioni che chiaramente richiedevano la fine della colonizzazione in Africa, e la richiesta di autodeterminazione emerse come l'argomento più dibattuto del tempo.

Un altro dei risultati più notevoli della rinascita della Diaspora Africana fu l'emergere di numerosi leader di rilevanza,e tra di essi l'Etiope Melaku E. Bayen e l'afroamericano John Robinson. Altri leader notevoli furono Willis N. Huggins, Arnold Josiah Ford, and Mignon Innis Ford, che furono attivi contro la guerra sia negli Stati Uniti che in Etiopia. Mignon Ford, la fondatrice della scuola “Princess Zenebe Work”, non lasciò nemmeno il suolo etiope in tempo di guerra. I Ford ed altri sostenitori di Marcus Garvey si stabilirono in Etiopia negli anni Venti. Mignon Ford crebbe la su famiglia tra gli Etiopi da Etiopi. I suoi figli, conversatori fluenti in lingua amarica, si sentivano a casa sia in etiopia che negli Stati Uniti.

img Melaku E. Bayen, Etiope, contribuì significativamente alla re-africanizzazione dell'Etiopia. La sua nobile devozione alla causa etiope e le sue attività negli Stati Uniti aiutarono a disperdere la “nebbia razzista” che ricopriva gli Etiopi. William R. Scott espose a riguardo: “ Melaku Bayen fu il primo Etiope a dedicare seriamente e prontamente sé stesso al raggiungimento di legami spirituali e fisici di relazione tra il proprio popolo e le genti di discendenza Africana in America. Melaku si adoperò al massimo nel tentativo di intraprendere una relazione formale e continuativa destinata a beneficiare sia gli Etiopi che gli Afroamericani.”

Gli storici hanno scritto che il Pan-n-africanismo esemplare di Melaku Bayen ed altri è stato utile nello stabilirsi di relazioni rispettose e importanti tra l'Etiopia e la Diaspora africana. Essi dedicarono le proprie vite al porre le fondamenta per relazioni radicate nella comprensione reciproca e nei fatti storici, libere da stereotipi e false percezioni. Scolari afroamericani, quali William Scott, Joseph E. Harris e Leo Hansberry diedero un immenso contributo documentando i pensieri e le attività di Bayen, sia in Etiopia che negli Stati Uniti.

Melaku E. Bayen, nato il 29 aprile 1900, fu cresciuto ed educato nell'area di Ras Makonnen, allora Governatore di Harar e padre dell'Imperatore Haile Selassie I. Suo padre era Grazmatch Bayen e sua madre Woizero Desta, prima cugina dell'Imperatore Haile Selassie I. Melaku E. Bayen fu mandato in India a studiare medicina nel 1920, all'età di 21 anni con il permesso di Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I. Rattristato profondamente per la morte prematura di una cara amica etiope, anch'essa impegnata negli studi in India, egli decise di lasciare quel Paese e di continuare gli studi negli Stati Uniti. Nel 1922, si iscrisse al Marietta College, dove ottenne il suo diploma. Si ritiene che egli sia stato il primo Etiope a ricevere un titolo di studio negli Stati Uniti.

Melaku iniziò i suoi studi medici all'Università statale dell'Ohio nel 1928 e, un anno più tardi, decise di trasferirsi all'università di Howard, nello Stato di Washington D.C. in modo da essere più vicino agli Etiopi che lì risiedevano. Melaku annullò formalmente il proprio fidanzamento con la figlia del Ministro agli Affari Esteri etiope e più tardi sposò Dorothy Hadley, una donna afroamericana e grande attivista di suo per le cause Etiope e Pan-africana. Sia nella sua vita coniugale che in quella intellettuale, Melaku intendette creare un nuovo legame tra l'Etiopia e la Diaspora africana.

Melaku ottenne la sua laurea in medicina all'Università di Howard nel 1936, al culmine del conflitto Italo-etiope. Egli fece immediatamente ritorno in Etiopia assieme alla moglie ed al figlio, Melaku E. Bayen Jr. Lì, si unì alla Croce Rossa Etiope e assistette i feriti sul Fronte Orientale. Quando l'esercito italiano invase Addis Abeba, la famiglia di Melaku andò in Inghilterra e successivamente negli Stati Uniti per far conoscere pienamente la causa etiope.

Istruito alla solidarietà Pan-africana fin dalla giovane età, Melaku fu co-fondatore del Comitato Etiope di Ricerca assieme a Leo Hansberry nel 1930, mentre era uno studente ad Howard. Secondo Joseph Harris, il Comitato fu considerato come il contatto principale tra gli Etiopi e gli Afroamericani nei primi anni del conflitto Italo-etiope. I documenti del Comitato si trovano presso il centro di ricerca Moorland-Spingarn dell'Università di Howard. Attualmente, la proff.sa Aster Mengesha dell'Università di Stato dell'Arizona è a capo del Comitato Etiope di Ricerca. Leo Hansberry fu il destinatario del Premio del Fondo Haile Selassie I negli anni '60.*

Melaku fondò e pubblicò “the Voice of Ethiopia” (La voce dell'Etiopia), organo informativo dell'Ethiopian World Federation e giornale pro-Africano che invitava “i milioni di figli e figlie dell'Etiopia, sparsi in tutto il mondo, ad unire le proprie mani assieme agli Etiopi per salvare l'Etiopia dai lupi dell'Europa.Melaku fondò l'Ethiopian World Federation nel 1937 e questa diventò uno delle organizzazioni internazionali più importanti, con sedi negli Stati Uniti, Caraibi ed Europa. Il ramo caraibico successivamente fu di molta importanza nella fondazione ideologica del movimento Rasta.

Melaku morì all'età di quaranta anni per la polmonite che contrasse mentre svolgeva propaganda porta-a-porta negli Stati Uniti per la causa Etiope. Mancò nel 1940, solo un anno prima della sconfitta degli Italiani in Etiopia. La sua campagna instancabile e vigorosa, ad ogni modo, contribuì alla fine dell'ambizione coloniale italiana in Etiopia. Melaku si batté per riportare l'Etiopia nel mondo africano. Melaku seminò i semi per una re-africanizzazione dell'Etiopia. Inoltre, Melaku fu un modello di Pan-africanismo che unì le genti etiopi ed afro-americane attraverso il suo esemplare lavoro e per l'amore e la dedizione straordinari per le genti Africane.

Una profonda dichiarazione di Melaku annuncia che: “La filosofia dell'Ethiopian World Federation è di instillare nelle menti dei popoli Neri che la parola Nero non deve essere in alcun modo considerata con disonore, ma piuttosto con onore e dignità dovuti dalla storia passata della razza. ”

*Nel 1964 Hansberry fu selezionato del Fondo Haile Selassie per ricevere il primo premio per un lavoro originale in Storia africana, Archeologia ed Antropologia, ad Addis Ababa. [fonte: A. Bekerie “Leo Hansberry, Founder of Ethiopian Research Council” ]

Estratto dall'articolo di A. Bekerie, "Ethiopian & African American Relations: The Case of Melaku E. Bayen and John Robinson", the Voice of Ethiopia, March/April 2009, Issue 4

Sis' Marianna

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Discorso di S.M.I. Haile Selassie I
alla Nazione sulle Visite di Stato


Al termine dei due mesi di Visite di Stato Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I parlò alla Nazione su Radio Addis Ababa dal Palazzo Guenet Leul il 28 Agosto, 1959.

Nella convinzione che ciò aiuterà a creare comprensione e cooperazione nel mondo, e considerando in particolare la prosperità e il benessere del Nostro amato popolo, abbiamo di volta in volta, durante i passati cinque anni, viaggiato per visitare nazioni amiche nelle Americhe, nel Regno Unito, in Europa e nell’Estremo Oriente.

Dopo aver con successo terminato il Nostro recente lungo viaggio, su invito da parte di alcune nazioni amiche, ovvero la U.A.R.*, l’U.S.S.R., la Cecoslovacchia, il Belgio, la Francia, il Portogallo e la Jugoslavia, siamo ora lieti e grati a Dio Onnipotente di trovarci fra il Nostro amato popolo.

Al ritorno dai Nostri precedenti viaggi, vi mettemmo a conoscenza delle impressioni lasciateci dalle accoglienze che Ci sono state rese nei Paesi che abbiamo visitato; poiché crediamo che l’eccellente accoglienza e la sincera espressione di amicizia estesaci dai popoli e dai leaders delle nazioni che abbiamo recentemente visitato fossero rivolte anche a voi, desideriamo condividere con voi i sentimenti di queste visite. Vi faremo conoscere ora gli obiettivi riguardo i Nostri programmi futuri per lo sviluppo socioeconomico del Nostro Paese.

La prima fermata del Nostro lungo viaggio è stata l’U.A.R.; avendo accettato l’invito di S.E. il Presidente Gamal Abdel-Nasser di visitare l’U.A.R., siamo rimasti in quel Paese confinante dal 24 al 29 di giugno. Durante il nostro soggiorno, abbiamo discusso con il Presidente Abdel-Nasser questioni di mutuo interesse per i nostri due Paesi, e affari internazionali. Abbiamo anche visitato vari centri nazionali e istituzioni di interesse e di importanza economica e sociale.

Dall’inizio della nostra visita in U.A.R., la calda e cordiale accoglienza e la spontanea espressione di amicizia che ci è stata resa dal Presidente Gamal Abdel-Nasser e da altri leaders del Governo e dal popolo del Paese ovunque andassimo, hanno suscitato in Noi un sentimento di grande piacere e soddisfazione.

Come sapete, la relazione tra l’Etiopia e la U.A.R. inizia migliaia di anni fa; i popoli dei due Paesi, a parte l’essere confinanti, hanno aspirazioni e ideali comuni, e sono anche legati dal comune legame costituito dal Grande Nilo Blu. Durante la Nostra visita abbiamo discusso argomenti di mutuo interesse per le nostre nazioni, dei problemi comuni a questa regione, così come della situazione generale nel mondo. In particolare, siamo maggiormente soddisfatti per aver fatto personalmente conoscenza con il Presidente Gamal Abdel-Nasser e di aver discusso francamente e amichevolmente con lui riguardo a questioni di comune interesse per le nostre due nazioni e di essere stati capaci di raggiungere completa comprensione.

Ciò che abbiamo testimoniato durante il Nostro breve soggiorno nell’U.A.R. riguardo il progresso dell’industria e dell’economia del Paese è lodevole; siamo rimasti impressionati dal duro lavoro e dallo sforzo del popolo per migliorare il proprio standard di vita.

Dei molti importanti risultati della Nostra visita, quella che ci ha dato grande soddisfazione è stato il raggiungimento, avvenuto con successo, dell’accordo riguardo alle relazioni delle nostre due Chiese; durante il Nostro regno non abbiamo risparmiato gli sforzi per ottenere la grandezza che è dovuta alla Chiesa Etiopica, la quale è stata un’isola di Cristianità nel Continente Africano.

Siamo molto grati a Dio Onnipotente per aver visto i frutti dei Nostri sforzi durante il Nostro regno grazie all’elezione di un Etiope al Patriarcato della Chiesa Etiopica.

Dopo l’Egitto, abbiamo visitato l’Unione Sovietica; anche se sono passati alcuni anni da quando accettammo l’invito a visitare l’Unione Sovietica, per molte ragioni non ci era stato possibile recarci lì prima e non avevamo potuto visitare quel grande Paese con il quale l’Etiopia per lungo tempo ha mantenuto relazioni amichevoli.

Uno dei famosi generali dell’epoca di Pietro il Grande era Abraham Hannibal, che era etiope, e il cui pronipote era stato il celebrato poeta Alexander Pushkin. Possiamo quindi dire di avere relazioni continuative con l’Unione Sovietica nei campi militare e culturale.

Oltre all’aiuto medico che l’Unione Sovietica ha fornito all’Etiopia, durante la battaglia di Adwa e ora nella Nostra era, e, al di là dell’assistenza che siamo stati capaci di ottenere da quel Paese attraverso i dottori della Croce Rossa, durante l’invasione fascista, l’Unione Sovietica ha supportato la Nostra causa alla Società delle Nazioni per la libertà del Nostro Paese, ed è stata una delle poche grandi potenze che non ha riconosciuto l’occupazione della Nostra terra da parte dell’aggressore fascista.

Dal momento del Nostro arrivo nell’Unione Sovietica, la grande e calorosa accoglienza resaCi dal popolo e dai suoi leaders, la cui ospitalità è ben nota, è stata superiore alle aspettative; sebbene ci voglia molto tempo per visitare tutta l’Unione Sovietica, durante le due settimane del Nostro soggiorno siamo rimasti molto impressionati nel vedere come il popolo dell’Unione Sovietica sia stato capace di riprendersi dalle conseguenze di una guerra devastante, conseguendo una piena ricostruzione in un breve lasso di tempo e raggiungendo progressi notevoli nei campi economico, industriale, scientifico, tecnico e sociale, scoprendosi, nell’arco di quaranta anni, una delle grandi potenze del Nostro tempo.

Nei colloqui che abbiamo avuto con i leaders dell’Unione Sovietica riguardo i nostri due Paesi in particolare e la pace mondiale in generale, abbiamo raggiunto piena comprensione; soprattutto, abbiamo potuto fare la conoscenza personale del Sig. Voroshilov, Presidente del Presidio del Soviet Supremo, e del Sig. Krushchev, Primo Ministro dell’Unione Sovietica, e abbiamo avuto sinceri e amichevoli scambi di punti di vista su varie questioni, raggiungendo pieno accordo su tutte.

Come risultato dei nostri colloqui, sono stati firmati accordi tra i nostri due governi per la cooperazione economica e l’ampliamento dei propositi delle nostre relazioni culturali e commerciali. A parte ciò, è motivo di soddisfazione per noi tutti aver ottenuto un prestito a lungo termine di quattrocento milioni di rubli ad un interesse basso, per finanziare il Piano Quinquennale dell’Etiopia e gli altri vari progetti destinati allo sviluppo economico del Nostro Paese e all’innalzamento dello standard di vita del Nostro popolo.

L’Etiopia ha abbondanti risorse naturali; eppure a causa della mancanza di capitali, non è possibile sfruttarle a vantaggio del nostro popolo. E’ per approfittare di tali risorse e per realizzare il Piano Quinquennale a beneficio del nostro popolo che abbiamo acquisito credito dalle nazioni amiche quali gli Stati Uniti, la Jugoslavia, la Repubblica Federale di Germania e la Cecoslovacchia.

Noi crediamo che l’assistenza ottenuta dall’Unione Sovietica accrescerà grandemente lo sfruttamento delle nostre risorse naturali e lo sviluppo della nostra economia.

Al termine del Nostro soggiorno nell’U.S.S.R., abbiamo visitato la Cecoslovacchia dal 13 al 17 Luglio. Le relazioni tra Etiopia e Cecoslovacchia sono di lungo corso: è stato grazie a questo Paese che l’Etiopia ha potuto acquisire molte delle armi e delle munizioni necessarie per difendere la sua indipendenza gelosamente custodita contro l’invasore fascista. La Cecoslovacchia è stata tra le poche nazioni che hanno coraggiosamente alzato la propria voce per denunciare l’invasione fascista e darCi supporto nel Nostro progetto alla Società delle Nazioni.

Si dice spesso che “un amico nel bisogno è un vero amico”; per questa ragione, tra le altre, le relazioni Etio-Ceche sono fondate su ferme e comprovate fondamenta. Nel periodo del primo dopo-guerra, quando i nostri strumenti di difesa erano limitati, Noi ci rivolgemmo alla Cecoslovacchia per l’acquisto di armi moderne e la creazione di una fabbrica di munizioni.

Tutti voi siete consci del credito che il Nostro Governo avanza dal Governo Ceco per l’acquisto di equipaggiamento per i nostri ospedali e altri servizi di salute pubblica.

La calda, cordiale e splendida accoglienza accordataci dai leaders e dal popolo di questa nazione amica Ci ha provato ancora una volta l’esistenza di una sincera e genuina amicizia tra le due nazioni. Durante il Nostro soggiorno in Cecoslovacchia, abbiamo potuto visitare grandi stabilimenti industriali, centri agricoli, istituzioni di alto apprendimento e altri famosi luoghi storici; siamo stati molto colpiti dall’eccezionale progresso raggiunto sia in campo industriale sia anche in campo economico in generale dal popolo Ceco, specialmente nel periodo del dopo-guerra.

Così come abbiamo discusso e scambiato opinioni con altri leaders di nazioni che abbiamo visitato, abbiamo avuto anche un fruttuoso scambio di punti di vista con il Presidente Antonin Novotny su argomenti di comune interesse per i nostri due Paesi, così come su questioni generali riguardo la pace mondiale. Le discussioni e gli scambi di vedute sono stati condotti in un’atmosfera cordiale e amichevole e abbiamo potuto raggiungere piena concordia.

Ci siamo accordati per concludere contratti di assistenza tecnica ed economica, così come concordati culturali, con uno sguardo all’ulteriore sviluppo e rafforzamento dei legami economici e culturali tra i due Paesi. Il Governo Ceco ha espresso la sua disponibilità ad aiutarCi nello sforzo di sviluppare la nostra economia nazionale e innalzare lo standard di vita del popolo etiope, permettendoci di acquistare da quel Paese strumenti industriali e agricoli, per via del credito che Ci assisterà largamente nell’attuazione dei Nostri piani economici.

Terminata la visita in Cecoslovacchia, Ci siamo recati per tre giorni nel Regno del Belgio con il quale l’Etiopia ha mantenuto relazioni amichevoli per molto tempo. L’affettuosa accoglienza accordataCi da Sua Maestà Re Baldovino, dagli ufficiali di Governo e dal popolo belga è stata cordiale. Siamo stati lieti di aver l’opportunità di incontrare Re Baldovino in persona e di aver potuto scambiare opinioni su molti aspetti; abbiamo così potuto concludere che il popolo del Belgio ha riposto grandi speranze nel Re e che il Re Baldovino è una persona piacevole e comprensiva. Durante la nostra breve permanenza in Belgio abbiamo visitato stabilimenti industriali moderni e vari altri posti interessanti; nel far ciò, abbiamo potuto costatare in prima persona il progresso raggiunto nel campo economico come in altri campi dal Belgio, sin dalla Nostra prima visita trentacinque anni fa. Noi crediamo che questa recente visita abbia ulteriormente rafforzato le relazioni tra le due nazioni.

Alla fine della Nostra sosta in Belgio, ci siamo trattenuti a Parigi per due giorni. Tutti voi sapete delle lunghe e cordiali relazioni che esistono tra Etiopia e Francia; il cordiale benvenuto resoCi dal popolo e dal Governo francese, sia nella visita recente come in quella ufficiale di quattro anni fa, è stata una manifestazione di sentimenti di amicizia che i francesi intrattengono verso la gente d’Etiopia.

Non abbiamo soltanto rinnovato la Nostra amicizia con il Generale de Gaulle, Presidente della Repubblica di Francia, che avevamo coltivato durante il periodo in cui le nostre due nazioni erano in grave sofferenza, ma anche condotto fruttuose discussioni riguardanti le relazioni economiche, commerciali e culturali esistenti tra Etiopia e Francia. Abbiamo anche raggiunto piena comprensione reciproca nell’ampia discussione di mutuo interesse per i due Paesi, e, in generale, scambiato vedute in merito alla pace internazionale. Il Generale de Gaulle, la cui grandezza è ben nota in Etiopia, ha una considerazione particolare per il Nostro Paese.

Su invito del Presidente del Portogallo, abbiamo visitato poi la Repubblica portoghese dal 26 al 31 di Luglio. Il Portogallo è una delle nazioni amiche con la quale l’Etiopia ha contatti sin dalla fine del quindicesimo secolo.

Lo spontaneo e cordiale benvenuto portoCi durante la visita dal governo e dal popolo portoghese ha lasciato una profonda traccia in Noi. Abbiamo discusso con il Presidente Ammiraglio Americo Thomas e il ben conosciuto Primo Ministro, il Sig. Salazar, riguardo alle relazioni tra i due Paesi e la pace internazionale. Un accordo culturale è stato firmato dai due Governi in modo da sviluppare i legami culturali che furono inizialmente stabiliti nel sedicesimo secolo e per studiare e far conoscere la storia dei due Paesi.

Durante il breve soggiorno nella Repubblica Federale di Germania, abbiamo avuto il piacere e l’opportunità di incontrare il Presidente, il Professor Hess, e di discutere con lui argomenti di comune interesse.

Continuando il viaggio verso nazioni alleate, su invito del Nostro Grande Amico S.E. il Maresciallo Tito abbiamo visitato la Repubblica Federale Popolare di Jugoslavia dal 15 al 23 agosto.

Come sapete, Noi abbiamo, durante un periodo di cinque anni, visitato la Jugoslavia due volte, e S.E. il Maresciallo Tito ha fatto ugualmente, nello stesso periodo: ciò è prova dei legami stretti e amichevoli tra i due Paesi. La Jugoslavia non ha soltanto garantito all’Etiopia un prestito per la realizzazione del programma iniziato per lo sviluppo economico della nazione, ma ha anche fornito assistenza sotto forma di esperti del settore medico e di altri settori tecnici. Questi aiuti hanno mostrato risultati fruttuosi per una soddisfazione maggiore da entrambi i lati; sebbene i due Paesi abbiano sistemi economici e politici interni diversi, queste diversità non sono state un ostacolo per la reciproca comprensione, cooperazione e collaborazione in spirito di amicizia. Questo, crediamo, sia esemplare.

Durante la permanenza in Jugoslavia, visitando varie regioni e centri industriali, ci ha molto impressionato ed emozionato il benvenuto e l’accoglienza realmente amabili reseCi dal Nostro Grande Amico il Maresciallo Tito, i suoi addetti e il popolo jugoslavo; i lavori di miglioramento e i centri industriali che abbiamo visitato sono simboli del sorprendente progresso che la Jugoslavia ha compiuto in campo socio-economico negli ultimi cinque anni, sin dalla Nostra prima visita. Nel corso di questa recente visita abbiamo discusso con il Maresciallo Tito questioni riguardanti la relazione tra le due nazioni ed esplorato modi e maniere per rafforzare ulteriormente i legami economici e commerciali; abbiamo anche ampiamente discusso affari internazionali generali. Nel corso di questi colloqui abbiamo, come nel passato, raggiunto una piena comprensione e identità di vedute.

È innegabile che, grazie alle visite rese a nazioni amiche in diverse occasioni durante gli ultimi cinque anni, abbiamo tratto grande beneficio e assistenza per il Nostro Paese e abbiamo incrementato il suo prestigio. Analogamente, da queste recenti visite, oltre ad aver rafforzato le relazioni amichevoli con questi Paesi, sono derivati grandi risultati politici ed (ci)è stato possibile assicurarci del credito per permettere l’attuazione dei progetti di sviluppo economico che eleveranno lo standard di vita del Nostro amato popolo.

Tutti voi sapete che la politica estera dell’Etiopia è basata sui principi dello Statuto delle Nazioni Unite tanto quanto sulle Dichiarazioni di Bandung e Accra. Questi principi che abbiamo a lungo curato e per i quali abbiamo combattuto sono, tra gli altri, la sicurezza collettiva, la co-esistenza pacifica e attiva, la non interferenza negli affari interni delle altre nazioni, il rispetto per la sovranità e l’integrità territoriale degli altri stati e la risoluzione pacifica di tutte le dispute tra nazioni.

Degli altri Paesi che abbiamo visitato durante il nostro recente viaggio, ce ne sono alcuni i cui sistemi economici e politici sono differenti dai Nostri. Crediamo che ciò avvenga per servire i bisogni particolari di ogni nazione e siano questioni di interesse interno, e per questa ragione Noi non crediamo che tali differenze nei sistemi economico e politico debbano risultare un impedimento alla comprensione, collaborazione e cooperazione tra nazioni su argomenti importanti e di comune interesse.

Perciò, l’errata interpretazione che alcuni circuiti hanno dato degli incontri e dei colloqui che abbiamo avuto con i leaders di tali Paesi non sono avvenuti perché essi non fossero pienamente a conoscenza del fatto che la politica estera dell’Etiopia si fonda sui principi summenzionati, ma, piuttosto, sembra che questo errore di interpretazione tendesse a creare un’atmosfera utile ai propri particolari interessi.

In quest’epoca in cui l’uomo attraverso la sua conoscenza della scienza ha creato armi pericolose per auto- distruggersi, la responsabilità delle grandi potenze per mantenere la pace mondiale è ben nota a tutti. Noi crediamo che gli scambi di visite da parte degli Statisti per parlare di questioni sulle quali i loro punti di vista differiscono aiuterà notevolmente a rimuovere le incomprensioni e la sfiducia che prevale tra gli Stati. Uno degli scopi di queste Nostre recenti visite a nazioni amiche era quello di implementare e rafforzare questa fiducia in Noi stessi; dopo la visita all’Unione Sovietica, siamo stati felici di aver udito del venturo scambio di visite tra il Sig. Krushchev, Presidente del Consiglio dei Ministri dell’U.S.S.R., e il Sig. Eisenhower, Presidente degli Stati Uniti d’America. Si crede che l’incontro dei due leaders rimuoverà la pericolosa situazione che ora prevale nel mondo, e creerà un’atmosfera di pace. Noi abbiamo espresso la Nostra speranza e i migliori auguri e quelli del popolo etiope che i colloqui che essi terranno durante i loro incontri siano fruttuosi.

In tutte le nazioni che abbiamo visitato, abbiamo sentito che tutti i popoli sono molto preoccupati riguardo al mantenimento della pace mondiale.

Le genti nel mondo oggi, come nel passato, desiderano lavorare per il miglioramento del loro standard di vita e di vivere in pace; siamo contrari al punto di vista secondo cui la presente instabile situazione è il risultato delle differenze nei sistemi politico, economico e sociale tra nazioni.

Sebbene non sia possibile citare nella storia un’epoca in cui tutti i popoli della terra fossero in totale accordo su tutto, ciononostante questo non gli impediva di lavorare in cooperazione per il vantaggio reciproco.

Il proposito e lo scopo della Nostra visita è ben noto a voi tutti. Eppure, desideriamo che voi condividiate con Noi i principali obiettivi della Nostra visita, che erano: trovare modi e maniere per innalzare lo standard di vita del Nostro popolo e lo sviluppo economico del Paese; discutere con i leaders di nazioni amiche e acquisire aiuti per la realizzazione di programmi che abbiamo iniziato per il progresso del Paese; osservare personalmente i loro progetti di sviluppo, e scegliere tra questi quelli che crediamo possano aiutare a elevare lo standard di vita del popolo, e che non mostrino risultati utili nel breve periodo, ma pongano ferme e inamovibili fondamenta per le generazioni a venire così che tutti lavorino e combattano in uno sforzo unito per il benessere e la prosperità della Nostra nazione.

Desideroso che tutti gli Etiopi seguano fedelmente e diano totale supporto ai programmi di sviluppo iniziati da Noi per l’ulteriore progresso della nazione, vorremmo citare come esempio alcune delle cose che, durante le Nostre prime e poi le recenti visite, abbiamo esaminato da vicino e testimoniato personalmente e che abbiamo scelto come quelle utili al progresso del Nostro popolo. In tutte le nazioni in cui abbiamo viaggiato, abbiamo osservato che le belle arti finora raggiunte sono state precedute da migliaia di anni di sviluppo conseguito dallo sforzo dell’uomo. Per esempio durante il Nostro soggiorno, abbiamo visto cattedrali, edifici pubblici e monumenti costruiti e ornati con oro, diamanti, marmo e pietre preziose. Siamo anche rimasti impressionati dalla collezione di belle arti raggiunta dai grandi maestri del passato.

In connessione con questi risultati, quando abbiamo approfondito le origini del tentativo dell’uomo di utilizzare questa conoscenza e siamo tornati indietro per estendere le direzioni di questa ricerca senza limiti, abbiamo scoperto che la ragione di tutto ciò era il desiderio dell’uomo di essere diligente e di ampliare l’orizzonte della sua conoscenza.

Sebbene gli inizi della civilizzazione di ogni nazione varino nel tempo, i fattori fondamentali che diedero impeto a ognuno di essi di svegliarsi e avviarsi sul cammino del progresso per raggiungere il loro presente livello di sviluppo sono quelle qualità racchiuse nella natura umana, ossia desiderio e forza d’animo.

L’alto standard di progresso odierno è stato raggiunto attraverso l’accumulo di conoscenza da tempo immemorabile; vorremmo che il Nostro popolo realizzasse che ciò non è stato raggiunto in un passo né per coincidenza, e nemmeno questo stadio è stato raggiunto in una generazione, ma è il risultato di duro lavoro, forza d’animo e sacrificio di generazioni successive. Siamo stati spinti a far riferimento brevemente alla storia della civilizzazione perché è Nostro costante sforzo far sì che tutti gli Etiopi, nel loro tentativo di soddisfare i bisogni materiali, di rinvigorire le proprie energie, sradicare la pigrizia e generare un incessante desiderio di altre cose, migliori, elevino il loro standard di vita a quello di popoli che abitano in altre parti del mondo e possano risparmiarsi per gli altri.

E’ un fatto che la conoscenza e il benessere che abbiamo ereditato dai Nostri antenati, depredati e dispersi, potrebbero essere dissotterrati e riscoperti. Ma ciò che possediamo oggi è stato iniziato e stabilito nel corso della nostra esistenza.

E’ attraverso la comprensione delle difficoltà del passato che Noi possiamo tramandare indicazioni fondamentali che saranno l’orgoglio delle future generazioni; dunque incoraggiamo il Nostro popolo a combattere e a fare sacrifici per quelle cose che permetteranno loro di migliorare le condizioni di vita e a lasciare un’eredità più ricca.

Vorremmo ricordare al Nostro popolo le parole di San Paolo: “La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno […]”.

Il popolo etiope è consapevole del proprio destino e può lottare per realizzare i propri ideali; nei nostri studi dei vari sistemi sociali durante il lungo viaggio, abbiamo scoperto che la ragione del loro riuscito progresso risiede nel fatto che essi hanno accumulato abbastanza capitale che, di volta in volta, ha loro permesso di migliorare l’agricoltura, finanziare progetti minerari per sostenere l’industria, sfruttare i loro fiumi e in generale le loro risorse naturali.

E’ solo attraverso i loro risultati e non a causa delle differenze nelle innate capacità o nella superiorità numerica, che alcuni Paesi hanno raggiunto un alto grado di progresso mentre quelli che non hanno pienamente sviluppato le loro capacità innate e così sono rimasti indietro nel controllare le proprie risorse naturali sono stati etichettati come “sottosviluppati”. Questi ultimi sono diventati la discarica dei costosi beni industriali dei primi.

L’unico modo di salvaguardare la politica dell’Etiopia e la sua indipendenza economica è quella di progredire e mantenersi in piedi da sola, adoperandosi con maggior impegno; quando paragoniamo la nostra nazione alle altre, possiamo dire che le foreste, i fiumi, le montagne e le pianure costituiscono ricchezza. Dovremmo tutti essere orgogliosi di queste felici benedizioni che Dio Onnipotente ha donato al nostro Paese.

Preparatevi per un duro lavoro e tirate fuori tutte le vostre risorse per competere con altri nelle attività economiche e commerciali della vostra terra madre. Facciamo in modo di essere tutti consapevoli delle proprie responsabilità e di assolvere i propri doveri, diventando così forgiatori del proprio destino. E’ meglio lavorare la terra che litigare su questioni triviali; è meglio sfruttare effettivamente un piccolo appezzamento di terra che proclamare di essere un possidente di vasta terra inutilizzata.

Le nostre cascate sono fonte d’immenso potere e di energia quando propriamente utilizzate; usate queste acque per irrigare la vostra terra e potrete avere due raccolti annuali. Le montagne e le colline spoglie sono utili come le pianure più in basso; piantatevi abeti, alberi di teak, eucalipti e altri alberi, e in breve tempo aumenterete le risorse forestali nel Paese. Abbiate cura del vostro bestiame: così come non si può raccogliere senza aver coltivato la terra, allo stesso modo non ci si possono attendere buoni risultati dal proprio bestiame a meno che non ci si sia presi cura di esso attentamente.

Avete una terra ricca che fornisce una varietà di prodotti; non accontentatevi di soddisfare i vostri bisogni essenziali, ma piuttosto coltivate la vostra terra anche con piante oleaginose, i cui semi potete esportare con vostro maggior profitto. Usate il legno delle foreste per fare mobili e attrezzi e venderli. La vostra abilità professionale sarà un monumento al vostro nome.

Si dovrebbe realizzare che la parsimonia è la base per accumulare benessere e crescita economica per una nazione; si minimizza raramente il valore del denaro guadagnato col sudore della fronte, per quanto poco possa essere, ma per lo stravagante anche una quantità enorme di denaro è senza valore. Sappiate come usare saggiamente e con efficacia il vostro denaro. Un’abitudine una volta presa diventa una seconda natura incurabile: per questo utilizzate la vostra ricchezza per cose per cui valga la pena ed evitate di impiegarla per propositi dannosi e per il piacere momentaneo.

Quali sono le cose che possedete? Quali erano i vostri obiettivi nel procurarvele? Imparate come spendere saggiamente e l’ eventuale crescita del vostro benessere sarà la vostra guida.

Utilizzate i vostri risparmi lì dove avete un maggior ritorno; l’accumulo di denaro non produce dividendi! Se desiderate che i vostri risparmi vi rendano alti dividendi, uniteli con quelli dei vostri concittadini. E’ con il duro lavoro, la conoscenza pratica e la pazienza che voi sarete capaci di accrescere il vostro capitale: le caratteristiche fondamentali ed essenziali di una società in salute sono confidenza e fiducia reciproca. A meno che un uomo intraprenda il miglioramento della sua società in cooperazione con altri, il suo impegno per arricchirsi diventa mero desiderio. Non siate vittime di una soddisfazione temporanea e insignificante; aspirate a scopi valorosi che diventeranno gli ideali delle generazioni successive. La prosperità di ogni individuo costituisce la ricchezza della Nostra nazione che eventualmente ci permetterà di espandere le scuole e gli ospedali che abbiamo fondato per il benessere del popolo. L’espansione dei servizi di salute pubblica farà decrescere la mortalità e incrementerà la popolazione.

Come una fattoria non curata non può essere libera da erbacce, così è lo sviluppo di una società: non si può negare che ci siano alcune persone che hanno, scrupolosamente o senza scrupoli, tentato di accumulare - o hanno accumulato – ricchezza; se i beni di una persona non possono essere per il benessere generale, cosa ci guadagnerà lui per sé e la sua discendenza se non rancore e odio? I frutti del sudore e del lavoro mentale sono sempre gratificanti, non solo per se stessi ma anche per le generazioni future. Siate risoluti nel vostro lavoro e tentate di completarlo qualsiasi cosa intraprendiate; se vi trovate di fronte al fallimento, provate di nuovo e persistete nella vostra determinazione per ottenere lo scopo. Sviluppate una sana attività di vita e non limitate i vostri sforzi al soddisfacimento di desideri egoistici.

In particolare, i Nostri giovani devono essere decisi e trarre vantaggio dai benefici della moderna civilizzazione; non cadete preda della pigrizia perché sarà una maledizione per voi e le generazioni successive. Dovete ergervi come esempi di determinazione e duro lavoro. Pianificate il vostro tempo e usate i vostri poteri sia mentali che fisici significativamente e con produttività.

Dobbiamo ricordare che i risultati dell’uomo nel campo della comunicazione senza fili, dell’aviazione, delle scienze mediche e molti altri sono stati raggiunti attraverso le epoche con pazienza e duro lavoro, diligenza, perseveranza e tenacia. E’ alla luce di questi che invitiamo i Nostri giovani a lottare costantemente e incessantemente per realizzare i propri scopi.

Il fatto che medici, ingegneri, piloti, i cadetti nelle varie accademie militari, infermiere, insegnanti e molti altri professionisti siano stati istruiti con successo nelle diverse scuole che abbiamo fondato, servirà come illustrazione di ciò che abbiamo affermato prima. Convinti che il capitale e il lavoro siano ingredienti necessari per la ricchezza e la prosperità e che questi due fattori siano assolutamente essenziali per lo sviluppo economico del Nostro Paese, e credendo che il Nostro popolo si applicherà con l’obiettivo del suo progresso economico, abbiamo acquisito prestiti da nazioni amiche.

D’ora in avanti il prossimo passo per ogni etiope, ovunque egli si possa trovare e qualsiasi siano i suoi impegni, è di seguire le Nostre direttive e votarsi assiduamente all’esecuzione del piano per il miglioramento del Paese. Se dovessimo fallire nell’usare con profitto il credito acquisito per sviluppare il nostro sistema di comunicazioni, strutture portuali e la creazione di industrie, avremmo caricato di una grave responsabilità non soltanto noi stessi ma anche le future generazioni.

Etiopi, abbiate coraggio e preparatevi. A meno che voi non miglioriate il vostro destino con il sudore della fronte nessuno si caricherà delle vostre responsabilità. Per far sì che voi portiate a compimento il vostro compito con dedizione incrollabile, Noi faremo, per quanto Ci riguarda, tutto il possibile per assistervi nella vostra avanzata.

Come nel passato, vi metteremo a disposizione, attraverso degli esperti, direttive che vi serviranno da guida nel lavoro.

Abbiamo istruito i comuni a preparare e mettervi a disposizione, a costi contenuti, vari tipi di piantine; organizzeremo squadre di esperti che vi daranno consigli nei campi dell’agricoltura e della salute pubblica. Formeremo gruppi di esperti che vi consiglieranno e che vi daranno suggerimenti sia nell’agricoltura che nel commercio cooperativi.

Con il proposito di coltivare piante oleaginose e con il fine di fornirvi migliori possibilità di commercializzazione, vi metteremo a disposizione degli esperti; organizzeremo per voi un team di specialisti per studiare i vostri bisogni e i modi e le maniere per migliorare la qualità delle colture e dei sistemi di commercio, in relazione con le attuali condizioni economiche e commerciali.

Come Noi siamo molto affezionati al Nostro popolo così essi provano sentimenti di affezione verso di Noi; come un padre dovrebbe lasciare in eredità ai suoi figli non solo ricchezze, ma anche provvedere che essi siano educati adeguatamente, così da poter condurre una vita più ricca e piena, così dovrebbe essere dovere di quelli per i quali molto è stato fatto mostrare gratitudine. Perciò, uniamo i Nostri sforzi per mostrare nei fatti ciò che professiamo a parole.

In conclusione, dal momento in cui le idee che abbiamo concepito e i progetti pianificati per lo sviluppo del Paese possono meglio materializzarsi grazie all’incessante sforzo della Nostra gente e l’applicazione della capacità di ognuno in cooperazione armoniosa, chiediamo al Nostro popolo di essere determinato in questa impresa nobile ed impegnativa.

Possa Dio Onnipotente sostenerCi nel realizzare questi alti ideali.

*Fino al 1961 l’U.A.R. comprendeva le Repubbliche di Siria e di Egitto.

29 agosto 1959

Haile Selassie I

Estratto da “Speeches delivered by H.I.M. Haile Selassie Ist Emperor of Ethiopia on various occasions” – pagg. 143 - 160

Bro' Viktor

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Report: House of Rastafari
allo ZION STATION FESTIVAL (FE) 04-07.07.13


“Infatti, dove sono riuniti due o tre nel mio nome, ivi sono io, in mezzo a loro”
Matteo, 18: 20

Anche quest’ anno la House of RastafarI ha preso regalmente spazio all'interno di uno dei maggiori festival Dub italiani nel suo terzo anno di svolgimento in modo da porgere, in maniera chiara, profonda e consapevole, il messaggio del Re a tutti coloro che si sono avvicinati anche per semplice curiosità.

L’allestimento della House e la preparazione del programma culturale hanno avuto inizio la mattina di giovedì 4 luglio grazie al lavoro di volenterosi fratelli che, con il loro impegno, hanno reso la House un luogo bello e accogliente atto a trasmettere il messaggio di cui ci facciamo portatori. La House of RasTafarI è stata abbellita e ornata dai lavori degli artisti della Federazione (Ras Dedo, Ras Julio, Ras Pablo). Un piccolo spazio è stato dedicato alla Bibliografia su RasTafari, in libera consultazione per tutti coloro che, a vario titolo, avevano interesse ad approfondire la Parole del Re. Infine, un terzo spazio, è stato dedicato alle attività di raccolta fondi, per i progetti che, come Federazione, ci vedono impegnati. Anche quest’anno è stata mantenuta la solita posizione della House of RasTafarI all’interno dello Zion Station Festival, posizione, che risulta molto appropriata e raccolta essendo molto vicina all’ingresso al Festival ma abbastanza lontana dai sound sistem e dalle varie attività, così da poter rendere facilitato e intimo lo svolgimento delle attività previste all’interno della House of RasTafarI.

Venerdì 5 oltre alle consuete attività all’interno della House è stato presentato il primo seminario programmato per il Festival. Ambasciatrice d’eccezione è stata Sister Naomi Leach proveniente da Shashamane. Sister Naomi Leach, figlia dell’amato Donald “Flipping” Leach, rimpatriato in Etiopia negli anni 70 dalla Jamaica, si è fatta portavoce dell’esperienza di ripatriation portata avanti dalla Sua famiglia e da molte altre famiglie di jamaicani (ma non solo) presenti su quel Santo Lembo di Terra donato dal nostro Imperatore nel 1948 ai figli della Diaspora Africana. Sister Naomi insieme al fratello Ras Tewelde hanno delineato l’esperienza e la fenomenologia del rimpatrio di ieri e di oggi a Shashamane.

Sabato 6 invece è stato presentata la proiezione del Film Youths of Shasha, parte del progetto omonimo e promosso dall’Associazione culturale YOW – Youths of The World. Il progetto, come molti di voi già sanno, mira a fornire alle nuove generazioni di Youths presenti nel territorio di Shashamane strumenti artistici e creativi così da poter offrire maggiori prospettive. Prima della proiezione, alcuni fratelli e sorelle hanno proceduto con la spiegazione delle diverse parti del progetto. Si è proceduto poi con la proiezione del film, curato dal Fratello Emanuele Cicconi e voluto fortemente dal Fratello Tewelde. (per ulteriori informazioni vi invito tra l'altro a visitare il nuovo sito del progetto www.youthsofshasha.com e il sito dell’associazione promotrice www.youthsoftheworld.com).

Domenica 7, con l’ausilio de fratelli presenti ma anche con il prezioso contributo di Fratelli venuti appositamente da Feltre per aiutare (ai quali dedico un ringraziamento particolare), si è proceduto a disallestire la House of RasTafarI certi tuttavia che le super vibrazioni che ci hanno accompagnato saranno rimaste! Un ringraziamento particolare a tutti i fratelli presenti e coinvolti nella House of RasTafarI che sebbene numericamente pochi hanno contribuito, in maniera umile, a rendere la House of RasTafarI un luogo degno della Parola del Re. Ringraziamo infine il nostro Imperatore Girmawi Qadamawi Haile Selassie, ricordandoci sempre che, senza la Sua Grazia e Benevolenza, tutto ciò non sarebbe stato possibile.

Amore, Luce e Unità nel Suo Santo e Prezioso Nome!!!

Sis' Gloria

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Abiti Tradizionali da Cerimonia




Il 26 Giugno 1974 in Etiopia veniva pubblicata la serie di francobolli intitolata Abiti Tradizionali da Cerimonia. Il set composto da 5 francobolli illustra gli abiti e delinea 5 figure centrali nella cultura e nella storia etiope attraverso bellissime raffigurazioni ed una stampa di qualità.


I 5 abiti trattati corrispondono alle seguenti figure:

BITWODED: Amato/adorato (dall'Imperatore/dalla Nazione). Principale consigliere dell'Imperatore o di un Re (Negus). Titolo conferito anche al comandante di un forte in tempi antichi.


WAGSEYOUM: (o Wagshum) Governatore del Wag. Leader della precedente famiglia dinastica Zagwè. Nominalmente seduto secondo all'Imperatore non ha nessun potere politico all'infuori dell'area Wag.


RAS: Letteralmente significa “Capo”, indicato anche come Maresciallo da Campo (Field Marshall). Tradizionalmente associato al grado di Duca. L'equivalente di "Generale" se usato come titolo militare (oppure "Luogotenente Generale" quando l'Imperatore è sul campo di battaglia.)


LEOL RAS: Titolo riservato ai capi dei rami imperiali (indicati anche come "Principe del Sangue" o "Principe Duca"). Recentemente ha assunto una connotazione governativa, militare o di direzione regionale venendo conferito a principi più distanti dal Monarca.


NEGUSENEGEST: Nella sua forma completa Neguse Negest ze Ethiopia. Tradotto come "Re dei Re d'Etiopia" equivale al termine occidentale "Imperatore d'Etiopia". I titoli conseguenti sono Signore dei Signori, Leone Conquistatore della Tribù di Giuda ed Eletto dal Signore. Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I ricevette questi titoli nel Santo Giorno dell'Incoronazione: 2 Novembre 1930.


Descrizioni dei titoli tratte da www.ethiopiancrown.org e www.wikipedia.it


Bro' Gabriel


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Let food be your medicine...


IL MIRTILLO

img Il mirtillo (Vaccinium Myrtillus) è un piccolo arbusto, molto diffuso nelle zone boscose, frutto tipico del sottobosco, appartenente alla famiglia delle Ericacee; il mirtillo generalmente cresce nelle zone montane, la sua fioritura avviene in primavera, mentre i frutti si raccolgono ad agosto.

Esistono diverse varietà di mirtillo ma la più conosciuta è quella ‘nera’. Il mirtillo nero, infatti è anche quello con più proprietà benefiche per l’organismo. Il colore molto scuro è dovuto alla presenza di antociani, dei pigmenti blu che proteggono la pianta stessa dai raggi ultravioletti e dai radicali liberi.

E’ un piccolo frutto ma con grandi proprietà, contiene infatti una buona quantità di zuccheri, antocianine, acido ossalico (che gli conferisce quel sapore lievemente asprigno).

Il mirtillo è fortemente indicato per tutte le forme di disturbi dell’apparato intestinale, disturbi del fegato, tendenza alle emorragie per fragilità dei capillari e disturbi della circolazione.

Infatti il mirtillo contiene l’acido idroccinnamico che è in grado di neutralizzare le sostanze cancerogene prodotte nell'apparato digerente.

Come ormai ben sappiamo, infatti, gli alimenti ricchi di sostanze antiossidanti aiutano formidabilmente il nostro organismo sviluppando uno scudo protettivo nei confronti della nostra pelle e soprattutto nella lotta ai radicali liberi.

I mirtilli sono anche in grado di curare l'affaticamento visivo in quanto producono rodopsina, una proteina che migliora la capacità visiva in condizioni di scarsa luce e ne migliora l’adattamento all’oscurità.

img Grazie poi alle antocianine questo frutto tutela i vasi capillari garantendo loro elasticità e forza laddove tenderebbero con il tempo verso la fragilità. Le antocianine agiscono anche direttamente sul cuore e sono in grado di aumentare la resistenza stessa del muscolo.

A livello intestinale troviamo grande aiuto in quanto le forti proprietà antisettiche ed antinfiammatorie del mirtillo prevengono e possono curare disturbi quale diarrea e gas.

Il succo fresco di mirtillo ha proprietà in grado di migliorare la diuresi. Da molti anni le persone che sono soggette a disturbi ed infezioni legate alle vie urinarie, consumano succo di mirtillo per prevenire eventuali rischi. Quella che prima era una pratica quasi esclusivamente empirica trova ora le sue fondamenta scientifiche, finalmente infatti, gli scienziati sono riusciti a comprendere in che modo il mirtillo agisce nella lotta contro le infezioni.

I ricercatori del Worcester Polytechnic Institute, hanno rivelato che il succo di mirtillo è in grado di mutare le proprietà termodinamiche dei batteri presenti nelle vie urinarie creando una barriera che impedisce ai microrganismi di avvicinarsi ai potenziali obiettivi cellulari. In pratica due tipi di batterio sono stati esposti a diverse concentrazioni di succo di mirtillo; anche a basse concentrazioni si è visto che il succo riusciva a modificare alcune proprietà che hanno la funzione di indicare la capacità dei batteri di legarsi alle cellule. Senza succo di mirtillo questi valori risultavano negativi, proprio ad indicare che l'attacco alle cellule sarebbe stato alquanto probabile. Al contrario, grazie al succo di mirtillo, il valore è risultato positivo, rendendo la probabilità di attacco alle cellule, molto improbabile.

img Gli scienziati, invece, della Tufts Univerity hanno provato che per attuare e mantenere una difesa efficace contro i batteri è sufficiente mezzo bicchiere al giorno di succo di mirtillo per un periodo di sette settimane. Dopo questa "cura", il 73 % delle pazienti prese in esame nello studio ha visto scomparire i sintomi della cistite. Dopo aver sospeso questa cura, il 50% delle pazienti ha visto ricomparire l'infezione nel giro di tre settimane.

Non solo. Secondo uno studio condotto all' Università Laval di Quebec, assumere quotidianamente succo di mirtillo, favorirebbe la formazione di HDL, meglio conosciuto come "colesterolo buono" che contrasta l'azione del "colesterolo cattivo" o LDL. Sempre secondo questo studio, bere 250 ml di succo di mirtillo al giorno aumenta del 7,6 % la produzione di HDL con conseguente diminuzione di LDL. Tutto questo grazie ai flavonoidi contenuti nel mirtillo che hanno un importante ruolo nella riduzione delle placche aterosclerotiche.

Se tutto ciò può sembrarci già straordinario, le sorprese che ci riserva il mirtillo non sono finite: i ricercatori statunitensi infatti sono in grado di provare che l’assunzione regolare di questo frutto possa addirittura potenziare ed accrescere la memoria. In uno studio scientifico infatti, dove ai pazienti (fino ai 76 anni) è stato offerto dello squisito succo di mirtillo biologico per 12 settimane, erano notevoli e lampanti i risultati di miglioramento nella memoria e a livello cognitivo in generale, dimostrando di conseguenza la capacità di questo frutto di rallentare notevolmente l’invecchiamento cellulare cerebrale e quindi ritardare o frenare il peggioramento delle facoltà cognitive che può sopraggiungere con l’ età.

Solitamente i frutti di bosco o le fragole sono considerati a basso livello glicemico, mentre invece il mirtillo si differenzia perché questo livello è abbastanza elevato. Ciò è notevole in quanto conferisce a questo frutto un potere regolatore del livello di zuccheri nel sangue, importante soprattutto per le persone affette dal diabete di tipo 2 che possono trarre vantaggio assumendo almeno 3 porzioni di frutti regolatori al giorno, mirtilli inclusi.

Benefici anche a livello cardio-circolatorio, è provato infatti che il consumo giornaliero di 1-2 porzioni di mirtilli per 3 mesi riduce notevolmente la quantità di grassi, trigliceridi e colesterolo nel sangue favorendo l’aumento di ‘colesterolo buono’. Non solo, è noto anche che questa stessa pratica protegge da eventuali danni provocati da livelli di ossigeno alterati che potrebbero portare alla coagulazione. Il sangue stesso viene ‘ripulito’ e tonificato dalle sostanze antiossidanti..il sangue addirittura acquista una totale capacità antiossidante quando si assumono più di 3 porzioni di mirtilli al giorno.

Non soltanto la circolazione trae benefici da questo frutto ma anche la pressione sanguigna, infatti è stato studiato come l’assunzione regolare per un periodo aiuti ad abbassare i livelli in caso di pressione alta e a mantenerli in caso di pressione regolare.

La capacità protettiva esercitata dagli antiossidanti non si limita all’apparato cardio-circolatorio ma si estende a tutto il sistema nervoso e muscolare. Infatti è provato che si possono ridurre danni ai muscoli provocati da un eccessivo ritmo di allenamento con l’assunzione regolare di mirtilli.

Anche l’occhio umano è interessato, infatti la retina può trarre grandi benefici da questo frutto nella protezione contro danni legati a squilibri di ossigeno o dalla ripetuta esposizione alla forte luce solare.

Queste straordinarie qualità hanno portato i ricercatori a sperimentare l’assunzione di mirtillo contro alcuni tipi di cancro, soprattutto al seno, colon, intestino ed esofago; ancora non sono disponibili risultati concreti e rassicuranti ma gli studi procedono in questa direzione.

E’ preferibile però che i mirtilli siano biologici, in quanto sono uno dei frutti che mantiene più residui di pesticidi che riducono notevolmente le capacità antiossidanti e curative.

E’importante anche sapere che questi frutti possono essere congelati per un periodo di 3-6 mesi senza che perdano le loro proprietà, così risulta più semplice l’assunzione durante tutto l’anno anche quando non sono reperibili freschi.



Bro' Julio


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Video: Celebrazioni 121° anniversario
della Nascita di S.M.I. Haile Selassie I



Foto e montaggio: Sis' Makeda

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