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Newsletter NOVEMBRE 2013

2 novembre 1930:Incoronazione delle Loro Maestà Imperiali
Haile Selassie I e Menen Asfaw


Saluti regali nel Nome Santo e Prezioso di Sua Maestà Imperiale Imperatore Haile Selassie I, il Re dei re, Leone Conquistatore di Judah, Eletto di Dio e Luce del Mondo, e della sua Sposa, l’Imperatrice Itegue Menen Asfaw.

Nella certezza di sapervi tutti nel benessere e nella grazia del Signore, nelle nostre case, circondati dal calore delle nostre famiglie, vi salutiamo tutti e vi diamo il benvenuto, o il ben ritrovato, sulle affezionate pagine di questa newsletter, dopo esserci salutati ed esserci lasciati, solo pochi giorni fa, colmi di vibrazioni positive e di benedizioni per il tempo trascorso insieme in occasione delle Celebrazioni per l’Anniversario dell’Incoronazione delle Loro Maestà Etiopi.
Come ogni anno, da ormai più di un decennio a questa parte, le celebrazioni organizzate da InI F.A.R.I. si sono svolte in spirito lieto e pacifico, e di questo rendiamo grazie a Dio Onnipotente; c’è sempre maggiore partecipazione, e di questo non possiamo far altro che rallegrarci, non fosse altro che ogni piccola voce, ogni piccolo gesto e ogni piccola opera sono tese al servizio al Re e al benessere e al progresso della nostra famiglia.
Siamo contenti di vedere che il raggio d’azione della Federazione si amplia sempre di più, e ci auguriamo che nel futuro le suddette voci, preghiere e opere, possano crescere e aumentare, per il miglioramento delle nostre condizioni, sia comunitarie che individuali, dando così sempre maggiore concretezza all’essere “mattoni di un edificio spirituale, membra di un solo corpo”.
Le celebrazioni di quest’anno, a nostro avviso, per quello che abbiamo potuto esperire e sentire, sono state tra le più potenti e coinvolgenti, nonostante forse i tempi siano stati più stretti a causa dei sempre maggiori impegni che interessano la federazione e i suoi membri; vogliamo rendere grazie a Jah, di nuovo, anche per la benedizione estesa ai nostri piccoli fratellini e sorelline che hanno, durante il fine settimana trascorso, potuto ricevere il battesimo nella Chiesa Tewahedo d’Etiopia. I nostri migliori auguri vanno alle famiglie e a questi piccoli leoni e leonesse del Re, con la preghiera che possano crescere nella Sua Luce.
Ripartiamo quindi, pieni di energie, da queste pagine per esprimere ancora il nostro ringraziamento al Signore di Zion, e presentare i contributi che arricchiscono questo appuntamento mensile e che, ormai da 2 anni, ci tiene impegnati ogni settimo giorno del mese.

Senza indugi, consapevoli che questo numero sarà ricco di stimoli interessanti, ricordiamo a chi non ha avuto la possibilità di leggerlo di richiedere il numero di novembre 2012, per poter ampliare il proprio bagaglio culturale e di conoscenza del giorno santo dell’Incoronazione.
L’anno scorso, incentrammo le nostre meditazioni e i nostri apporti sui giorni dell’Incoronazione; ugualmente anche quest’anno, e passiamo dunque a presentarvi il primo contributo che avremo occasione di leggere: si tratta del Discorso dal Trono che l’Imperatore pronunciò alla riunione congiunta del Parlamento Etiopico il 2 novembre 1957.
Si tratta di un discorso molto interessante e altrettanto importante, non solo perché è il discorso del “ritorno” del Re, che l’anno prima era stato impossibilitato a pronunciarsi dinanzi ai parlamentari, avendo accettato gli inviti delle nazioni amiche, ma anche perché si tratta del discorso in cui Sua Maestà sottolinea, ricorda ed enfatizza l’importanza della Costituzione Revisionata che, proprio in occasione del Giubileo d’Argento del Suo Regno era stata promulgata, e che garantiva diritti e doveri, oneri ma anche onori ai cittadini etiopi come mai prima. Significativa è la sottolineatura che il Nostro Sovrano fa della possibilità di partecipazione da parte del popolo etiope agli affari di governo che, grazie alla prima Costituzione e poi alla Costituzione Revisionata, venne così garantita.

Non vi anticipiamo altro, vi invitiamo a leggere il discorso con attenzione, e passiamo a presentarvi il secondo contributo di queste pagine: per il secondo mese consecutivo il nostro onorabile fratello Ras Isi ci ha inviato il secondo numero dell’AllManActs, rubrica che ci permette di seguire passo dopo passo – ci sembra proprio il caso di dirlo – e giorno per giorno il Re dei re nello svolgimento dei suoi impegni di governo e degli impegni di rappresentanza e ospitalità, e cura nei confronti del Suo popolo. Questa volta vi presentiamo il diario del mese di novembre dell’anno 1965.

Proseguendo, è con gioia che presentiamo il secondo contributo di Ras Isi, che ci ha inviato anche un estratto dal capitolo 20mo di “Contemporary Ethiopia” “Ethiopia’s Red Letter Days” di D.A. Talbot, dal quale potremo conoscere e comprendere, in spirito di unione e condivisione con i nostri padri e fratelli etiopi, i sentimenti di gioia e giubilo che hanno animato gli etiopi in occasione dell’Anniversario dell’Incoronazione, e che hanno animato e continueranno ad animare, lo speriamo, anche noi negli anni a venire.

Per terminare ora questo excursus, all’interno della newsletter, dedicato al momento dell’Incoronazione, a differenza del passato, ci fermiamo subito nel corner nel quale il nostro fratello Ras Gabriel ci attende usualmente, e vi presentiamo la sua rubrica: questo mese il fratello ci ha inviato un approfondimento sulla serie di francobolli stampati proprio in occasione dell’Incoronazione.

Voltando ora pagina, prima di avviarci alla conclusione di questo editoriale, vogliamo ricordare, con l’ultimo contributo che così vi presentiamo, una personalità storica rimasta nella mente e nel cuore di molti, come nella mente e nel cuore del Re dei re: stiamo parlando del Presidente degli Stati Uniti J.F. Kennedy, ucciso nel tristemente noto “incidente di Dallas” il 22 Novembre 1963, a soli due mesi di distanza dall’incontro che Sua Maestà aveva avuto con il Capo di stato americano. Abbiamo pensato di presentare questo discorso non solo per onorare la memoria del presidente Kennedy nel 50nario della sua dipartita, ma anche per evidenziare la grande umanità, umiltà e solidarietà, di cui il Nostro Imperatore è stato ed è campione e monumentale esempio.

Prima di salutarci definitivamente, ritroviamo un resoconto dell'attività del comitato raccolta fondi ed infine la consueta rubrica “Let food be your medicine” per non dimenticarci che il nostro corpo è tempio dell’anima e Tempio dell’Altissimo, e che abbiamo il dovere di prendercene cura, consci dell’esistenza di quella che Sua Maestà definisce come “moralità fisica”. Che ciò che mangiamo sia la nostra medicina e la nostra medicina il nostro cibo: ciò che mangiamo è ciò che siamo. Salutiamo il nostro fratello Julio, attendendo il suo ritorno virtuale su queste pagine.

Siamo giunti così alla fine di questo incipit; speriamo di non avervi tediato, e con tutta la redazione, che ringraziamo e che vogliamo sempre ricordare, perché senza il lavoro e il contributo di ognuno, durante questo percorso iniziato quasi due anni fa, il lavoro per tutti sarebbe più difficile e gravoso, vogliamo estendere i nostri saluti e le più alte benedizioni a tutti i fratelli e le sorelle che ci leggono, nella speranza che questo nostro proposito possa essere ben accetto presso il Trono del Signore degli Eserciti, con le nostre meditazioni e le nostre preghiere e le nostre parole, e che possa essere fruttuoso e utile per tutto InI.
Gloria e Lode al Signore Dio Terribile e Potente e Misericordioso Qadamawi Haile Selassie, Uno ed Unico Dio, che ci permette di inziare e terminare.

ONE

Viktor Tebebe

Oracolo del Signore al mio Signore:
"Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi".

Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion:
Domina in mezzo ai tuoi nemici.

A te il principato nel giorno della tua potenza
tra santi splendori;
dal seno dell'aurora, come rugiada, io ti ho generato".

Il Signore ha giurato e non si pente:
"Tu sei sacerdote per sempre
al modo di Melchisedek".

Il Signore è alla tua destra, annienterà i re nel giorno della sua ira.

Giudicherà i popoli: in mezzo a cadaveri
ne stritolerà la testa su vasta terra.

Lungo il cammino si disseta al torrente e solleva alta la testa.




Sommario:

Discorso di S.M.I. Haile Selassie I
in occasione del 27° anniversario dell'Incoronazione


ALL MAN ACTS:
Brevi Cronache Sommarie del Regno del Figlio dell’Uomo


Sulla percezione del popolo Etiopico e di altre personalità rispetto alla festività dell’anniversario dell’Incoronazione di Sua Maestà l’Imperatore Hayle Selassie I e di Sua Maestà l’Imperatrice Itegue Menen

Incoronazione di Haile Selassie

Riguardo alla morte del Presidente Kennedy

Resoconto della raccolta fondi 2013

Let food be your medicine...


Discorso di S.M.I. Haile Selassie I
in occasione del 27° anniversario dell'Incoronazione


Sabato 2 Novembre 1957, nel 27mo Anniversario dell’Incoronazione,
Sua Maestà Imperiale ha aperto la nuova sessione del Parlamento con il seguente discorso:


“L’anno scorso, nel ventiseiesimo Anniversario della Nostra Incoronazione, non Ci è stato possibile parlare al Parlamento del Nostro Impero poiché assenti, all’estero, avendo accettato gli inviti cortesemente estesiCi dalle nazioni amiche. L’ultima volta dunque siamo stati qui in mezzo a voi due anni fa, nel Venticinquesimo Anniversario dell’Incoronazione.

Dovremmo sempre ricordare il Giubileo d’Argento dell’Incoronazione, l’occasione nella quale abbiamo promulgato la Costituzione Revisionata del Nostro Impero, evento storico importantissimo; la Costituzione Revisionata che allora abbiamo concesso ha, in un breve lasso di tempo, aperto un capitolo nuovo e rilevante nella storia del Nostro Regno.

E’ motivo di particolare soddisfazione per Noi vedervi in sessione congiunta qui, voi membri del Senato, e voi Deputati, scelti direttamente dal popolo per la prima volta nella Nostra storia, votati in un’elezione pacifica e legittima svoltasi a norma della Costituzione Revisionata, a compimento della fiducia nel Nostro amato popolo, che abbiamo dimostrato promuovendo questo grande e significativo esperimento nello sviluppo politico del Nostro Impero.

Questo è un gran giorno, e in verità un giorno memorabile, non soltanto negli annali del Nostro amato Paese, ma anche nella storia politica del mondo intero. Questo è un giorno di realizzazione dell’impegno, che Noi abbiamo così spesso reiterato, che il Nostro amato popolo deve condividere le responsabilità degli affari pubblici del Nostro governo.

Vorremo ricordarvi le seguenti parole che pronunciammo in apertura del Primo Parlamento in Etiopia nel 1932:

‘Nella storia della nazione etiopica non c’è mai stato un Parlamento nel senso appropriato del termine. Fino a questo momento, nessuno dei Nostri sudditi ha mai pensato in termini di problemi che affliggono altre parti del Paese, se non il proprio luogo di nascita, con il risultato che la loro mentalità è limitata. D’ora in avanti, voi tutti dovrete aprire gli occhi, ampliare le vostre vedute e coltivare in voi stessi un modo di pensare più aperto: un tale processo potrebbe portarci allo stadio in cui il Nostro popolo avrà le qualifiche richieste per eleggere direttamente i propri stessi rappresentanti e inviarli da Noi.’

Quest’obiettivo, che abbiamo a lungo sperato e ardentemente desiderato, è stato infine raggiunto, e Noi abbiamo potuto garantire al popolo, in accordo agli impegni presi, il diritto costituzionale e l’opportunità per la libera espressione delle loro vedute nell’inviare i propri rappresentanti, liberamente eletti, nei più alti corpi legislativi della nazione.

Non si deve dimenticare, comunque, che mentre il Nostro popolo ha così raggiunto l’età matura, il mondo ha anche sopportato un terribile cambiamento, e la posizione dell’Etiopia è cambiata con esso, essendo Lei pienamente partecipe nella grande Comunità della Nazioni. La necessità di allargare le vostre mentalità, alle quali Noi ci riferivamo in questo stesso posto un quarto di secolo fa, è, dunque, diventata maggiormente doverosa, e l’obiettivo di carpire il significato e l’entità dell’immenso cambiamento che è avvenuto nel mondo esterno è commensurabilmente cresciuto.

Il vostro scopo iniziale, che è di primaria importanza, è nell’implementazione del Nostro sistema parlamentare e nell’avanzamento dello sviluppo politico del Nostro Regno. E’ vostro dovere creare e assicurare un armonioso ed effettivo funzionamento del meccanismo che vi è stato affidato dalla Nostra Costituzione e imprimere su di essa la traccia indelebile dello spirito e della tradizione etiopica.

Voi siete il collegamento tra Noi e il Nostro popolo, e siete voi che dovete tradurre in forma concreta i Nostri sforzi per illuminare e guidare il Nostro popolo.

E’ vero che il concetto di democrazia è universalmente accettato; è tuttavia non meno vero dire che ci sono molti tipi di democrazia quante sono le nazioni nel mondo, dal momento che lo spirito alla base di ogni tipo di democrazia è impartito ad essa dalla nazione che lo mette in pratica nella sua maniera individuale e specifica. La democrazia si evolve per stadi, gradualmente: la democrazia come condivisione della voce del popolo nella conduzione dei propri affari non è estranea all’Etiopia: lo spirito democratico non Ci è nuovo. E’ solo che i concetti democratici tradizionali e le convinzioni etiopiche hanno ora preso nuove fresche forme ed espressioni.

Noi vorremmo che voi traesse ispirazione dalla lunga e gloriosa storia dell’Etiopia, una storia che ha spronato i Nostri avi a raggiungere obiettivi essenziali per la grandezza e l’unità dell’Impero Etiopico. Se voi doveste fallire nel trarre impulso e profitto da questa ispirazione, fornita dal Nostro glorioso passato, tratterete l’Etiopia come una nazione senza storia. Per portare a piena fruizione gli scopi per i quali i nostri avi hanno vissuto e sono morti, Voi dovete, nel servire il vostro Paese, seguire il sentiero che essi hanno mostrato alle generazioni successive per millenni.

Vorremmo ricordarvi, comunque, che il lavoro di legislatore non è leggero, ma richiede chiaro giudizio e una coscienza cristallina. Il vostro costante obiettivo deve essere giudicare e valutare in anticipo i vantaggi e gli svantaggi di ogni progetto e i suoi effetti sul benessere di tutto il Paese. A nessun sentimento personale, a nessuna considerazione dei vantaggi limitati a poche persone si deve permettere di sviare il vostro giudizio. Le fondamenta della vostra chiamata sono il servizio, come servi dediti e fedeli, all’interesse comune del vostro Paese. Dinanzi a voi risiede l’arduo compito di educare ed illuminare i vostri elettori e i vostri concittadini e di guidarli lungo la strada del progresso materiale e spirituale; per assistervi in tal senso, avete a vostra disposizione i diritti costituzionali garantiti da Noi nella Costituzione Revisionata. Voi dovreste utilizzare questi diritti a loro pieno vantaggio, a beneficio del Nostro amato popolo e della posterità. La protezione che diamo a tali diritti, così come la Nostra leadership e tutela dell’intera vita costituzionale del popolo, sarà attenta e regolare.

Vorremmo anche raccomandare che l’impiego utile del vostro tempo, lo sviluppo della sana abitudine alla lettura, la costante ricerca di conoscenza e l’incessante devozione ai vostri impegni, grazie alla quale vi guadagnerete il rispetto del Nostro popolo e stabilirete un buon esempio per loro, vi aiuteranno nel raggiungimento di tali obiettivi.

Guardando al futuro, il Nostro più importante impegno è di mantenere l’unità fisica e spirituale dell’Impero che abbiamo ereditato dai nostri avi.

Non c’è nulla di nuovo e allarmante nella reintegrazione dell’Eritrea alla sua madre terra; con il passare del tempo, un confine territoriale artificialmente eretto dalla mano dell’uomo è stato rotto dalla mano Onnipotente di Dio. E’ la reale forza dell’unità delle varie parti del Nostro Regno che vi ha dato l’occasione di essere scelti e inviati qui, e voi dovete lottare per la sua preservazione con zelo inarrestabile. Voi, membri del Senato e della Camera dei Deputati, scelti dal Nostro popolo, rappresentate, nel più vero senso (del termine, ndt), l’Impero in miniatura.

Dato che l’unità è essenziale al benessere comune del Nostro Paese, è vostro sacro dovere far sì che questa unità venga preservata da tutto il popolo. Il vostro dovere, comunque, non è solo quello di preservare il tesoro che avete ereditato; dovete anche incrementare la forza basilare del Nostro Paese intensificando i legami comuni che tengono il popolo Etiopico unito. In ciò, voi rappresentate il ponte che Ci connette al Nostro popolo. Vorremmo anche avvertirvi di essere sempre coscienti del fatto che l’unità del Nostro Impero non è semplicemente un lavoro di uomini, ma di Dio Onnipotente Stesso, che nella Sua Sapienza ha stabilito questa parte della terra come eterna dimora della Nostra gente.

Vorremmo ora sottolineare, e vi raccomandiamo costante attenzione, alcuni punti di grande importanza:

E’ oggi generalmente accettato che i grandiosi progressi fatti nel campo della scienza e della conoscenza in questa generazione sono stati senza precedenti nella storia della razza umana. Il bisogno di crescita e sviluppo della vostra conoscenza in quest’era atomica e nucleare diverrà sempre più evidente a voi stessi, con il prosieguo del vostro lavoro.

In questa irresistibile sequenza di eventi, quest’epoca scientifica, che sembra essere solo l’inizio di cose ancora a venire, l’Etiopia non può permettersi di rimanere sola o di rimanere indietro. Se ciò si verificherà, sarà sicuramente a suo nocumento; in quest’era scientifica nella quale viviamo, quando i risultati del progresso, che siano benefici o meno, estendono i propri effetti sull’intera umanità, Noi siamo chiamati a pensare in termini ampi e con lungimiranza. Vorremmo accrescere in voi l’amore per il Paese, per la conoscenza e la scienza, perché solo così voi potrete prender parte allo spirito dell’era moderna e servire la vostra nazione in modo proficuo e appropriato.

Di conseguenza, lo sviluppo dell’educazione su larga scala dovrebbe essere di primaria importanza nella lista dei vostri obiettivi: abbiamo ripetutamente affermato nei Nostri Discorsi pubblici che “la conoscenza è potere e l’unità è forza”. Se Noi non avessimo promosso l’educazione tra il popolo, a chi avremmo potuto esprimere questo desiderio? Sia lodato Colui che Ci ha permesso di esprimere ciò alle presenti e alle future generazioni.

La distanza tra nazioni altamente sviluppate e nazioni poco sviluppate sta diminuendo in proporzioni sorprendenti, così come cresce il progresso scientifico. In un momento tale, è compito di massima urgenza per ogni nazione progredire; è imperativo che la Nostra nazione sia diligente nei suoi sforzi tesi a tal fine.

Siamo lieti dei progressi che il Nostro amato Paese ha compiuto in tempi recenti, ma occorre continuare a progredire ad un ritmo sempre crescente. A coloro i quali guardano solo al passato senza pensare anche al futuro non si può riconoscere di aver compiuto i propri doveri nei confronti del Paese.

Oggi possiamo guardare indietro con scusabile orgoglio, e voi con Noi, ai risultati raggiunti dalla nazione, sia in campo domestico che delle relazioni con l’estero, dal momento in cui inaugurammo il Parlamento da Noi creato, per Nostra libera iniziativa, venticinque anni fa. Il Nostro programma di sviluppo, all’interno della nazione, ha prodotto miglioramenti impressionanti nelle condizioni di vita del Nostro popolo, in tutti i campi.

Tra i più importanti risultati raggiunti sotto la Nostra supervisione e guida, il Parlamento ha approvato, e Noi abbiamo ratificato, il Codice Penale preparato da Etiopi colti e ben consci del Fetha Neguest, assistiti da alcuni dei più importanti giuristi del continente europeo che abbiamo fatto venire qui appositamente.

Soprattutto, sotto la Nostra diretta supervisione e guida è proseguita ed è stata completata la codifica delle Leggi Civile, Commerciale e Marittima, all’interno dei distretti del Nostro Palazzo Imperiale; questi codici saranno promulgati nel corso di quest’anno. Tale legislazione è un complemento essenziale sia per il commercio che per la ricchezza del Nostro Impero, ampiamente accresciuti, e per la rapida crescita delle relazioni con il resto del mondo, specialmente da quando è avvenuta la reintegrazione con la madre terra dei porti marittimi tradizionali a nord-est dell’Etiopia.

E’ necessario che la legge proceda con lo sviluppo economico ed è vostro dovere, corpo legislativo del Nostro Impero, promuovere leggi designate ed appropriate per consolidare e supportare questo sviluppo.

Convinti come siamo che l’educazione sia vitale e sia uno strumento collaudato per assicurare il benessere e la prosperità del Nostro amato popolo, abbiamo riservato a Noi Stessi il portafoglio del Ministero dell’Educazione. Come passo verso l’attuazione del Nostro Decreto riguardante l’educazione obbligatoria e un più ampio ed esteso programma educativo, abbiamo stabilito, con l’assistenza tecnica degli Stati Uniti, un Centro Comunitario per la Formazione degli Insegnanti a Debre Berhan; questo centro Ci assisterà nel provvedere all’educazione per i civili, per le Nostre forze militari e, infine, per tutta la popolazione. Questa non è altro che una singola prova della Nostra determinazione nel voler fornire al Nostro amato popolo istituzioni dove sviluppare la propria conoscenza, sapendo, come sappiamo, che nulla più dell’educazione può rappresentare una più duratura e imperitura eredità per i posteri, o un contributo maggiore al Paese. Se non avessimo dato al Nostro popolo l’opportunità di sviluppare la propria conoscenza, chi avrebbe potuto encomiare o criticare le Nostre attività?

Nel complesso, i Nostri sforzi nel campo dell’educazione stanno ora portando frutti; quando consideriamo il crescente numero di laureati dall’Università che abbiamo creato, e il crescente numero di nuove istituzioni educative che si stanno erigendo, quando pensiamo al gran numero di giovani che abbiamo potuto inviare all’estero, di volta in volta, per seguire corsi di più alta educazione, molti dei quali sono già ritornati nel Nostro Paese per dedicare la loro formazione specializzata al servizio del proprio Paese, la Nostra felicità non conosce confini. Oltre agli studenti inviati all’estero perché fossero preparati e si specializzassero in vari campi, Noi abbiamo fatto in modo di fondare qui, con l’assistenza da parte di nazioni amiche, ovvero Stati Uniti d’America e Svezia, e con l’assistenza anche da parte delle Nazioni Unite e delle sue Agenzie speciali, diverse scuole professionali quali college di agraria e tecnici che contribuiranno al rapido sviluppo e all’utilizzo delle Nostre risorse naturali.

Nel campo della Difesa Nazionale sono state fondate Accademie basi per la formazione delle Forze di Terra, Aeree e Navali; per l’Accademia Militare di Harar, abbiamo impiegato come istruttori ufficiale dell’Esercito Indiano, scelti per Noi dal Governo Indiano.

Per adempiere alle richieste della sua stessa difesa nazionale così come a quelle inerenti al principio di Sicurezza Collettiva, l’Etiopia è entrata in un Accordo Reciproco con gli Stati Uniti d’America, e come risultato, armi moderne, che comunque non soddisfano i Nostri bisogni, sono ora disponibili.

L’Etiopia, gelosa della propria libertà, avendo da tempo immemore resistito all’aggressione e all’oppressione, è molto preparata a difendersi contro possibili atti d’aggressione: quando ai moderni armamenti si accompagna un ben provato spirito di eroismo che fluisce nelle vene del combattivo popolo d’Etiopia, sarà possibile fare affidamento ed essere orgogliosi del proprio coraggio.

In questi tempi in cui le Nazioni sono impegnate in una frenetica corsa agli armamenti, in particolare quando si manifestano circostanze che ostacolano la pace in alcune parti del mondo, come ad esempio, recentemente, in Medio Oriente, ogni nazione, e specialmente quelle che hanno espresso la loro volontà di assumersi la responsabilità per mantenere la pace mondiale attraverso il sistema di sicurezza collettiva, devono per necessità fare il loro meglio per equipaggiarsi adeguatamente.

Comunque, come abbiamo affermato più volte, è Nostra ferma convinzione che l’unica strada certa per raggiungere una pace duratura è quella di porre piena fiducia, e di applicare i principi che figurano nello Statuto delle Nazioni Unite e nel principio di sicurezza collettiva, riducendo così progressivamente gli armamenti, per investire la somma in tal modo risparmiata nei campi dell’educazione e della sanità pubblica, tanto essenziali per la promozione del benessere dell’umanità.

Sappiamo che lo zelo e il vigore con i quali tutta la Nostra gente lavora per preservare le proprie esistenze e alzare lo standard di vita può portare frutto solo se le verranno offerti adeguati mezzi di comunicazione, e quando di conseguenza Noi daremo priorità a questo tema. Una nazione non può prosperare a meno che non superi i problemi della comunicazione: senza comunicazione, l’agricoltura non si può sviluppare, così come il commercio o l’industria non posso prosperare. E’ la comunicazione che mette in relazione e collega le persone insieme con legami di amicizia.

Essendoci state migliorie nella comunicazione, che hanno condotto allo sviluppo, anno dopo anno, del Nostro commercio di caffè e di altre esportazioni, abbiamo ottenuto un prestito a lungo termine di 37,500,000 Dollari Etiopici dalla Banca Internazionale per lo Sviluppo e la Ricostruzione, e abbiamo pianificato un programma per la costruzione di una autostrada da estendersi ulteriormente.

Essendo lo sviluppo dell’aviazione ugualmente significativo per la crescita dell’economia del Nostro Paese, abbiamo ottenuto un prestito di 60,000,000 Dollari etiopici ed esistono piani per l’acquisto di aeroplani moderni e per la costruzione di altri aeroporti.

Realizzando che la mancanza di strutture portuali per grandi bastimenti ad Assab ha diminuito l’utilità del porto, uno di quelli che potrebbe rimpinguare sostanzialmente le entrate del Nostro Governo, abbiamo fatto in modo che fosse firmato un contratto con la Yugoslavia per la costruzione di strutture portuali al costo di 26,000,000 Dollari etiopici che permetteranno alle grandi navi di attraccare in questo porto. I termini di questo contratto sono estremamente favorevoli per l’Etiopia e non sarebbe stato possibile ottenerli altrove. Oltre ai 26,000,000 Dollari etiopici richiesti per lo sviluppo del porto, la Compagnia stessa ha accettato di anticipare la metà di questa somma al Governo Imperiale Etiopico al tasso del 3 percento, e il prestito dovrà essere ripagato in quattordici rate annuali, chiara prova dello spirito amichevole di questa nazione.

Dopo prolungate negoziazioni riguardanti la somma che il Governo Italiano deve pagare in riparazione dei danni della guerra, come deciso nel Trattato di Pace di Parigi del 1947, lo stesso Governo ha accettato di pagare e ha depositato nella Banca d’Italia a nome del Governo Imperiale Etiopico la somma di 40,000,000 Dollari etiopici. Sebbene questa somma non possa considerarsi in alcun modo un adeguato compenso per le tremende sofferenze del Nostro popolo, lo abbiamo accettato e abbiamo riservato i fondi per la costruzione del Koka Dam e l’acquisto di navi; questo progetto, che verrà portato avanti sotto la supervisione del Consiglio Ministeriale, realizzerà la Nostra primaria volontà che questa somma venga destinata ad un lavoro di beneficio duraturo per il pubblico in generale. Sono state richieste e avanzate offerte, e il contratto verrà chiuso e il lavoro inizierà nell’immediato futuro. Non c’è bisogno di enumerare i diversi benefici che deriveranno dall’energia elettrica nello sviluppo industriale e il miglioramento della vita delle persone; il tempo lo rivelerà.

Motivati dal Nostro costante desiderio che, soggetto solo alle limitazioni imposte dalle risorse naturali del Nostro Impero, le benedizioni di un più elevato standard di vita vengano estese a tutti i Nostri sudditi, abbiamo reso visita alla Nostra gente in Ogaden al fine di realizzare questo desiderio, per loro. Abbiamo di conseguenza rilasciato fondi sostanziosi dal nostro tesoro per progetti di sviluppo comunitario in quell’area, alcuni dei quali sono già stati completati e diverranno a breve operativi.

Dal momento della reintegrazione dell’Eritrea con l’Impero Etiopico, abbiamo, oltre ad altre spese sostenute dall’amministrazione locale, speso più di 6,000,000 di Dollari etiopici per costruire ospedali, scuole, chiese e moschee, in modo da accelerare lo sviluppo materiale e spirituale del Nostro popolo eritreo.

E’ stato preparato un piano quinquennale per lo sviluppo generale della nazione, ed è pronto per essere realizzato con la Nostra guida e sotto la direzione di un direttivo che Noi abbiamo nominato e al quale abbiamo affidato la grande responsabilità di assolvere questo alto fine. Gli esperti ingaggiati a tal proposito Ci hanno già fornito un’assistenza considerevole.

La crescita dello standard di salute pubblica del Nostro Paese occupa un posto importante e prominente nei piani che abbiamo preparato per una crescita pacifica e per lo sviluppo della nazione; migliorare le condizioni di vita significa di per sé avvantaggiare le generazioni presenti e future, e per quanto i costi siano alti, questo compito deve essere portato a termine. Sono stati presi accordi con l’Amministrazione per la Cooperazione Internazionale per la fornitura di aiuti per assisterci nei nostri sforzi in questa direzione; da lungo tempo abbiamo stabilito che, con l’aiuto del Nostro popolo, a nessuno in Etiopia dovrà mancare un adeguato trattamento medico a causa della sua incapacità di pagare per ciò, per questo è già stato preparato un piano per rendere effettivo questo fine.

I Nostri sforzi per sviluppare ed utilizzare le risorse naturali della nazione, che costituiscono la base del benessere non solo di questa generazione ma delle generazioni a venire, non può limitarsi a ciò che è stato già descritto; come abbiamo già spiegato nel passato, si stanno studiando piani per utilizzare i Nostri fiumi, passo essenziale nello sviluppo della nostra agricoltura e dell’industria.

E’ di primaria importanza per l’Etiopia, ed è un problema di prim’ordine, che le acque del Nilo possano servire alla vita e alle necessità sia del Nostro amato popolo ora che per coloro che verranno nei secoli a venire. Per quanto l’Etiopia possa essere generosamente preparata a condividere questa sua straordinaria ricchezza donata da Dio con le nazioni amiche con essa confinanti per la vita e il benessere dei loro popoli, è primario e sacro dovere dell’Etiopia sviluppare il grande spartiacque che possiede, nell’interesse della sua stessa popolazione e della sua economia, che stanno crescendo rapidamente. Per realizzare ciò, abbiamo fatto sì che il problema venga studiato, in tutti i suoi aspetti, da esperti nel settore.

L’Etiopia ha più volte reso nota la sua posizione riguardo l’utilizzo delle acque del Nilo agli interessati; e le Nostre posizioni riguardo le acque delle regioni del Sud non sono differenti. L’Etiopia è felice di poter fornire e condividere con i Nostri fratelli Somali, che abitano questa regione, le acque necessarie per il sostentamento della loro esistenza.

Sebbene questa regione sia stata il trampolino di lancio per l’invasione della Nostra nazione ventidue anni fa, Noi non abbiamo mai smesso di esprimere sentimenti di amicizia e affetto fraterno per il popolo Somalo; lo abbiamo supportato in spirito di fratellanza sin dall’inizio dei loro sforzi per liberarsi da un colonialismo oppressivo e per guidare il loro proprio destino. E’ stato nello stesso spirito di amicizia che abbiamo avanzato una proposta per trovare una soluzione alla questione delle frontiere che esiste tra l’Etiopia e questa regione; ci rammarica grandemente che, a dispetto dei sinceri sforzi che abbiamo fatto e alla buona volontà da Noi costantemente manifestata, alcuni fattori esterni associati al loro ex-colonialismo abbiano temporaneamente cospirato per far si che il problema dei confini non fosse finalmente risolto. Vorremmo ora passare alle relazioni amichevoli che l’Etiopia ha stretto con altre nazioni.

Dato lo sviluppo delle comunicazioni che ha portato il mondo ad avvicinarsi, ben consci dei grandi vantaggi ottenuti da contatti personali e da scambi diretti di idee tra capi di Stato, Noi stessi siamo partiti per visitare l’America del nord e l’America centrale, l’Europa nel 1954 e l’Asia e l’Estremo Oriente l’anno scorso: questi viaggi Ci hanno permesso di vedere con i Nostri occhi quanto numerosi siano gli amici dell’Etiopia in tutto il mondo.

Molte delle nazioni che abbiamo visitato hanno espresso la loro volontà di aiutare ed assistere il Nostro Paese; siamo certi che i vari esperti che abbiamo richiesto al Governo Indiano da impiegare in vari dipartimenti del Nostro governo, arriveranno in breve tempo. Come prova tangibile di questi sentimenti amicali, per la prima volta nella storia dell’Etiopia abbiamo ricevuto, nel 1955, nella Nostra capitale, il Capo di Stato, Nostro grande amico, Sua Eccellenza il Maresciallo Josip Broz Tito, Presidente della Repubblica di Yugoslavia. Durante la visita del Maresciallo Tito abbiamo discusso della reciproca amicizia e delle relazioni economiche esistenti tra i Nostri due Paesi e dell’approvvigionamento di esperti Yugoslavi all’Etiopia, tanto quanto di problemi che coinvolgono la pace e la sicurezza internazionale. L’anno passato abbiamo ricevuto Sua Eccellenza, il Sig. Richard Nixon, Vice-presidente degli Stati Uniti d’America, e abbiamo avuto con lui consultazioni molto utili e amichevoli riguardo le relazioni dell’Etiopia con gli Stati Uniti, discutendo anche dei problemi della pace mondiale. Analogamente, abbiamo ricevuto l’Ambasciatore Richards, Messo Speciale di Sua Eccellenza, il Presidente Eisenhower; abbiamo considerato insieme, come lui ha fatto con altre nazioni della regione, la situazione nel Medio Oriente, così come di una più generale cooperazione economica tra le Nostre due nazioni. L’aprile scorso abbiamo ricevuto Sua Eccellenza, Said Abdulla Khalif, Primo Ministro della nazione Nostra amica e vicina, il Sudan, e abbiamo esaminato con lui temi di comune interesse basati sui sentimenti di reciproca amicizia e buona volontà esistenti tra i due Paesi, discussione che si è successivamente dimostrata fruttuosa.

Così anche durante lo scorso Luglio c’è stato un evento che Ci ha altamente gratificato, la Visita di Stato di Sua Maestà, Re Saud Ibn Abdul Aziz El Saud, al Nostro Impero. Questa visita amichevole Ci ha dato l’occasione di farci conoscere personalmente il gran leader di una nazione Nostra vicina nel Medio Oriente, e di discutere con lui modi e maniere per sviluppare il commercio e l’economia dei Nostri due Paesi.

Durante l’anno passato, sotto la Nostra guida e direzione, i Nostri messi hanno lavorato instancabilmente per cercare una soluzione pacifica ai difficili problemi creatisi nei giorni seguenti alla nazionalizzazione del Canale di Suez da parte del Governo Egiziano, una soluzione che non avrebbe in alcun modo intaccato il legittimo diritto dell’Egitto, Nostro vicino. Non crediamo sia necessario ricordarvi che l’Etiopia era una delle cinque nazioni scelte per trovare una soluzione a questo annoso problema.

Quando la decisione di inviare le Forze di Sicurezza delle Nazioni Unite in Medio Oriente è stata infine presa, durante la Nostra visita in Asia, data la Nostra forte e incrollabile aderenza ai principi fondamentali della sicurezza collettiva, abbiamo espresso la volontà di inviare truppe per aiutare a mantenere la sicurezza dell’area.

Dato il progresso compiuto dal Nostro Paese negli ultimi pochi anni, che gli ha fatto guadagnare un’alta reputazione nel mondo, essendo la sua naturale posizione geografica cruciale sul continente africano, vari importanti leader politici e militari da varie nazioni nel mondo hanno così visitato costantemente la Nostra terra.

E così il numero di turisti visitatori giunti dai quattro angoli della terra per visitare il Nostro Paese e godere del suo clima è costantemente aumentato: tra questi turisti ci sono numerosi naturalisti e molti uomini d’affari illustri interessati allo sviluppo del commercio. Ciò è prova tangibile della rapida crescita delle Nostre relazioni amichevoli con il mondo e lasciano ben sperare per il futuro.

Il numero crescente di Missioni Diplomatiche accreditate alla Nostra Corte testimonia le felici e cordiali relazioni che l’Etiopia intrattiene con le altre nazioni.

Abbiamo recentemente stabilito relazioni diplomatiche con l’Arabia Saudita, l’Iran, il Vaticano, la Polonia, la Turchia e la Romania.

Durante le celebrazioni per l’indipendenza nazionale tenutesi dalle nazioni Africane recentemente liberatesi, abbiamo inviato Nostri rappresentanti per condividere il giubilo, stabilendo così le basi per ulteriori relazioni amichevoli.

In occasione della celebrazione dell’indipendenza nazionale del Ghana, Noi siamo stati rappresentati da Nostro figlio, il Principe Sahle Selassie, a capo della Nostra Delegazione Speciale.

Abbiamo inoltre inviato rappresentanti in Tunisia per partecipare alla celebrazione della sua indipendenza nazionale, e abbiamo ricevuto a Corte il Messo Speciale del Governo di Tunisi, inviato qui per porgerCi la gratitudine e i migliori auguri del suo Governo.

Uno dei maggiori obiettivi è quello di incrementare e sviluppare il commercio dell’Etiopia e i suoi legami culturali ed economici con le altre nazioni Africane. E’ con tale fine in mente che abbiamo deciso che l’Etiopia dovrà partecipare alla ventura Conferenza delle Nazioni Africane Indipendenti da tenersi in Ghana a gennaio del prossimo anno.

Non vorremmo chiudere il Nostro discorso – indirizzato non solo a voi, ma a tutto il Nostro popolo – senza ricordare lo straordinario gesto di simpatia che abbiamo ricevuto durante il grande lutto che ha colpito Noi e la Nostra famiglia, alla morte prematura del Nostro amato figlio, il Principe Makonnen Haile Selassie, Duca di Harar. Siamo stati profondamente colpiti dalle spontanee espressioni di cordoglio e simpatia che da ogni parte della nazione Ci sono state manifestate, dall’intero Nostro amato popolo, espressioni diffusesi da tutte le estrazioni sociali e da ogni parte dell’Impero. L’Imperatrice ed Io preghiamo che Dio Onnipotente possa ricompensarvi ampiamente.

La Nostra nazione d’Etiopia, la cui fede in Dio è alla base della sua saggezza, desidera solo vivere in pace, senza inimicizia verso nessuno e con buona volontà verso tutti; la Nostra fede nell’essenziale buona volontà dell’umanità è profonda abbastanza da assicurarCi che l’amore per la pace da parte del resto del mondo sia ugualmente forte e duratura.

Infine, vorremmo ricordarvi che i Nostri risultati del passato e la Nostre speranze per il futuro non hanno che un solo fine: condividere da parte della Nostra nazione la sapienza e la conoscenza del mondo esterno. Solo in tal modo l’Etiopia può sviluppare pienamente la molteplice ricchezza che il Paese possiede. E solo dall’utilizzo della sua ricchezza l’Etiopia può assicurare che le future generazioni potranno auto sostenersi e saranno libere dalla sofferenza e dal debito oppressivo, e, come speriamo, pienamente capace di tendere la mano per assistere i suoi vicini.

Il lavoro dell’uomo è invano senza l’aiuto Divino. Noi speriamo e preghiamo che Dio assista e faccia prosperare ogni Nostra futura decisione per lo sviluppo del Nostro Paese e il benessere del Nostro popolo. Dio vi assista, Membri del Parlamento, nelle vostre gravi responsabilità e nei vostri alti doveri.”

Estratto da “Speeches delivered by H.I.M. Haile Selassie 1st Emperor of Ethiopia on various occasions” – pagg. 17-33

Bro Viktor

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ALL MAN ACTS:
Brevi Cronache Sommarie del Regno del Figlio dell’Uomo

Novembre 1965, anno 1958 del calendario etiopico e 73° della Nascita di S.M.I. Hayle Selassie I.

2 Novembre – Si celebra in tutto l’Impero, con grande solennità e tripudio, il 35° anniversario dell’Incoronazione di S. M. l’Imperatore Haile Selassie I.

3 Novembre – Viene inaugurato nella capitale il primo seminario nazionale sulla previdenza sociale, la cui durata sarà di cinque anni.

5 Novembre – Rientrando in patria al termine del suo lungo soggiorno all’estero, S. M. l’Imperatore viene ricevuto all’aeroporto internazionale di Bole da S. A. il Principe ereditario Merid Asmac Asfa Uossen, da altri membri della Famiglia Imperiale, da Ministri e da altre personalità, nonché dall’incontenibile entusiasmo dell’intera popolazione, che rinnova le sue dimostrazioni di filiale devozione.

8 Novembre - Al Palazzo Africa di Addis Abeba inizia una conferenza internazionale di esperti in statistica, alla quale partecipano oltre cento delegati di venti Paesi africani e osservatori della Francia, dell’URSS, degli Stati Uniti e di varie organizzazioni internazionali. In giornata i delegati e gli osservatori vengono ricevuti dal Sovrano al Palazzo del Giubileo.

9 Novembre – S. M. l’Imperatore riceve in udienza al Palazzo del Giubileo i membri della missione commerciale statunitensi, i quali informano il Sovrano dell’utilità dei contatti avuti con funzionari governativi ed operatori economici della capitale.

10 Novembre – Al Palazzo del Giubileo il nuovo ambasciatore della Repubblica federale di Germania in Etiopia, S. E. il dr. Kurt Mueller, presenta le sue credenziali a S. M. l’Imperatore.

12 Novembre – S. M. l’Imperatore riceve in udienza, al Vecchio Ghebì, i membri della Camera dei deputati eletti in tutto l’Impero per la III Legislatura. – Studenti e cittadini della capitale inscenano una grande manifestazione di protesta contro la dichiarazione unilaterale di indipendenza effettuata il giorno 11 dalla minoranza bianca al governo in Rhodesia.

13 Novembre – A Janhoy Meda il Sovrano inaugura l’annuale Festival internazionale della Croce Rossa etiopica, al quale partecipano con distinti padiglioni ben 27 comunità della capitale.

14 Novembre – In un telegramma a S. E. Diallo Tielli sulla grave questione rhodesiana, S. M. l’Imperatore propone una sessione straordinaria dell’assemblea dei capi di Stato dell’OUA oppure una riunione dei Consiglio dei ministri della stessa Organizzazione, onde decidere una linea di condotta comune a tutti gli stati indipendenti africani.

16 Novembre – S. M. l’Imperatore Haile Selassie I inaugura solennemente, davanti ai membri dei due rami del Parlamento in seduta plenaria, i lavori della III Legislatura e pronuncia il discorso della Corona. Dopo aver passato in rassegna il lavoro svolto nel passato ed i risultati ottenuti, il Sovrano esorta i membri del Parlamento a fare sempre del loro meglio per offrire al popolo etiopico prosperità, libertà e dignità al massimo grado possibile. A proposito del problema rhodesiano, S. M. l’Imperatore auspica l’applicazione della risoluzione adottata ad Accra, nella quale è previsto, se necessario, l’uso della forza per il ristabilimento della legalità in quel Paese. – Nel pomeriggio il Sovrano inaugura la nuova sede delle Corti di Giustizia della capitale e nel suo discorso di circostanza sottolinea la vitale importanza di una oculata amministrazione della giustizia per lo sviluppo del Paese. Inaugurando più tardi la nuova sede centrale della Banca Nazionale e della Banca Commerciale d’Etiopia, il Sovrano rileva che le due istituzioni finanziarie nazionali costituiscono il motore delle attività economiche del Paese e che perciò si attende da loro un servizio di alta qualità. Gli edifici inaugurati, che sono fra i più moderni della capitale, sono venuti a costare 1 milione e 850.00 dollari e 4 milioni di dollari rispettivamente. Per le attrezzature particolari delle due banche è stata spesa inoltre la somma di 1.500.000 dollari.

17 Novembre – A causa della siccità verificatasi nel Caffa, S. M. l’Imperatore dispone l’invio, per 27.450 dollari, di grano alla popolazione di Magi.

18 Novembre – S. M. l’Imperatore lascia la capitale e si reca ad ispezionare i lavori di costruzione degli sbarramenti idroelettrici ad Auasc II e Auasc III sul fiume omonimo. Successivamente il Sovrano ispeziona altri progetti di sviluppo in corso di realizzazione nei dintorni di Nazareth e fa poi ritorno in Addis Abeba. – La Banca mondiale approva la concessione di un prestito di dodici milioni di dollari all’Etiopia, da impiegarsi principalmente per l’espansione dei servizi nazionali e internazionali dellIBTE.

19 Novembre – Il neo-presidente e i due vicepresidenti della camera vengono ricevuti dal Sovrano al Vecchio Ghebì e pronunciano in sua presenza il giuramento d’ufficio. S. M. I riceve poi il signor George V. Allen, vecchio diplomatico statunitense, che gli viene presentato dall’ambasciatore Korry.

20 Novembre – Il Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica popolare di Bulgaria, S. E. Todor Jivkov e la consorte dottoressa Maeleeva iniziano una visita di Stato all’Etiopia. Il premier bulgaro viene ricevuto all’aeroporto internazionale di Bole da S. M. l’Imperatore e insieme raggiungono il Palazzo del Giubileo, fra le calorose manifestazioni di benvenuto dell’intera popolazione della capitale e dei dintorni. Più tardi il premier della Bulgaria lascia il Palazzo e si reca a deporre una corona di fiori ai piedi del Monumento della Liberazione, ricevendo al suo ritorno a Palazzo l’ossequio del Corpo diplomatico. In serata il Sovrano offre in onore dell’ospite un banchetto di Stato, nel corso del quale avviene uno scambio di brindisi inneggianti all’amicizia e alla cooperazione esistenti fra l’Etiopia e la Bulgaria. Dopo il banchetto S. M. l’Imperatore offre un ricevimento al quale intervengono i membri del Corpo diplomatico ed altre alte personalità. – A conclusione del loro convegno, gli esperti in statistica raccomandano il potenziamento dei servizi statistici in Africa.

22 Novembre – Al rientro nella capitale, da una visita ad Asmara, S.E. Todor Jivkov il Presidente del Consiglio della Bulgaria, trascorre il resto della mattinata visitando la città, mentre nel pomeriggio iniziano i colloqui ufficiali etiopico-bulgari sulle relazioni fra i due Paesi e sui maggiori problemi di interesse comune. A sera il premier ospite offre al Ghion Hotel un banchetto di Stato in onore di S. M. l’Imperatore nel corso del quale vengono rinnovate le reciproche espressioni di amicizia e di stima. – Con la lettura di un messaggio del Sovrano, S. E. il Balambaras Maheteme Sellassie Uoldemeschel aveva inaugurato nella mattina la quarta conferenza dei tecnici ferroviari africani e malgasci.

24 Novembre – Il presidente del Consiglio della Bulgaria conclude la sua visita ufficiale all’Etiopia e parte da Addis Abeba salutato all’aeroporto da S. M. l’Imperatore.

25 Novembre – Inaugurando la nuova sede della tipografia Berhanena Salam, il Sovrano afferma che “il nostro grande piacere non è dovuto soltanto a questo nuovo edificio e al fatto di osservare le sue moderne macchine da stampa in funzione, ma soprattutto al fatto di vedere dei giovani etiopici, uomini e donne, apprendere le tecniche dell’arte tipografica”.

26 Novembre – Al Vecchio Ghebì il Sovrano riceve i tecnici ferroviari africani e malgasci riuniti in conferenza nella capitale

27 Novembre – Il Sovrano invia alla conferenza della FAO, in corso a Roma, un messaggio nel quale esalta l’opera svolta dall’organizzazione nel passato e sottolinea la necessità di adottare immediate misure per fronteggiare efficacemente i problemi derivanti dal costante aumento della popolazione mondiale.

29 Novembre – Giunge in Addis Abeba in visita di Stato, S. E. Edward Ochab, presidente del Consiglio di Stato della Repubblica popolare di Polonia, con la consorte signora Rozalia. All’aeroporto internazionale di Bole l’ospite viene ricevuto da S. M. l’Imperatore. Passando fra fitte ali di popolo plaudente, i due capi di Stato raggiungono il Palazzo del Giubileo, dal quale S. E. Edward Ochab riparte poco dopo per recarsi a deporre una corona di fiori ai piedi del Monumento della Liberazione. Ricevuto al suo ritorno a Palazzo l’omaggio del Corpo diplomatico, il presidente polacco è ospite in serata ad un banchetto di Stato offerto in suo onore dal Sovrano, con il quale ha uno scambio di brindisi dedicati alla sincera amicizia esistente fra l’Etiopia e la Polonia. S. M . l’Imperatore offre in seguito un ricevimento ai membri del Corpo diplomatico e ad autorità.

30 Novembre – Trascorsa la mattinata in visita alla città e ai dintorni , S. E. Edward Ochab inizia nel pomeriggio i colloqui ufficiali con S. M. l’Imperatore sulle relazioni etiopico-polacche e su altri argomenti di comune interesse. Al banchetto di Stato offerto in serata al Ghion Hotel da S. E. Ochab in onore del Sovrano ha luogo un nuovo scambio di brindisi augurali. La giornata si conclude con il protocollare ricevimento al Corpo diplomatico e ad altre alte autorità.



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Sulla percezione del popolo Etiopico e di altre personalità rispetto alla festività dell’anniversario dell’Incoronazione di Sua Maestà l’Imperatore Hayle Selassie I e di Sua Maestà l’Imperatrice Itegue Menen


Il 2 novembre 1930 un evento trascendente ha avuto luogo in Etiopia – Sua Maestà l’ Imperatore Hayle Selassie I e l’Imperatrice Menen sono stati incoronati. Quella cerimonia è stata marcata con una gran pompa ed un cerimoniale straordinari alla presenza di tutti i Dignitari dell’Impero, gli inviati ed i rappresentanti speciali di dodici nazioni del mondo: Inghilterra, Svezia e Italia dai Principi Reali, la Francia da uno dei famosi eroi della Prima Guerra Mondiale – il Maresciallo Franchet d’Esperey, gli Stati Uniti, il Giappone e la Polonia da speciali Ambasciatori. Con quell’atto di suprema autorità è stato investito Sua Maestà l’Imperatore ancor prima che Egli abbia iniziato la sua politica di modernizzazione del Paese. Per valutare l’importanza di questo Gran Giorno nella vita dell’Etiopia bisogna focalizzare l’attenzione sull’intero panorama dell’attuale storia dell’Etiopia; il significato non sta nell’evento in se stesso, ma nella serie di avvenimenti che si sono succeduti nella vita attiva della nazione con alla testa l’Imperatore Hayle Selassie I.

Come editore dell’Ethiopian Herald ho avuto l’occasione di pubblicare un articolo scritto per il giornale da Sua Eminenza l’Arcivescovo Nicolas, Metropolita di Aksum, Rappresentante del Patriarcato Greco Ortodosso di Alessandria, come tributo all’anniversario dell’Incoronazione che cito qui e che riassume bene perché questo Gran Giorno è stato fissato nella vita dell’Etiopia. L’articolo recita: “Ogni nazione o individuo ha una giornata intimamente intrecciata con la sua storia. Questa giornata costituisce una svolta ed un inizio di una nuova era. Così come un giorno dovrebbe esser suggestivo di gioia e di contentezza se arreca qualche felicità e beatitudine, al contrario potrebbe essere di tristezza se ricorda gravi e tragici eventi”.

“Tra la moltitudine di questi giorni, l’Etiopia moderna ricorda il secondo di novembre del 1930 come un giorno felice e degno di esser celebrato. È il giorno quando la Misericordia di Dio ha affidato all’Imperatore Hayle Selassie I, il discendente di Menelik I, la responsabilità per il destino dell’Etiopia. Esso è il giorno nel quale l’Onnipotente nel Suo volere di proteggere l’Etiopia ha fatto sorgere il Suo prescelto fra la sua gente come è stato detto nel Salmo - e trovò il Suo Davide - e con l’olio santo ha unto il Figlio di Makonnen, l’eroe di Adua. Esso è il giorno nel quale Hayle Selassie I, l’Eletto di Dio, il Re dei Re, ha afferrato fra le Sue forti braccia lo scettro di Salomone ed è stato incoronato e intronizzato per governare l’Etiopia e guidare la sua gente avanti verso i suoi alti ideali”.

“L’ascensione di Hayle Selassie I il 2 novembre 1930 non è solo motivo di gioia e di contentezza ma è allo stesso tempo motivo di gratitudine all’Onnipotente, che ha sassicurato all’Etiopia, durante i memorabili giorni della sua storia, un Leader che siede serenamente al comando e guida il Suo Paese attraverso le tempeste e le scogliere verso un approdo felice e sicuro”.

“Sin dai tempi del medioevo quando gli accadimenti del Medio Oriente ribaltavano il corso della storia lontano dai popoli del Mediterraneo, l’Etiopia era rimasta isolata. L’isolamento è durato per secoli. Nel frattempo l’Etiopia conservava intatta ed incontaminata la sua fede e la sua libertà. Da lontano essa guardava dalla sommità dei suoi altipiani ai luoghi all’estero. Ma l’Etiopia moderna non sarebbe rimasta in questo svantaggioso isolamento. Essa in seguito è venuta in contatto con le nazioni ed i popoli stranieri. Questi contatti hanno portato nuovi aspetti e nuove fasi nella vita degli Etiopi e alla loro storia”.

Durante la moderna epoca l’Etiopia ha acquisito molte simpatie ed amicizie così come si è anche trovata ad affrontare cupidigie e perfidie. Ma è stata privilegiata nell’aver avuto alla sua testa Sovrani che hanno tenuto alta la Bandiera Etiopica”.

“Gli Imperatori Teodoro, Yohannes e Menelik II hanno fatto onore alla loro Terra. Teodoro e Yohannes sono stati dei riformatori e Menelik l’unificatore del loro reame. Ma il titolo di Salvatore e di Redentore è stato risevato all’Imperatore che, dal 2 novembre 1930 ha avuto in custodia il destino dell’Etiopia”.

“Le mansioni svolte da Hayle Selassie I sono meravigliose ed Egli ha ancora molte cose da svolgere. Sin dalla Sua ascendenza il Suo lavoro è stato apprezzato e lodato da tutti gli amici dell’Etiopia e da tutti coloro che comprendono la gravità del Suo compito. Dal 1917, quando l’Imperatore Hayle Selassie ha esordito sulla scena politica dell’Etiopia la Sua attività è stata una catena di costanti ed eroici sforzi per il miglioramento dello Stato, per l’integrità dell’Etiopia e per il progresso e il benessere del popolo Etiopico. Durante questo periodo di trent’anni, la vita di Sua Maestà Imperiale, come Principe della Corona, come Reggente, come Negus e come Imperatore è stata in tutti i suoi aspetti intimamente legata con gli interessi del popolo Etiopico. Raramente la storia ci ha mostrato una vita di un Imperatore così intimamente collegata o identificata con la storia della sua gente”.

“Gli eccellenti talenti e le abilità di Sua Maestà Imperiale Hayle Selassie I sono dotazioni appropriatamente adatte a circostanze particolari piuttosto che per tempi normali.

Con queste qualità proprie Egli ha la missione e la responsabilità di creare una nuova era nella storia del Suo Paese. E questo è ciò che esattamente ha fatto da quando è stato chiamato a guidare il Suo popolo”.

“Alla morte dell’Imperatore Menelik II, l’Etiopia non ha attraversato un periodo di calma e di tranquillità. La sua vita ha avuto un periodo perturbato. Gli affari interni dell’Etiopia sono stati in una continua ebollizione e le correnti politiche si sono battute l’una contro l’altra. Con evidenza o in modo latente, le tendenze progressiste e liberali andavano in collisione con gli spiriti conservatori ed anacronistici tramandati da secoli di isolamento”.

“Tramite la Sua finezza di mente e la perspicacia, il Figlio di Makonnen ha costruito la strada che ilpopolo Etiope doveva percorrere, e come rappresentante di nuovi ideali per il Paese ha schierato tutte le forze morali e spirituali e le ha mobilitate per la prosperità della Sua gente e l’onore della Sua Terra”.

(Parte Prima, continua nel numero di Dicembre della Newsletter)
Estratto da “Contemporary Ethiopia” di David Abner Talbot; Capitolo n. 20 “Ethiopia’s Red Letter Days

Bro Ghebre Sellassie

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Incoronazione di Haile Selassie


La serie di francobolli intitolata “Incoronazione di Haile Selassie” (Coronation of Haile Selassie) viene pubblicata il 2 Novembre 1930 come un set composto da 7 francobolli di diverso valore e colore ma con una medesima grafica principale.

I simboli riportati rappresentano perfettamente la stessa simbologia utilizzata nella Cerimonia dell'Incoronazione e diventano di fatto segni distintivi di Sua Maestà Imperiale:

- Trinità
- Leone
- Corona
- Scettro
- Globo




Bro' Gabriel


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Riguardo alla morte del Presidente Kennedy



Siamo profondamente afflitti per la tragica e scioccante morte di John F. Kennedy, grande leader e Presidente della nazione Americana, un uomo dedito al conseguimento della pace mondiale, dell’uguaglianza e della dignità di tutti gli uomini.

Abbiamo incontrato il Presidente Kennedy a Washington meno di due mesi fa; è stato allora un privilegio per Noi poter testimoniare gli instancabili sforzi e la visione lungimirante che egli ha apportato al suo ruolo, come leader del popolo Americano.

Ci hanno colpito il suo coraggio e la sua risolutezza, la sua determinazione nel dover assicurare la pace, la sua devozione ai principi di uguaglianza di tutti gli uomini e la garanzia di vita, libertà e felicità per tutti. Non è data a molti la possibilità di lasciare, in un così breve arco di tempo, una traccia tanto indelebile sulla sua nazione e sul corso degli eventi mondiali.

Non solo gli Etiopi, ma tutta l’umanità piange la scomparsa di questo grande statista; colpito dal proiettile di un assassino, è morto come un martire dei più alti ideali dell’umanità. Che ogni Etiope oggi si fermi per un momento dai suoi compiti giornalieri e pianga la morte di quest’uomo, un buon amico dell’Etiopia, che aveva compreso i nostri problemi, che aveva solidarizzato con noi nelle nostre battaglie e che aveva condiviso i nostri più cari desideri e le nostre speranze per il futuro.

La prematura e improvvisa morte del Presidente Kennedy, in giovane età, ha privato l’America e il mondo intero dell’ispirazione e dei servigi di questo leader scrupoloso e determinato. Egli sarà pianto non solo dai suoi amati ma da tutti i popoli, e in particolare dal popolo Africano.

In questo momento di tristezza e sofferenza, estendiamo le Nostre più profonde e sentite condoglianze alla Sig.ra Kennedy, ai loro giovani figli, al padre e alla madre così duramente e improvvisamente privati di un figlio amato, ai suoi parenti e al popolo Americano che ha sostenuto una così crudele perdita. Noi chiediamo a Dio Onnipotente di supportare e rafforzare la sua famiglia e il popolo Americano in questa triste ora, e preghiamo che la sua anima possa riposare in pace, così come che il suo ricordo possa vivere nella storia.


Bro Viktor

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Resoconto della raccolta fondi 2013


Benedizioni Altissime a tutti voi, Fratelli e Sorelle, pregando l'Altissimo Padre di trovarvi tutti in salute e in amore e gioia con le vostre famiglie vi scriviamo per condividere i successi raggiunti anche quest'anno con le raccolte fondi.

Per quanto riguarda YAWENTA Children siamo riusciti anche quest'anno a distribuire le cassettine per le donazioni in vari locali, e a portare il banco FARI alle diverse HOUSE of RASTAFARI che abbiamo allestito nei vari festival e in altre occasioni che si sono presentate. Questi sistemi di raccolta fondi ci hanno permesso di ottenere un totale di 536 euro.

Inoltre il 20 ottobre è stato organizzato un pranzo di beneficenza a Feltre, che ha avuto un ottimo successo. Il pranzo, realizzato grazie all'aiuto dei fratelli etiopi e alle ottime cuoche, presentava un menù etiope con cerimonia del caffè, e ha visto la partecipazione di una cinquantina di persone, con più di trenta esterne alla federazione, e una ventina fra noi e amici. E' stata una bellissima giornata, trascorsa in armonia e vibes: le persone alla fine del pranzo erano tutte entusiaste ed è stata una grande soddisfazione per tutti noi, portandoci la generosa donazione di 560 euro, che aggiunti ai precedenti fanno 1096. Questo denaro verrà affidato al primo fratello in partenza per Shashamane, per consegnarlo personalmente a sister Isheba Tafari.

Per il centro ABISINIOS la raccolta fondi è stata fatta esclusivamente al Rototom Sunsplash 2013, con la Lotteria Solidale e il contributo della cucina della HOUSE, quest'anno ben gestita da sis Gloria e bro Roberto, raccogliendo in totale 300 euro, che sono stati consegnati direttamente al fratello Araya, fondatore e presidente dell'associazione ABISIONIOS.

Quest'anno abbiamo preso in carico anche il progetto di sis Maria, MAMA AFREEKA, che ha affiancato i banchi Fari e Yawenta, ed è stato realizzato grazie all'artigianato keniota inviatoci dalla sister. Siamo riusciti a raccogliere 318 euro che verranno inviati quanto prima a sis Maria.

Ringraziando l'Altissimo Padre per averci supportato anche quest'anno in tutti i nostri progetti, e ringraziando per averci concesso di raggiungere tali traguardi, preghiamo che questo possa ripetersi nei prossimi anni, al fine di migliorare la nostra opera.

Vi abbracciamo triplicemente nel Suo Santissimo Nome.
QHS

Per il Comitato Raccolta Fondi
Sis Barbara

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Let food be your medicine...


LE NOCI

img Tipici frutti di questo periodo autunnale sono le Noci (frutto dell’albero Juglans regia) che vengono raccolte da settembre fino a primi di novembre e messe in commercio poco dopo in quanto necessitano di un periodo di lavaggio e ‘smallatura’ cioè l’operazione meccanica che aiuta la loro estrazione dal guscio (mallo) che le contiene. Questo infatti tende ad aprirsi da solo quando l’albero raggiunge il periodo giusto per la maturazione dei suoi frutti e lascia cadere o intravedere la parte commestibile protetta da un guscio.


Originarie forse dell’Asia ed introdotte in Europa dai Greci, ce ne parla infatti già Plinio nel Naturalis Historia, sono il frutto di un albero vigoroso con foglie grandi che si adatta a diversi tipi di terreni benché ricchi di sostanza organica e di acqua… altrimenti i frutti non raggiungeranno una giusta e soddisfacente maturazione.

Dal punto di vista nutritivo le noci sono un alimento veramente ottimo per il nostro organismo. Infatti sono i frutti più ricchi di zinco e rame elementi così importanti in una dieta vegetariana e contengono un’altissima quantità di olio e sostanze nutrienti.

img Sono frutti altamente calorici ( quasi 650 kilocalorie per 100g ) ecco perché vengono sconsigliati in grandi quantità alle persone sovrappeso ma allo stesso tempo sono ideali per chi invece ha una vita molto attiva ed utilizza molta energia fisica, come ad esempio sportivi o persone che svolgono lavori manuali impegnativi. Infatti contengono una sostanza chiamata Arginina che aiuta il rilassamento, la dilazione e il flusso sanguigno nelle arterie e quindi riesce a dilatare i vasi sanguigni che permettono al sangue ricco di sostanze nutritive e ossigeno di raggiungere i muscoli con maggiore facilità, migliorando così le prestazioni fisiche.

Esse contengono poi molte vitamine tra cui la A, B1, B6, F, C, P e sono ricche di grassi polinsaturi che combattono il cosiddetto colesterolo cattivo (LDL); sono utili per combattere lo stress, la fatica e la stanchezza e sono anche fonte di vitamina E con altissime proprietà antiossidanti che tengono a bada i radicali liberi. E’ notevole un recente studio americano che attribuisce alle noci proprietà antitumorali, infatti grazie alla presenza di acidi grassi Omega 3 e agli antiossidanti, queste prevengono l’insorgere di tumori soprattutto al seno.

imgSempre grazie all’Arginina, aminoacido essenziale già citato prima, questi frutti riescono ad aiutare a prevenire l’artereosclerosi, infatti questa sostanza fornisce alle pareti arteriose il nitrossido che le protegge.
Le noci inoltre contengono una serie di altre sostanze benefiche come fitostenoli, fitoestrogeni e altri fitonutrienti che possono contribuire alla salute cardiaca è provato infatti che un regolare consumo di noci è dimostrato inoltre proteggere dal rischio di coronaropatia.

Oltre a queste proprietà, questi frutti hanno proprietà antianemiche, energetiche, drenanti, lassative, altamente nutrienti, rimineralizzanti e vermifughe.

Insomma un ottimo alimento per accompagnare le nostre piacevoli giornate autunnali, quando il ciclo vitale torna a presentarci le prime giornate fredde e ventilate e le nostre case sembrano improvvisamente tornare ad essere così calde ed accoglienti. img

Bro' Julio


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