Il contenuto di questo messaggio è a cura della
Federazione Assemblee Rastafari in Italia

LOGO FARI

F.A.R.I.

Federazione Assemblee Rastafari in Italia

Mail Facebook Youtube

Newsletter GIUGNO 2014

18 - 25 giugno 1924: visita in Italia


Saluti cari a voi, fratelli e sorelle, e benedizioni, nel Nome Santo e Prezioso del Legittimo Governante di tutta la Terra, Re dei re nostro Signore Haile Selassie I: buon Sabato e ben ritrovati tutti nella tappa di mezzo del percorso annuale della nostra newsletter, nella speranza e con la preghiera che l’ultimo sia stato un mese pieno di novità positive, e di nuovi simpatizzanti.
Ci incontriamo di nuovo su queste pagine, e siamo lieti e grati che così possa essere, per approfondire, attraverso i contributi, le traduzioni e gli articoli che verranno, la conoscenza di alcune date ed avvenimenti rilevanti accaduti in diversi anni del Regno.

Prima di iniziare e passare alla presentazione e ad una breve descrizione di ciò che troverete all’interno di questo numero, lasciatemi, come di consueto, ricordare ai nostri lettori che, per chi non avesse potuto farlo, è possibile richiedere e leggere una copia degli altri due numeri di giugno trascorsi facendone esplicita domanda all’indirizzo publicrelations@ras-tafari.com. Nei numeri del mese di giugno 2012 e 2013 abbiamo trattato vari argomenti, dal ripercorrere le tappe della visita dell’Imperatore in Europa ed in Italia, all’epoca in cui era ancora Reggente, nel 1924, attraverso video e testimonianze scritte, fino allo storico Discorso del 1936 alla Lega delle Nazioni; abbiamo approfondito il concetto di Sicurezza Collettiva, e l’impegno internazionale dell’Etiopia e del Suo Sovrano per la Pace. Tanti sono stati gli argomenti e gli spunti forniti: quest’anno invece, ripartendo dall’epoca della visita, ripercorreremo, attraverso le Sue stesse Parole, il viaggio che lo condusse fino a Roma, al tempo della Sua Reggenza, e poi avremo modo di trattare argomenti e temi ancor differenti rispetto agli anni passati.

Come abbiamo appena anticipato sopra, partiamo presentandovi il primo contributo:
si tratta di una traduzione, giuntaci dal nostro caro fratello Ras Isi, del capitolo, estratto dall’autobiografia del Re “My Life and Ethiopia’s Progress”, in cui lo stesso Negus, allora Reggente come detto, narra del viaggio che da Parigi lo porterà, a metà di giugno del 1924, da Parigi a Roma, ad incontrare il Papa, il Re d’Italia, e quello che Lui chiama, dimostrando la Sua Regalità Perfetta anche in questi casi, nonostante le venture sciagure di cui sarà portatore il suo nemico, il Sig. Mussolini.
Potremo così comprendere la grandezza del tradimento che gli italiani riserbarono agli Etiopi, gabbati con giri di parole e accoglienza pomposa, ma avremo anche modo di leggere e conoscere, scritti di Suo pugno, i luoghi e le località che il Signore visitò nella prima delle tre occasioni in cui calcò il suolo italiano.

Procedendo oltre, passiamo ora alla parte in cui ci dedichiamo ai Discorsi e ai pronunciamenti del Re dei re. Questo mese vi presentiamo i due discorsi che la redazione ha scelto di approfondire e di sottoporci per la nostra meditazione e come cibo spirituale, per i prossimi giorni:
il primo è la traduzione delle parole che il Sovrano d’Etiopia pronunciò nel giugno del 1959 in occasione della cerimonia di laurea degli studenti del college Universitario di Addis Ababa, estratte dagli “Speeches Delivered on Various Occasions”.
Ci è sembrato interessante proporre questo speech perché abbiamo pensato potesse essere uno stimolo ulteriore, per tutti e per ognuno di noi, a dare e fare del nostro meglio, nei campi che ci siamo scelti e nei quali siamo stati chiamati ad esprimerci, per talenti e competenze. Come ci ricorda e insegna il Leone di Judah, “la leadership è richiesta in ogni campo e non ce n’è uno in cui essa sia inutile”: se vogliamo che le cose cambino effettivamente, occorre impegnarsi e cercare di farle al meglio, sempre meglio, perché tutti, nella nostra piccolezza, possiamo fare la differenza, tutti abbiamo seguito qualcuno, per imparare, e tutti possiamo essere guida per altri … d’altronde l’oceano si è riempito solo goccia su goccia.
Il secondo è un Discorso, giuntoci nella traduzione della sorella Tseghe, estratto dai “Selected Speeches”, che il Signore pronunciò in occasione di una data storica importante: si tratta della visita che l’Imperatore fece all’Eritrea nel 1962, inaugurando l’avvenuta unificazione dei due Paesi, divisi nel passato dalle mire espansionistiche e colonialistiche italiane ed europee. Tra i tanti spunti di riflessione da rimarcare ci è sembrato degno di nota, come Sua Maestà ricorda e sottolinea al termine del suo pronunciamento, quello per cui “l’unità è l’unico fondamento duraturo per il progresso, lo sviluppo, la grandezza e la libertà”, ed è “il valore più apprezzato per l’epoca cruciale in cui viviamo”.

Prima di chiudere la sezione dedicata principalmente al nostro Augusto Imperatore, l’ultimo contributo, con il quale apriamo anche la sezione della nostra dedicata alle rubriche: si tratta appunto della - ormai da mesi consueta - rubrica che ci invia il nostro elder Ras Isi, il crono-diario del Regno, l’AllManActs.
Questo mese il fratello ci ha inviato il diario giornaliero grazie al quale avremo modo di seguire Sua Maestà e il Suo seguito imperiale negli spostamenti e nell’adempimento dei suoi doveri istituzionali per quanto riguarda il mese di giugno dell’anno 1969, 77mo Anno dalla nascita dell’Imperatore.

Proseguendo nella presentazione delle nostre pagine e dei contributi al loro interno, troviamo i nostri due affezionati corner che rappresentano da tempo una tappa fissa delle pagine della Newsletter FARI:
il primo nel quale ci fermiamo è quello in cui il nostro brother Ras Gabriel ci ha presentato e ci presenta le medaglie, gli ordini e le stampe del periodo imperiale; questo mese il fratello ci propone un approfondimento sulla serie di francobolli che fu prodotta in occasione della Seconda Conferenza Africana nel 1960.
Secondo “pit stop” obbligato nel nostro percorso, che certamente non troveremo difficoltà ad effettuare, è quello che dobbiamo fare, invece, nella yard virtuale in cui il caro fratello Ras Julio ci fornirà, con una leggera differenza rispetto al passato, non un approfondimento su un solo ortaggio o frutto del creato, ma un’utile ed emblematico studio sull’agricoltura biologica in Italia, presentandoci delle stime rispetto all’agricoltura convenzionale… ecco a voi la rubrica “Let food be your medicine..”!

Siamo quasi giunti, così, al termine delle nostre pagine: prima di chiudere, diamo spazio alla sezione dedicata agli aggiornamenti e alle ultime news riguardanti attività, eventi e manifestazioni in cui la nostra Federazione, i nostri fratelli e le nostre sorelle sono presenti, a vario titolo.

Partiamo da una notizia che ci giunge direttamente dai nostri fratelli del nord Italia attraverso la nostra sis Elisabetta, che salutiamo e accogliamo su queste pagine: la sorella ci dà notizia e ci fornisce un report delle due giornate solidali e di beneficenza organizzate da FARI in provincia di Trento, in collaborazione con alcune realtà associative del luogo, per sostenere i genitori di bimbi affetti da SMA e sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alla malattia. E’ stata effettuata una raccolta fondi e sono stati coinvolti genitori e bambini. Ringraziando i fratelli e le sorelle che si sono impegnati per la buona riuscita dell’evento, vi lasciamo al report della sister, e, proseguendo, vi diamo notizia di un’altra manifestazione.
Questa volta ci spostiamo al sud, dove da Campobasso ci giunge un breve report della giornata svoltasi il 19 maggio, e dedicata ai giovani delle scuole superiori, che ha visto coinvolti alcuni dei fratelli e delle sorelle impegnati nella promozione dell’associazione Youths of the World e del progetto Youths of Shasha. Senza anticiparvi nulla, vi lascio alla lettura...

E siamo così giunti al termine, anche questa volta.
Vorremmo solo dare in ultimo una comunicazione di servizio: come avrete saputo dalla mail che la Segreteria prontamente ha inviato a tutti, oltre all’organizzazione del progetto House of Rastafari che sarà presente in vari spazi e festival estivi, si sta procedendo con l’organizzazione e la preparazione dell’evento celebrativo della Nascita dell’Imperatore Haile Selassie I, che si terrà in località Arina nei giorni dal 22 al 24 luglio 2014.
Invitiamo tutti i fratelli e le sorelle interessati a comunicare con la Segreteria per ricevere informazioni sulle modalità di partecipazione – che d’altronde non sono molto diverse dal passato - e per informare tempestivamente riguardo al numero dei partecipanti, così da poter agevolare al massimo il compito di chi ci accoglierà in quei giorni.

Con spirito lieto e pieni di gratitudine al Signore Altissimo, che ci fa iniziare e che ci conduce alla conclusione, felici di apprendere che le nostre attività e i nostri propositi, per Sua grazia e benevolenza, e non certamente per nostro merito, vedono sempre un degno compimento, preghiamo di aver svolto anche questo mese un lavoro accettabile al Suo sguardo, e utile, in varia misura, ai fratelli e alle sorelle che ci leggono.
Prima di salutarci, lasciateci ricordare e ringraziare, come di consueto, tutta la redazione e tutti gli Idren che, saltuariamente o costantemente, collaborano, inviandoci i loro contributi, alla stesura di queste pagine, di cui questo nostro incipit non è altro che summa iniziale e copertina, ma senza i quali altrimenti queste stesse non potrebbero vedere la luce. Come sapete, per ricevere numeri arretrati o informazioni, e per inviare proposte o contributi, potete scrivere a publicrelations@ras-tafari.com.

Possa Dio Onnipotente mantenerci saldi e forti, uniti nel Suo Nome, per adempiere alla Sua Volontà. Possa il Signore custodire il Nostro Re, e benedire la nostra nazione e il popolo d’Etiopia, sempre. Possa l’Altissimo concederci le Sue benedizioni e coprire le nostre case e i nostri cuori e i nostri figli con la sua benevolenza, come scudo.
Kibir-le Negus Amlak Qadamawi Hayle Selassie.

Buona lettura, buon mese di giugno!
Forward ever

Viktor Tebebe

SALMO

JAH abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il Suo Volto;
perché si conosca sulla terra la Tua Via,
fra tutte le genti la Tua salvezza.
Ti lodino i popoli, Amlak,
ti lodino i popoli tutti.
Esultino le genti e si rallegrino,
perché giudichi i popoli con giustizia,
governi le nazioni sulla terra.
Ti lodino i popoli, Amlak,
ti lodino i popoli tutti.
La terra ha dato il suo frutto.
Ci benedica Jah Rastafari, il nostro Dio,
ci benedica Amlak
e Lo temano tutti i confini della terra.
Selah.




Sommario:

A Proposito del Nostro Viaggio da Parigi a Roma

Discorso di S.M.I. Haile Selassie I
per la cerimonia di laurea,
Università di Addis Abeba 1959


Visita in Eritrea

ALL MAN ACTS

Francobolli Imperiali:
Seconda Conferenza Africana


Let food be your medicine...

Report: COCCOLA TUTTI I BIMBI,
giornate di beneficenza pro Ass.Fam. Sma e SAPRE


Report: YOUTHS OF THE WORLD a Campobasso,
19 Maggio 2014 @Youths in Action




A Proposito del Nostro Viaggio da Parigi a Roma


Lasciammo Parigi il 9 di Senè (16 giugno 1924) e raggiungemmo Roma l’11 (18 giugno). Il Re d’Italia, Sua Maestà Vittorio Emanuele, e il capo del governo, Sig. Mussolini, con un picchetto di ufficiali dell’esercito Ci ricevettero con onore alla stazione ferroviaria, causando così molto piacere. Fu al Quirinale, che era stata residenza papale, che era stato predisposto di accomodarCi; e Noi procedemmo là.

Quando ci affacciammo, presenziando insieme al Re, dal balcone più alto per salutare la popolazione, tutta la folla che era riunita nella piazza cominciò a gridare gioiosamente ad una sola voce: ‘Lunga vita all’Italia! Lunga vita all’Etiopia! Lunga vita a Sua Altezza il Principe della Corona Tafari!’ (Quando questi pensano a questo oggi, non deve a loro apparire tutto ciò straordinario?!)

Al banchetto S. M. il Re rilasciò il discorso seguente: ‘Vostra Altezza! È stato per me un grande piacere dare il benvenuto con sentimenti di amicizia a Vostra Altezza nella città di Roma.

Il Vostro arrivo mi ricorda la visita di tanto tempo fa di Vostro padre, S. A. Ras Makonnen. È mio sincero desiderio che il governo, che Dio ha concesso nelle Vostre mani, possa continuare a prosperare.

La prudenza di Vostra Altezza ha da subito giovato moltissimo alla prosperità e all’espansione del Paese. La Vostra visita all’Italia ora, io credo, rafforzerà progressivamente l’amicizia e i mutui benefici fra i due governi.

Gli atti di gentilezza che avete compiuto per l’Italia durante la Grande Guerra non saranno mai dimenticati. Noi, da parte nostra, abbiamo fortemente assistito l’Etiopia per l’entrata nella Lega delle Nazioni. Inoltre l’amicizia esistente fra i due governi comporterà un mutuo beneficio
’. Egli concluse allora dicendo: ‘Prego affinché la benedizione di Dio discenda sull’Etiopia’.

Allora Io pronunciai il seguente discorso: ‘Vostra Maestà! Essendo venuto dalla lontana Etiopia la mia gioia abbonda nel vedere Vostra Maestà, il vostro bellissimo Paese e il vostro amato popolo. Sono davvero fortunato nel venire a Roma per allacciare i vincoli di amicizia dei due governi che furono stabiliti molto tempo fa. Mi ha fatto molto piacere il vostro richiamo al nome di mio padre Ras Makonnen. Tutta la gente che sentì raccontare da mio padre del benvenuto a lui riservato quando venne in Italia al tempo di Re Umberto, vostro padre, rimase notevolmente impressionata. Ed ora che Io sono giunto qui sono molto contento della meravigliosa accoglienza che Vostra Maestà mi ha accordato. D’ora innanzi è mia sincera intenzione quella di rafforzare il nostro affetto e di estendere la nostra amicizia, ed io credo che l’intenzione di Vostra Maestà sia la stessa’.

Noi Etiopi consideriamo le affermazioni fatte da un re di un grande Paese come se fossero un impegno fatto sotto giuramento, e le parole dette da S. M. il Re d’Italia (citate sopra) sembrarono a Noi l’augurio di una pace e di un’amicizia stabile fra i due governi, non ci sembrarono oggetto di raggiro.

Il 12 di Senè (19 giugno) facemmo visita al capo del governo, il Sig. Mussolini, avendo richiesto un appuntamento per discutere, in modo amichevole, un certo numero di questioni. L’argomento che avevamo previsto di discutere concerneva l’amichevole concessione all’Etiopia di un passaggio nella parte settentrionale del paese collegato al porto di Assab, (città) che era stata originariamente sotto giurisdizione etiopica ed era ora una colonia italiana. Dopo esserci incontrati all’ora stabilita, dissi a lui che avremmo avuto piacere se avesse voluto discutere l’amichevole cessione, nei nostri confronti da parte del governo italiano, di una parte del porto di Assab come una zona franca.

Dopo che il Sig. Mussolini ebbe ascoltato attentamente questa richiesta disse che era sua volontà discutere la questione e che, dopo conversazioni con il Direttore degli Affari Politici, Contarini, quest’ultimo mi avrebbe alla fine fatto sapere la risposta. Essendo il Contarini immediatamente convocato, fummo introdotti presso di lui. Dopo aver avuto degli incontri e lunghe discussioni con lui (Contarini), questi mi disse che avrebbe riportato al Sig. Mussolini tutto ciò di cui avevamo parlato a tal riguardo e che la risposta mi sarebbe stata data l’indomani per mano del Conte Colli, allora Ce ne andammo. L’indomani, il Conte Colli, Inviato Italiano Straordinario e Ministro Plenipotenziario in Etiopia, giunse e Ci sottopose una bozza di trattato, spiegando che quella era la proposta del suo governo concernente la mia richiesta riguardante il porto di Assab.

(Qui segue il testo della bozza del trattato suddiviso in dieci articoli che, come traduttore, ho scelto di omettere in questa pubblicazione, sia per rientrare nella lunghezza auspicata rispetto agli articoli della news e sia perché, come qui di seguito riporta Sua Maestà, “per una serie di motivi il trattato abbozzato non entrò mai in vigore”).

Dopo che esaminammo questa bozza di trattato Ci convincemmo della necessità di informare il Consiglio al Nostro rientro ad Addis Abeba; dicemmo dunque al Conte Colli di informare il Sig. Mussolini di questa Nostra intenzione. Ma per una serie di ragioni il trattato abbozzato non entrò mai in vigore.

Il 14 di Senè (21 giugno) avevamo fissato un appuntamento per far visita al Papa di Roma, Pio XI, e all’ora dell’appuntamento ci incontrammo al Palazzo del Vaticano. Il Papa parlò esprimendo la sua contentezza per il fatto che le Missioni Cattoliche risiedevano ora in Etiopia in pace ed in sicurezza e che la libertà religiosa ora era stata concessa in Etiopia, contrariamente alle antiche pratiche. Quando dovemmo congedarci egli pronunciò una preghiera: ‘Che Dio benedica la terra d’Etiopia, i suoi re e il suo popolo ’.

Quando uscimmo da là Ci recammo alla chiesa di San Pietro e rendemmo omaggio al sepolcro; dopo aver visto la bellezza della chiesa Ci recammo ad ispezionare il vicino monastero di Santo Stefano, che era stato dato ai monaci Etiopi. Sin dai tempi antichi i monaci Etiopi coltivavano un forte desiderio di vedere e di rendere omaggio al sepolcro di Nostro Signore al Golgota ed i sepolcri di San Pietro e di San Paolo a Roma; ma quando essi giungevano a Roma dall’Etiopia, avevano difficoltà nel trovare alloggi; e si dice che quando il Papa che regnava nel 1464 vide la loro situazione diede loro questo monastero dicendo: ‘Questo monastero di Santo Stefano diverrà un luogo di riposo per i monaci Etiopici.

Facendo il giro di ogni angolo della chiesa di questo monastero vedemmo le pietre lavorate sulle quali erano stati incisi i nomi di sette monaci Etiopi. Quando Ci accomodammo in una delle stanze all’interno del monastero, i sette Etiopi che erano venuti qui per studiare si accostarono e Ci espressero la loro gioia facendo riferimento all’antichità dell’Etiopia e alla forza dei suoi re, e con il rendere grazie a Noi.

Quelli che seguono sono alcuni fra i ricordi che sono rimasti nel Nostro cuore di ciò che vedemmo a Roma e nelle provincie durante la Nostra permanenza là: il Palazzo del Quirinale, il mausoleo dei re, le corse motociclistiche, la Municipalità di Roma, il Vaticano e la chiesa di San Pietro, il convento di Santo Stefano dove giovani Etiopi stavano studiando, la chiesa di San Paolo e di san Giovanni, la chiesa di Nostra Signora Maria e di Gesù, il palazzo degli antichi Cesari, il teatro nel quale gli antichi Cesari facevano lottare i Cristiani con le bestie feroci e gli schiavi l’uno contro l’altro, il monumento a Vittorio Emanuele II, la parata militare a Centocelle, i musei di Roma, il fuoco dei cannoni a Bracciano, l’ospedale militare denominato Celio, le navi a La Spezia, la città di Torino, l’industria automobilistica della Fiat, il mausoleo reale a Torino.

Quando i giorni della visita ufficiale terminarono, Noi ringraziammo Sua Maestà, Re Vittorio Emanuele, per l’amichevole accoglienza a Noi riservata, Ci congedammo, e tornammo a Parigi il 25 Senè (2 luglio).

(Estratto dall’Autobiografia di S. M. I. Hayle Selassie I “My life and Ethiopia’s Progress” Vol. I, cap. 18, pagg. 98-104; tradotta in Inglese dall’amarico dal Prof. E. Ullendorff; ed. Oxford University Press, 1976).

Bro Ghebre Sellassie

frame

top

Discorso di S.M.I. Haile Selassie I
per la cerimonia di laurea,
Università di Addis Abeba 1959


Il 17 giugno 1959, alla Cerimonia di Laurea del College Universitario di Addis Ababa, Sua Maestà Imperiale, Haile Selassie I, pronunciò il seguente discorso:

“Questa cerimonia di laurea è un’occasione, non solo per ricapitolare e contare i frutti degli sforzi passati in termini di risultati degli esami e di diplomi e laurea conferite, ma anche per concentrare lo sguardo sui risultati, sui doveri e sulle possibilità future.
Per la sesta volta nella storia di questo college, vediamo un copioso numero di giovani uomini e donne uscire laureati da questa istituzione; la maggior parte di voi, come negli anni precedenti, continuerà i propri studi e si preparerà per diplomi di più alto grado e per carriere diversificate. Ma sia che proseguiate ulteriormente gli studi sia che andiate direttamente al mondo (del lavoro, ndt), tutti voi salirete presto ad un nuovo stadio della vostra vita.
Per questo, Noi riteniamo necessario e appropriato, in quest’occasione in cui voi di questa classe di laureati guardate al vostro passato da studenti con una certa nostalgia e mirate all’avvenire, forse con una certa dose di comprensibile apprensione riguardo alle vostre carriere future, parlarvi di leader e leadership.
Come sapete, la leadership è richiesta in tutti in campi e in nessuno essa è inutile; durante la Nostra visita, comunque, alle istituzione scolastiche della Nostra nazione, abbiamo notato, in risposta alle Nostre ricerche, che la percentuale di studenti che stava frequentando corsi di studi utili per lo sviluppo della tecnologia e dell’industria era estremamente bassa.
Vi abbiamo consigliato, dunque, di frequentare corsi tecnologici e industriali per prepararvi a superare il programma.
La ragione per la nostra introduzione di quest’argomento oggi è che abbiamo rilevato che il numero dei laureati in materie tecnologiche oggi è in verità molto esiguo, e ci auguriamo di imprimere su di voi il Nostro desiderio di vedere un numero sempre maggiore di giovani avvantaggiarsi delle risorse che abbiamo Noi stessi e di quelle che abbiamo ricevuto dall’estero, e laurearsi nei campi dell’educazione tecnologica e industriale.
Tutti noi sappiamo che il bisogno di una buona leadership in ogni ambito della vita è molto più grande oggi che mai nel passato; ogni aspetto della vita richiede mani che sappiano guidare; gli affari, le professioni, le belle arti, le arti meccaniche, tutto.
E tutti voi giovani, a cui è stata data l’opportunità di arricchirsi di una educazione avanzata, verrete nel futuro chiamati ad accollarvi, a vari gradi, le responsabilità di guidare e servire la nazione.
E’ importante, comunque, ricordare che leadership non significa dominio; il mondo è sempre ben fornito di persone che desiderano governare e dominare gli altri. Il vero leader è di una stoffa differente: egli ricerca un’azione effettiva che abbia un proposito realmente benefico. Ispira gli altri a seguirlo sulla sua scia, e, mantenendo alta la torcia della saggezza, spiana la strada affinché la società possa realizzare genuinamente le sue grandi aspirazioni.
Avete imparato dai vostri studi che la storia delle nazioni è spesso raccontata in termini di risultati individuali; in ogni significativo evento nella storia, troverete sempre un leader determinato e coraggioso, un obiettivo o uno scopo stimolante, e un avversario che ha cercato di vanificare i suoi sforzi.
In ogni società normale, tutti hanno una qualche opportunità per dimostrarsi leader; anche il meccanico o il commesso che hanno un assistente a loro assegnato, per non parlare del dottore con tutti i suoi aiutanti, o dell’ufficiale che comanda le sue truppe, è un leader.
All’interno della sua propria sfera, tutti hanno le stesse opportunità di mostrare le proprie abilità, e le stesse potenziali soddisfazioni che ha un leader di governo. Il leader si distingue per la sua maestria individuale, la sua sensibilità e il suo discernimento, la sua iniziativa e la sua energia.
I leader sono persone che alzano lo standard con il quale si giudicano – e in base al quale sperano di poter essere giudicati. Lo scopo scelto, l’obiettivo selezionato, i requisiti imposti, non sono solo per i loro seguaci; essi sviluppano con ardente energia e devozione le loro proprie capacità e conoscenze così da poter raggiungere lo standard che hanno stabilito essi stessi. Questa sincera accettazione delle richieste imposte dagli standard elevatissimi è la base per il progresso umano; un amore di alta qualità, dobbiamo ricordarlo, è essenziale in un leader.
L’affidabilità è un altro requisito in un leader; essere affidabili significa voler accettare la responsabilità e portarla avanti con accuratezza. Un leader sarà sempre favorevole a consigliarsi con la propria gente, ma spesso agirà in base a ciò che la sua mente gli dice esser giusto.
Questo presuppone che il leader si sia allenato a star lontano da ogni eccessiva paura di fare errori.
Per imbarcarsi con successo in una carriera che richieda leadership è necessario uno spirito coraggioso e determinato; una volta che una persona ha deciso riguardo al lavoro della sua vita, e sia sicuro che nel far questo lavoro per il quale è dotato e preparato egli stia compiendo una necessità vitale, ciò di cui ha bisogno sono fede e integrità, insieme ad uno spirito coraggioso, così che, senza più preferire se stesso al raggiungimento del suo scopo, egli possa rivolgersi ai problemi che deve risolvere per poter essere efficace.
Un segno di un grande leader è che egli si sente sufficientemente sicuro di votare il suo pensiero e la propria attenzione al benessere dei suoi subordinati e al perfezionamento del suo obiettivo, piuttosto che essere costantemente preoccupato dell’approvazione o della disapprovazione degli altri.
Colui il quale voglia essere un leader dovrà pagare il prezzo in auto disciplina e contenimento morale; ciò implica la correzione e il miglioramento della propria personalità, il controllo delle passioni e dei desideri, e un controllo esemplare delle necessità e degli impulsi corporei. I leader devono sottoporsi ad una più rigida auto disciplina e sviluppare un più esemplare carattere morale di quello che ci si attende da altri; per essere primi, occorre anche esserlo per merito.
Non ci dovrebbe meravigliare dunque di scoprire che la maggior parte dei leader riconosciuti sono stati persone che si sono formate nell’arte della disciplina e dell’obbedienza; colui il quale non ha imparato a rendere un servizio sollecito e volontario agli altri troverà difficoltà nel conquistare e mantenere la buona volontà e la cooperazione dei suoi sottoposti.
Inoltre, un leader deve possedere iniziativa, che significa l’abilità creativa di pensare in modi nuovi e fare cose nuove: il leader deve sempre rimanere avanti. Non può permettersi di stabilire una procedura e poi incrociare le braccia e indugiare pigramente mentre osserva come funziona. Non può essere soddisfatto solamente nel vedere nuove tendenze e beneficiarne; egli deve mantenere la sua immaginazione intensamente viva, così da creare nuove idee e far partire nuove tendenze.
Questa è una parola di avvertimento; aiutare i sottoposti o dipendenti di qualcuno a costo di danni per il pubblico significa commettere sacrilegio e blasfemia; è un peccato che molti, nella posizione di leader, sia grandi che piccoli, siano stati trovati colpevoli di tali costumi. Un buon leader è devoto al suo lavoro e volentieri rinuncerà anche a dormire per vedere i suoi risultati; questo non significa che egli sia impetuoso. D’altra parte, il leader mantiene l’equilibrio tra spinta emozionale e pensiero saggio.
I suoi sforzi, che a volte appaiono eccessivi, derivano dalla sua ferma consapevolezza che, a meno che un uomo non intraprenda più di ciò che è nelle sue possibilità fare, egli non potrà mai compiere tutto ciò che può. Il suo entusiasmo stimola la sua energia.
Non importa quale sia il nostro punto di partenza parlando di leadership, giungiamo all’inevitabile conclusione che l’arte della leadership consiste nella capacità di far lavorare le persone per te, quando non hanno, in realtà, alcun obbligo di farlo.
Il vero leader è colui che realizza, con fede, di essere uno strumento nelle mani di Dio, e si dedica ad essere una guida e un’ispirazione dei sentimenti e delle aspirazioni più nobili della gente.
Cortesemente, si interesserà, insegnerà, aiuterà, correggerà e ispirerà. Coloro i quali vengono da lui guidati coopereranno con lui, mantenendo la disciplina per il bene del gruppo. Egli istruirà i suoi seguaci sugli obiettivi per i quali si sforza, e creerà in loro un senso di lavoro reciproco per ottenere lo scopo.
Ricapitolando, non c’è alcun potere sulla terra, in quest’Università o altrove, che possa prendere un commesso dalla sua cassa o un meccanico dal suo banco e trasformalo facilmente in un leader. Per svilupparsi, occorre sviluppare la propria iniziativa e la propria perseveranza – un uomo deve lottare per poter crescere.
In quanto popolo educato, si guarderà a voi e ci si attenderà molto da voi; verrete considerati, giustamente, come coloro i quali hanno la necessaria conoscenza e la capacità di ispirare, guidare e condurre. E’ per questa ragione che ci aspettiamo da voi, ai quali abbiamo dato l’opportunità dell’educazione, nei campi da voi scelti, un servizio ottimo e produttivo per la Nostra nazione.
Le idee fondamentali delle quali abbiamo brevemente parlato oggi costituiscono, supponiamo, parte del pensiero che avete assorbito durante il corso dei vostri studi in questo College Universitario: possano queste idee essenziali accompagnarvi durante gli anni futuri e aiutarvi nel raggiungere grandi risultati per la Nostra amata nazione, l’Etiopia.
In conclusione, vorremmo esprimere i Nostri ringraziamenti e il Nostro apprezzamento ai membri della Facoltà e del Consiglio di questo College Universitario per i loro zelanti e infaticabili sforzi tesi alla crescita della conoscenza e allo sviluppo della personalità dei giovani che qui imparano.
Vorremo, in particolar modo, affidare al Nostro Vice-Ministro dell’Educazione, sulla base dell’affermazione da lui rilasciata riguardo all’espansione e alla crescita dell’educazione nel Paese, la grande responsabilità di lottare assiduamente e instancabilmente per rendere effettivi i metodi summenzionati e le decisioni prese dal Consiglio.

17 giugno 1959

"Speeches delivered by H.I.M. Haile Selassie Ist Emperor of Ethiopia on various occasions" – pagg.137

Bro Viktor

frame

top

Visita in Eritrea



Dato che Ci troviamo tra voi oggi, come è di consuetudine con le visite che stiamo effettuando ora e che effettueremo in futuro per testimoniare a Noi stessi l'efficienza amministrativa sul posto e anche per svolgere questioni di maggiore importanza, vi parlerò ora non solo come un Imperatore, ma anche come un Etiope. Non vi è nulla di particolarmente nuovo in questo momento che giustifichi la Nostra intenzione di darvi una visione ampia del Nostro parere oggi. Voi, che Ci state ascoltando ora, anziani, giovani e coloro che frequentano la scuola al di fuori della nazione, dal momento che siamo Noi ad assumerci la responsabilità di guidare le generazioni presenti e future sul giusto cammino, è imperativo che noi tutti dovremmo servire il nostro paese e popolo con dedizione e secondo il desiderio di Dio. Non è una sorpresa per noi, né ora né in passato, se un aggressore dovesse fare qualsiasi tipo di movimento attraverso l’Eritrea, poiché non vi è nulla di strano in questo. Quello che abbiamo trovato un po' sorprendente, tuttavia, è che, mentre il popolo Eritreo ha sempre sostenuto la propria libertà e galanteria con le azioni, dovrebbero ancora esistere, tra un popolo con una tale distinta testimonianza della storia, alcuni ipocriti che servono come strumenti volti a deturpare la storia passata e tradirla a favore degli stranieri. Voi sapete che, anche se in numero ridotto, ci sono sempre stati tra noi alcuni burattini alieni. Anche se sono insignificanti in numero, possiamo ottenere risultati concreti nei tentativi di progresso che stiamo facendo solo se vi è assoluta unità tra di noi. Siamo stati pazienti finora con la speranza che miglioreranno prima o poi, attraverso l'analisi personale dell'attuale situazione internazionale e che, quindi, impareranno qualcosa da quest’ultima. Questa speranza si basava sulla convinzione che quando un popolo acquista la sua libertà e si muove per proprio conto, avrà maggiore apprezzamento per l'amore del proprio paese e della propria gente, e creerà così un'unità assoluta. Nei giorni in cui la supremazia delle armi decise la vittoria, è stato attraverso l’Eritrea che il nemico successivamente svolse atti di aggressione nei nostri confronti; oggi , i nostri nemici stanno cercando di condurre campagne di propaganda contro di noi attraverso questa stessa parte. Se l’Eritrea, come sbocco dell'Etiopia, ora diventa il palcoscenico di una campagna di propaganda come fu anche la porta d'ingresso del nemico nel paese, chi è quello che perde e chi è quello che vince? Il popolo Eritreo ha provato che cosa significa vivere sotto il dominio straniero durante 60 anni di sottomissione. Le altre parti d'Etiopia hanno anche sperimentato il dominio straniero durante i cinque anni di tribolazione.

Lotta per l’Eritrea


Come tale ci può essere difficilmente qualcun altro che conosce gli svantaggi ed i vantaggi della dominazione straniera meglio di noi . Chi era lì per sostenere la causa degli Eritrei sia su forum internazionali o di diversa specie in tutto il periodo in cui siamo stati separati e nel momento in cui stavate soffocando sotto il giogo del colonialismo? Forse quelli che ora stanno cercando di dividere alcuni di noi attraverso l'utilizzo di alcuni traditori come strumenti, sanno quindi dell'esistenza dell’Eritrea? C’è stata qualche nazione o governo che, oltre ad organizzare se stessi, ha pronunciato una parola su linee religiose prima del tempo in cui l’Etiopia stava combattendo sulla scena internazionale per i diritti dei suoi fratelli dopo aver combattuto per la sua libertà dopo la Seconda Guerra Mondiale? L'Etiopia ha iniziato la lotta per la liberazione dell'Eritrea molto prima che si fosse ripresa dal depauperamento economico sofferto per la guerra. L'Etiopia ha intrapreso questa lotta nell'interesse dell’Eritrea, perché sapeva che gli Eritrei sono i suoi fratelli di sangue. Voi sapete che ci sono un sacco di ragioni per l’unità dell'Etiopia e dell'Eritrea . La relazione del popolo Eritreo con quello Etiope non si limita all’aspetto politico. Non solo i due popoli sono uniti da cultura, geografia e linguaggio , ma storicamente il patrimonio di Adoulis mostra che le altre tribù Etiopi sono originate in Eritrea. Nella lunga storia d'Etiopia come entità indipendente, l'Eritrea è stata separata da noi per solo 60 anni ed anche se siamo stati separati da barriere politiche ed artificiali durante questo breve lasso di tempo, non siamo stati separati nel nostro stile di vita e sentimenti reciproci. Per tutto il periodo in cui l'Eritrea era sotto il dominio coloniale, un grande numero, non solo di quegli anziani che in precedenza conoscevano il valore della libertà , ma anche di quei giovani Eritrei che erano nati durante l'occupazione straniera e che successivamente lasciarono i propri genitori, fuggì nella Nostra Capitale . Questo è adeguatamente dimostrato dal gran numero di Eritrei che, da tempo, sono sparsi in altre parti d'Etiopia, che hanno trovato lavoro in varie istituzioni governative ed in altri servizi e che, quindi, hanno vissuto in mezzo a noi. È altrettanto noto che ogni volta che sono venuti da noi li abbiamo mandati, sapendo che erano fratelli separati temporaneamente, in vari luoghi per l'istruzione superiore all'estero . Al loro ritorno sono stati collocati in posizioni di responsabilità in modo da poter essere utili ed una fonte di orgoglio in Etiopia ed in particolare per i loro fratelli stranieri dominati . Anche se non abbiamo bisogno di approfondire questo elenco di persone , quelli che sono ancora vivi tra coloro che hanno ottenuto questa opportunità sono testimonianze viventi di questo fatto.

Supporto valoroso

Quando il nostro paese è stato invaso , un gran numero di Eritrei, che erano fisicamente e in altro modo idonei, abbandonò il nemico e combatté al nostro fianco a Maichew e Neghelli. Coloro che sono sopravvissuti alla morte hanno compiuto una resistenza valorosa con i patrioti nel corso dei cinque anni, attraverso atti di patriottismo e mostrato con il loro sangue che siamo uniti ed uguali. Anche se noi non menzioniamo i nomi di coloro che conosciamo e di quelli che erano con noi sul campo di battaglia, il loro ricordo sarà registrato nelle pagine della storia. Quando più tardi la federazione Eritrea fu contesa con la madrepatria, si schierarono dalla Nostra parte ricordando le loro ricchezze storiche passate, e dimostrando la Nostra unicità storica davanti ai forum mondiali. Coloro che, alla luce di tutti questi legami storici e prove di unità, stanno venendo tra noi per ragioni religiose, etniche e per altri motivi lo fanno non per il nostro bene, ma per il loro. Questo può essere facilmente capito. Che le ex potenze coloniali stanno traendo vantaggio nel creare discordia geograficamente, economicamente, storicamente ed etnicamente tra popoli collegati in Africa e in altre parti del mondo, al fine di mantenere la loro passata autorità, è fatto ben noto non solo a coloro in grado di leggere, ma anche agli analfabeti. Nessuno lo sa meglio di noi Africani che la politica del divide et impera è l'aspirazione di coloro che cercano di trarre vantaggio a spese degli altri. Questo metodo obsoleto di dividere per governare al fine di escludere dividendo è evidente. Essendo consapevole degli attacchi e trucchi dell'imperialismo, l'Etiopia è stata il primo paese Africano che mosse guerra contro tali potenze e, attraverso la Sua unità, ha conservato la sua libertà attraverso le vittorie, come nel caso recente di Adua. Più che essere un esempio per il resto degli Stati Africani,dopo la Seconda Guerra Mondiale, l'Etiopia ha lottato da sola nelle Conferenze Internazionali, per l'indipendenza Africana, senza altre nazioni Africane libere a sostenerla, come invece avviene attualmente. Nessuna testimonianza maggiore potrebbe essere disponibile della resistenza operata dai Nostri patrioti contro il nemico su sette fronti con l' uso di armi obsolete rispetto alle attività eroiche dei Nostri padri, contando su Dio Onnipotente .

Cattive intenzioni

È necessario essere consapevoli del fatto che, dato che l'Etiopia è stato il paese che ha combattuto contro l'imperialismo più di ogni altro, coloro che si avvicinano con una propaganda contraddittoria contro l'Etiopia lo fanno con l'intenzione di sminuire la nostra posizione storica considerandoCi come desiderosi di usare il nostro potere al fine di controllare gli altri. Essendo orgogliosi della nostra ammirevole ed eccezionale storia, siamo stati impegnati con entusiasmo nel salvaguardare i nostri diritti e non c'è stata nessuna occasione in cui abbiamo interferito negli affari interni altrui. Abbiamo firmato e rispettato le risoluzioni approvate nella Conferenza Afro-Asiatica di Bandung, che affermano che nessuna nazione dovrebbe interferire negli affari interni di altre nazioni. Continueremo a sostenere questa politica anche per un uso futuro. Spetta al popolo Etiope di considerare le carenze e difficoltà nella loro gestione interna e risolverle autonomamente. L'Etiopia non vuole esistere formulando falsa propaganda esterna con l'intenzione di nascondere le proprie difficoltà interne. Che l'unità è il fondamento di base per il progresso in questa epoca viene dimostrato attraverso il movimento di massa attuato in Europa, Medio Oriente, così come dai paesi Africani verso il raggiungimento di questo obiettivo. Non sprecheremo più tempo nel descrivere i dettagli poiché non vi è nessuno qui ignaro della forza che si acquista attraverso l'unità nella tutela di un paese. Le condizioni esistenti hanno reso impossibile per le ex potenze coloniali di rimanere in Africa. Esse hanno fatto ricorso all'idea di dividere i popoli. Siete consapevoli che si terranno delle conferenze per la centralizzazione per non perdere la propria indipendenza attraverso i confini artificiali tracciati dai colonialisti . L'Etiopia ha sempre espresso il suo desiderio di solidarietà Africana come partecipante in queste stesse conferenze. Ci sono alcuni stati che partecipano come sostenitori alle conferenze svolte per l'unità Africana ma sono allo stesso tempo coinvolti in atti che dividerebbero l'Africa. Possiamo quindi accettare questo come sostegno alla nostra causa? Non vi è dubbio che le persone di un paese che hanno lottato incessantemente per la loro indipendenza capiscono che l'unità è il fondamento della libertà. La cooperazione e l'unità sono le fonti del rispetto. Sono anche la fonte della forza. È noto da tempo immemorabile nella storia umana che nessuna persona è in grado di capire e risolvere i propri problemi meglio di se stessi.

Falsa Propaganda

Non c'è esempio migliore che il privilegio di cui godono i Musulmani ed altri stranieri impegnati in tutti i tipi di affari in questo paese per confutare la falsa propaganda fatta contro l'Etiopia in relazione alla discriminazione religiosa e razziale. Perché la popolazione Islamica d'Etiopia è rimasta fedele ed ha combattuto insieme a Noi come patriota per l'indipendenza del proprio paese se fosse stata discriminata nella religione, secondo le false dicerie? In particolare, gli Arabi ed i Musulmani dei paesi limitrofi, sono stati strettamente legati a noi dai tempi del Profeta Mohammed, non solo geograficamente, ma anche nei rapporti di sangue, ed altre nazionalità Arabe sono qui residenti, ampiamente sparse in tutto il territorio nelle città, paesi ed in campagna, gestendo grandi affari ed imprese commerciali senza restrizioni per i permessi di soggiorno e passaporti, come gli altri stranieri stanno facendo in conformità con la legge del Nostro Paese. La parità di diritti concessa agli stranieri, così come a tutti gli Etiopi, senza alcuna discriminazione religiosa o razziale è un eccezionale esempio per dimostrare la compatibilità della politica ed amministrazione Etiope. Sarebbe stato possibile per i Musulmani stranieri emigrare in Etiopia in numero eccessivo e vivere ed integrarsi qui per tre o quattro generazioni, se il governo avesse praticato qualsiasi tipo di discriminazione religiosa contro di loro? E ' a causa dell'amicizia di lunga data, risalente ai secoli passati, che sono autorizzati a gestire liberamente le loro società di generazione in generazione e che non abbiamo mai impedito ai Musulmani di trasferire la ricchezza che hanno acquisito in Etiopia con un'ampia possibilità, non goduta in qualsiasi altro paese , per lo sviluppo economico dei loro rispettivi governi. Probabilmente è dovuto all'aumento del numero di debitori inadempienti il fatto che la Nostra generosità non è stata riconosciuta. Il fatto che la gentilezza e la buona volontà dell'Etiopia non sono state riconosciute dai beneficiari Ci ha portato a menzionare tutto questo e a rendere nota allo stesso tempo la Nostra capacità di reagire al massimo grado ad ogni critica, non solo per dimostrare la mancanza di fondamento della propaganda su questioni religiose lanciata contro di Noi, ma anche per spiegare che l'effetto sarà dannoso solo per i suoi istigatori.

Rispetto reciproco

Non è solo attraverso l'accettazione degli immigrati stranieri dalle nazioni confinanti che l'Etiopia ha mantenuto buoni rapporti con le altre nazioni, ma anche rispettando in buona fede, i sentimenti diplomatici di questi stessi paesi. Quando sorgono questioni internazionali che interessano direttamente i propri vicini, l’Etiopia richiede, cautamente, il suo tempo prima di prendere qualsiasi decisione affrettata. Bisogna rendersi conto che l'Etiopia prende le proprie decisioni solo dopo che i paesi interessati hanno preso in deliberata considerazione la questione in oggetto. Non è per paura che l'Etiopia presta particolare attenzione alle deliberazioni liberamente assunte dai paesi che pretendono di essere vincolati da legami religiosi, ma è nell’interesse di mantenere il sentimento di amicizia e di rispettare lo spirito di comprensione. Inoltre, è nella realizzazione del fatto che l'amore, la generosità e la comprensione sono la prova dell’esperienza amministrativa di qualsiasi governo. Per quanto riguarda lo sviluppo in campo economico, l'Eritrea ha partecipato al progresso finora raggiunto da tutta l' Etiopia. Nello studio del programma di sviluppo dell'Impero, i problemi economici dell’Eritrea sono stati considerati con le altre dodici parti dell'Etiopia sullo stesso piano. Data la sua collocazione sullo sbocco sul mare, e dato che il suo potenziale agricolo non può essere sviluppato tanto quanto quello di altre parti d’Etiopia, l’ Eritrea ha, infatti , avuto uno sviluppo maggiore in relazione all'energia idrica, alla costruzione di mezzi di comunicazione così come di industrie e porti . Nel periodo che comprende gli ultimi dieci anni, in seguito alla riunione dell’Eritrea con la madrepatria , un totale di più di 74.819,817 mila dollari è stato assegnato allo sviluppo economico generale della zona . Questo denaro è stato utilizzato per il lavoro svolto nella costruzione di strade, aeroporto, l'apertura delle comunicazioni aeree, scuole, ospedali , cliniche , così come per la formazione di infermieri, la creazione di progetti di sviluppo, la costruzione di chiese e moschee. Inoltre, sapete tutti che abbiamo fatto tutto il possibile per aiutarvi attraverso l’esenzione dalle tasse quando le locuste di tanto in tanto hanno distrutto il raccolto o quando una epidemia generale ha colpito il territorio.

Parte d’Etiopia

Dato che l’Eritrea fa parte dell'Etiopia, se non fosse stato per altri motivi, sarebbe stato inutile fare menzione soprattutto di ciò che è stato fatto per lei. Finché Dio ci offre l'opportunità di farlo, è Nostro desiderio migliorare e aiutare in misura maggiore. Ciò che ci ha portato a parlare di questo è la falsa propaganda di certi detrattori che parlano come se nulla è stato fatto per l’Eritrea.

Siamo interessati alla crescita del popolo Eritreo anche per il futuro. Dal momento che il progresso industriale e le opere di sviluppo sono collegate con la cultura, le condizioni climatiche, le fonti di energia e le materie prime, nessun progetto prenderà il via prima che lo studio necessario sia prima svolto. In accordo con questo, abbiamo deciso di istituire un comitato per lo sviluppo organizzato a livello federale. Alla commissione, programmata per iniziare a lavorare a breve, sarà affidato il compito di studiare la condizione, i bisogni e le esigenze dell'Eritrea, al fine di lavorare sui progetti più adatti per risolvere i problemi esistenti e migliorare il tenore di vita della nostra gente. Con l'obiettivo di accelerare lo sviluppo agricolo, avevamo in precedenza e piuttosto frettolosamente arginato Zula . Un ulteriore studio risulta, però, essere necessario. Il risultato dello studio, realizzato da un ufficio di ricerca Americano è stato ricevuto ora. E 'per questo motivo che i lavori sulla diga sono stati ritardati. Sulla base dello studio per il lavoro rimanente da fare prima che la diga giunga a compimento, Ci è stato fatto notare che saranno necessari ulteriori 19 milioni di dollari. Dal momento che ci vorrà del tempo per completare la diga con la quantità di denaro assegnata per il lavoro, Ci è stato inoltre dato modo di capire che sarebbe consigliabile per gli agricoltori stabilirsi nella valle Zula mentre il lavoro viene lì portato avanti. Poiché è stato scoperto essere un requisito fondamentale la creazione di un'organizzazione che avrebbe supervisionato il lavoro rimanente e fatto in modo di far stabilire gli agricoltori nel posto in questione secondo i piani, abbiamo deciso di istituire un dipartimento – che sarà gestito da un consiglio speciale – l'Autorità della Valle di Zula. Dovete capire ancora di più che i programmi di sviluppo e le riforme amministrative possono essere effettuate solo quando la legge e l'ordine sono mantenuti nella zona . Quando certi fuorilegge trovano un nascondiglio come risultato dei propri atti criminali, i nemici stranieri e quelli tra noi che hanno permesso a se stessi di essere utilizzati come strumento di propaganda aliena hanno, tentando di far apparire questo come se avesse un qualche obiettivo politico, messo in pericolo la pace e il diritto delle persone alla loro proprietà. Ci siamo resi conto di quanto l'effetto di questo è stato dannoso sull'economia del paese. Il mantenimento di un ordine più adeguato in futuro, è una questione di interesse. Abbiamo passato ordini al Tenente Generale Abbiye Abebe e al Bitwoded Asfaha per fare in modo, come il Brig. Generale Tedla Oukbit ha fatto insieme alla Polizia , che l'opera sia compiuta.

Tasse condonate

Pagheremo le tasse , dovute negli ultimi due anni , di quelle persone i cui raccolti sono stati distrutti dalle locuste .Lo stiamo facendo in modo che l'erario Eritreo non dovrà fronteggiare un deficit . Cosa vogliamo ricordare non solo al popolo Eritreo, ma a tutto il popolo dell'Impero d'Etiopia, è il fatto che, per i paesi come il nostro che non sono economicamente sviluppati , la povertà e l'ignoranza sono i nostri nemici comuni. E ' evidente che qualsiasi forza di opposizione può minare i nostri sforzi solo con il sostegno di queste stessi due punti deboli. Per questo motivo, l'eliminazione della povertà e dell'ignoranza è una ragione testata per raggiungere una significativa 'indipendenza libera dalla dipendenza economica e politica. I mezzi per distruggere la povertà e l'ignoranza sono l'istruzione e lavoro . Il parlare meramente è lo strumento del pigro e non ci porterà in nessun luogo. L'obiettivo di quei leader che si basa sull'ambizione di potere e guadagno personale è senza solido fondamento e , di conseguenza , si sbriciolerà facilmente .

Vorremmo farvi capire che, come abbiamo già più volte sottolineato, si dovrebbe tenere a mente che l'unità è il fondamento più duraturo per il progresso e lo sviluppo , nonché per la grandezza e libertà. Immaginare la nostra esistenza transitoria qui sulla terra come permanente e il non fare in modo che quello che diciamo corrisponde a ciò che sentiamo e pensiamo è dannoso per un paese e la sua gente ed è qualcosa che potrebbe essere considerato come spingere noi stessi in un precipizio imprevisto . L'epoca in cui viviamo è quella in cui il valore dell'unità è apprezzato più che mai. Da parte Nostra , abbiamo trionfato sul tentativo che è stato fatto per dividerci. Una mano straniera è interessata a se stessa ; non funzionerà per noi. E 'essenziale che teniamo a mente il fatto che in un momento in cui stiamo esplorando modi e mezzi per forgiare l'unità con i paesi vicini, le divisioni tra di noi non saranno solo un ostacolo ma apriranno anche la porta ai nostri nemici . Possa Dio Onnipotente guidarvi nello svolgimento della pesante responsabilità che vi abbiamo affidato.

27 giugno 1962

"Selected Speeches of His Imperial Majesty Haile Selassie I", pp. 462-472

Sis Tseghe Selassie

frame

top

ALL MAN ACTS
Brevi Cronache Sommarie del Regno del Figlio dell’Uomo


Giugno 1969, anno 1962 del calendario etiopico e 77.mo della Nascita di S. M. I. Hayle Selassie I.

1 giugno – Il nuovo ambasciatore di S. M. I. in Svezia, Cianialeu Tesciome, lascia la capitale per assolvere al suo nuovo incarico.

2 giugno – Giunge l’ambasciatore Abate Ighezu dai paesi scandinavi al termine del suo mandato.

3 giugno – S. M. l’Imperatore si appella al col. Ojukwo affinché risparmi le vite dei 14 italiani e tre tedeschi, tutti tecnici petroliferi, condannati a morte da una corte speciale. I tecnici erano stati fatti prigionieri la seconda settimana di maggio. L’appello imperiale è stato sollecitato dal cancelliere tedesco, K. Kiesinger, e dal Governo italiano. – Il Palazzo del Giubileo rende noto che il Sovrano si recherà a Ginevra, su invito della O.I.L. (Organizzazione Internazionale del Lavoro) per le celebrazioni del suo 50.mo anniversario della fondazione, il 9 giugno; il 14 giugno si incontrerà al Cairo con il presidente della RAU, Nasser. – Zennebè Haile, ambasciatore di S. M. I., parte per Brasilia, sede del suo nuovo incarico.

4 giugno – L’Imperatore riceve le credenziali del nuovo ambasciatore tedesco-occidentale, R. Fechter, - Giunge da Lagos con un messaggio speciale per il Sovrano, il capo dei servizi diplomatici della Nigeria, Alhaji Baba-Gana, il quale in una conferenza stampa dichiara che gli sforzi di S. M. l’Imperatore per riunire la Nigeria saranno apprezzati non solo da questa generazione ma anche da quelle future. – Il Senato ratifica un prestito governativo della Banca mondiale di 57.750.000 dollari per la costruzione di una diga sul fiume Fincià. Successivamente emenda il prestito governativo del 1967 degli Stati Uniti di 54.250.000 dollari a 3 milioni di dollari.

5 giugno – S. M. I. Haile Selassie I riceve un messaggio speciale dal capo del Governo federale nigeriano, gen. Gowon, , consegnatogli dal capo dei servizi diplomatici, Alhaji Baba-Gana. – Il Sovrano concede udienza a Sir John Bagg ed alla sua famiglia. Egli era tra gli alti ufficiali che accompagnarono S. M. l’Imperatore dal Sudan al confine dell’Etiopia durante il ritorno trionfale nella capitale 28 anni fa.

6 giugno – L’Imperatore riceve il premio internazionale Dag Hammerskjold per il suo contributo alla pace ed alla comprensione mondiali. – Il Sovrano riceve in udienza il gruppo di due uomini dell’INADES, giunti da Abidjan. – Il Monarca d’Etiopia visita il campo sportivo ed i servizi relativi di nuova costruzione presso i quartieri della IV Divisione dell’Esercito. – Si ratifica da parte del Parlamento un prestito governativo di 22.500.000 dollari congiuntamente fornito dalla Banca mondiale e dal Governo svedese per l’espansione dei servizi dell’IBTE.

7 giugno – Il Sovrano nomina i 20 membri della Commissione nazionale per l’educazione che si interesserà dei relativi problemi. – S. M. l’Imperatore assiste, allo stadio Haile Selassie I, alla giornata sportiva annuale delle Forze Armate consegnando ai vincitori della competizione i relativi trofei. – L’Imperatore dichiara ai parlamentari, che prendono congedo da Lui per la chiusura annuale del Parlamento, che l’organo legislativo venne istituito per servire il popolo e gli interessi della nazione. – Il cancelliere della Germania occidentale, K. Kiesinger, loda gli sforzi di S. M. I. per il rilascio dei 18 tecnici petroliferi rimessi in libertà.

9 giugno – S. M. I. Haile Selassie I giunge a Ginevra per partecipare alle celebrazioni per il 50.mo anniversario della fondazione dell’O.I.L.

10 giugno – Il Sovrano si incontra a Ginevra con il presidente dello Zambia, Kennet Kaunda, per più di mezz’ora.

11 giugno – L’Imperatore si incontra privatamente per trenta minuti, nella sede dell’O.I.L., con S. S. il Papa Paolo VI. Nei colloqui il Santo Padre loda gli sforzi imperiali per la pace mondiale, successivamente si scambiano reciproci inviti che vengono accettati. Nell’ambito delle celebrazioni dell’O.I.L., il Monarca pronuncia un discorso in cui tocca i punti più salienti dei problemi economici, politici e sociali, e rileva quanto è stato fatto dall’organizzazione nel suo settore specifico.

12 giugno – Il Sovrano giunge a Londra in forma privata e tra l’altro visita il maratoneta olimpionico Abebe Bichila ricoverato in un ospedale dopo il grave incidente d’auto occorsogli nel marzo scorso.

14 giugno – S. M. l’Imperatore giunge al Cairo per una visita di Stato e per discutere con il presidente della RAU, Gamal Abdel Nasser, argomenti internazionali e di comune interesse. – S. A. I. il Principe ereditario Merid Asmac Asfa Uossen nella sua qualità di presidente apre i lavori annuali dell’assemblea della Croce Rossa etiopica. – Rientra in patria Ghetacciou Mekascia, ambasciatore di S. M. I. in Kenia, per aver terminato il suo mandato. L’ambasciatore prima della sua partenza ha ricevuto dal presidente keniota, Jomo Kenyatta, l’onorificenza dell’ordine della Lancia Fiammeggiante di prima classe.

16 giugno – Il Sovrano rientra ad Addis Abeba dal Cairo dopo aver avuto dei colloqui con il presidente della RAU G. A. Nasser, e dopo essere stato a Ginevra per il 50.mo anniversario della O.I.L. – Il Primo Ministro, lo Tzahafie Tesas Aclilu Habteuold, invia un telegramma di congratulazioni a Georges Pompidou per la sua elezione a presidente della Francia. – Il presidente della Repubblica araba dello Yemen, Sayed Abdurahman Al Eryani, visiterà l’Etiopia dal 25 giugno, su invito del Sovrano. – Il ministro dell’Industria, Commercio e Turismo, Yilma Deressa, si incontra con la delegazione economica e commerciale di Ceylon in Etiopia per incrementare gli scambi commerciali.

17 giugno – S. M. l’Imperatore invia un messaggio di felicitazioni a Georges Pompidou per la sua elezione a presidente della Francia sollecitando più strette relazioni tra i due Paesi. – L’Etiopia e l’USAID sottoscrivono un accordo per un prestito di 2 milioni e 500 mila dollari. – Viene reso noto dal ministero delle Finanze l’ammontare del bilancio nazionale per l’anno fiscale 19679/70 che è di 631 milioni di dollari.

18 giugno – S. M. l’Imperatore si rende conto dei lavori di costruzione dell’ospedale per i poveri S. Paolo, che verrà completato alla fine di luglio. – Il presidente della RAU, Gamel Abdel Nasser, invia un messaggio augurale al Sovrano in risposta a quello che l’Imperatore inviò al presidente egiziano poco prima di partire dal Cairo.

19 giugno – L’Imperatore riceve la versione inglese del “Fetha Neghest” dal suo traduttore, il dott. Paulos Tzadua. – Il Sovrano riceve la visita di congedo dell’ambasciatore turco, Ziya Tepedelen. – Georges Pompidou, presidente della Francia, invia un messaggio di ringraziamento al Monarca d’Etiopia per le felicitazioni espresse alla sua elezione alla presidenza della Repubblica francese. – Un Boeing 707 dell’EAL viene danneggiato da tre individui all’aeroporto di Karachi, nel Pakistan.

20 giugno – Prendono congedo da S. M. I. Haile Selassie I 14 studenti africani che hanno completato un alto addestramento negli istituti etiopici per concessioni governative.

21 giugno – Giunge in Etiopia Sir Arleigh Winston Scott, governatore generale delle Barbados, accompagnato dalla consorte, Lady Scott, per una visita di tre giorni. In onore degli illustri ospiti, S. M. l’Imperatore offre un pranzo al Palazzo del Giubileo. Il governatore generale delle Barbados in questa occasione dichiara che l’Etiopia è riconosciuta come il campione dei diritti dei popoli di discendenza africana in ogni parte del mondo.

23 giugno – Il Monarca d’Etiopia decora il governatore generale delle Barbados, Sir Arleigh Winston Scott, con il Gran Cordone dell’Ordine della Stella d’Etiopia, in una cerimonia al Palazzo del Giubileo. – Sir Arleigh Winston Scott e la consorte, Lady Scott, visitano le sedi della CEA e dell’OUA, ricevuti rispettivamente dal sig. R. Gardiner, segretario esecutivo, e dal sig. J. D. Buliro, ff. segretario generale. – Lo Tsahafie Tesas Aclilu Habteuold, Primo ministro, invia un messaggio di felicitazioni a Jacques Chaban-Delmas per la sua nomina a Primo ministro di Francia. – Il Ministero degli Affari Esteri annuncia la visita ufficiale del ministro degli Esteri israeliano, Abba Eban, della durata di tre giorni. – Si aprono le elezioni generali per la IV Legislatura in tutto l’Impero.

24 giugno – Il governatore generale delle Barbados, Sir Arleigh Winston Scott, e la consorte, Lady Scott, lasciano l’Etiopia dopo tre giorni di visita.

25 giugno – S. M. l’Imperatore accoglie all’aeroporto internazionale di Bole il presidente della Repubblica araba dello Yemen settentrionale, Sayed Abdulrahman Al Eryani, in visita ufficiale di cinque giorni. I due capi di Stato avranno dei colloqui sulle relazioni tra i due Paesi e sui maggiori problemi internazionali. In serata l’Imperatore offre un banchetto di Stato in onore dell’ospite. – Il Sovrano partecipa ai riti funebri in onore della Emebet-Hoy Uossen Yelesc Mengascia, deceduta ieri. – Vengono studiate tre stele di pietra con iscrizioni del periodo di Ezana, Kalieb e del figlio di quest’ultimo, dall’istituto archeologico nazionale.

26 giugno – Iniziano nel pomeriggio i colloqui tra S. M. l’Imperatore e il presidente della Repubblica araba dello Yemen sui problemi internazionali e sulle relazioni bilaterali. – La IHA sottoscrive con una ditta tedesca, la Trapp and Co., un contratto per la costruzione dei 303 chilometri di strada Auasc-Tendaho.

27 giugno – Continuano i colloqui tra l’Imperatore e Sayed Abdulrahman Al Eryani, presidente della Repubblica araba dello Yemen, su materie di comune interesse. – Giunge in Etiopia una delegazione somala di otto membri, guidata dal ministro degli Interni della Somalia, Yassin Nur Hassan; essa avrà dei colloqui, nei due giorni di visita, con funzionari governativi. – Si inizia la costruzione della clinica pediatrica “G. D. Birla” nel complesso dell’ospedale Haile Selassie I. La clinica è stata donata dall’industriale indiano G. D. Birla ed il suo costo è di 400.000 dollari.

28 giugno – Si concludono i cinque giorni di visita del presidente della Repubblica araba dello Yemen, Sayed Abdulrahman Al Eryani, Egli offre in onore del Sovrano un banchetto di Stato al Ghion Hotel. Il Monarca riceve un messaggio speciale dal presidente della Somalia, Alì Shermarke, consegnato al Sovrano dal capo della delegazione somala Yassin Nur Hassan, durante l’udienza concessa dall’Imperatore. – Riparte per la Somalia la delegazione di otto uomini, dopo che il loro capo, il ministro degli Interni ha consegnato un messaggio al Primo ministro, lo Tzahafie Tesas Aclilu Habteuold, da parte del Primo ministro somalo, Mohamed Ibrahim Egal. – Il ministro degli Interni rende note le formalità da sbrigare ed i documenti da presentare per richiedere il visto di uscita dal Paese con maggiore celerità.

29 giugno – Parte per la Repubblica araba dello Yemen settentrionale, salutato da S. M. I. Haile Selassie I, il presidente Sayed Abdulrahman Al Eryani. – Giunge in Etiopia il ministro degli Esteri israeliano, Abba Eban, per una visita di Stato di tre giorni.

30 giugno – S. M. l’Imperatore visita la mostra di ceramiche allestita al Finfinni Building da Ato Mammo Tesemma, direttore del National Museum. – Il ministro degli Esteri israeliano, Abba Eban, giunge in Addis Abeba per colloqui con l’Imperatore.

Bro Ghebre Sellassie

frame

top

Francobolli Imperiali:
Seconda Conferenza Africana

Il 14 Giugno 1960 viene pubblicata la serie di francobolli per commemorare la seconda conferenza degli Stati Indipendenti Africani che ebbe luogo nel Parlamento di Addis Ababa.
Questa importante conferenza fu presenziata da tredici membri attivi e sei osservatori, tutti Africani.


La serie si compone da un set di 3 francobolli dal colore verde, blu e marrone chiaro rispettivamente dal valore di 20 cent, 80 cent e un 1 dollaro.
La grafica rappresenta una donna etiope che sostiene una torcia nella sua mano destra tenendola alta sopra la testa mentre la mano sinistra mantiene un giovane ragazzo.
In alto sul lato destro è presente il busto a ¾ di Sua Maestà Imperiale.

La grafica è ad opera dell'artista Yozo Yanda.


Bro Gabriel

frame

top

Let food be your medicine...


Carissimi Fratelli e Sorelle, un felice mese di giugno a tutti.

Per questo numero voglio proporvi un articolo molto interessante e soprattutto significativo della direzione che l’agricoltura sta prendendo in questa epoca di confusione alimentare. Certo c’è ancora tanto lavoro da fare ma sono dati incoraggianti che sento di voler condividere al fine di stimolare una riflessione sul percorso che la nazione in cui viviamo sta percorrendo.

L’articolo è tratto da “Informarsi, la rivista del biologico” ed è riportato nella sua interezza.

E’ BIO L’AGRICOLTURA DEL DOMANI
di Roberto Pinton

La pubblicazione “Bioreport 2013”della Rete Rurale nazionale (il programma con cui l’Italia partecipa al progetto di Rete Rurale Europea allo scopo di favorire scambi di esperienze e conoscenze tra gli operatori del settore e le istituzioni) fotografa il settore biologico dai dati del censimento dell’agricoltura 2010.

Risulta che nel 61,8% degli 8.077 comuni italiani è presente almeno un’azienda biologica; ben 41 ne contano più di 100, con in testa Noto, capitale del barocco siciliano , ma anche del Nero d’Avola, dell’olio extravergine dei monti Iblei, delle mandorle e del limone Femminello di Siracusa (ben 446 aziende), seguito da Corigliano Calabro (olio extravergine d’oliva, clementine:242 aziende) e dal reatino Poggio Moiano (olio DOP Sabina: 241 aziende).

Oltre 3.000 comuni contano da 2 a 5 agricoltori bio, mentre in poco più di 2.200 è solo un’azienda è solo un’azienda a tenere alta la bandiera.

In 10 comuni tutta la superficie coltivabile è biologica, in cinque lo è oltre l’80%, in 55 oltre il 60%: in Val d’Aosta è tutta bio l’agricoltura di Rhemes Notre Dame, nel Varesino Vaddasca la quota è del 98,8%, nel pavese Lardirago del 99,5%: nel lecchese Introbio dieci aziende biologiche coprono il 95,4% dell’intera superficie.

Più del 60% delle aziende bio è in collina (con il 12,7% delle superfici coltivabili in questa fascia); al nord il 38% delle aziende è in montagna, con collina e pianura che si dividono equamente il resto.

In gran parte, quindi, le aziende si trovano in aree incontaminate e meno intensamente abitate: i vantaggi ambientali fanno il paio con qualche problema di logistica.

Diffuse le cooperative: pesano l’8,3% delle aziende bio ( più del doppio che nell’ agricoltura convenzionale) dipende dalla maggior propensione degli agricoltori bio alla gestione partecipata, ma anche dalla necessità di strutture di stoccaggio e di trasformazione nettamente distinte da quelle che lavorano materie prime convenzionali. In media, i responsabili delle aziende biologiche sono più giovani dei loro colleghi convenzionali (il 22% ha tra i 20 e 39 anni, contro il 9% nelle aziende convenzionali); solo il 19,1% degli agricoltori bio ha più di 65 anni, contro il 37,2% dei convenzionali. Il 16,8% degli agricoltori bio è laureato, contro il 6,2 nel convenzionale; il 37,7% ha un diploma di scuola media superiore o di qualifica professionale, contro il 22,3%. Le aziende bio informatizzate ( sito web, e-commerce) sono il 15,6% del totale, oltre il quadruplo del dato generale; il 17% svolge altre attività ((agriturismo, fattoria didattica, energia rinnovabile), il triplo della percentuale generale.

Non solo per motivi anagrafici, ma per formazione,, propensione all’innovazione, a multifunzionalità e cooperazione i dati non lascian dubbi: l’agricoltura del futuro non può che esser biologica.

Bro Julio


frame

top

Report: COCCOLA TUTTI I BIMBI,
giornate di beneficenza pro Ass.Fam. Sma e SAPRE


Benedizioni a Pace a tutti voi Fratelli e Sorelle,
con il sorriso di Greta e Mirko stampato nel cuore, vi comunichiamo che si sono appena concluse due splendide giornate di beneficenza organizzate da F.A.R.I in collaborazione con l'Associazione le Quattro Stagioni, il comune di Imer (TN) e molti altri volontari e piccole associazioni del posto che ci hanno offerto il loro aiuto.
Come già annunciato l'iniziativa era nata dal desiderio di InI di sostenere con un piccolo contributo (nonchè attraverso la sensibilizzazione pubblica nei confronti di questa malattia importante) il cucciolo dei fratelli Emiliano e Sara, purtroppo affetto da SMA. Per volontà degli stessi fratelli i fondi raccolti (circa 900 euro!!) saranno devoluti interamente all' Associazione Famiglie SMA e SAPRE ( Settore Abilitazione Precoce dei Genitori),
L'evento ha avuto luogo lo scorso fine settimana presso il paese di Imer, dove sono stati nostri ospiti la famiglia della piccola Greta e la famiglia del piccolo Mirko, entrambi ammalati di SMA, ma con un'immensa voglia di vivere e una serenità luminosa e pura. I loro genitori hanno aperto la serata di Sabato spiegando in una breve conferenza che cosa comporta convivere con questa malattia nella quotidianità e l'importanza di rimanere positivi e sereni!!! La serata si è conclusa con le vibes degli African Patriots e Imperial Sound Army.
Il giorno seguente molte persone hanno partecipato al pranzo etiope, da noi cucinato, restandone estasiate e molti bambini si sono dilettati presso i vari laboratori colorati presenti. L'evento è andato molto bene Grazie a Jah.
Portiamo i più sentiti ringraziamenti da parte dell'associazione Famiglie SMA e dall'Associazione SAPRE.

Rendiamo Grazie al Re per la vita che ci è stata data



Sis Elisabetta

frame

top

Report: YOUTHS OF THE WORLD a Campobasso,
19 Maggio 2014 @Youths in Action


Saluti e benedizioni a voi tutti.
Il 19 maggio l’associazione RAZOR di Campobasso, in collaborazione con l’associazione Youths of the World di Perugia (che come tutti sapete sostiene e promuove il progetto Youths of Shasha), con il supporto di altri partner regionali, ha organizzato, gestito e promosso una giornata, denominata “Youths in Action”, all’interno di una serie di 4, in un festival chiamato “Villaggio Molise”: il suddetto festival era indirizzato alle scuole e ai ragazzi, e quando abbiamo ricevuto la proposta di organizzare la giornata del 19, ci è sembrata un’ottima occasione per coinvolgere i fratelli e le sorelle di Perugia, portare a conoscenza del giovane pubblico molisano le interessanti iniziative dell’associazione, e promuovere anche giovani artisti molisani e non, come i Rebel Youths, gruppo di 5 giovani ragazzi perugini che seguono e partecipano ormai da tempo alle attività socio-musicali dell’Associazione YOW.

Dunque, la giornata è iniziata presto la mattina: noi fratelli di Campobasso siamo arrivati sul posto alle 9.30, abbiamo preparato e allestito il posto, un bellissimo parco verde in uno dei quartieri periferici della città, e atteso i fratelli, Ras Tewelde, Sis Naomi, Ras Donato e 6 giovani perugini vicini all’associazione, che sono arrivati, con il loro super van, intorno alle 13; alle 3.30 circa sono iniziati i workshop previsti: il primo con Kiave e Dj JamalPee, due esponenti della scena hip-hop italiana, che hanno tenuto con i ragazzi due laboratori, uno di scrittura creativa nella musica e in particolar modo nel rap, l’altro di djing. Entrambi i laboratori sono andati molto bene, hanno visto la partecipazione di molti giovani interessati, tra cui anche i Rebel Youths!
Durante il workshop purtroppo - inaspettatamente viste le previsioni - ha iniziato a piovere, e ci siamo dovuti spostare all'interno dei gazebi, approntati proprio per questa eventualità: dopo i settaggi video, audio, ecc, al termine del workshop di Kiave, intorno alle 6.30 come previsto, abbiamo mantenuto alta l'attenzione, per non disperdere i ragazzi presenti, e con il fratello Ras Tewelde abbiamo fatto una breve presentazione dell'associazione e del progetto YOS, al quale è seguita la proiezione del docu-film “Youths of Shasha, the Movie”, seguita da un bel numero di interessati.
Al termine della stessa, il fratello Tewelde, con il nostro amico Giulio de L’Aquila (in arte Nukleo) che è stato in Etiopia con i fratelli e ha vissuto la realtà di Shasha, hanno fornito una testimonianza diretta della realtà etiopica, cercando di smuovere le coscienze dei presenti; abbiamo risposto a qualche domanda di chi voleva sapere e capire come poter essere d’aiuto e di sostegno e supporto alle attività associative, e abbiamo invitato gli interessati a lasciarci i contatti per poter essere aggiornati su eventi e progressi dell'associazione stessa.

Finita la proiezione, terminata la pioggia, ci siamo spostati di nuovo sotto il palco, dove dalle 8.30 circa hanno iniziato ad esibirsi alcuni giovani artisti molisani, e in seguito i Rebel Youths, che hanno offerto uno show sorprendente, intenso e di qualità!!! Hanno spaccato, come si dice in gergo!
Alle 11 è iniziato poi il concerto principale di Kiave, durato fino alle 12.15 circa...al termine, tutti a casa, grati ed entusiasti per la giornata, nonostante le difficoltà.

Sia personalmente che come associazione, siamo molto contenti di come siano andate le cose, la sera era presente un folto numero di giovani e anche di persone adulte ai concerti… se fosse stata una giornata più soleggiata, avremmo fatto presenze e numeri maggiori anche nel pomeriggio.
Abbiamo preso dei buoni contatti, lasciato un ottimo segno in tutti gli organizzatori, che hanno avuto parole ottime per l'associazione e per i giovani tutti, e speriamo di ripetere al più presto l'esperienza, per offrire una testimonianza e fornire sostegno e supporto ad attività costruttive e propositive, di impegno sociale, culturale, artistico (erano presenti anche delle crew di writers), solidale e benefico, per tutti.

Nella speranza di aver offerto un’occasione agli Youths, ai quali la giornata era dedicata, e all'associazione di farsi conoscere e di progredire, anche se solo di un piccolo passetto, speriamo di aver accolto bene i fratelli e le sorelle che sono venuti. Per noi sono stati due giorni pieni di vibes ed entusiasmo, siamo super grati e contenti di averli avuti qui, e chissà che nel futuro non si possa riproporre una situazione simile anche per gli altri progetti che la nostra Federazione sostiene.

Un Unico Amore, Un Unico Destino

Bro Viktor


frame

top

farivision

farivision

frame