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Federazione Assemblee Rastafari in Italia

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Newsletter Settembre 2014

27 settembre: Festa della Croce


Buona Domenica, cari fratelli e care sorelle; benedizioni, e saluti a voi nel Nome del Nostro Padre Santo, Datore di Vita, Difensore della fede, Guida dei popoli, Speranza e Rifugio dei bisognosi, Nostro Creatore, Legislatore e Re, Imperatore Haile Selassie I e della Sua Sposa, Nostra Regina, S. M. I. Itegue Menen Wolete Gyorghis.
Nella speranza che abbiate tutti trascorso una buona estate, un buon mese di agosto, e che ognuno di noi si sia potuto ristorare e rifocillare spiritualmente, fisicamente e mentalmente per affrontare la ventura stagione autunnale e invernale, vi diamo il benvenuto ancora una volta, per Sua grazia, su queste pagine, per l’appuntamento di questo settembre, che si preannuncia denso di contenuti.
Proprio in vista di ciò, procediamo con la presentazione degli articoli che riempiranno le prossime pagine, non senza però prima ricordare a tutti i nostri bredrin, lettori vecchi e nuovi, che chi non avesse ricevuto i numeri precedenti della newsletter può richiederli all’indirizzo del comitato P.R. publicrelations@ras-tafari.com.

Come abbiamo cercato di fare in ogni numero precedente, inauguriamo anche questa newsletter con la sezione dedicata alle Parole del Re dei re, a maggior ragione in questo mese nel quale, come sapete, secondo la tradizione etiopica, assistiamo alla fine di un anno e all’inizio di un nuovo ciclo, così che possa essere una buona fine e un migliore inizio, nella grazia e sotto lo Sguardo Misericordioso e Benevolo del Nostro Sovrano: ecco a voi, nella traduzione della Sis Marianna, il discorso estratto dagli “Important Utterances”, del settembre 1963, pronunciato dinanzi ai membri della facoltà di legge, nel quale l’Imperatore rimarca l’importanza dell’educazione e dell’istruzione, focus e guida dell’uomo moderno verso la libertà, il miglioramento e la cosidetta “fullness” esistenziale.

Continuando, come secondo contributo di questa prima parte, vi presentiamo il secondo discorso dell’Imperatore, estratto questa volta dalla raccolta dei “Selected Speeches”, pronunciato in occasione dell’Inaugurazione della Fondazione H.S.I., nel quale l’Imperatore stimola ogni funzionario a dare il meglio di sé al servizio di questo istituto, che nel tempo svolgerà una funzione benefica in ambito socio-sanitario nell’Etiopia Imperiale. Possano le Sue parole ispirarci migliori propositi e darci stimoli al progresso, per il benessere di tutto InI.

Proseguiamo ora, e prima di passare alla seconda sezione di questa newsletter, salutiamo e ritroviamo con piacere, consapevoli della sua importanza, la seconda puntata di una “rubrica” inaugurata due mesi fa dal nostro fratello Ras Isi, che salutiamo con affetto, e poi bloccatasi per un imprevisto nel mese scorso: ecco, in una traduzione a 4 mani fatta dal Ras con la Sis Tseghe, gli articoli dal 14 al 25 della Costituzione Etiopica Riveduta del 1955, fondamenta dell’Impero di Sua Maestà e cardini del Suo Regno.

Come anticipato, giungiamo così, dopo questo intermezzo, alla seconda parte della nostra: nei due numeri precedenti, quelli di luglio e agosto, abbiamo visto l’esordio di una rubrica di patristica. Abbiamo, per questo numero, il piacere di trovare, in questa sezione, tre interessanti contributi, che passiamo dunque a presentare:
- il primo è il “Commento al Vangelo di San Giovanni” del Padre Yohannes Afework, che ci ha inviato, per il terzo appuntamento, il nostro Ras Isi; si tratta della seconda parte del Discorso Secondo, grazie al quale potremo comprendere, da un punto di vista autorevole, l’Unicità e l’Unità della Santa Trinità, il Mistero della Sua Grandezza, inconoscibile, ma anche la semplicità della Sua Rivelazione, quando e se accompagnata da una buona disposizione; vi lasciamo alle parole del Santo, più adatte delle nostre, e proseguiamo;
- il secondo e il terzo contributo, giuntici rispettivamente dalla sorella Tseghe e da Bro Tino, riguardano invece una delle festività più importanti del calendario liturgico della Chiesa Tewahedo Etiopica, che cade il 27 settembre, e che noi abbiamo così voluto onorare: la Festa del Meskel, ovvero la festa in cui si celebra e ricorda il ritrovamento, da parte della Regina Elena, madre di Costantino l’imperatore, della Croce del Cristo Salvatore.
Come ogni mese, abbiamo cercato di far sì che questa newsletter potesse essere una testimonianza e un motivo di stimolo alla conoscenza delle date e delle celebrazioni o festività più importanti che, di volta in volta, il popolo etiopico, e la tradizione RasTa ricordano. Consci della nostra piccolezza, anche questa volta abbiamo voluto fare altrettanto: ecco a voi dunque, come dicevamo un estratto dal “Wedase Meskel” del Padre Gyorghis di Sagla - componimento che loda il Legno Santo e offre anche una esegesi dello stesso – e, a seguire, un estratto dalla pubblicazione “The Ethiopian Orthodox Church”, del 1970, che ci fornirà uno spaccato sulla storia della Croce.

Al termine di questo percorso ideale, giunti alla metà della nostra opera, ci concediamo un breve momento di “pausa” per tornare all’epoca imperiale per seguire, nel consueto diario di viaggio che è il terzo e ultimo contributo del fratello Isi per questa newsletter, il Nostro Sovrano nell’esplicazione e nell’adempimento dei Suoi doveri e compiti istituzionali e di rappresentanza, tra i quali, come avremo modo di leggere, anche la partecipazione alla Festa del Meskel succitata: ecco a voi l’AllManActs del settembre 1965.
Di seguito, la rubrica sui francobolli del nostro fratello Gabriel, che salutiamo: a differenza delle altre volte, ve la proponiamo in questo momento perché il fratello questa volta ci ha inviato un approfondimento sulla serie di 7 stampe edita dal governo imperiale nel 1962, in occasione del 32° anniversario dell’Incoronazione. In uno dei 7 francobolli della serie “Grandi Regnanti Etiopi”, è presente una rappresentazione della Festa del Meskel, e ci è offerta una buona prospettiva storica e simbolica e un bell'impatto visivo grazie alle grafiche di Afework Tekle.

Prima di aprire questa seconda metà della nostra, come dicevamo, lasciateci qui ringraziare i nostri fratelli e le nostre sorelle, i collaboratori e la redazione: questo è stato un numero pieno e lungo. Il nostro lavoro va avanti, nella grazia e sotto gli auspici del Re dei re, da ormai più di due anni. Abbiamo tanto da migliorare, e ci scusiamo per gli errori e le mancanze di cui ci siamo resi colpevoli, consapevolmente o inconsapevolmente, ma speriamo ugualmente che questa piccola opera possa essere l’ultima delle tante ottime utili attività che la nostra Federazione produce e produrrà, in sintonia e armonia tra InI, per la nostra crescita comune e individuale, e per un degno rendimento di grazie e gloria al Signore Onnipotente che porta a compimento i piani degli uomini. Ricordiamo che chiunque sia interessato a collaborare, o avesse necessità di chiedere informazioni, o volesse inviare commenti, critiche e suggerimenti, può farlo inviando una mail all’indirizzo sopra ricordato publicrelations@ras-tafari.com.

Andiamo oltre e passiamo alla sezione dedicata agli aggiornamenti e all’attualità: come saprete, quest’anno dopo 10 anni la Federazione non è stata presente al Rototom Sunsplash con il progetto “House of RasTafari”.
Non siamo però stati, come si suol dire, a girarci i pollici: nei giorni dal 22 al 24 agosto infatti, grazie all’impegno di vari fratelli, e alla disponibilità delle rispettive organizzazioni, siamo stati presenti con il nostro infopoint e con il banco della raccolta fondi, in due festival reggae, che si stavano svolgendo in contemporanea, e di cui potremo leggere notizie nei report seguenti:
il primo è l’Heartical Vibes, festival tenutosi tra le montagne del nordest italia, di cui ci ha inviato un resoconto il fratello Lucio.
Il secondo è la summa dei giorni in cui siamo stati ospiti dell’Uprising Festival, che si è svolto, nella sua prima edizione, tra le colline e le montagne dell’appennino abruzzese.
Anche quest’anno, nonostante le difficoltà e qualche disagio, l’estate ha dato i suoi frutti, e di ciò rendiamo ancora una volta grazie al Signore Altissimo, nella speranza di poter crescere e migliorarci anche in quest’ambito del nostro agire.

Siamo giunti alla conclusione di questo editoriale, finalmente: non è possibile però lasciarci senza prima aver fatto la nostra sosta usuale nel corner Ital del nostro fratello Bro Julio, per presentare la sua rubrica “Let food be your medicine”: sulla scia di quanto fatto nei numeri precedenti, il brother ci offre una meditazione e un punto di vista più approfondito su come poter affrontare, correttamente e olisticamente, questo mese di passaggio di settembre, a livello spirituale fisico e mentale.

Siamo davvero giunti alla fine.
Il nostro cuore è colmo di gioia e gratitudine, per la vita che ci è data, per le opportunità e le benedizioni che piovono su di noi; come i nostri padri prima di noi, veniamo a conoscenza giorno dopo giorno che, come l’oro si testa nel fuoco, così InI passiamo attraverso disagi e tribolazioni. La nostra preghiera è che il Signore ci conceda forza per durare, e la grazia di poter sempre trovare consolazione in Lui e nel Suo Volto. Il nostro pensiero è con tutti voi, fratelli e sorelle, e speriamo che il nostro amore possa arrivarvi.
Saluti di luce e pace nel Re dei re Haile Selassie I, che ci guidi e protegga sempre, fino a farci ricongiungere con Lui e tra InI. GLORY UNTO JAH RASTAFARI
Al prossimo numero. Benedizioni, e buona lettura.

ONE LOVE

Viktor Tebebe

SALMO
Al maestro del coro. Maskil. Di Davide.
Dopo che l'idumeo Doeg venne da Saul per informarlo e dirgli:
«Davide è entrato in casa di Abimelech».
Perché ti vanti del male
prepotente nella tua iniquità?
Ordisci insidie ogni giorno;
la tua lingua è come lama affilata, artefice di inganni.
Tu preferisci il male al bene,
la menzogna al parlare sincero.
Ami ogni parola di rovina, lingua di impostura.
Perciò Jah ti demolirà per sempre,
ti spezzerà e ti strapperà dalla tenda
e ti sradicherà dalla terra dei viventi.
Vedendo, i giusti saran presi da timore
e di lui rideranno:
«Ecco l'uomo che non ha posto in Dio la sua difesa,
ma confidava nella sua grande ricchezza
e si faceva forte dei suoi crimini».
InI invece come olivo verdeggiante
nella casa di Amlak.
Mi abbandono alla fedeltà di Dio ora e per sempre.
Voglio renderti grazie in eterno per quanto hai operato;
spero nel Tuo Nome, perché è buono,
davanti ai tuoi fedeli.




Sommario:

Alla facoltà di legge

Inaugurazione della Fondazione H.S.I.

Costituzione Riveduta d’Etiopia

Commento al Vangelo di San Giovanni

Preghiera della Croce

La Croce e il Crocefisso

ALL MAN ACTS

Francobolli Imperiali:
Grandi Regnanti Etiopi I


Report: Heartical Vibes

Report: Uprising Festival

Let food be your medicine...


Alla facoltà di legge


L'educazione sviluppa l'intelletto; e l'intelletto contraddistingue l'uomo dalle altre creature. E' l'educazione che rende l'uomo capace di imbrigliare la natura ed utilizzare le sue risorse per il benessere ed il miglioramento della propria vita. La chiave per il miglioramento e la completezza del vivere moderno è l'educazione.

Ma, “L'uomo non può vivere di solo pane”. L'uomo, dopo tutto, è anche composto da intelletto e anima. Perciò, l'educazione in generale, è l'alta educazione in particolare, devono mirare a fornire, oltre a quello fisico, anche il nutrimento per l'intelletto e l'anima. Quell'educazione che ignora la natura intrinseca dell'uomo e tralascia il suo intelletto e la sua potenza nel ragionamento non può essere considerata una vera educazione.

Un'educazione ben organizzata non dovrebbe solamente preparare gli studenti ad una buona remunerazione. Dovrebbe essere un'educazione che possa aiutarli e guidarli nell'acquisizione di un pensiero chiaro, una mente fruttuosa, ed uno spirito elevato.

La persona educata che l'Etiopia e i paesi del suo livello necessitano non è quella che ha stipato briciole di conoscenza nella propria mente. L'individuo educato di cui c'è necessità è colui che usa le idee che ha ottenuto tramite le sue letture, libri, e discussioni per il migliore vantaggio del suo paese e del suo popolo. E' colui che dissemina nuove idee in armonia con gli aspetti economici e sociali della sua comunità di modo che vengano raggiunti risultati fruttuosi. Questa è la persona che può mostrare segmenti di conoscenza che ha accumulato nel suo apprendimento, inventiva in una nuova situazione.

L'Etiopia è un paese con le proprie culture ed i propri costumi. Questi, le nostre culture e usi, oltre che essere l'eredità del nostro passato storico, sono caratteristici della nostra Etiopicità. Non vogliamo che i nostri retaggi e le nostre tradizioni vadano persi. Il Nostro auspicio e desiderio è che l'educazione li sviluppi, li arricchisca e li modifichi.

Voi tutti conoscete lo sforzo continuo che l'Etiopia sta estendendo per sviluppare un'educazione profonda e di alto livello. Abbiamo bisogno di di persone educate e qualificate per la ricerca, per lo studio e lo sviluppo delle risorse del nostro paese, per la tecnologia, per la medicina, per la legge, e per l'amministrazione del nostro popolo in accordo con i loro usi. Queste sono le necessità che Ci obbligano a provvedere, a tutti i livelli, a un'educazione gratuita. E gli studenti, sempre coscienti di questo privilegio, dovrebbero comportarsi in maniera di ricompensare il proprio paese e la propria nazione.

L'opportunità dell'educazione, offerta a pochi nel nostro paese, non è data loro per moda. É data per un proposito, per uno scopo, per un'alta responsabilità, per un uso pieno ed esaustivo, per il beneficio del nostro paese, e per la generazione futura.

Vi abbiamo appena espresso il tipo di risultato e di responsabilità che Noi Ci aspettiamo da voi studenti. E' a voi, membri della Facoltà, che Noi dobbiamo affidarci per tale risultato. Ci rendiamo conto della pesante responsabilità che vi abbiamo affidato. Noi speriamo che anche voi, credendo e accettando le vostre responsabilità come compiti sacri, produrrete per l'Etiopia persone che saranno orgogliose di voi e della loro educazione e pronte per la chiamata in servizio.

Siete voi che dovrete forgiare le menti dei vostri studenti – di modo che essi siano saggi, lungimiranti, intelligenti, profondi nel loro pensiero, devoti al loro paese e fruttuosi nel loro lavoro. Siete voi che dovrete servire da esempio. Da parte loro inoltre, dovranno imparare non solo l'educazione formale ma anche l'autodisciplina che è utile apprendere. Possa il Signore Onnipotente essere con voi nel compimento dei vostri doveri.

14 settembre 1963

Important Utterances of H.I.M. Haile Selassie I” pagg. 24-26

Sis Marianna

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Inaugurazione della Fondazione H.S.I.


Siamo lieti di constatare, come voi avete già affermato, che l’iniziativa tesa a rendere servizio al Nostro Paese apportando migliorie al sistema sanitario e aiutando i disabili, e presa dalla Nostra Fondazione, di cui seguiamo da vicino progressi e lavori, è stata abbastanza soddisfacente. Eppure, è abbastanza ovvio che per aprire ed estendere i rami delle organizzazioni di assistenza sociale nelle varie province così da permettere al Nostro popolo di accedere all’assistenza sanitaria di base, è anche necessario essere certi della cooperazione generale del popolo insieme alla sicurezza finanziaria.

Non intendiamo riservare la causa delle donazioni benefiche per Noi stessi ma anche ispirare altri a fare lo stesso; è con ciò in mente che garantiamo gratuitamente le Nostre tenute e proprietà. Inoltre, ci si aspetta da ognuno di voi che si è assunto questa sacra responsabilità, che il servizio da voi reso non sia fondato sul mero sforzo di guadagnare i vostri salari, ma sulla sincera comprensione delle sfortunate situazioni dei vostri simili, uomini che voi dovreste servire con simpatia, convinzione e fede. La naturale origine di ogni essere umano è nell’essere uomo e per questo pari attraverso la creazione, l’unica differenza risiede nelle opportunità che si rendono disponibili. Oggigiorno, la scienza ha reso possibili invenzioni complesse che vengono messe al servizio dell’umanità.
Eppure, per quanto precisi questi strumenti siano, inclusi computer, nel loro lavoro, ovviamente mancano di quelle caratteristiche umane perfettibili quali la simpatia, la bontà, la generosità e l’altruismo – tutti donati da Dio nella Sua somma saggezza soltanto all’essere umano. Sebbene l’uomo abbia trovato assistenza per se stesso in queste macchine, la sua superiorità risiede nel fatto che è lui il loro inventore ed è egli stesso strumento di Dio.

Seguire il caso di un paziente in agonia con infallibile tenacia, senza considerare se egli sia ricco o svantaggiato, aiutare costantemente i bisognosi sia economicamente che spiritualmente, questo dovrebbe essere lo scopo principale di quelle persone con il vostro tipo di doveri come dovrebbe esserlo di tutti gli impiegati. C’è di più, un individuo responsabile di attività umanitarie, o uno determinato a rendere servizi benefici devono essere preparati a fronteggiare la massima pazienza e lungimiranza, le incomprensioni che potrebbero sorgere, tra persona e persona che necessitano aiuto.

Il denaro è uno strumento, ma non c’è dovere che non possa essere portato pienamente a compimento con il suo mero potere persuasivo; il lavoro delle organizzazioni benefiche non è soltanto la distribuzione di denaro, ma anche quello di donare calore personale, un servizio sincero e incoraggiamento spirituale. Il tempo che spendiamo nel compimento di tali doveri è il fattore determinante che dimostra che l’essenza del valore individuale di ognuno non è annullata.

Vorremmo menzionare con gratitudine i nomi di Woizero Woleteyes, erede di Leeke-Mequas Haile Mariam, Woizero Laketch Birknesh, Sheh Seyeed Abiyu, il Sig. J.G. Shah residente nel Nostro Paese, e altri che hanno donato le proprietà a questa Fondazione. Le azioni di queste persone assicurano loro sia soddisfazione spirituale che uno spazio di importanza storica poichè i loro nomi saranno ricordati assieme ai loro risultati per il bene comune.Ringraziamo anche la Repubblica Federale Tedesca, il Governo di Sua Maestà la Regina di Inghilterra, e le organizzazioni internazionali che hanno offerto il proprio sostegno verso questa Fondazione. Poiché sono solo la vostra coscienza e il vostro Creatore a continuare a guardare e controllare da vicino le vostre diverse attività, Noi speriamo che quelli di voi, che stanno al momento lavorando o verranno chiamati a servire in questa Fondazione, renderanno un servizio e porteranno a termine i propri incarichi con piena e totale devozione e consapevolezza. Preghiamo Dio che possa garantire le Sue benedizioni ai compiti benefici e sociali realizzati grazie a questa Fondazione.

2 Settembre 1965

Estratto da “Selected Speeches of H.I.M. Haile Selassie I”, pagg.620-622

Bro Viktor

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Costituzione Riveduta d’Etiopia
Come promulgata da
Sua Maestà Imperiale Haile Sellassie I


CAPITOLO 1.
(segue dalla newsletter di Luglio 2014)


L’Impero Etiopico e la Successione al Trono

Articolo 14

Per tutto il periodo della Sua minore età il luogo di residenza dell'Imperatore sarà il Palazzo Imperiale. Ogni assenza da esso per motivi di viaggio o per scopi educativi dovrà essere autorizzata dalla legge. Al raggiungimento dell'età di dodici anni l'Imperatore potrà svolgere apparizioni ufficiali seguite dal Consiglio della Reggenza, i Principi, i “Balabats” (nobiltà) ed i Dignitari (Mekuanent).

Articolo 15

Ogni membro della Famiglia Imperiale, che, essendo idoneo alla successione, sposa uno straniero o che si sposa senza il consenso dell'Imperatore, del Reggente o del Consiglio della Reggenza, come vuole il caso, dovrà rinunciare a tutte le prerogative Imperiali per se stesso e per i suoi discendenti.

Articolo 16

La Famiglia Imperiale dovrà includere tutti gli ascendenti ed i discendenti dell'Imperatore in linea diretta, insieme ai loro coniugi, con l'eccezione di coloro che non soddisfano le disposizioni di cui all'Articolo 15 o che non professano la Fede Ortodossa d'Etiopia.

Articolo 17

Lo status, la posizione, i doveri, le responsabilità, i privilegi, gli emolumenti, i viaggi all'estero e la condotta dei Principi e dei membri della Famiglia Imperiale saranno ponderati dal Consiglio della Corona di volta in volta e le loro raccomandazioni al riguardo saranno comunicate all'Imperatore per ulteriori azioni.

Articolo 18

Alla morte dell'Imperatore vi sarà un periodo di lutto a tempo pieno nazionale di tre mesi seguito da un periodo di lutto a tempo parziale di sei mesi, e dopo la morte dell'Imperatrice vi sarà un periodo di lutto a tempo pieno nazionale di due mesi seguito da un periodo di lutto a tempo parziale di quattro mesi. L'Imperatore dovrà proclamare periodi minori di lutto nazionale a tempo pieno o parziale per quanto riguarda le morti di altri membri della Famiglia Imperiale salvo che la durata del lutto nazionale potrebbe causare il rinvio di una Incoronazione per più di un anno dalla data della successione alla Corona dell'Imperatore o per il Suo raggiungimento dell'età di diciotto anni. Nel caso in cui l'Incoronazione si svolga durante un periodo di lutto a tempo pieno o parziale, tale periodo di lutto dovrà terminare sette giorni prima dell'Incoronazione.

Articolo 19

(a) Le insegne regie della Corona comprese tutte le insegne regie dell'Imperatrice e del Principe Ereditario sono inalienabili come appartenenti all'Impero.

(b) A decorrere dalla data della proclamazione della presente Costituzione, tutte le proprietà registrate a nome della Corona (Bete Mengist) sono tenute in amministrazione fiduciaria per la Corona sotto la tutela dell'Imperatore e sono inalienabili.

(c) E' diritto dell'Imperatore amministrare tutte le proprietà inalienabili della Corona e tutti i profitti e le entrate da lì provenienti a vantaggio della Corona e dell'Impero; di ricevere e gestire uno stanziamento annuale dalla Tesoreria Imperiale che, come previsto dalla legge, con i suddetti profitti ed entrate, dovrà essere adeguato per il compimento delle Sue funzioni sotto la presente Costituzione. In caso di Reggenza, la lista civile dovrà essere annualmente stabilita dalla legge.

(d) Tutte le proprietà detenute nel nome dell'Imperatore o dei membri della Famiglia Imperiale sono di proprietà privata e, in quanto tali, sono sotto lo stesso regime di quello applicabile a tutte le proprietà dei cittadini dell'Impero.

(e) La Corte dell'Imperatore dovrà essere sotto la Sua direzione, e potrà formulare tutte le disposizioni che Egli riterrà opportune. Egli potrà, a piacere, nominare o allontanare da tutte le cariche della Sua Corte, tutte le persone che Egli riterrà necessarie.

Articolo 20

Dopo l'istituzione di un Consiglio della Reggenza, ogni suo membro dovrà prestare, alla presenza dell'Imperatore, il seguente giuramento che sarà amministrato dall'Arcivescovo:
"Nel nome dell'Onnipotente, e come membro del Consiglio della Reggenza, con la presente giuro di difendere con tutte le mie forze i diritti, i privilegi e le eredità di Sua Maestà l'Imperatore per tutto il tempo in cui rimarrò membro del Consiglio della Reggenza; che rispetterò e difenderò in ogni momento la Costituzione; e che in tutte le mie azioni e comportamenti, in quanto membro di tale Consiglio, sarò sempre motivato dal rispetto per la Costituzione e dalla decisione irremovibile di proteggere i diritti, i privilegi e le eredità di Sua Maestà l'Imperatore in modo tale che esse siano intatte nel momento in cui Lui sarà unto ed incoronato Imperatore d'Etiopia. Così Dio mi aiuti."
L'Arcivescovo dovrà egli stesso prestare lo stesso giuramento.

Articolo 21

In occasione della Sua Incoronazione, l'Imperatore dovrà prestare il seguente giuramento:
"Nel nome di Dio Onnipotente, Noi .................. Imperatore d'Etiopia giuriamo che sosterremo e difenderemo la Costituzione dell'Impero; che governeremo i Nostri sottoposti con pazienza ed attenzione per il loro benessere generale ed in accordo con la Costituzione e la legge; e difenderemo fedelmente, con tutti i mezzi in Nostro potere, l'integrità ed il territorio del Nostro Impero; che assisteremo fedelmente all'esecuzione imparziale di tutte le leggi approvate dal Parlamento e da Noi proclamate; che professeremo e difenderemo la Sacra Fede Ortodossa basata sulle dottrine di San Marco di Alessandria, professata in Etiopia dai tempi dei Santi Imperatori Abreha e Atsbiha; che promuoveremo sempre il benessere spirituale e materiale e la crescita dei Nostri sottoposti; che, con l'aiuto dell'Onnipotente, manterremo fedelmente le promesse che abbiamo qui intrapreso. Così Dio Ci aiuti.

Articolo 22

In occasione dell'Incoronazione dell'Imperatore, se con più di dodici anni di età, il Principe Ereditario o il Presunto Erede, come vorrà il caso, tutti i membri del Consiglio della Corona e tutti i membri del Parlamento dovranno individualmente prestare un giuramento di ossequio e di fedeltà all'Imperatore.

Articolo 23

In applicazione delle disposizioni dell'articolo 22, il Principe Ereditario o il Presunto Erede, come vorrà il caso, presteranno il seguente giuramento:
"In nome dell'Onnipotente, con la presente giuro che osserverò fedelmente tutti i precetti e direttive del mio Augusto Padre ("Sovrano" nel caso di un Presunto Erede) e mi sforzerò sempre di rispettare i Suoi desideri e di non ricercare dopo ciò quello che non mi è dato, e di non essere impaziente come Adonias o audace come Abeselom; che professerò e difenderò sempre la fede della nostra Chiesa Ortodossa. Giuro che, con l'aiuto dell'Onnipotente, manterrò fedelmente le promesse che ho qui intrapreso. Così Dio mi aiuti".
Nel caso in cui il suddetto giuramento non sarà stato prestato in occasione dell'Incoronazione sia dal Principe Ereditario che dal Presunto Erede, come vorrà il caso, esso (il giuramento) dovrà essere prestato di fronte all'Imperatore da parte del Principe Ereditario o del Presunto Erede, come vorrà il caso, al raggiungimento dell'età di diciotto anni.

Articolo 24

In applicazione delle disposizioni dell'articolo 22, i membri del Parlamento dovranno prestare il seguente giuramento:
"Nel nome dell'Onnipotente, con la presente giuro alleanza e fedeltà al mio Sovrano, Sua Maestà Imperiale ............... e che rispetterò fedelmente, come membro del Parlamento, le leggi e la Costituzione dell'Impero e che non rivelerò nessun segreto o informazione confidenziale rivelatemi in relazione ai miei doveri sociali ed alla mia posizione. Così Dio mi aiuti."

Articolo 25

In applicazione delle disposizioni dell'articolo 22, i membri del Consiglio della Corona dovranno prestare il seguente giuramento:
"Nel nome dell'Onnipotente, con la presente giuro alleanza e fedeltà al mio Sovrano, Sua Maestà Imperiale ................ e che rispetterò fedelmente, come membro del Parlamento, le leggi e la Costituzione dell'Impero e che non rivelerò nessun segreto o informazione confidenziale rivelatemi in relazione ai miei doveri sociali ed alla mia posizione. Così Dio mi aiuti."

(Continua nei prossimi numeri della newsletter)

Bro Ghebre Sellassie / Sis Tseghe Selassie

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Commento al Vangelo di San Giovanni


di Yohannes Afeworq
Discorso secondo – parte seconda


4. - Sta bene, direte, ma perché trascurando il Padre, egli ci parla del Figlio? Per il fatto che il Padre era già conosciuto da tutti, se non come Padre almeno come Dio: l’Unigenito invece era ignorato. Perciò l’evangelista si affretta, fin dal suo esordio, a dar notizia di Lui a quanti non lo conoscevano. E del resto, in questo suo discorso non ha taciuto affatto del Padre. Ma notate la sua ispirata saggezza. Egli sa che gli uomini, fin dai tempi più remoti e prima di ogni altra cosa, compresero che Dio esiste e cominciarono ad adorarlo e a rendergli il culto dovuto. Perciò, nell’esordio, scrive anzitutto la parola “principio” che, come spiega nel seguito del discorso, ha lo stesso significato della parola “Dio”. Non nel senso di Platone, il quale dice che l’uno è l’intelletto e l’altro è l’anima: cose che sono entrambe ben lontane da quella natura divina ed immortale, la quale non ha niente in comune con noi, ma è inaccessibile alle creature che volessero entrare in comunione con essa (intendo una comunione di sostanza, non di relazione). Per questo lo chiamò Verbo. Poiché infatti si apprestava ad insegnarci che questo Verbo è l’Unigenito Figlio di Dio, affinché nessuno sospettasse che si trattava di una generazione soggetta alle vicissitudini di questo mondo, dopo aver premesso questo appellativo al Verbo, eliminò ogni sospetto, dichiarando che il Figlio è generato da Dio e che anche il Figlio è immutabile e impassibile.

Vedi dunque che l’evangelista, come ho già detto, mentre parlava del Figlio non ha taciuto affatto del Padre? E non stupirti se questi argomenti non ti sembrano sufficienti a chiarire ogni aspetto su questo soggetto. Il nostro discorso infatti è su Dio, nei cui riguardi non siamo in grado di esprimere e neppure di pensare concetti adeguati, tanta è la sua grandezza. Per questo egli non usa mai il vocabolo “sostanza”: nessuno infatti può dire che cosa sia Dio secondo la sostanza, benché Dio stesso si mostri a noi, ovunque e di continuo, per mezzo delle opere create.

È da notare, poi, che questo Verbo è detto più avanti luce e che, a sua volta, la luce è chiamata vita. E non solo per questo motivo l’evangelista lo ha chiamato così, anzi, se questa è la prima ragione, ve n’è un’altra non meno importante; e cioè che Egli ci avrebbe annunziato le cose del Padre; dice infatti: “Tutto quello che ho udito dal Padre mio, l’ho fatto conoscere a voi”5. Lo chiama poi anche la vita e la luce, poiché Egli ci ha donato la luce della conoscenza e la vita che indi proviene. Insomma, non un solo nome, né due, né tre, ne molti sono sufficienti per spiegare l’essenza di Dio; e pertanto dobbiamo ritenerci fortunati, se riusciamo a farci un’idea sia pure confusa, servendoci di innumerevoli appellativi, della sua infinita perfezione. L’evangelista non lo ha chiamato semplicemente “Verbo”, ma lo ha distinto dalle altre parole, premettendovi l’articolo.

Vedete dunque che non ho detto a caso che questo evangelista ci parla del cielo? Notate com’egli, fin dall’esordio, abbia subito trascinato le menti e le anime degli ascoltatori ad altezze sublimi. Dopo averle elevate al di sopra delle cose sensibili, cioè al di sopra della terra, del mare e del cielo, le ha persuase a salire anche al di sopra dei Cherubini, dei Serafini, dei Troni, dei Principati, delle Potestà, al di sopra, insomma, di ogni creatura. E perché? Dopo averci innalzato a tanta altezza, aveva forse il potere di farci restare lassù? No certamente; ma come qualcuno che abbia trasportato in alto mare chi se ne stava sulla riva e guardava la città, le spiagge ed i porti, ha allontanato, è vero, costui da tutte queste cose, ma ha offerto ai suoi sguardi lo spettacolo di orizzonti sconfinati, così l’evangelista, dopo averci sollevato al di sopra di ogni creatura ed averci quasi trasferiti nell’eternità antecedente la creazione, ci lascia con gli occhi della mente attoniti nel rimirare le cose superne senza poterne scorgere la fine, essendo esse, in realtà, infinite. Quando infatti la nostra ragione risale al principio, cerca che cosa sia tale principio: poi, quando ritrova quell’era, retrocedendo sempre più nel tempo con l’immaginazione, non trova dove possa fermarsi; alla fine, vedendo che, per quanto indaghi attentamente, non può mai raggiungere un termine iniziale, ridiscende stanca alle cose inferiori. Infatti l’espressione “In Principio era”, non significa altro se non che Dio è sempre stato ed è eterno.

Considerate se non sia questa la vera filosofia e se non siano queste delle verità divine, che non hanno niente a che vedere con le teorie dei filosofi greci, i quali non seppero superare il concetto del tempo, tanto da affermare che alcuni dèi erano più vecchi ed altri più giovani. Ma nessuna idea di tal genere ha trovato accoglienza da parte nostra. Se infatti Dio esiste, come sicuramente esiste, niente vi era prima di Lui; se è il creatore di tutte le cose, è anche il primo essere; se è il padrone ed il Signore di tutte le cose, tutto è a Lui posteriore, sia le creature come i secoli.

Volevo passare alla trattazione di altri argomenti, ma forse le vostre menti sono stanche e affaticate. Perciò,dopo alcune esortazioni che saranno quanto mai utili per farvi capire ciò che è stato detto e quel che resta ancora da dirsi, terminerò il mio discorso. Quali sono queste esortazioni? So che molti s’infastidiscono nell’ascoltare discorsi troppo lunghi. Ciò accade quando l’anima è oppressa da molte cure e affanni terreni. Del pari lo sguardo, quando è puro e terso, vede lontano e non dura fatica a distinguere oggetti piccolissimi. Ma quando dalla testa discende sugli occhi qualche umore cattivo, o una sorta di densa nebbia sale dalle parti inferiori del corpo, le pupille si oscurano e non possono distinguere chiaramente neppure gli oggetti più grandi. La stessa cosa accadeall’anima. Quando essa è pura e monda da ogni torbida passione scorge con perspicacia l’essenza di ogni questione; ma quando, offuscata dalla bramosia di beni terreni, ha perduto la sua primitiva virtù, non può comprendere facilmente alcun argomento di carattere elevato e spirituale. Anzi, si stanca e si abbatte subito, cade nell’inerzia e nel sonno, trascura di coltivare la virtù e non si sforza di progredire nella vita spirituale.

5. - affinché questo non accada anche a voi (non mi stancherò mai di ripetervi queste raccomandazioni) , rinvigorite il vostro animo, se non volete sentirvi dire quel che Paolo disse ai fedeli Ebrei. Egli infatti, rivolgendosi ad essi, disse di dover parlare di cose grandi e di difficile interpretazione, non perché tali discorsi fossero in sé stessi difficili, bensì perché, egli dice, “siete diventati duri di orecchie”6. In realtà, chi è tardo e debole, si stanca, sia con un discorso breve, come con uno lungo e crede che siano difficili da capire le cose che invece sono chiare ed evidenti.

Nessuno di voi si trovi dunque così mal disposto, ma, messa da parte ogni preoccupazione mondana, ascoltate attentamente l’esposizione di queste verità. Quando, infatti, l’uditore è preso dalla bramosia del denaro, non può certo ascoltare con attenzione; la sua anima non può contenere contemporaneamente parecchie passioni, ma una passione scaccia via l’altra e l’anima finisce col venir fiaccata dal dissidio interiore e col divenir preda della passione prevalente. È quel che succede, di solito, anche nei confronti dei figli. Quando se ne ha uno solo, lo si ama oltre misura, ma quando se ne hanno molti, l’affetto, essendo diviso, si manifesta per ciascuno di essi alquanto attenuato. Ma se ciò accade quando si tratta di amore doveroso, imposto dalla natura stessa, e quando gli oggetti dell’affetto hanno una comune origine, che cosa diremo di quegli affetti che nascono dalla libera scelta della volontà, specialmente quando tali affetti sono tra loro contrastanti? L’amore per il denaro è infatti opposto all’amore per questa dottrina. Quando entriamo qui, entriamo in paradiso. Non parlo del luogo in se stesso, ma dei sentimenti che qui regnano. Chi infatti è fisicamente su questa terra, può essere in cielo con la mente e pensare, anzi, udire cose celesti. Nessuno dunque si porti in cielo cose terrene, nessuno mentre si trova qui, abbia preoccupazioni economiche. Le nostre case e i nostri affari hanno, semmai, bisogno di ricevere la benedizione divina che riceve chi entra in questa chiesa, mentre non si deve portare qui il fardello delle preoccupazioni per la propria casa e per gli affari. Ci accostiamo infatti al trono della sapienza, proprio per deporre fuori di qui ogni preoccupazione mondana. Se invece dovessimo seguitare ad essere angustiati, sia pure per poco, dalle cose che si dicono o si fanno al di fuori, è meglio che ci asteniamo del tutto dal fare qui il nostro ingresso.

Nessuno, dunque, mentre sta in chiesa pensi alle cose di casa sua, ma pensi invece, anche stando in casa, alle cose di chiesa. Queste siano per noi le più importanti di tutte: riguardano infatti l’anima, mentre quelle altre riguardano il corpo; o meglio, quanto qui viene detto giova sia al corpo che all’anima. Perciò occupiamoci prevalentemente delle cose spirituali, che sono le più importanti, e poi di tutte le altre, come cose accessorie e secondarie. Le prime sono vantaggiose sia per la vita futura che per quella presente; le altre , invece, non recano vantaggi né temporali né spirituali, se non vengono cercate in conformità della legge divina. Qui si impara a conoscere, non soltanto quel che saremo dopo la vita presente e come vivremo lassù, ma anche la ragione per cui dobbiamo vivere su questa terra. Questa è infatti la casa del medico spirituale, dove vengono curate le ferite che riceviamo fuori; non andiamocene però di qui, avendone ricevute delle altre. Se, infatti, non accogliamo nelle nostre anime le parole dello Spirito Santo, non solo non ci verranno rimessi i peccati commessi in precedenza, ma ne commettiamo altri.

Prestiamo dunque attenzione al libro santo, che ci viene ora spiegato nei suoi significati più riposti. Se ora impareremo bene i principi fondamentali della dottrina, in seguito il suo apprendimento non ci costerà più sforzo: con un po’ di fatica all’inizio, saremo poi in grado di fare, come dice Paolo, da maestri agli altri.

Il nostro apostolo ed evangelista, infatti, si eleva ad altezze mai raggiunte, i suoi scritti sono densi di profonde verità, che egli espone più esaurientemente di tutto il resto. Di grazia, non lo ascoltiamo distrattamente noi vi spieghiamo tutto un po’ alla volta, affinché vi riesca di facile comprensione e non vi esca più dalla memoria. Facciamo dunque in modo da non temere di sentirci rivolgere quella tremenda accusa che suona: “Se io non fossi venuto e non avessi parlato, non avrebbero colpa”7 . Che cosa avremo di più di costoro che non prestarono ascolto, se dopo la predica non riporteremo a casa alcun profitto spirituale, ma ci limiteremo ad ammirare l’eloquenza del predicatore? Fateci dunque seminare nella buona terra; fate in modo che noi ci sentiamo sempre più attratti da voi. E se qualcuno ha delle spine, lo Spirito santo le distrugga col suo fuoco; se qualcuno ha il cuore duro e ostinato lo renda, con lo stesso fuoco, tenero e mite. Se qualcuno, mentre si trova per la strada, è invaso da una moltitudine di pensieri, rientri nel suo intimo, non dia ascolto a quelli, che tentano di entrare in lui per impossessarsene; tutto ciò, affinché noi possiamo vedere le nostre messi crescere rigogliose.

Se dunque disporremo così noi stessi e se assisteremo al sermone spirituale con grande attenzione, potremo liberarci, se non subito, un po’ per volta, di tutte le preoccupazioni mondane. Comportiamoci perciò in modo che non si dica di noi: “Sono aspidi sordi le loro orecchie”8. In che cosa, di grazia, un simile uditore si distingue da una bestia? Come non possiamo considerare più stolto di qualsiasi creatura priva di ragione, chi non presta attenzione a Dio che parla? Se è proprio dell’uomo di cercare di piacere a Dio, chi non vuole ascoltarlo per poter ottenere ciò, non può essere paragonato ad altro che una bestia. Pensate dunque quale grande male sia, mentre il Krestos vuole fare diventare noi uomini uguali agli angeli, se noi, da uomini, ci trasformiamo in bestie. Infatti il servire al proprio ventre, l’essere in preda alla bramosia del denaro, l’adirarsi, il mordere, il tirar calci, non sono cose che si addicono ad uomini, ma alle bestie. Anzi, ogni animale segue quell’istinto che la natura ha messo in lui; ma l’uomo che disconosce la fonte stessa dell’intendere e si rifiuta di regolare la sua vita secondo il volere di Dio, è come se si ammalasse della peggiore delle malattie; non diventa semplicemente una bestia, ma uno strano mostro orribile a vedersi e non merita perdono, perché va contro la propria natura. La sua malvagità deriva infatti soltanto dalla sua libera volontà.

Con ciò resti lontano da noi il sospetto che qualche membro della Chiesa del Krestos agisca così: di voi infatti non pensiamo altro che bene, e cioè che vi salverete tutti. Ma quanto più confidiamo che le cose stiano così, con tanto maggiore zelo continueremo ad esortarvi, nei nostri discorsi, a vigilare affinché possiamo, dopo aver toccato il vertice della virtù, ottenere i beni che ci sono stati promessi. Voglia il cielo che possiamo goderne, per la grazia e la bontà del Signore nostro Iyasus Krestos, per mezzo del quale e con il quale sia gloria al Padre, insieme allo Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Così sia.

5 Gv. 15, 15;
6 Ebr. 5, 11;
7 Gv. 15, 22;
8 Sal. 57, 5.

Bro Ghebre Sellassie

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Preghiera della Croce

di Gyiorghis di Sagla

In nome di Dio che è il primo senza ieri,
del tempo mediano senza oggi,
degli ultimi giorni senza domani,
dei giorni antichi senza età,
Creatore di tutto senza spossatezza,
e mare di compassione senza limite,
Ecco, scriviamo la Preghiera della Croce, indirizzandoci ai suoi magnifici attributi,
ed ecco, dichiariamo la sua gloria, riferendoci alle profezie che sono state
proclamate a riguardo prima d'ora.
La Croce è un albero di vita.
La Croce è una pianta medica.
La Croce è un albero di profezia.
La Croce è un albero di riposo.
La Croce è un'ascia di perdizione contro Satana, ed una spada
per tagliare le teste dei demoni.
La Croce è un giavellotto di fuoco che trafigge gli spiriti malvagi,
e una freccia di fulmine che percuote i soldati del Diavolo.
La Croce è una fortezza che colui che non porta il sigillo della Trinità
non può raggiungere.
La Croce è uno scudo di giustizia da destra a sinistra.
La Croce è un'arma di guerra, come l'Apostolo Paolo ha detto,
“Il vostro combattimento non è contro carne e sangue”.
La Croce è una corazza di fede che né i graffi di una freccia possono lacerare
né lance e giavellotti possono colpire.
La Croce è fatta ad immagine delle mani di Mosè nel deserto
di Refidin per combattere Amalek.
La Croce è ciò che ha addolcito le acque amare del deserto di Shur
quando fu posta lì dalle mani di Mosè.
La Croce è un sigillo di santità e purezza.
La Croce è una corona di vittoria per i combattenti ed una decorazione
di gloria per gli invitati alle nozze dell'agnello.
La Croce è una sorgente che non si prosciuga ed un pozzo
d'onore riempito di benefici.
La Croce è l'albero del Giardino (dell'Eden) che i quattro fiumi (*Pison, Gihon, Tigre, Eufrate) irrigano.

Oh legno che è stato santificato dal sangue del suo Dio e che fu immerso nell'acqua
che sgorgò dal fianco del suo Creatore!
Oh legno che è diventato una corona per gli alberi del Paradiso ed onore
per gli alberi delle regioni selvagge!
Oh legno che è diventato un altare per il massacro dell'Agnello
del Signore degli Eserciti!
Oh legno che sei diventato un altare per la Pasqua per il Dio d'Israele!
Oh legno che sei diventato una sorgente di vino del Mistero del Golgota!
Oh legno da cui il sangue dell'alleanza e della legge è sgocciolato per
il sigillo del fedele!
Oh legno da cui è scorso un ruscello per lavare la pecora benedetta!
Oh legno che ha santificato la terra, che ha firmato il cielo ed ha benedetto il mondo
intero con la benedizione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo!
Oh legno che hai reso compartecipi quelli celesti con quelli terrestri!
Oh legno che hai salvato Adamo dall'errore e liberato Eva dall'agonia della morte!
Oh legno di cui è scritto nella Torah e nei Profeti, e che è stato predicato
apertamente dagli Apostoli!
Oh legno che ha disperso coloro che l'hanno piantato ed ha portato
insieme coloro che vi hanno creduto!
Oh legno che ha costituito la Chiesa nella Fede in Gesù Cristo!
Oh legno che ha condito l'insapore e purificato lo sporco!
Oh legno che ha esaltato l'indigente e giustificato il peccatore!
Oh legno che ha fortificato il debole e curato il malato!
Oh legno che ha moltiplicato i pochi e che ha dato saggezza allo stolto!
Oh legno che ha reso la sterile feconda ed illuminato l'oscurità!
Oh legno che sei il vanto del mondo intero.
Esaltiamo la gloria della Croce con la nostra mente vigile, con i nostri occhi aperti, con le nostre labbra gioiose. O Signore la gloria della Tua Croce risveglia gli indolenti e fa loro raggiungere la comunità dei diligenti nella glorificazione.

Estratto da “Wedase Mesqel”, Gyiorghis di Sagla.

Sis Tseghe Selassie

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La Croce e il Crocefisso


La croce è uno degli emblemi più importanti della Chiesa d’Etiopia e simbolizza la redenzione tramite la morte di Gesù Cristo. Il termine crocefisso sta ad indicare una croce con apposto l’immagine del Salvatore sofferente, mentre la croce è una struttura di legno o metallo formato da un elemento verticale e uno orizzontale.

La tradizionale festa del ritrovamento della vera Croce da parte di Sant’ Elena è molto antica e l’evento viene commemorato dalla chiesa durante la festa del ritrovamento della Croce, chiamata Masqal, il 27 di Settembre.

In ogni chiesa ci sono molte croci di legno e argento,alcune piccole alcune grandi, recanti l’immagine della Crocifissione. C’è una larga croce di bronzo rosso che viene usata dal prete la Domenica e nella Messa giornaliera, invece quella larga d’argento con l’immagine di nostro Signore, nasce per essere usata solo durante le festività. Il diacono tiene le grandi croci con un manico di legno, chiamato mastor, per paura di toccarla. Una delle piccole croci di argento la tiene il prete officiante per svolgere il suo servizio.

La croce Etiopica è generalmente la croce Greca con delle elaborazioni, ed è molto usata per scopi ornamentali e pratici. Il crocefisso non è conosciuto, poiché immagini scolpite non sono ammesse.

La croce è una delle insegne degli ecclesiastici; il prete o il vescovo tengono sempre una croce nella mano sinistra la quale viene baciata dalle persone all’interno o all’esterno. È usata per la Messa, nell’amministrazione dei sacramenti, in processioni, sulle tombe dei morti e in molte altre occasioni. Attaccata ad una corda o ad una catenella è indossata intorno al collo di quasi tutti i Cristiani dall’infanzia alla morte. La vera, genuina e santa venerazione, la grandezza, la magnificenza e solennità con cui i Cristiani Etiopi trattano la croce, non verrà mai compresa da nessuno finchè non si assiste all’antica e intramontabile festa del Masqal, una giornata di servizio religioso solenne e di gioiose celebrazioni secolari. La tradizione vuole che la Santa Croce portata alla luce dalla Regina Elena fu divisa in quattro segmenti, ciascuno di essi andò al Patriarca di Roma, Costantinopoli, Alessandria e Antiochia. Il frammento che andò ad Alessandria fu infine portato in Etiopia ed è preservato nella chiesa di Egziabher Ab nel monastero di Gishen, nelle inquietanti montagne di Ambessel nel profondo del Governatorato generale del Wollo.


Estratto da “The Ethiopian Ortodox Church – Addis Ababa 1970

Bro Tino

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ALL MAN ACTS
Brevi Cronache Sommarie del Regno del Figlio dell’Uomo


Settembre 1965, anno 1957/8 del calendario etiopico e 73.mo della Nascita di S. M. I. Hayle Selassie I.

2 settembre – In occasione del decimo anniversario della Fondazione Haile Selassie I, S. M. l’Imperatore inaugura nella capitale la nuova sede dell’ente, per la cui costruzione sono stati spesi 450.000 dollari. Rispondendo al discorso inaugurale di Ato Abbebe Chebbede, amministratore generale della Fondazione, il Sovrano sottolinea di aver creato la Fondazione perché essa possa servire un fine benefico ed esorta coloro che hanno assunto la responsabilità di amministrare l’ente a dar prova di “comprensione per le sfortunate condizioni dei vostri simili, che dovreste servire con simpatia, convinzione e fede”. – Al Palazzo del Giubileo S. M. l’Imperatore riceve le credenziali del nuovo ambasciatore del Senegal in Etiopia, S. E. R. Maleski.

3 settembre – Parlando alla conferenza sull’educazione elementare che si svolge all’Università Haile Selassie I di Addis Abeba. S. M. l’Imperatore indica ai partecipanti i grandi valori della missione dell’ insegnante e li esorta a fare sempre del loro meglio per una maggiore diffusione dell’educazione nel paese. Gli artisti e i produttori del film etiopico “Hirut” vengono ricevuti in udienza dal Sovrano, il quale porge loro dei doni e li incoraggia a perseverare sulla strada intrapresa. – Una missione economica giapponese arriva ad Addis Abeba per studiare le possibilità di aumentare gli scambi commerciali fra l’Etiopia ed il Giappone. I membri della missione cominciano in giornata i loro contatti con funzionari governativi ed operatori economici locali.

6 settembre – Al Vecchio Ghebbì S. M. l’Imperatore riceve in udienza prima S. E. Diallo Telli, segretario generale dell’OUA, e poi i quindici membri della missione economica giapponese. Nel pomeriggio il Sovrano inaugura una esposizione organizzata dalla scuola di Belle Arti nelle aule della scuola secondaria Menelik II. Sua Santità Abuna Theophilos, ff. di Patriarca, distribuisce i relativi certificati a 66 religiosi che hanno seguito un corso estivo di teologia.

7 settembre – In un messaggio al presidente Ayub Khan del Pakistan e al primo ministro Lal Bahadur Shastri dell’India, S. M. l’Imperatore si appella per un immediato cessamento del fuoco nel Kashmir, in conformità, con la decisione in tal senso del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Al Vecchio Ghebbì il Sovrano riceve in udienza i membri di una missione di buona volontà canadese latrice di un messaggio del proprio governo.

8 settembre – Il Sovrano riceve al Vecchio Ghebbì tre esperti in cartografia giunti nella capitale per uno studio connesso alla decisione di istituire un centro cartografico comune africano. Successivamente S. M. l’Imperatore riceve l’industriale indiano R. P. Goenka, venuto in Etiopia per realizzare una nuova industria tessile e poi un esperto britannico assunto dal Dipartimento per la preservazione della fauna selvatica etiopica. – In un telegramma a U-Thant il Sovrano esprime soddisfazione per la decisione del segretario dell’ONU di recarsi in Pakistan e in India e di compiere ogni sforzo per far cessare le ostilità. – Giunge nella capitale per contatti con funzionari governativi ed operatori economici locali, una missione industriale indiana.

9 settembre – S. M. l’Imperatore propone che i capi di Stato e di Governo dei paesi membri dell’ONU partecipino alla ventesima assemblea generale dell’Organizzazione per discutere la questione indo-pakistana e gli altri grandi problemi internazionali. – Al Palazzo imperiale di Asmara S. A. il degiasmac Asrate Cassa offre un ricevimento in onore dei delegati e osservatori partecipanti al seminario sul controllo delle locuste organizzato dalla FAO e dalla WMO.

10 settembre – S. M. l’Imperatore riceve al Palazzo del Giubileo le credenziali di S. E. B. Bomhadie, nuovo ambasciatore del Marocco in Etiopia. – Il Sovrano riceve la signorina Margaret John Ansett, rappresentante dell’agenzia tecnica dell’ONU, il signor Mohamed Hassen Saadu, direttore di una rivista di Aden e quindici studenti etiopici rientrati in patria al termine dei loro studi all’estero. – S. E. Ato Ketema Yifru, ministro di Stato al Ministero degli Affari Esteri, viene insignito della massima onorificenza messicana per il suo contributo al mantenimento della pace, della libertà, del diritto e della sovranità degli Stati e per i suoi sforzi tendenti a raggiungere l’unità africana. – Una delegazione etiopica ad alto livello, facente parte del corpo consultivo istituito fra l’Etiopia e il Kenia, parte per Nairobi. – Nel suo radio discorso alla nazione, alla vigilia del Nuovo Anno etiopico, S. M. l’Imperatore, dopo aver tratteggiato ciò che è stato compiuto nell’anno trascorso, afferma che l’Etiopia è pronta a continuare i suoi sforzi alla ricerca della pace e del progresso dell’umanità. – Il nuovo ambasciatore della Finlandia in Etiopia, ricevuto al Palazzo del Giubileo, presenta a Sua Maestà l’Imperatore le sue credenziali.

11 settembre – L’intera nazione festeggia in grande letizia l’inizio del 1958.

12 settembre – In base ad un accordo precedentemente raggiunto fra i due paesi, giungono in Etiopia i primi volontari del Peace Corps della Svezia.

13 settembre – L’ambasciatore del Pakistan in Etiopia, S.E. Vagar Ahmed Hammadi, ricevuto al Palazzo del Giubileo, consegna al Sovrano un messaggio del presidente Ayub Khan. – S. E. Ato Yilma Deressa, ministro delle Finanze, parte per Washington. Nella capitale statunitense egli presiederà la conferenza annuale della Banca Mondiale. – Si celebra in tutto il paese la “Giornata del Diritto mondiale”, indetta da S. M. l’Imperatore in coincidenza con l’anno di cooperazione internazionale.

14 settembre – Ricevuto in udienza al Palazzo del Giubileo, S. E. Jai Kumal Atal, ambasciatore indiano in Etiopia, consegna a S. M. l’Imperatore un messaggio del premier Shastri. – Parte per la Turchia la delegazione etiopica che parteciperà alla seconda conferenza internazionale sul commercio del tabacco.

16 settembre – S. M. l’Imperatore visita il palazzo Imperatrice Zeuditu Menelik, eretto con la spesa di 760.000 dollari per ottenere un reddito fisso da devolvere a favore di opere benefiche.

17 settembre – La Banca etiopica degli Investimenti cambia la sua denominazione in Corporazione etiopica degli Investimenti e raddoppia il suo capitale portandolo a 20 milioni di dollari.

18 settembre – Parte per New York la delegazione etiopica capeggiata da S. E. Ato Ketema Yifru che parteciperà alla ventesima assemblea generale dell’ONU.

19 settembre – Per contribuire ad alleviare le sofferenze prodotte in Kenia dalla carestia, S. M. l’Imperatore dispone l’invio di un contributo di 5.000 sterline.

20 settembre – Inviati in missione di pace in giro per il mondo dal presidente Johnson, gli astronauti americani Gordon Cooper e Charles Conrad giungono ad Addis Abeba, accolti dalla popolazione con grande entusiasmo. Il Sovrano li riceve in udienza al Palazzo del Giubileo. - Comincia al Palazzo Africa una conferenza del comitato per il Mediterraneo orientale dell’O.M.S. Il ministro etiopico della Sanità, S. E. Ato Abbebe Retta, inaugurando la conferenza, legge ai delegati un messaggio del Sovrano nel quale è vivamente elogiata l’attività dell’OMS nel mondo.

21 settembre
– Gli astronauti americani, dopo aver visitato Addis Abeba e tenuto una serie di conferenze pubbliche, partono per Tananarive. – Il Sovrano visita la fabbrica di ombrelli di Addis Abeba nella quale gli operai sono tutti minorati fisici.

22 settembre – I Ministeri dell’Educazione e delle Informazioni del Governo Imperiale etiopico raggiungono un accordo in base al quale lanceranno insieme il giorno 25 un primo programma educativo attraverso la televisione.

23 settembre – Al Palazzo del Giubileo S. M. l’Imperatore riceve in udienza prima i partecipanti alla conferenza dell’OMS, poi i membri di una delegazione parlamentare svedese in visita privata all’ Etiopia e infine l’ambasciatore turco in Siria, S. E. S. Aidemon, il quale gli consegna un messaggio del presidente Gursel della Turchia. – S. A. il Degiasmac Asrate Cassa offre al palazzo imperiale asmarino un ricevimento in onore dei membri del Peace Corps americano giunti per svolgere la loro missione in Eritrea.

24 settembre
- S. M. l’Imperatore riceve al Vecchio Ghebbì un gruppo di studenti di teologia in partenza per la Romania e successivamente il Sig. Hernan Sanchez, incaricato d’affari del Cile in Etiopia. – Si conclude al Palazzo Africa la conferenza dell’OMS, alla quale hanno partecipato delegazioni di 17 paesi, che hanno delineato il programma futuro dell’organizzazione.

25 settembre – S. M. l’Imperatore informa telegraficamente il segretario dell’ONU U Thant che domani partiranno per Nuova Delhi i sette membri della missione di osservatori militari richiesta dall’ONU per il Kashmir. A Sodorè il Sovrano visita il nuovo stabilimento di acque termali. – All’aeroporto di Bole giunge il terzo Boeing acquistato dall’Ethiopian Airlines. Per la prima volta nella storia dell’EAL il viaggio di trasferimento dagli Stati Uniti all’Etiopia è stato compiuto da un equipaggio interamente etiopico.

26 settembre – S. M. l’Imperatore insieme a S. A. I. il Principe Ereditario Merid Asmac Asfa Uossen e ad altri membri della Famiglia imperiale, presenzia alla solenne cerimonia di accensione del Damerà, che avviene contemporaneamente in tutto l’Impero con la festosa partecipazione di tutta la popolazione.

27 settembre – Tutta l’Etiopia festeggia con grande gioia e solennità il “Mascal”, festa che segna anche l’inizio della primavera.

28 settembre
– Il Sovrano riceve al Palazzo del Giubileo S. E. M. Debrah, ambasciatore del Ghana in Etiopia, il quale gli consegna un messaggio del presidente Kwame Nkrumah. – Il nuovo ambasciatore del Belgio in Etiopia, S.E. Richard Huybrecht, viene ricevuto in udienza al Palazzo del Giubileo e presenta a Sua Maestà l’Imperatore le sue credenziali.

29 settembre
– In un telegramma a S. M. l’Imperatore, U Thant esprime il suo apprezzamento per l’invio degli osservatori militari etiopici nel Kashmir. – Nella stessa giornata S. M. l’Imperatore riceve un gruppo di ufficiali della Polizia che hanno completato un corso di specializzazione in amministrazione e li esorta ad impiegare le nuove loro cognizioni al servizio del proprio paese.

30 settembre
– Al Palazzo del Giubileo S. M. l’Imperatore riceve, in visita di congedo, S. A. il Principe Tityanok Kritakara, ambasciatore della Thailandia in Etiopia. Più tardi al Vecchio Ghebbì S. M. l’Imperatore riceve in udienza il brig. gen. Eskenburg, capo del MAAG in Etiopia.

Bro Ghebre Sellassie


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Francobolli Imperiali: Grandi Regnanti Etiopi I


Il 2 Novembre 1962 viene pubblicata per il 32° Anniversario dell'Incoronazione di Sua Maestà Imperiale la serie intitolata “Grandi Regnanti Etiopi I” (Great Ethiopian Leaders I).


La serie si compone da un set di 7 francobolli dal valore di 10 cent, 15 cent, 20 cent, 50 cent, 60 cent, 75 cent e 1 dollaro. Le grafiche sono opera dall'artista etiope Afework Tekle.

Re Bazen - Natività e Betlemme.
Re in Axum durante il periodo circostante alla nascita di Gesù Cristo. Introdusse la cultura greca nel suo impero ed incoraggiò le attività commerciali tra l'Etiopia ed il resto del mondo allora conosciuto. Espanse i suoi confini e fu degno di nota per la sue abilità amministrative.


Re Ezana - Axum.
Re di Axum noto per le sua abilità progressiste e militari. Fu durante il suo regno che l'Etiopia si convertì alla Cristianità.


Re Kaleb - Flotta Etiope nell'antico porto di Adulis.
Fu un grande re di Axum, protettore della fede e dell'integrità dell'Etiopia. Durante il suo regno l'Etiopia costruì le sue prime navi che salparono in tutto il Mar Rosso e l'oceano Indiano arrivando fino in India.


Re Lalibela - Chiesa di San Giorgio a Lalibela ed elementi grafici di altre chiese di Lalibela.
Fu un re eletto dal popolo, di nobile discendenza ma appartenente alla dinastia Zagwe. Fu così abile e benevolo che la Chiesa Etiope lo canonizzò quale Santo. Durante il suo regno vennero create le Chiese scavate nella roccia del Roha (l'attuale Lalibela appunto) le quali dimostrano che, a quel tempo, prevaleva un notevole grado di civilizzazione nell'impero.


Re Yekuno Amlak – Abuna Tekle Haimanot predica ad Ankober.
Strappò via il potere dagli Zagwe e ristabilì la Dinastia Salomonica al trono d'Etiopia. Fu rinomato per stabilità e progresso.


Re Zara Yacob - La colorata Celebrazione del Maskal che ha inizio durante il suo regno.
Colto e interessato alla diffusione del Vangelo e all'educazione. Fu un re potente e ampiamente rispettato da tutti.


Re Lebna Dengel - La battaglia contro Mohammed Gragn.
Abile nell'amministrazione interna. Era molto ricco e costruì palazzi lussuosi. Il suo fato fu quello di morire inseguito dai musulmani che distrussero lui ed il suo paese.

Bro Gabriel

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Report: Heartical Vibes


Pace e Amore dal profondo del nostro cuore, il cuore di I n I fratelli miei,
quest'anno l'Heartical Vibes, nella sua nona edizione, si è spostato in una nuova location a Vito d'Asio, in una splendida cornice panoramica a 800 mt.s.m. circondata dagli intatti boschi delle prealpi carniche a fare da sfondo a tre giorni di dub, roots and culture, dove diversi sound e crew da tutta Italia e non solo, che si sono alternate ai controlli dalle prime ore del pomeriggio fino alle prime ore dell'alba, con un totale di 9 sound system "playin' inna the yard".

La House of Rastafari è stata presente con un piccolo banco al quale abbiamo partecipato io, bro Marco da Feltre e bro Manuel da Pescara: l'attività della House è stata principalmente rivolta alla raccolta fondi e alla realizzazione di un infopoint, promuovendo così i diversi progetti che sosteniamo nella Santa terra d'Etiopia e le attività della Federazione.

Purtroppo il meteo poco generoso e altri ostacoli lungo la via hanno impedito all'evento di ricevere tutto il pubblico che meritava, ma nonostante questo, più di duecento persone hanno risposto alla chiamata, aprendo una strada per un festival che ha sicure possibilità per crescere e affermarsi nel territorio friulano e nazionale.

Showers of Love to each and everyone!
Berhanena Selam

vostro fratello

Bro Lucio

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Report: Uprising Festival


Benedizioni e saluti a voi tutti fratelli e sorelle;
come saprete, venerdì e sabato 22\23 agosto InI siamo stati presenti al reggae festival che si è tenuto fra le colline e le montagne dell’appennino abbruzzese per la prima edizione dell’Uprising Festival.

Essendo, con il collettivo PSALM di cui sono membro, tra gli organizzatori e promotori del festival, in fase di preparazione proposi di portare anche l’infopoint della Federazione, proposta subito accettata con gioia dagli altri organizzatori.
Nel dubbio che ogni prima edizione porta con sé, sempre, non sapevamo quanta partecipazione ci sarebbe stata, ma abbiamo pensato potesse essere ugualmente utile proporre il nostro spazio culturale, per portare una testimonianza anche laddove difficilmente sarebbe arrivata altrimenti.

Per grazia del Re, i nostri propositi sono stati accolti e abbiamo trascorso due giorni molto piacevoli, in un posto, come potrete vedere dalle foto, che ci ha permesso di trascorrere il fine settimana immersi nel creato.
Siamo arrivati, io e mio fratello Fahbro, che alcuni di voi conoscono e che ci ha dato una mano sul posto, dicevamo siamo arrivati giovedì sera, tra le colline che circondano Avezzano, nel Parco la Sponga, per poter essere pronti e partire con il settaggio già dalla mattina successiva; il venerdì abbiamo montato e preparato lo stand, allestendo anche un piccolo banco commerciale con la merce FARI e il materiale per il progetto “MamaAfreeka” che la Federazione sta sostenendo da qualche tempo, e un piccolo corner\biblioteca per libera consultazione.



Il Festival ha aperto i battenti nel pomeriggio, sono arrivati alcuni amici e fratelli, e la prima giornata è trascorsa tranquilla, con alcuni dei primi arrivati che subito hanno iniziato a gravitare intorno all’infopoint, tra cui il fratello Idren Natural dal Regno Unito, che ha trascorso con InI questi due giorni.

Il sabato, giorno in cui nella session avremmo poi ospitato lo stesso Idren Natural, la giornata è iniziata abbastanza presto: era presente anche il fratello Lucadread, che avrebbe poi cantato la sera, con la sis Luam, che è stata accanto a noi con lo stand del cibo etiopico.. c’è stato qualcuno interessato ai libri e alle nostre attività, che si è trattenuto a ragionare e parlare con noi, richiedendo informazioni su come poterci raggiungere anche tramite i nostri spazi web, ci sono stati altri interessati alla merce, e siamo riusciti, grazie a Jah, a fare anche un po’ di raccolta fondi, incassando nelle due giornate un totale di 85 €.
E’ stato con noi anche il fratello Loris, che ci ha raggiunto il sabato nel tardo pomeriggio; chiunque si è avvicinato al nostro spazio ha avuto parole positive per la nostra presenza lì, e di questo, semplicemente, rendiamo grazie, sperando di aver reso un servizio utile.

Consapevoli di non aver fatto una grande opera, ma nella speranza di aver portato una degna presenza all’interno di questa piccola realtà, con la preghiera che possa crescere e che altrettanto possa fare la nostra presenza all’interno di questo e di altri festival, ringraziamo il Signore degli Eserciti che ci guida e benedice i nostri propositi, e senza il quale nulla sarebbe stato o potrebbe essere.
Vi salutiamo tutti caramente.

Bro Viktor

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Let food be your medicine...


Settembre passaggio stagionale

Le giornate sono ancora calde e spesso umide ma con un caldo meno intenso e una luce forse meno forte, il tramonto arriva prima e la sensazione nell’aria è decisamente quella di cambiamento.

Dopo il picco energetico dell’estate che troviamo con l’abbondanza e la forza di luglio agosto, ora incominciamo a spostarci verso la mezza stagione autunnale e settembre infatti è il perfetto preludio che ci accompagnerà verso questo momento dell’anno che come ogni stagione porta con sé grandi qualità e caratteristiche che se conosciamo ci consentono di vivere con maggior consapevolezza le nostre giornate.

Come dicevamo lo scorso nello scorso numero di questa newsletter, agosto è il mese di picco dell’energia estiva, calda, piena, solare e abbondante, quando i prodotti sono grandi, pieni d’acqua e fortemente rinfrescanti; entrando in settembre invece troviamo un mese che gentilmente ci trasporta verso quello che sarà ottobre e quindi l’autunno, preparandoci al cambio energetico e alimentare che affronteremo verso la stagione fredda.

Settembre infatti è la tarda estate, l’energia incomincia ad invertire il suo corso passando da un picco di Yang ad una discesa verso l’inverno dove regna lo Yin, ovvero l’energia interna.

La tarda estate è collegata all’elemento terra, segno di nutrimento e abbondanza da conservare, ecco perché in questo periodo è una attività consigliabile se possibile dedicarsi alle conserve dei vari prodotti come pomodori, cetrioli, frutta sciroppata tipo pesche, marmellate varie oppure anche frutta e verdura essiccata come fichi secchi etc.. questa pratica sembra ripetitiva e forse scontata ma ha anche essa un significato e un ascendente sule nostre vite.

Infatti settembre è il periodo in cui l’abbondanza estiva ci invita a conservare la sua ‘eredità’ per il resto dell’anno proprio come a livello spirituale- psicologico ora potremo utilizzare il prodotto della nostra abbondanza estiva di espansione e (..si spera) gioia e serenità e farne tesoro per l’arrivo dell’inverno. Le nostre esperienze estive, le nostre riflessioni di apertura e connessione positiva , infatti, dovranno essere conservate e tirati fuori al momento giusto durante l’inverno. Con lo stesso piacere di assaporare una pesca o un fico estivo tirato fuori da un barattolo, potremmo rievocare in noi il piacere e la pienezza di un bel momento o periodo passato durante l’estate quando il sole ed il calore ci rendono più positivi e questo ci aiuterà a bilanciare la nostra vibrazione e energia durante il periodo invernale . Non a caso in questo periodo di passaggio i frutti incominciano a produrre i semi che poi conserveremo per la prossima stagione per produrre nuova vita da quella che abbiamo assaporato.

In settembre l’energia comincia a discendere dal picco estivo e dirigersi verso la terra, è questo un buon momento per meditare su ciò che si è ottenuto in questa estate, quali esperienze cui hanno formato tanto da accompagnarci durante il prossimo anno (non possiamo infatti tralasciare il fatto che nel calendario etiopico il nuovo anno incomincia a settembre!), come mi evolverò in questa nuova stagione e cosa essa mi riserverà? Cosa ho imparato da questo periodo estivo e dall’energia che esso mi ha trasmesso e creato in me? Il senso di abbondanza che ho avvertito nel cibo e nell’atmosfera, è possibile conservarlo e farlo parte di me? Come può il cibo aiutarmi in questo processo, cosa mi fa piacere mangiare e come?

Infatti durante l’estate spesso preferiamo cibi freschi e crudi, ora ricominceremo a cucinare più spesso e ci gusteremo le ultime settimane di abbondanza. Fichi, pesche, mirtilli, pere,fichi d’india saranno i frutti che ci offre questo periodo, mentre come ortaggi avremo ancora pomodori, i primi cavoli, melanzane, peperoni, gli ultimi cetrioli e le primissime zucche, e qualche bietole se non troppo caldo.

Un altro mese capace di ispirarci e nutrirci per renderci più forti e pronti per la nuova stagione che arriverà. Fortificare lo stomaco con i giusti prodotti equivale a rafforzare la salute e quindi anche lo spirito. Ci rivestiamo internamente di benessere perché facciamo lo stesso fuori ricoprendoci della consapevolezza delle benedizioni che la vita ci riserva e le osserviamo una ad una proprio come quando scegliamo i nostri ortaggi..uno ad uno perché ognuno è unico e speciale.

Bro Julio


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