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Federazione Assemblee Rastafari in Italia

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Newsletter Ottobre 2013

7 ottobre 1928: incoronazione di Ras Tafari come Negus



Saluti e benedizioni a voi, carissimi; il Nome del Signore Nostro Haile Selassie I sia sempre lodato e glorificato, nei cieli e sulla terra.
Lieti di ritrovarci sulle nostre affezionate pagine, in questo decimo appuntamento mensile del 2013 con la newsletter F.A.R.I., ci auguriamo di trovarvi nella pace e nella grazia dell’Onnipotente.
Siamo entrati nel mese di ottobre, e anche quest’anno, come l’anno passato, avremo la possibilità di riflettere e meditare su molti argomenti, dalle parole del Re in occasione della visita del Presidente indiano Radakrishnan fino a brevi meditazioni sulla guerra d’Etiopia che proprio in ottobre vide, nel lontano 1935, l’esplosione del conflitto e l’inizio dell’indegna e ingiusta invasione italiana; potremo leggere dell’incoronazione a Negus del nostro Sovrano;ci attenderanno poi le consuete rubriche al termine della nostra, e anche un paio di piccole “sorprese”, in attesa di giungere a novembre per celebrare e onorare la Santa Incoronazione a Negus-e Negast.
Procediamo con ordine, ma prima di iniziare, come siamo soliti fare ormai da qualche mese, indirizziamo tutti i nostri bredrin and sistrin che non avessero avuto la possibilità di leggerlo, al numero di ottobre 2012, ugualmente denso di contenuti, oppure vi invitiamo a richiederlo al Comitato preposto tramite l’indirizzo mail.

Eccoci così giunti all’attualità: scegliamo di partire questa volta proprio dal contributo che possiamo far risalire, in termini cronologici, più indietro nel tempo. Giuntoci nella traduzione della sis Tseghe, si tratta di un brano estratto da “Prowess, Piety and Politics. The Chronicle of Abeto Iyasus and Empress Zewditu of Ethiopia 1908-1930” dal quale avremo modo di conoscere più dettagliatamente il processo che portò all’Incoronazione di Ras Tafari come Negus, il 7 ottobre 1928, prima di salire sul Trono di Davide, 2 anni dopo, come Imperatore e Re dei re.

Procedendo sempre in ordine cronologico, arriviamo all’ottobre 1935, anno in cui venne letto dal Gran Ciambellano quello che è il nostro contributo di questo mese, in traduzione: il Proclama di Mobilitazione, del 3 ottobre, che denunciava l’ingiustizia dell’atto di aggressione e invasione da parte italiana ai danni dell’Etiopia, informava tutti gli etiopi del conflitto imminente e li invitava a imbracciare le armi per difendere la libertà e indipendenza propria e nazionale.

A seguire, rimanendo sul tema di queste tristi pagine di storia, con onore vi presentiamo il primo dei due contributi che ci sono giunti dal nostro Presidente Ras Isi: si tratta appunto di una breve ma intensa riflessione sulla guerra italo-etiopica, che ci farà riflettere ancora sulle brutalità commesse dai fascisti anche ai danni di poveri indifesi, quali i veggenti barbaramente uccisi solo perché portatori del profetico messaggio del ritorno del Re, ci permetterà di conoscere e capire un po’ meglio lo spirito coraggioso e guerriero degli Arbegnuoc e ci mostrerà ancora una volta la magnifica misericordia del Signore, anche in occasioni difficili e tragiche come queste.

Voltiamo ora pagina, e compiamo un salto temporale, spostandoci nel 1965, anno in cui Sua Maestà Imperiale, e tutta l’Etiopia con lui, diede il benvenuto al Presidente Indiano S. Radakrishnan per la sua visita di Stato; Vi presentiamo, sempre in traduzione, estratti dai Selected Speeches, i due discorsi che il Sovrano pronunciò in due occasioni consecutive: il primo è l’augurio che l’Imperatore ha rivolto al presidente indiano il 12 ottobre, dal quale emerge una forte tensione positiva e un forte legame che avvicina e accomuna i due popoli, sia storicamente che spiritualmente, ma anche economicamente e socialmente, e dal quale emerge l’alta considerazione che il Re aveva per questo suo alleato e amico;
il secondo è invece del giorno successivo, 13 ottobre, e venne pronunciato dal Negus all’Università in occasione della consegna, all’illustre ospite indiano, della Laurea Honoris Causa in Lettere; non vi anticipiamo nulla, il discorso è tanto breve quanto pregno di significato e di spunti di riflessione.
Spunti di riflessione e meraviglia che non mancheranno nemmeno dalla visione del video seguente, che vi proponiamo perché tematicamente connesso all’india e ai legami tra India ed Etiopia: si tratta di un video molto interessante, nel quale lo Yogiraj Gurunath, maestro indiano, riferisce di un suo incontro avvenuto con Sua Maestà………………nel 1982!!!!!



Pieni di vibes e interesse per questa testimonianza (che peraltro era già stata riportata in un libro del maestro Yogiraj intitolato “Wings to Freedom”, ndr) dobbiamo necessariamente dire di non poter confermare né avvallare nulla, anche se consapevoli dell’onnipotenza del Signore: non stiamo svilendo o dubitando delle parole di questo maestro yogi, anche in virtù di quanto detto prima, si tratta di una testimonianza che ognuno potrà considerare personalmente alla luce della propria meditazione, sempre guidati del Re Vivente, ma siamo certi che il video vi terrà incollati allo schermo per dieci minuti abbondanti.

Andiamo ancora avanti, senza indugi, poiché questo si profila un numero carico di contributi;
è arrivato adesso il momento di inaugurare quella che, a nostro modesto parere, potrà rivelarsi una delle rubriche più interessanti di queste pagine nella sua semplicità: stiamo parlando dell’ALL MAN ACT, nato dall’idea e dal lavoro di Ras Isi, un almanacco delle azioni di vita quotidiana che il Sovrano svolgeva nel Regno giornalmente; pensiamo che questa sorta di diario possa risultarci utile e ispirarci sempre migliori propositi, sulla scia dell’Esempio Regale del Signore Altissimo. Il primo numero di questo ALLmanACT si riferisce appunto al mese di ottobre del 1965, il mese della visita del Presidente indiano appunto, (1958 E.C.) 73° anniversario della nascita di S.M.I.

Avviandoci alla fine di questo editoriale, nella speranza di non avervi tediato, vi invitiamo a raggiungerci nei nostri due soliti corner che ci attendono alla fine del percorso. Come sapete, sto parlando delle rubriche che i nostri fratelli Ras Gabriel e Ras Julio ci presentano mensilmente, con una felice aggiunta:
nella rubrica sui francobolli di epoca imperiale, il fratello Gabriel questo mese ci invia la serie intitolata “Anniversario delle Nozze d’Oro”; Ras Julio invece ci attende nel suo “Ital corner”, ricordandoci sempre che è bene che il nostro cibo sia la nostra medicina e la nostra medicina il nostro cibo, per parlarci di un altro dei tanti frutti che la creazione ci offre e delle sue proprietà, così da poterci far imbandire le nostre tavole con gusto senza rinunciare alla salute e alla vitalità che deve contraddistinguerci.

Infine, sempre il fratello Julio, con tutta la YOW, ci presenta il report delle attività che appunto l'associazione ha portato avanti e proposto al pubblico nei giorni 4/5/6 ottobre nella location della Rocca Paolina, a Perugia, nell'ambito del "Sottosuolo Festival", manifestazione di incontro e promozione delle realtà giovanili.

Chiudiamo ora questa presentazione, rivolgendo un pensiero e una preghiera a quei fratelli e a quelle sorelle, ai bambini e agli anziani che sono morti nella, anzi nelle tragedie al largo dell’isola di Lampedusa, l’ultima delle quali verificatasi proprio pochi giorni addietro; possa il Signore Misericordioso avere cura delle loro anime, possa portare conforto ai loro parenti e ai loro cari, e possa rendere con la Sua Opera e l’opera di tutti gli uomini di buona volontà, fratelli nello Spirito Vivificatore e Consolatore, questo mondo e questa terra un posto migliore, un Eden restaurato, un luogo di giustizia e pace, senza differenze di colore della pelle, credo, razza o nazionalità.

Ringraziando la Sua Divina Maestà, che sempre ci fa iniziare e concludere, nella speranza di aver prodotto un lavoro degno ai Suoi occhi e utile a tutto InI, vogliamo ringraziare sempre i fratelli e le sorelle che collaborano alla stesura e alla produzione di queste pagine, e ricordiamo a tutti coloro i quali fossero interessati a inviare feedabcks, a partecipare inviando contributi o a richiedere info, a rivolgersi all’indirizzo del Comitato P.R. publicrelations@ras-tafari.com

Lode e Gloria al Re di Tsyon, Re di Gloria, Signore degli Eserciti Qadamawi Haile Selassie.
Tanto amore a voi, in attesa di ritrovarci fisicamente per il 2 Novembre.

Viktor Tebebe




Sommario:

Sua Maestà Ras Tafari incoronato Re

Proclama di mobilitazione

Breve riflessione sulla guerra dell’Italia fascista contro l’Etiopia (1935 – 1941)

Discorso di augurio di S.M.I. Haile Selassie I al Presidente Rahdakrishnan

Discorso di S.M.I. Haile Selassie I per il conferimento di una laurea Honoris causa a Sarvepalli Rahdakrishnan

ALL MAN ACTS:
Brevi Cronache Sommarie del Regno


Anniversario delle Nozze d'Oro

Let food be your medicine...

Report: Sottosuolo festival
@Perugia, 4-6 ottobre 2013




Sua Maestà Ras Tafari incoronato Re



“Grandi festeggiamenti ebbero luogo quando Sua Maestà il Re Tafari Makonnen fu incoronato [ Re] il 7 Meskerem 1921 del Calendario Etiopico ( 7 Ottobre 1928 Calendario Gregoriano ).
La cerimonia di Incoronazione si svolse come segue.

Le strade e le case della città [ Addis Abeba ] furono decorate con bandiere e fiori. Ad est del Palazzo, dove si svolse la cerimonia di Incoronazione, fu eretta una grande tenda decorata finemente. E poiché luci artificiali furono piazzate lungo ogni strada, la notte sembrava come il giorno. Prima della celebrazione dell'Incoronazione, l'Onorevole Bejirond ( Tesoriere ) Zelleqe consegnò la corona all'Onorevole Itchege Gebre Menfes Qeddus, e l'Itchege la portò nella Chiesa di Mekane Selassie; lì il clero trascorse sette giorni consacrandola e pregando su di essa. Il settimo giorno, alle 05:00 di Domenica, l'Itchege si recò nella Chiesa insieme ad undici monaci istruiti, e fece portare la corona al sacerdote capo della Chiesa; mentre furono scortati dal Bejirond, trasportarono la corona e la posero su di un tavolo decorato di fronte al Trono Imperiale (“il Trono di Davide”) nel posto preparato per la cerimonia dell'Incoronazione. Una spada decorata con oro e diamanti fu posta vicino alla corona.
Dalle ore 5 alle 6 del mattino, arrivarono tutte le persone illustri d'Etiopia, vestite con abiti di gala. E i soldati,vestiti con uniformi da parata, erano allineati dove fu ordinato loro.
Alle 06:15, Sua Maestà la Regina arrivò e si sedette sul Trono imperiale ( “il Trono di Davide” ). E il Re [ Tafari ], vestito in abiti regali, si sedette su un Trono disposto sul lato destro del Trono Imperiale. Allo stesso tempo, gli ambasciatori stranieri arrivarono, vestiti con gli abiti del loro rango e sedettero in un luogo preparato per loro al lato destro del Trono del Re. In quel momento, l'Onorevole Fitawrari Wolde - Amanuel arrivò alla testa della parata delle guardie del corpo di Sua Maestà il Re; (Wolde Amanuel) ordinò loro di disporsi in linee dritte alla sinistra e alla destra del Re e della Regina. Subito dopo, i sacerdoti recitarono una preghiera di rendimento di grazie; fu letto il Vangelo e successivamente Sua Santità l'Itchege Gebre Menfes Qeddus sollevò la corona e la benedisse e la diede a Sua Maestà. Sua Maestà la Regina la prese e la mise sul capo di Sua Maestà il Re. Dopo avergli consegnato la corona e la spada, pronunciò il seguente discorso:

“O figlio mio !
Quando Dio mi scelse e mi pose sul trono di mio padre, Menelik II, scelse anche te come mio sostenitore e aiutante; e quindi, ecco, io ti ho dato una corona ( rendendoti Re) per onorarti. Che Dio possa aiutarti a diventare l'erede della corona Imperiale in futuro. E che Dio sia con te in tutto quello che compirai.”

Pronunciando queste parole, lo benedisse.

E il Re disse: “Amen, che ciò possa accadermi secondo le tue parole”, la ringraziò e si sedette sul suo Trono.

Dopo questo, la tenda [ dietro alla quale il rito dell'incoronazione ebbe luogo ] fu aperta, e tutti gli illustri Etiopi e gli ambasciatori stranieri che erano seduti di fronte videro che il Re indossava una corona regale.
In seguito, tutti i nobili si avvicinarono insieme e si misero in fila secondo i loro gradi, e Sua Eccellenza Dejazmach Welde Tsadiq, il Ministro degli Interni, pronunciò il seguente discorso:

“O Maestà nostra Regina!
Che Dio possa donarvi lunga vita per dare questa corona a vostro figlio, il Re Tafari Makonnen, per l'onore del vostro paese, l'Etiopia. Che possa unirvi nell'amore di Imperatrice e Re come [ha unito ] Abriha e Atsbeha. Che Dio possa concedere ad entrambi una lunga vita, e riguardo a voi, il Re, possa benedire la vostra corona. E che Egli possa farvi raggiungere il rango di Imperatore”.


Quando egli [ Welde - Tsadiq ] concluse il suo discorso, tutti i nobili esclamarono all'unisono:
“Che Dio possa compiere queste parole per te!”, e lo salutarono.

E in questo momento l'Itchege si avvicinò insieme ai monaci istruiti, e pronunciò il seguente discorso :

“O Re,
Che Dio benedica la vostra corona! Voi siete il capo di tutte le persone secondo l'autorità che vi è stata data, e che Dio vi aiuti a guidare il popolo Etiope in modo corretto, possa Egli concedervi la forza per sostenere e proteggere la vera fede Ortodossa tramandata dall'antichità, dai nostri antenati. Possa Egli aiutarvi a rafforzare tutto i riti e lo status della Chiesa Etiopica.”


Quando ebbe finito il suo discorso, i monaci eruditi pronunciarono all'unisono:
"Che Dio possa compiere queste parole per te ", e lo salutarono.

In seguito, Sua Beatitudine l'Itchege disse la seguente preghiera :

“ O Dio Onnipotente, Re dei Re e Signore dei Signori, Sovrano di tutto il mondo, Tu che siedi sul Tuo trono, Tu che vegli su coloro che vivono sulla terra: Ti imploriamo con il cuore: che Tu possa riempire l'Imperatrice Zewditu e il Re Tafari con lo Spirito Santo nella Tua misericordia; possano loro obbedire alla Tua volontà; che camminino nella Tua via;che Tu possa dare loro sempre abbondantemente i Tuoi doni celesti; tienili al sicuro, dona loro la forza per un lungo periodo di tempo in modo da poter sconfiggere i loro nemici; e dopo questa vita, possa Tu benedirli con la gioia eterna e la salvezza. Nel nome del Signore Gesù Cristo, Amen.”

Dopo questo - dopo che lui [ l'Itchege ] ebbe concluso la preghiera:
“La grazia del Padre e la grazia del Figlio e la grazia dello Spirito Santo siano con tutti noi” e concesse l'assoluzione e la benedizione - molti colpi di pistola furono sparati [ come saluto ].

In quel momento, Ligaba Wedaje e Tsehafe Tizaz Welde Meqel si recarono nella piazza pubblica [ cancello principale ] insieme ai notabili e pronunciarono le parole del proclama scritto sull'ascensione regale.
E dopo che tutto questo si concluse, Sua Maestà il Re – mentre indossava la sua corona ed era seduto in un ben carro decorato finemente- si recò alla Chiesa della Trinità per partecipare alla messa e per rendere grazie a Dio, per l'onore dell'Incoronazione. I nobili Etiopi e gli ambasciatori stranieri lo seguirono in auto, secondo ( secondo l'ordine del ) il loro rango. E come giunsero di fronte la Chiesa, la messa ebbe inizio. E fino alla fine della messa, Sua Maestà il Re si tolse la corona e la mise su un tavolo preparato per appoggiarvela sopra.
I funzionari delle ambasciate, con le loro mogli, arrivarono alla celebrazione dell'Incoronazione alle 9:00 e presero posto in un luogo preparato per loro nella Chiesa della Trinità.
Alle 09:30 il Re uscì dalla chiesa e si sedette su una sedia d'oro collocata sui gradini di fronte alla Chiesa.
In quel momento, i capi ed i monaci eruditi delle principali Chiese furono presentati al Re dal supervisore del clero, Melake Gennet Welde Hanna, si avvicinarono a turno e salutarono [ il Re ]. Subito dopo, i funzionari invitati da ogni ambasciata e le loro mogli si avvicinarono a loro volta e porsero il loro saluti. Successivamente, il viaggio verso la casa di Sua Maestà ebbe inizio. La procedura [ sequenza ] del corteo di auto fu la seguente:

1. Gli annunciatori [ dell'evento ] passarono per primi, suonando le trombe.
2. I capitani selezionati da ciascun ramo dell'esercito passarono a cavallo, con criniere di leone sulle loro teste.
3. I suonatori di tamburi cavalcarono dei muli, battendo i loro tamburi.
4. I suonatori di flauto e tromba passarono, suonando diversi stili.
5. I mitraglieri di cavalleria, sfilarono in una parata impressionante.
6. Subito dopo passarono i suonatori Cdella fanfara del Re.
7. Le guardie del corpo del Re ed i soldati di cavalleria vestiti di blu.
8. Gli studenti della scuola Tafari Makonnen passarono, suonando la Marcia di Tafari Makonnen.
9. I portatori di spade passarono con le spade sguainate a sinistra e a destra di una carrozza ed il loro aspetto era maestoso.
10. Sua Eccellenza Ligaba Wedaje, Aggafari Wolde Mariam e Qenyazmach Asrate Wolde Gabriel, mentre indossavano criniere di leone e trasportando le loro pistole, supervisionarono la parata.
11. Nella sezione posteriore della carrozza del Re, che era trainata da sei cavalli, Liqe Mekwas Mengesha Wibe e Liqe Mekqas Mekonnen Walte, indossando i vestiti del loro rango, scortarono il Re ai lati destro e sinistro.
12. Dopo questi, notabili Etiopi e diplomatici stranieri passarono in auto.
13. In una macchina: l'Ambasciatore plenipotenziario del Governo belga, Sua Eccellenza il Signor Gerard, e Sua Altezza Ras Kasa Hailu, il capo dei Ministri Etiopici (Primo Ministro ).
14. In una macchina: Sua Eccellenza il Signor de Reffye, l'Ambasciatore plenipotenziario del governo francese e Sua Eccellenza Dejazmach Mulugeta, il Ministro della guerra.
15. In una macchina: Sua Eccellenza il Signor Southard, l'Ambasciatore degli Stati Uniti d'America e Sua Eccellenza Dejazmach Welde - Tsadiq, il Ministro degli Interni.
16. In una macchina: Sua Eccellenza il signor Prüfer, l'Incaricato degli Affari del governo tedesco e Sua Eccellenza Blattengeta Hiruy [ Wolde - Sellasie ], il Direttore del Ministero degli Affari Esteri.
17. In una macchina:Sua Eccellenza il Signor Corrado Zoli, il Governatore dell'Eritrea, e Sua Eccellenza Kentiba ( Sindaco ) Nesbiu.
18. In una macchina: Sua Eccellenza il Signor Chapon Baissac, il Governatore di Gibuti, e Sua Eccellenza Tsehafe Tizaz Wolde Mesqel, il Ministro della Penna e dell'Agricoltura.
19. In una macchina: Sua Eccellenza il Signor [ Sir H.B. ] Kittermaster, il Governatore della Somalia britannica, e Sua Eccellenza Neggadras Makonnen [ Habte -Weld ], il Ministro del Commercio.
20. In una macchina: Sua Eccellenza il Signor Dunbar, l'Incaricato degli Affari del Governo Britannico, e Sua Eccellenza Bejirond ( Tesoriere del Governo ) Zelleqe, il Ministro delle Finanze
21. In una macchina: Sua Eccellenza il signor Porta, l'Incaricato degli Affari del Governo Italiano, e Sua Eccellenza Tsehafe Tizaz Afewerq, il Ministro delle Poste e Telefoni.
22. In una macchina: Sua Eccellenza il Signor Zervos, Console Generale del Governo Greco, e Sua Eccellenza Afe Negus Aregay, il Ministro della Giustizia.
23. In una macchina: Sua Eccellenza Afe Negus Ketema e Sua Eccellenza Dejazmach Yiggezu.
24. In una macchina: Sua Eccellenza il Signor Loeb, il Console Onorario del Governo Turco, e Sua Eccellenza Ato Fasika.
25. In una macchina: Sua Eccellenza Dejazmach Wendyirad, Sua Eccellenza Mettaferiya, e Sua Eccellenza Dejazmach Haile - Sellasie (Abbayneh).
26. In una macchina: Sua Eccellenza Abba Shawl, Sua Eccellenza Shum - Tembien [il Sovrano del Tembien ] Gebre Medhin, e Sua Eccellenza Dejazmach Hailu Kebbede.
27. E dietro le auto, i restanti notabili Etiopi seguirono a cavallo di muli, con le loro decorazioni.
28. E dietro i notabili molti soldati seguirono, ed al loro fianco gli interpreti dei diplomatici stranieri.
Alle 11 del mattino quando Sua Maestà il Re arrivò al suo palazzo e si sedette sul suo trono e tutti furono radunati, 51 colpi di pistola furono sparati come saluto. Dopo questo, i diplomatici si avvicinarono al trono e si congedarono. Ma i notabili Etiopi rimasero nel posto organizzato come luogo di riposo, e da mezzogiorno un banchetto sontuoso separato fu organizzato per i notabili ed il clero. E per il banchetto fu eretto un grande pergolato e molte grandi tende decorate internamente ed esternamente, e gli uscieri invitarono gli ospiti e li accompagnarono ai loro posti secondo il loro grado, e tutti i notabili dissero:
“Possa Dio concedervi lunga vita ( per il nostro bene, oppure : in risposta alla nostra preghiera )” a Sua Maestà il Re Tafari Makonnen e Sua Altezza Menen, e si congedarono. Il programma del banchetto fu il seguente :
Domenica ci fu un banchetto per i notabili e il clero.
Lunedì durante il giorno un sontuoso banchetto si svolse per gli ufficiali militari ed i soldati, e alle 6 del pomeriggio si tenne una magnifica cena per gli ambasciatori stranieri ed i ministri Etiopi.

Martedì ci fu un banchetto sontuoso per lo staff delle ambasciate estere, per illustri stranieri e mercanti esteri che vivevano ad Addis Abeba. Gli stranieri invitati a pranzo in questo giorno furono circa un migliaio di persone.

[Nessun banchetto durante Mercoledì, dati che è un giorno di digiuno ].

Durante giovedì 1° Tiqimt (11 ottobre ), 800 Arabi ed Indiani furono invitati a pranzo.
E tutti i governi Europei inviarono telegrammi di congratulazioni per le celebrazioni dell'Incoronazione di Sua Maestà il Re. Dal 27 Meskerem (7 ottobre ) al 1° Tiqimt ( 11 Ottobre), circa 604 telegrammi pervennero al Re dall'Europa e dall'Egitto.

Aleqa Beshah compose la seguente poesia sulle celebrazioni dell'Incoronazione:

“Tafari è un forte pilastro della religione.
Oggi il popolo ti ha posto nella strada per la corona del governo.
L'umiltà e l'amore riflettono molta saggezza.
La tua forza di leone non può essere nascosta.
Ed è dipinta in te,
la somiglianza temibile di un leone e la meravigliosa parvenza dei cherubini,
e dormirai (sarai misericordioso),
e quando sei sveglio è come se fossi addormentato (perdonassi gli errori) durante il tempo della vendetta,
e quando l'amore si asciugherà, lo renderai ancora una volta verde di anno in anno.
Ma non dimenticare di giudicare con compassione e di misericordia,
quando passi apertamente da una potenza (posizione di governo) ad un'altra.”

Tratto da: Gebre Egziabher Elyas “Prowess, Piety and Politics. The Chronicle of Abeto Iyasus and Empress Zewditu of Ethiopia 1908-1930

Sis Tseghe Selassie

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Proclama di mobilitazione


Il proclama di mobilitazione, del 3 ottobre 1935, letto dal Gran Ciambellano, recitava come segue:

Il conflitto tra l’Italia e il nostro Paese, che ormai dura da più di un anno, è iniziato a Wal-Wal il 5 dicembre 1934.
I Nostri soldati, che hanno prestato servizio come scorta su mandato internazionale, sono stati attaccati sul nostro territorio dalle truppe italiane; l’Italia, in seguito all’attacco, ha richiesto risarcimento e scuse, che sono stati rifiutati.
Quando, dopo molta resistenza da parte italiana, siamo stati in grado, grazie alla nostra perseveranza e agli sforzi del Consiglio della Società delle Nazioni, di portare questo dissidio dinanzi ai giudici, essi ci hanno unanimemente riconosciuti innocenti della colpa che l’Italia ci imputava.
Ma l’Italia, che per un lungo periodo ha mostrato un palese desiderio di conquistare il nostro Paese, ora si prepara ad attaccarci.
Rinunciando alla firma messa sull’Alleanza della Società delle Nazioni, in violazione delle promesse di pace solennemente fatteci nel Trattato Italo-Etiopico del 1928, e riducendo a un nulla tutti gli impegni internazionali, in particolare il patto di rinunciare alla guerra, l’Italia si prepara per la seconda volta a violare il nostro territorio.
L’ora è grave. Alzatevi, tutti voi! Impugnate le armi e precipitatevi a difendere la vostra Nazione. Radunatevi con i vostri capi, obbedite loro con un unico scopo, e respingete l’invasore!
Possano coloro, che non sono in grado di partecipare attivamente a questa disputa sacra, a causa di malattia o infermità, aiutarci con le loro preghiere. L’opinione pubblica mondiale si è rivoltata a causa di quest’aggressione contro di noi. Dio sia con tutti noi.
Avanti, tutti insieme, per il vostro Imperatore e per la vostra Nazione!

3 Ottobre 1935

Selected Speeches of H.I.M. Haile Selassie I, pagg. 303-304

Bro Viktor

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Breve riflessione sulla guerra dell’Italia fascista contro l’Etiopia (1935 – 1941)


Allora avvenne una guerra nel cielo. Michele e i suoi angeli combatterono contro il dragone. Il dragone e i suoi angeli ingaggiarono battaglia, ma non poterono prevalere e nel cielo non vi fu più posto per loro. E il gran dragone fu precipitato, l’antico serpente che si chiama diavolo e satana, il seduttore del mondo intero, fu precipitato sulla terra e i suoi angeli furono precipitati con lui. E udii una grande voce dal cielo che diceva: “Ecco venuta finalmente la salvezza, la potenza, il Regno del nostro Dio e la sovranità del Suo Cristo, perché e stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio. Ora essi lo hanno vinto in virtù del sangue dell’agnello e con la parola della loro testimonianza ed hanno disprezzato la loro vita fino al punto di accettare la morte, piuttosto che rinnegare la fede in Iyasus Krestos. Per questo rallegratevi, o cieli, e voi che in essi abitate. Ma guai alla terra e al mare, perché il diavolo è sceso a voi con ira grande, sapendo di aver più poco tempo”

Rivelazione di San Giovanni 12, 7-12



Il 3 ottobre 1935 le forze sataniche dell’Italia fascista iniziarono l’aggressione della terra santa d’Etiopia, la nuova Gerusalemme che procede dal Trono di Dio, con l’illusoria intenzione di uccidere il nostro Salvatore, Sua Maestà Imperiale Qadamawi Hayle Selassie, e di sterminare quel popolo che Egli si era scelto per rivelarsi e per dare inizio al Suo Governo sull’intero universo.

Nella convinzione che con tali atti diabolici e con la distruzione del Luogo santo e del suo Sovrano sarebbe riuscito a trascinare con lui nella condanna imminente tutti i regni della terra, ed anche per vendicarsi della sua scacciata dai cieli, satana scatenò tutta la sua rabbia distruttiva a partire dal Monte Zion, la dimora terrena dell’Altissimo e il Luogo puro che era stato preservato per volontà divina, proprio per l’accoglimento del Regno Millenario e come atto definitivo della divina misericordia per la salvezza dell’intero genere umano.

Quando poi il maligno si rese conto di non avere alcun potere di infierire sul Messia e il Salvatore, si rivolse con ancor maggiore veemenza contro il Suo popolo, scatenandosi con violenze ed atrocità inaudite.

Il martirio a cui furono sottoposti i nostri padri e le nostre madri, i nostri fratelli e le nostre sorelle d’Etiopia raggiunse il numero di circa un milione di vittime, comprendendo sia i combattenti che i civili, ed includendo anziani, donne e bambini.

Tra i numerosissimi massacri compiuti dai fascisti e dai soldati italiani ricordiamo ad esempio: l’uccisione per fucilazione, nella piazza di Addis Abeba nei pressi del quartiere del mercato, di Sua Santità il vescovo Abune Petros, che era stato tra le prime autorità fra i nativi etiopi che Sua Maesta Imperiale Hayle Selassie I aveva scelto per governare la Sua Chiesa Ortodossa Etiopica e che non provenisse da Alessandria d’Egitto, il santo vescovo aveva avuto la sola colpa di non volersi sottomettere agli italiani; la strage di trentamila cittadini innocenti dell’assediata Addis Abeba, avvenuta tra il 19 ed il 21 febbraio 1937, che fu perpetrata per vendetta e rappresaglia in seguito all’attentato al viceré fascista R. Graziani e ad altri criminali italiani compiuto dai patrioti etiopi, molti abitanti della capitale furono addirittura arsi vivi nelle loro abitazioni in cui avevano cercato rifugio; i milleduecento monaci e chierici di Debre Libanos, senza colpa alcuna, che furono massacrati nei pressi di quel luogo santo, per intimorire tutte le autorità religiose d’Etiopia; il genero di Sua Maestà, il fedele Ras Desta Demteu, che si era arreso e che fu immediatamente fucilato, sebbene gli era stato promesso di risparmiargli la vita per quel suo gesto di resa – lo stesso trattamento fu riservato a molti altri Ras, ufficiali e semplici soldati del nostro Re dei Re; ed infine, quei numerosissimi Etiopi colpiti senza scampo dall’uso abbondante dei gas venefici, a cui fecero spesso ricorso le truppe italiane per ordine dei loro generali, e le tante altre vittime innocenti di cui sarebbe troppo lungo farne elenco.

In quei tragici anni tra gli accadimenti che più facevano infuriare le forze del male dell’Italia fascista, vi era la profezia pronunciata da diversi veggenti, la cui diffusione era pagata con la condanna a morte, che in qualche modo dava conforto e speranza alle sofferenze della popolazione etiopica, della fine dell’occupazione italiana e della sconfitta di quelle armate diaboliche entro cinque anni. Come ben sappiamo il compimento di questa profezia si verificò con una puntualità straordinaria, poiché a seguito dell’occupazione della capitale etiopica avvenuta il 5 maggio del ’36 e con l’illusorio annuncio del Sig. Benito Mussolini al popolo italiano che l’Italia aveva ottenuto il suo impero, esattamente il 5maggio del’41 Sua Maestà l’Imperatore nostro Hayle Selassie I rientrava in Addis Abeba alla testa delle truppe di liberazione tra l’esultanza della folla di Etiopi in delirio per la gioia e la commozione.

Il nostro amato Sovrano e Signore pronunciò in quell’occasione un discorso in cui, fra l’altro, faceva appello a tutte le genti e ai soldati del Regno di non vendicarsi delle atrocità compiute dagli italiani, di essere tolleranti e di perdonare secondo lo spirito cristiano coloro che si erano arresi e che erano ormai sconfitti.

“… Poiché oggi è un giorno di felicità per tutti noi, dal momento che abbiamo battuto il nemico, rallegriamoci nello spirito di Krestos. Non ripagate dunque il male. Non vi macchiate di atti di crudeltà, così come ha fatto fino all’ultimo istante il nostro avversario. State attenti a non macchiare il buon nome dell’Etiopia. Prenderemo le armi al nemico e lo lasceremo tornare a casa per la stessa via dalla quale è venuto”.

Fu da quel momento che iniziò il declino dell’Italia fascista e dei suoi alleati in tutto il mondo, poiché satana fu incatenato ed il maligno non fu più in grado di infierire sul genere umano. Fu da allora che tutti i popoli aggrediti ed oppressi cominciarono ad ottenere la misericordia divina e la loro liberazione dal male.

Vorrei ricordare, in conclusione di queste nostre modeste riflessioni, lo spirito ed il sacrificio di molti combattenti etiopi, i quali ispirati proprio dallo Spirito Divino votarono loro stessi al Dio vivente al Signore degli eserciti, accettando con fiducia il martirio e reputando utile di offrire la propria vita per il loro Re e la loro Terra Santa senza indugiare e confidando pienamente nella Divina Provvidenza e nel Regno dei Cieli. Mi riferisco a molti fra i Patrioti, gli Arbegnuoc (Combattenti della libertà) che fecero voto nel modo biblico del Nazireato e come Nazirei del Signore del nuovo secolo, promettendo di non tagliare più le loro chiome fino al giorno in cui il loro Signore non sarebbe ritornato sul proprio Trono e la loro Terra Santa, la Nuova Zion, non sarebbe di nuovo ritornata libera e ripulita dall’impurità dell’assedio di satana.

Essi non si facevano scrupolo, ostentando le loro chiome fluenti, di essere chiaramente individuati, se catturati dalle forze nemiche, rivelandosi con evidenza anche nell’aspetto soldati di Krestos senza macchia e senza paura. Essi andavano volontariamente con coraggio ed in piena coscienza ad immolarsi davanti a Dio e alle nazioni come sacrificio vivente per la causa della Verità e della Giustizia.

Che questi nostri padri possano sempre ispirarci e coloro fra questi che sono divenuti martiri in quell’epoca, ma che vivono al cospetto del nostro Creatore e Signore Qadamawi Hayle Selassie, preghino per tutti noi, per tutti i giusti, le creature innocenti di questo secolo ed i peccatori; e che le loro preghiere intercedano per la salvezza di tutto il genere umano.

Che il loro sacrificio ci riconcili con l’Altissimo Dio Onnipotente e Misericordioso e che il loro esempio ci rafforzi e ci aiuti a divenire membri di una nuova razza in Krestos Hayle Selassie. Amen, così sia.

A Sua Maestà nostro Ispiratore e Salvatore del mondo, che ci ha fatto con grazia cominciare e terminare, offriamo il nostro rendimento di grazie e la lode sincera.

Sempre vostro,

Ghebre Sellassie

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Discorso di augurio di S.M.I. Haile Selassie I al Presidente Rahdakrishnan


Sig. Presidente, è con grande piacere sia Nostro personale che dell’intera nazione etiope averla qui con Noi questa sera; Noi, e tutti gli etiopi con noi, ci siamo riuniti per darle il benvenuto nel nostro Paese e per comunicare al popolo indiano, attraverso di lei, la rinnovata garanzia del rispetto e dell’amicizia che ci unisce.

La comunanza di interessi che circonda e permea le relazioni tra Etiopia e India è ben fondata e ha solide basi: gli scambi tra le nostre nazioni fioriscono, le abilità e il capitale indiano stanno partecipando allo sviluppo dell’industria etiopica. Mercanti indiani sono stati attivi nel commercio estero e locale dell’Etiopia; insegnanti indiani stanno prendendo parte al vasto programma educativo che è stato una pietra miliare della nostra politica per accelerare lo sviluppo della nazione; ufficiali indiani sono assunti nella nostra Accademia Militare ad Harar, e altri sono assegnati alle unità militari altrove in tutta l’Etiopia.

Gli indiani, a qualsiasi livello, sono attivi nella filantropia locale e nella vita comunitaria; tutte le Nostre relazioni con il popolo indiano non sono nuove, ma di lunga data.

img Naturalmente è una soddisfazione per Noi l’aver finora raggiunto effettiva cooperazione tra i nostri popoli; ma a dispetto di tutto ciò che è stato realizzato, c’è molto altro che può essere fatto.

C’è un ampio margine per la vasta espansione di un commercio bilanciato e reciprocamente vantaggioso tra noi, dal momento che le nostre economie continuano a svilupparsi. E’ Nostro profondo desiderio che vengano quanto prima stabiliti collegamenti aerei diretti tra Etiopia e India, così come con le altre nazioni dell’Estremo Oriente; programmi di assistenza tecnica reciproca possono portarci persino ad essere più vicini, poiché verrebbero esplorate nuove aree di attività congiunta.

Questi e altri passi possono servire solo ad accrescere ed arricchire una partnership già gratificante, e Noi guardiamo avanti alla loro realizzazione nei mesi e negli anni a venire.

Abbiamo spesso affermato, poiché è Nostra fede e convinzione profondissima e tenace, la necessità di una pace durevole se i milioni di cittadini, che proprio ora stanno emergendo nella nuova era del progresso e dell’illuminazione, preparata e preannunciata dalle loro battaglie, potranno raccogliere il frutto del loro lavoro.

In questo momento cruciale, quando la scintilla di ogni conflitto locale può essere portata dal vento a scatenare un olocausto mondiale capace di distruggere le vite e le speranze di milioni e milioni di uomini e donne innocenti, gli sforzi di ognuno di noi dovrebbero essere raddoppiati per salvaguardarsi da una catastrofe simile.

Noi ci siamo, naturalmente, rattristati nelle recenti settimane poiché due nazioni sorelle, nazioni i cui popoli dovrebbero combattere insieme per superare le difficoltà che li circondano, sono state serrate in un conflitto sanguinoso e mortale.

Lei sa, Sig. Presidente, che gli Etiopi e gli Indiani sono dediti agli stessi ideali e sono uniti per impegnarsi negli stessi obiettivi; abbiamo sofferto insieme e proclamato in unità la nostra comune lealtà ai principi di Bandung, principi custoditi e conservati nello Statuto delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione dell’Unità Africana.

E’ dunque giunta come fonte di grande conforto e di speranza per Noi la notizia che l’India ha ascoltato con attenzione gli appelli che le Nazioni Unite e i leader mondiali, tra i quali anche Noi stessi, hanno fatto affinché venisse restaurata la pace.

Siamo appagati dal fatto che si sia reso effettivo un “cessate il fuoco” sui campi di battaglia che sono teatro delle ostilità fra India e Pakistan, ed è Nostra speranza che questo “cessate il fuoco” sia duraturo e definitivo. Siamo fiduciosi che, nello stesso spirito con il quale la lotta e lo spargimento di sangue sono stati interrotti, si possa trovare una soluzione accettabile e onorabile ai problemi che l’India e il suo vicino fronteggiano.

Durante i pochi giorni che trascorrerà con noi, Sig. Presidente, confidiamo che lei arriverà ad apprezzare le speciali qualità della Nostra terra e del suo popolo. I legami che ci uniscono sono già stretti, ciò nonostante rimane importante che entrambi noi conosciamo direttamente qualcosa dei problemi e delle esperienze che condividiamo; in tal senso, dovremo rafforzare e solidificare l’unità di interessi che è essenziale per la creazione di una base sempre più ampia per una nostra azione congiunta.

L’Etiopia e l’India hanno tanto da realizzare insieme, e Noi siamo fiduciosi che la sua visita aprirà nuove strade tali da permetterci di avanzare in armonia. Non dobbiamo lasciar fuggire quest’occasione senza ricordare quei giorni in cui abbiamo visitato la grande Repubblica Indiana; del tumultuoso benvenuto che Ci ha accolto lì, e la prodiga ed eccezionale generosità con la quale la Nostra iniziale accoglienza è stata, ora dopo ora, sostenuta e integrata. Speriamo che questi pochi giorni che lei sta condividendo con noi, Sig. Presidente, sebbene possano non essere meravigliosi come lo fu l’accoglienza che abbiamo ricevuto quando abbiamo visitato l’India, serviranno in piccola misura a ricambiare ciò che Noi sperimentammo allora.

Possiamo ora proporvi questo brindisi al progresso e alla crescita della calorosa amicizia che esiste tra i popoli Indiano e Etiope; all’universale accettazione e arricchimento dei principi di ragione e coscienza che conferiscono a Sua Eccellenza la laurea di Dottore in Lettere, alla lunga vita e alla buona salute del Nostro onorato ospite, il Presidente Sarvapalli Radhakrishnan.

12 Ottobre 1965

Selected Speeches of H.I.M. Haile Selassie I, pagg. 129/131

Bro Viktor

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Discorso di S.M.I. Haile Selassie I per il conferimento di una laurea Honoris causa a Sarvepalli Rahdakrishnan


Signor Presidente, In occasione della visita di Vostra Eccellenza al Nostro Paese, Ci dona uno speciale piacere ricevervi presso questa istituzione, essa stessa dedicata alla ricerca della conoscenza e della verità. E' altrettanto opportuno che Vostra Eccellenza sia il fulcro di questa ricorrenza giacché Vostra Eccellenza si è dedicato a tale causa sin dalla vostra infanzia. La Vostra considerevole conquista dell'augusto rango di Professore, alla giovanissima età di 28 anni, il vostro consistente impegno nel perseguire la conoscenza ed i numerosi libri che sono sgorgati dalla vostra penna, di questo rendono testimonianza.

Oggi, più che mai prima d'ora, l'uomo si rende conto del legame di unità che esiste all'interno della specie; si sta impegnando ad impiegare la conoscenza e la saggezza accumulate attraverso le epoche. Sta applicando la moderna scienza e la tecnologia; sta raccogliendo i benefici, tuttavia limitati, dell'unità politica ed economica; ed in questo ambito, sta trascendendo le antiche barriere che hanno così a lungo diviso la razza umana e si sta impegnando a riflettere sul benessere non soltanto proprio e del suo prossimo vicino, ma anche di quello dell'intera razza umana. Questo impegno è in armonia con lo spirito dei mistici delle epoche passate "…nelle tradizioni mistiche delle differenti religioni, esiste una notevole unità di spirito. Qualunque religione essi possano professare, sono parenti nello spirito. Mentre le differenti religioni, nelle loro forme storiche, ci vincolano a gruppi definiti e militano contro lo sviluppo della lealtà nei confronti della comunità mondiale, i mistici hanno sempre lottato per la fratellanza dell'umanità," questo è quanto Vostra Eccellenza ci ha insegnato. E nello sforzo di portare avanti quest'insegnamento di ricerca della verità -di promuovere questi legami comuni alla razza umana- Vostra Eccellenza ha dedicato la sua intera esistenza. Per liberare la razza umana dalla superstizione e dalla paura che traggono origine dall'ignoranza; per consentirgli di trascendere gli ostacoli apparenti di razza e religione; e per aiutarlo a riconoscere i legami di sangue dell'intera razza umana, Vostra Eccellenza ha lavorato. A questa generazione, così tormentata tra la conoscenza moderna e la fede antica, i vostri scrupolosi studi hanno indicato la strada attraverso cui l'uomo possa salvarsi dalla superstizione tradizionale e dal moderno scetticismo.

Se il pensiero di Platone e di Socrate, le credenze della Cristianità e del Giudaismo non fossero stati armonizzati con la filosofia Hindu; se lo Yoga e le sue varie fasi non fossero stati esposti al pensiero Occidentale; se la religione e la filosofia Occidentali non fossero state esposte alla filosofia ed alla religione Orientali, mediante il persistente impegno di Vostra Eccellenza, quanto più povero sarebbe stato il pensiero umano!
Nella storia della razza umana, quei periodi che si sarebbero in seguito rivelati come eccelsi sono stati i periodi in cui gli uomini e le donne superarono le differenze che li dividevano e riconobbero nella loro appartenenza alla razza umana un legame comune. Il costante impegno di Vostra Eccellenza nel mettere alla prova questa generazione a superare le proprie differenze, a riconoscere il legame comune e a lavorare per un obiettivo comune, ha senza dubbio reso quest'epoca carica di splendore. E', di conseguenza, in riconoscenza di queste opere che Noi, con piacere senza eguali, conferiamo a Vostra Eccellenza la laurea di Dottore in Lettere, honoris causa.

13 Ottobre 1965

Sis Tseghe Selassie

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ALL MAN ACTS:
Brevi Cronache Sommarie del Regno



Sebbene non siano sufficienti migliaia di migliaia di libri per documentare tutte le opere che il nostro amato Sovrano ha compiuto nel corso degli anni dedicati al Suo santo Regno e al bene dell’intera umanità, ci accingiamo con questa rubrica a narrare alcuni di questi atti di vita quotidiana da Lui compiuti. Con l’augurio che la conoscenza di questi sia ulteriore e continua fonte di ispirazione e di meditazione per ogni giornata vissuta nel Suo Nome e nel rendimento di grazie da tutti, fratelli, sorelle e persone di buona volontà, secondo le capacità di ognuno e nonostante la nostra pochezza.

Ottobre 1965, anno 1958 del calendario etiopico e 73° dalla nascita di S. M. I. Hayle Selassie I

2 ottobre – S. M. l’Imperatore accompagnato da S. A. I. il Principe Ereditario Merid Asmac Asfa Uossen e da altri membri della famiglia imperiale si reca a visitare la fabbrica di acque minerali di Ambò. Nel pomeriggio visita i vigneti e i frutteti del Ministero dell’Agricoltura e l’azienda di S. E. il Ras Andargacciou Messai, vicino a Guder.

3 ottobre – Sempre accompagnato da S. A. I. il Principe Ereditario e da altri membri della famiglia imperiale, S. M. l’Imperatore si porta a visitare l’ospedale di Hagare Hiuot, la scuola tecnica, il campo del V battaglione dell’Esercito territoriale nazionale, l’azienda di S. E. il Ras Mesfin Silesci e un ponte in costruzione fra i centri di Debisa e Guder.

4 ottobre – Rientrato nella capitale il Sovrano riceve in udienza al Vecchio Ghebì 17 giovani dipendenti del Ministero dei Lavori Pubblici e Comunicazioni in procinto di partire per Mosca per ricevere un addestramento tecnico avanzato che li metterà in grado di assumere posti di responsabilità alla costruenda raffineria di Assab.

5 ottobre – Ad Addis Abeba S. M. l’Imperatore visita la sede dell’Ethiopian Grain Corporation ed esprime soddisfazione per l’attività che viene svolta dalla Corporazione, la quale dispone di 20 grandi silos per una capienza di 100.000 quintali di grano. Nel pomeriggio il Sovrano visita la nuova lavanderia installata all’ospedale Haile Selassie I, che soddisfa le necessità di diversi ospedali della capitale ed appartiene alla Fondazione Haile Selassie I.

6 ottobre – S. M. l’Imperatore inaugura e consegna a S. E. Diallo Telli il quartier generale permanente dell’OUA nella capitale, che Egli stesso ha donato all’Organizzazione e definito “Casa dell’Unità Africana. Il segretario generale dell’OUA, nel suo discorso di circostanza, ricorda la fondazione dell’OUA sotto l’illuminata guida di S. M. l’Imperatore e l’attività svolta dall’Organizzazione a favore dell’unità africana e conclude invitando il Sovrano a scoprire la lapide commemorativa “allo scopo di conferire a questa cerimonia tutto il lustro e tutto il significato politico e morale possibili”. Rispondendo, S. M. l’Imperatore rileva che l’OUA ha consentito per la prima volta di tradurre in realtà gli obiettivi e le aspirazioni dei popoli africani ed ha già dimostrato di non essere un semplice simbolo, ma bensì un organismo pratico ed efficace. La cerimonia si conclude con lo scoprimento da parte del Sovrano della lapide sulla quale è riportato in diverse lingue il preambolo della Carta dell’OUA, e con una dettagliata visita all’edificio.

Nella stessa giornata il Sovrano riceve in udienza al Vecchio Ghebì S.E. il Brig. Gen. Saudi, ambasciatore dell’Indonesia in Etiopia, e successivamente l’autore britannico Beuerly Nickols.

Uno specialista in oftalmica britannico, il dr. Patrick Trevor Roper, giunge in Addis Abeba con una squadra di assistenti per eseguire interventi sulla cornea di trenta pazienti etiopici, dietro invito della Fondazione Haile Selassie I.

8 ottobre – Al Palazzo del Giubileo S. M. l’Imperatore riceve le credenziali di S. E. Dimitar Bajalica nuovo ambasciatore della Jugoslavia.

Il nuovo ambasciatore dell’Unione Sovietica in Addis Abeba, S. E. Leonid Teplov al Palazzo del Giubileo presenta lesue credenziali a S. M. I.

Al Vecchio Ghebì il Sovrano riceve in udienza S. E. Diallo Telli, segretario generaledell’ e OUA, poi S. E. John Russel, ambasciatore della Gran Bretagna in Etiopia, e infine i signori B. K .Biria e S. N. Nada, industriali indiani operanti in Etiopia.

S. M. l’Imperatore riceve le credenziali del nuovo ambasciatore dell’Ungheria in Etiopia, S.E. Janos Papaki. La cerimonia si svolge al Palazzo del Giubileo.

10 ottobre – Accolto da grandiose manifestazioni di giubilo della popolazione, inizia la sua visita di stato all’Etiopia S. E. il dr. Sarvepalli Radhakrishnan, presidente dell’India, che viene ricevuto all’aeroporto internazionale di Bole, con gli onori dovuti al suo grado, da S. M. l’Imperatore Haile Selassie I, da S. A. I. il Principe ereditario Merid Asmac Asfa Uossen, da membri della Famiglia Imperiale, ministri della Corona e da altre alte personalità. Dall’aeroporto S. E. il presidente indiano e S. M. l’Imperatore raggiungono insieme il Palazzo del Giubileo, dal quale il presidente ospite riparte poco dopo per raggiungere il Palazzo di città, dove gli viene conferita la cittadinanza onoraria di Addis Abeba. Successivamente l’illustre visitatore depone una corona di fiori ai piedi del Monumento della Liberazione e quindi fa ritorno al Palazzo del Giubileo, dove riceve l’omaggio del Corpo diplomatico. In serata, a Palazzo, S. M. l’Imperatore offre in onore del presidente indiano un banchetto di stato nel corso del quale avviene uno scambio di brindisi in cui i due statisti inneggiano alla fraterna amicizia fra l’Etiopia e l’India.

Rientrato in Asmara dopo oltre due mesi di assenza, S. E. il Degiasmac Tesfajohannes Berhe, vice governatore generale dell’Eritrea, dichiara alla stampa locale di aver potuto constatare personalmente che negli Stati Uniti il Sovrano d’Etiopia e molto popolare ed ammirato.

11 ottobre – S. E. il presidente Radhakrishnan e S. M. l’Imperatore partono in aereo per Dire Daua e da qui proseguono in macchina per Harar, dove presenziano alla cerimonia di chiusura dei corsi all’Accademia militare Haile Selassie I. Il Sovrano distribuisce i diplomi e i premi ai migliori allievi del sesto corso e li esorta a servire sempre la patria con onore. S. E. il presidente indiano, nella stessa circostanza, sottolinea che l’Accademia è una tangibile testimonianza dei rapporti di amichevole collaborazione esistenti fra l’Etiopia e l’India e annuncia l’offerta di due borse di studio annuali indiane per allievi dell’Accademia etiopica. Terminata la cerimonia, i due capi di Stato fanno ritorno a Dire Daua, dove S. E. il dr. Radhakrishnan riceve gli esponenti della locale comunità indiana.

12 ottobre – S. E. il presidente indiano e S. M. l’Imperatore ritornano in aereo nella capitale e raggiungono il Palazzo del Giubileo, dove hanno un franco scambio di vedute sulle relazioni esistenti fra i due paesi e sui maggiori problemi mondiali di comune interesse. Più tardi il presidente dell’India è ospite a pranzo di S. A. I. il Principe Ereditario Merid Asmac Asfa Uossen e di S. A. I. la Principessa Medferiasc Uorch Abbebe nella loro residenza. Nel primo pomeriggio all’Università Haile Selassie I, S. M. l’Imperatore conferisce a S. E. il dr. Radhakrishnan la laurea honoris causa in lettere. Successivamente, al Palazzo Africa, l’ospite indiano assiste alla solenne cerimonia nel corso della quale S. M. l’Imperatore consegna i Premi nazionali e internazionali Haile Selassie I ai rispettivi vincitori, che più tardi sono ospiti ad un ricevimento offerto dal Sovrano in loro onore al Palazzo del Giubileo. In serata al Ghion Hotel S. E. il presidente offre in onore di S. M. l’Imperatore un banchetto di Stato nel corso del quale vengono rinnovate le reciproche espressioni di amicizia.

Durante la giornata era cominciata nella capitale una conferenza panafricana degli esponenti della Chiesa luterana.

13 ottobre – In mattinata S. E. il presidente dell’India visita l’industria tessile indo-etiopica di Akaki, la scuola artigianale Imperatrice Menen e il dipartimento delle risorse idriche. Nel pomeriggio si conclude la sua visita all’Etiopia ed egli parte dall’aeroporto internazionale di Bole, salutato da S. M. l’Imperatore e da altre alte autorità. Nel comunicato congiunto emesso alla fine dei colloqui fra i due capi di Stato sono sottolineate le ottime relazioni esistenti fra l’Etiopia e l’India in ogni campo e l’identità di vedute dei due statisti sui maggiori problemi mondiali.

Il Sovrano, parlando alla conferenza delle Chiese luterane africane, rinnova il suo caldo appello per la pace mondiale.

19 ottobre – L’ambasciatore sovietico in Etiopia, S. E. Leonid Teplov, ricevuto al Palazzo del Giubileo, consegna al Sovrano un messaggio del suo governo. Successivamente S. M. l’Imperatore riceve in visita di commiato S. E. l’ambasciatore del Messico in Etiopia Victor Alfonso Maldonado. Nel pomeriggio il Sovrano offre un ricevimento in onore dei partecipanti alla conferenza luterana panafricana.

20 ottobre – S. M. l’Imperatore parte per partecipare al terzo vertice dell’OUA in programma ad Accra. Con il Sovrano viaggia pure il presidente Julius Nyerere della Tanzania, il quale nel suo viaggio verso Accra, ha sostato brevemente in Addis Abeba.

Il Ministero degli Esteri annuncia la decisione del governo etiopico di allacciare relazioni diplomatiche con il Camerun.

21 ottobre – Ad Accra S. M. l’Imperatore ha colloqui con i presidenti Gamal Abdel Nasser della RAU, Joseph Kasavubu del Congo e William Tubman della Liberia.

Da Addis Abeba, al termine della conferenza luterana, i delegati inviano al Governo della Rhodesia un telegramma nel quale chiedono giustizia per gli africani di quel territorio.

22 ottobre – S. M. l’Imperatore incontra ad Accra, dove frattanto proseguono le sedute a porte chiuse sul problema rhodesiano, Sir Abubaker Tafawa Balewa, primo ministro della federazione nigeriana, e il presidente del Ghana Kwame Nkrumah , con i quali discute i vari aspetti della questione rhodesiana.

In Addis Abeba S. S. Theophilos inaugura il Sinodo della Chiesa ortodossa etiopica.

24 ottobre – Parlando alla conferenza al vertice dell’OUA ad Accra, S. M. l’Imperatore sottolinea il desiderio di unità dei popoli africani e propone l’istituzione di un comitato incaricato di studiare i vari aspetti della desiderata unificazione del continente.

25 ottobre – Terminata la conferenza al vertice di Accra, S. M. l’Imperatore, salutato dal presidente Kwame Nkrumah, parte dal Ghana per andare a soggiornare privatamente per alcuni giorni in Svizzera.



Bro Ghebre Sellassie

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Anniversario delle Nozze d'Oro


La serie di 3 francobolli intitolata “Anniversario delle Nozze d'Oro” (Golden Wedding Anniversary) rappresenta uno tra gli esemplari più unici e originali all'interno della collezione dell'epoca Imperiale.
Pubblicato il 27 Luglio 1961 in occasione del 50 anniversario delle Nozze Imperiali vede come grafico (a differenza di molti altri francobolli) l'artista etiope Sereke Yemane Berhan in una rappresentazione simbolica unica ed una forma triangolare introdotta per la prima volta in Etiopia.

L'edizione si presenta in 3 francobolli da 10 cents, 50 cents e 1 dollaro rispettivamente in colore verde, blu e rosso.




Degno di nota il simbolo della colomba nella parte alta centrale che intreccia le ali all'interno della congiunzione degli anelli nuziali.

Per un maggiore approfondimento sulle Nozze Imperiali suggerisco di consultare il numero della newsletter di Luglio 2012 in cui il nostro presidente Gebre Desta Selassie scrisse a riguardo portando questa serie di francobolli alla nostra attenzione.

Bro' Gabriel


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Let food be your medicine...


POK CHOY

img Anche questo mese ci troviamo a parlare di ortaggi e frutti di stagione, concentrandoci su un prodotto non ancora esattamente diffuso in Italia ma sicuramente molto comune in molte aree del mondo: il Pok Choy ( o Bok Choy, Brassica rapa Chinensis).

Appartiene alla famiglia dei cavoli ma non sviluppa la testa, presenta foglie molto verdi con costa particolarmente croccante che ricordano quelle di una bietola molto fresca ma più carnose.

Alimento base di numerose pietanze tradizionali di Cina, Vietnam, Filippine ma anche Caraibi (presente in moltissime Ital soup o rice and veg) è da qualche tempo reperibile anche qui, difficilmente come prodotto pronto al consumo, viene infatti prodotto in Italia ma non commercializzato nelle grandi catene di supermercati, è possibile comprarlo in qualche negozio di prodotti tipici asiatici.

img E’ forse più semplice trovarlo al vivaio come piantina destinata all’orto, è sempre più diffusa infatti la crescita anche sul suolo locale grazie anche alla facilità e rapidità con cui cresce il Pok Choy.

È un alimento ottimo e pieno di proprietà senza tralasciare un sapore dolce sia da cotto che da crudo, si consuma infatti come insalata per gustarne le coste croccanti o cotto in zuppe o sformati, tortini.

Sono però i suoi valori nutritivi che ci sorprendono, partendo dalla basissima quantità di calorie e carboidrati, soltanto 13 per 100g, non aggiunge quindi nessun apporto di grasso al nostro cibo anzi ne facilità la riduzione e lo smaltimento.

Se consumato fresco è un eccellente fonte di antiossidanti solubili e vitamina C , basti ricordare che un piatto di circa 100g contiene il 75% di questa importantissima vitamina.

Contiene più vitamina A di cavolo e cavolfiore, più carotene e flavonoidi. 100g offrono infatti al nostro organismo il 149% del fabbisogno giornaliero di vitamina A.

img E’ presente anche il gruppo delle vitamine B, tiamina, riboflavina, acido pantotenico, pirossidina; è sorprendente anche la quantità di vitamina K circa il 40% del fabbisogno. Quest’ultima gioca un grande ruolo nel nostro equilibrio fisico in quanto mantiene forti le ossa tenendo lontana la degenerazione cellulare dei tessuti ossei.

Il Pok Choy è uno di quei prodotti che andrebbe spesso consumato crudo e masticato lentamente, contiene infatti glucosinolati che si sviluppano durante la masticazione e aiutano il sistema immunitario e contribuiscono a proteggere l’organismo dal cancro. Gli enzimi infatti responsabili di questa difesa si possono assorbire solo da crudo, da cotto però favorisce lo sviluppo dei carotenoidi, andrebbe quindi alternato cotto a crudo.

Consigliatissimo anche nelle diete riequilibranti, contiene infatti poco sodio ma abbastanza calcio e potassio.
Usatissimo anche nella medicina cinese per alleviare la sete e secchezza, il malfunzionamento intestinale e nei pazienti affetti da diabete.

Bro' Julio


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Report: Sottosuolo festival
@Perugia, 4-6 ottobre 2013


E’ appena terminato il Sottosuolo Festival che si è tenuto a Perugia presso la Rocca Paolina il 4-5-6 ottobre 2013 dove l'associazione Y.O.W. è stata presente con una serie di attività.

img Giunta alla sua seconda edizione, questa iniziativa, è stata un’ occasione importante per la vita artistica e culturale di tutta la città soprattutto grazie alle molte associazioni che vi hanno partecipato e che hanno contribuito in prima persona alla programmazione.

Con un programma ricco ed intenso, infatti, il Festival è stato luogo d’incontro per le molte realtà attive ed impegnate sul suolo perugino tra cui Y.O.W. che è stata impegnata in un breve carrellata di attività durante i tre giorni di durata della manifestazione.

- Durante tutta la durata del festival, dalle 15:30 alle 19:00 c’è stata una postazione fissa (sala 17) dove ognuno ha avuto la possibilità di REGISTRARE LIVE con il proprio strumento e "lavorare" sul suono con l'aiuto di tecnici che saranno presenti.

Inoltre sempre nella stessa sala è stato allestito un WORKSHOP DI REMIX con l’obiattivo di imparare a creare un remix di un brano partendo dalla canzone stessa.

L'iniziativa è stata a cura di Y.O.W. in collaborazione con Big Tune Mastering Studio che sta diventando sempre di più un punto di riferimento nel panorama musicale perugino ed umbro.

- Il venerdì 4 alle ore 19:30 è stato proiettato il film-documentario "YOUTHS OF SHASHA - the movie" girato in Etiopia a cura dell'ass.Y.O.W in collaborazione con Samo Sound. Come molti sanno è la storia di un collettivo di giovani cantanti in viaggio verso la loro carriera musicale nella città di Shashamane a 250km sud di Addis Abeba.

Dalle loro storie e i loro racconti fuoriesce l'imminente bisogno di attività culturali-musicali dirette ai giovani del territorio così pieni di talento ma senza opportunità di espressione.

img A seguire c’è stata la PRESENTAZIONE DEL PROGETTO di Y.O.W. : YOUTHS OF SHASHA-the music center, mirato alla costruzione di una SCUOLA DI MUSICA-MUSIC CENTER nella stessa città di Shashamane. A seguire buffet con cibi equo-solidali dal Mondo.

Oltre al nostro film sono stati proiettati altri due documentari incentrati sull’ Etiopia, uno riguardante le resine a cura dell’associazione Ipo e l’altro riguardo ai pozzi e all’importanza dell’acqua nelle regioni del sud dell’Etiopia a cura dell’associazione Suttvuess.

- Sempre venerdì 4 alle ore 21 si è tenuto un concerto LIVE con LA JENA & MR.JOINT, coinvolti nelle attività di Y.O.W. ormai da un anno, che hanno proposto in dj set alcuni brani del loro ultimo disco SENZA ODIO prodotto da Bizzarri records...reggae, ragga e hip hop sulle sopraffine musiche di Marco The Magista Evangelista.

In attesa della prossima edizione 2014, colgo l’occasione per ringraziare tutti i fratelli e le sorelle che hanno partecipato a questo evento contribuendo all’organizzazione e alla realizzazione.


Bro Julio


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