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Newsletter MARZO 2015


Buon Sabato, amati fratelli e sorelle, lettori e lettrici di queste pagine.
Possa per questo giorno del riposo del corpo e dello spirito il Signore Onnipotente Qadamawi Haile Selassie concederci una buona visione e il giusto overstanding, la degna predisposizione a vivere, oggi, in pace e armonia con il creato, con il nostro prossimo e con noi stessi, ricercando la comunione con l’Onnipotente e la Sua Presenza, che possa rinnovarci e mostrarci la Via per il Regno, che continueremo a percorrere.
Possiamo nel Sabato, anche attraverso questa umile e semplice opera, fermarci per respirare, rinnovarci e ristorarci per ripartire con maggior vigore e dedizione nello svolgimento dei nostri compiti quotidiani.
In questo giorno, come abbiamo ripetuto più volte, con l’uscita della newsletter è come se ci riunissimo anche noi, se uscissimo per qualche momento dalle nostre case per incontrarci tutti, in dolce compagnia del nostro amato Sovrano, Signore, Padre e Fratello, Amico e Sostegno, Salvezza e Guida, in un ideale “tempio” dove poterci confortare e confrontare gli uni gli altri, in attesa di ritrovarci tutti uniti anche fisicamente.
Rinnoviamo con questo appuntamento, e nel giorno del Sabato, in modo semplice, ma speriamo accettabile, la nostra alleanza con il Re, il nostro impegno a servirLo nel servizio ai - e nella collaborazione con - i fratelli. Lungi da noi gloriarci di così poco, a fronte di quanto grande è ciò che Sua Maestà concede quotidianamente, e a fronte di quanto ancora potremmo fare.
Certo però troviamo diletto nel poter scoprire tanta varietà, poterci accorgere di ciò di cui non eravamo consci, di conoscere ciò che non sapevamo, di poter scoprire rivelazioni e aprire la nostra mente e i nostri cuori a ulteriori meditazioni, che ci permetteranno di fronteggiare i giorni successivi con speranza e buoni propositi da trasferire in azione.

Qualche giorno fa mi è capitato di vedere un arcobaleno; capita probabilmente a tanti, in questo periodo particolarmente piovoso, trovare l’arco di colori nel cielo non appena questo si schiarisce e spunta qualche raggio di sole.
Quanto è bello osservare la magnificenza del creato.
L’arcobaleno, come il Sabato, è un altro segno dell’alleanza tra JAH e l’uomo e ogni creatura. Ce lo insegnano le Scritture, ce lo testimoniano e ricordano i nostri anziani, ce lo dice la tradizione e lo sa il nostro cuore.
Nell’arcobaleno i colori, ognuno con le proprie caratteristiche, si equilibrano, si amalgamano alla perfezione, si completano, si sostengono e collaborano alla creazione di una sintonia meravigliosa, sullo sfondo dei cieli; così noi, nelle nostre esistenze e con le nostre opere, insieme possiamo e dobbiamo dar vita ad una manifestazione di bellezza e operosità, poiché formiamo un Uno collettivo, ma manteniamo le nostre individualità, la semplicità del nostro essere unici, esprimendo noi stessi, sullo sfondo comune delle Parole e dell’Insegnamento del Re dei re.

Ma d’altronde, ci è stato insegnato dal Cristo stesso, come è in cielo, così in terra; e come non potrebbe esistere l’arcobaleno monocromatico, né tantomeno potrebbe un colore solo trovare apprezzamento, per quanto bello, così l’uomo non può esistere e resistere da solo, poiché una persona sola non può reggere nemmeno se stessa. La nostra forza è nell’unità dei tanti “I”, poiché solo così possiamo superare i nostri limiti personali, limare le nostre imperfezioni e perfezionarci nel prossimo nostro, grazie a lui e lui grazie a noi, e trascendere perfino noi stessi, divenendo parte di un tutto, dell’InI che cammina e si muove e respira anche, ma non solo, grazie a noi, e al quale noi stessi siamo stati ammessi per grazia, e non per merito. Il colore non ha nessun merito di essere lì, è il Divino Artista a rendere tutto così piacevole e buono. Il colore ha il solo compito di mostrarsi a tempo debito, servire alla causa comune, servire agli altri colori che servono a lui.

Queste pagine sono un complesso di contributi, un insieme di scritti e traduzioni e articoli, e nelle idee e nei propositi dei fratelli e delle sorelle che collaborano alla sua stesura c’è sempre stata la volontà di rendere, grazie all’aiuto del Signore che mai manca, quanto più possibile questa un’opera collettiva, utile e bella.
Bella da leggere, e utile per capire e ricordare che siamo tutti sulla stessa b-arca, o sullo stesso arco, e sebbene ci siano colori più sgargianti e altri più tenui, alcuni più duri e altri più morbidi, sebbene nel tempo sembra che alcuni colori ne sostituiscano altri, o che alcuni sbiadiscano, ogni colore singolarmente non basterebbe a se stesso, e senza gli altri poco potrebbe realizzare. E’ questo uno dei modi che abbiamo adottato anche per continuare a percorrere lo stesso cammino, per mantenerci vicini gli uni con gli altri in corpo, mente, spirito e volontà, per restare uniti in questi tempi in cui il malvagio diffonde dispersione e confusione, solitudine e tristezza.
Probabilmente ereditiamo il nostro colore, le nostre caratteristiche. Ma senza Dio, e senza il prossimo, il nostro fratello e la nostra sorella nei quali il Signore vive e nei quali dobbiamo riconoscerLo, non saremmo nulla. E senza il Re, non riusciremmo in nulla, nemmeno ad essere ed esprimere noi stessi. Speriamo dunque che queste pagine possano essere una piccola manifestazione di amore e devozione di tutto l’InI, verso il nostro Imperatore, e verso tutti voi, i fratelli e le sorelle, Re e Regine.
Ama il tuo Dio con tutto te stesso, ama il prossimo tuo come te stesso. Ama l’ ”I”, il Principio, il Primo, l’ “Io sono Colui che Sono” , e ama gli altri “I”, i tuoi simili.
Preghiamo che l’Imperatore nella Sua generosità ci manifesti sempre misericordia e ci permetta sempre di ricordarci dell’Alleanza che ha stretto con noi e i nostri Padri prima di noi, che preghiamo di poter essere degni e coraggiosi per custodirla e alimentarla e manifestarla. Ai Martiri, ai Padri, ai Patrioti, ai Santi vogliamo anche rendere tributo oggi, particolarmente a cavallo di questi due mesi, marzo e febbraio, in cui, come sappiamo, ricorrono due date importanti per la storia dell’Etiopia e della Cristianità e di tutta l’umanità: il Giorno dei Martiri e la Vittoria di Adwa.

Siamo grati di essere parte di questo tutto, e preghiamo che queste semplici parole possano essere buone e funzionali a creare un armonico insieme di colori. Abbiamo voluto scrivere questo editoriale in modo forse inaspettato e diverso dal solito, ma ci sentivamo di condividere con voi, in questo particolare momento, questa modesta riflessione, e speriamo di poter continuare con queste leggere condivisioni di pensieri e propositi anche nei prossimi appuntamenti., a Dio piacendo.

Passando ora ai contenuti della nostra, come di consueto, anche questo numero, per benevolenza dell’Onnipotente, è denso di contributi interessanti, e di benvenute novità: partiamo in apertura con le Parole dell’Imperatore d’Etiopia, tradotte dai nostri fratelli e sorelle per noi. Si tratta di tre discorsi, tra quelli pronunciati a Marzo, due estratti dalla raccolta dei “Selected Speeches”, e giuntici nella traduzione di Sis Tseghe e Bro Tino, e uno estratto dalla raccolta “Speeches delivered on various occasion” tradotto dal fratello Luca, che ringraziamo e salutiamo.
In chiusura di questa prima sezione della newsletter FARI, la rubrica mensile, il diario di viaggio che ci permette di seguire il Leone di Judah nell’adempimento dei propri compiti imperiali e istituzionali: ecco dunque l’AllManActs, relativo al mese di marzo 1970, 78mo anniversario di Nascita dell’Imperatore, giuntoci dal fratello Ras Isi.

Proseguendo, apriamo la sezione dedicata all’educazione del diritto costituzionale etiopico e, immediatamente dopo, quella dedicata alla patristica:
come ormai solito avvenire da qualche mese, la sis Tseghe, con Ras Isi, ci ha inviato un altro capitolo, il V, della Costituzione Riveduta del 1955: ecco a voi la traduzione del capitolo intitolato “Le Camere Legislative”.
A seguire, per la parte dedicata alla patristica e all’approfondimento delle Scritture, la prima parte del V discorso del padre della Chiesa Yohannes Afeworq, estratto dal suo “Commento al Vangelo di San Giovanni”, inviatoci ancora dal Ras Isi.

Chiudiamo ora questa seconda parte della nostra e proseguiamo diritti verso i corner dove ci attendono, come soliti fare da ormai tre anni ad oggi, i nostri fratelli Ras Gabriel e Ras Julio: il primo, nell’appuntamento con gli approfondimenti dedicati alle onorificenze, agli ordini, alle medaglie e ai francobolli imperiali, ci ha inviato uno studio sulla serie di stampe intitolata “Francobolli Definitivi della Restaurazione” o “Francobolli Ordinari Definitivi del 1947”; il secondo, nel consueto incontro dedicato all’alimentazione e allo stile di vita Ital, ci ha inviato il suo contributo grazie al quale potremo approfondire la nostra conoscenza sulle piante e i metodi di disintossicazione dalle tossine, per affrontare al meglio la ventura primavera, ricordandoci sempre che siamo ciò che mangiamo. Let food be InI medicine!

Siamo così giunti alla sezione finale di queste pagine, dove ci attendono gli ultimi tre contributi - ma non certo per importanza – tra cui una interessante e onorata novità: il primo contributo è del fratello Ras Iyared, che ci ha mandato una sua interessante meditazione e approfondimento grazie al quale potremo indagare e scoprire alcuni significati del termine etiopico “Qedem”, radice contenuta nel Nome del Signore degli Eserciti.

Il secondo contributo tratta di una serie di opere d’arte, con breve nota biografica, dell’artista etiopico moderno Getachew Berhanu, giuntaci per iniziativa della sis Tseghe, grazie al quale potremo conoscere e vedere meglio i talenti di questo artista, capace di mantenere un’arte tradizionale e culturale anche nella modernità.

Il terzo contributo, che abbiamo scelto di lasciare a chiusura di queste pagine, e non certo per importanza e valore, è un articolo\meditazione dell’Elder Ras Flako. Ci onora la presenza dello scritto di un Elder come Ras Flako sulle nostre pagine, e ringraziamo lui e i fratelli che hanno portato avanti questa collaborazione, sperando possa essere questo il primo di una serie di interventi che ci aiuteranno a entrare in più stretto contatto con le menti e i cuori, le visioni e le esperienze degli anziani che hanno mantenuto alta la bandiera e che hanno custodito la fede, tramandandola di generazione in generazione, per la Gloria del Nome del Re dei re Qadamawi Haile Selassie.

Arriviamo finalmente al termine di questa presentazione, e vi lasciamo agli articoli. Ringraziandovi per l’attenzione, ringraziamo il Signore Altissimo che ci concede di iniziare e finire e di produrre, grazie al prezioso e insostituibile lavoro di tutti, mese dopo mese questa piccola pubblicazione, che speriamo possa esservi gradita.
Lasciateci ricordare che la Federazione sta considerando e organizzando l’eventuale partecipazione, con il progetto House of RasTafari, ai seguenti festival estivi, in cui siamo stati invitati a portare i nostri servizi:

1 - ZION STATION "DUB FESTIVAL"; 25/28 GIUGNO 2015, Gambulaga (Ferrara)
2 - ONE LOVE REGGAE FESTIVAL; 17/26 LUGLIO 2015, Lignano Sabbiadoro, Latisana (Udine)
3 - ROTOTOM SUNSPLASH; 15/22 AGOSTO 2015, Benicassim (Spagna)
Chiunque fosse interessato e volesse partecipare, o semplicemente volesse ricevere informazioni in merito, può contattare la Segreteria F.A.R.I. all’indirizzo f.a.r.i@live.it, così da permettere un’organizzazione ottimale. Unity is Strenght!
Ricordiamo infine che per inviare contributi, ricevere informazioni, o numeri passati della newsletter, potete visitare il sito www.ras-tafari.com o scrivere alla redazione all’indirizzo publicrelations@rastafari.com

L’Amore e la Grazia del Signore Nostro Re, Salvatore e Dio vi custodisca, circondi e preservi sempre, con i vostri cari.
Pace a voi.
Lodi e Gloria all’Unico e Vero Dio e Re d’Israele, Re dei re d’Etiopia, Germawi Qadamawi Haile Selassie. Viktor Tebebe

Viktor Tebebe

SALMO

Egziabher, quanti sono i miei oppressori!
Molti contro di me insorgono.
Molti di me vanno dicendo: «Neppure Dio lo salva!».
Ma tu, Signore, sei mia difesa,
tu sei mia gloria e sollevi il mio capo.
A Egziabher innalzo la mia voce
e mi risponde dal Suo Monte Santo.
Io mi corico e mi addormento,
mi sveglio perché Egziabher mi sostiene.
Non temo la moltitudine di genti che contro di me si accampano.
Sorgi, Egziabher, salvami, Dio mio.
Hai colpito sulla guancia i miei nemici,
hai spezzato i denti ai peccatori.
Di Egziabher è la salvezza:
sul tuo popolo la tua benedizione




Sommario:

Convocazione della Commissione di Codificazione

Riforme Costituzionali

Posando la prima pietra della
Fabbrica Tessile Indo – Etiope


ALL MAN ACTS

Costituzione Riveduta d’Etiopia

Commento al Vangelo di San Giovanni

Francobolli imperiali: Francobolli Definitivi della Restaurazione

Let food be your medicine...

In una Parola...

Getachew Berhanu

Upfulness



Convocazione della Commissione di Codificazione


Il mondo sta oggi attraversando un periodo di cambiamento così rapido e profondo che è difficile trovare un'altra epoca storica in cui movimenti ed eventi hanno così rapidamente e profondamente modellato la vita di una sola generazione. Tale osservazione è appropriata per l’Etiopia quanto per tutti gli altri paesi. Il progresso raggiunto dal momento della Nostra Incoronazione ad oggi è stato causa di umile e profonda gratificazione. Da una nazione costretta all’isolamento per la sua stessa sopravvivenza, siamo stati trasformati in un rapido e progressista, stato ormai unificato, non più lontano dal mare e dai suoi vicini, ma che partecipa ai grandi movimenti del mondo post-guerra, in pieno flusso e sviluppo.

È da questa profonda consapevolezza della necessità del momento e del futuro che abbiamo prodotto una Costituzione riveduta per l'Impero d’Etiopia, che riflette le conquiste del passato, le esigenze del presente e gli ideali per il futuro. Il progresso deve essere la nostra chiave per la vita e lo sviluppo.

Con questo stesso fine, abbiamo concepito un vasto e completo programma legislativo, nonché la riforma costituzionale per la codificazione delle leggi civili, commerciali, penali e procedurali del Nostro Impero, ed abbiamo oggi convocato la Commissione di codificazione.

Da un lato il progresso costituzionale e, dall’altro, la necessità di proseguire con determinazione il Nostro Programma di promozione sociale e di integrazione nella più ampia comunità mondiale, così come le esigenze di comunicazione marittima e commerciale, hanno reso inevitabile una maggiore integrazione del sistema legale Etiope con quello dei paesi con i quali abbiamo connessioni culturali, commerciali e marittime.

Dobbiamo stabilizzare e rafforzare tali relazioni stabilendole su solide basi legali. Inoltre, anche se l'Etiopia rivendica quello che è forse il sistema giuridico più duraturo nel mondo oggi, Noi non abbiamo mai esitato ad adottare le parti migliori che altri sistemi legislativi possono offrire nella misura in cui esse rispondono e si adattano alle caratteristiche della Nostra particolare istituzione. Questo è stato valido non solo per i lavori della Nostra Commissione Costituzionale, ma dovrà esserlo anche per quanto concerne il lavoro che la Commissione di Codificazione è ora in procinto di iniziare.

Talenti Disponibili

A tal fine, abbiamo personalmente diretto la ricerca di giuristi eccellenti del continente Europeo per portare a noi il meglio che secoli di sviluppo in sistemi affini e compatibili di diritto hanno da offrire. A seguito di questa lunga ricerca, siamo stati soddisfatti e fortunati nell’ottenere i servizi e la collaborazione di leader incontestabili del pensiero giuridico europeo, che qui salutiamo e accogliamo come membri della riunione della Commissione di Codificazione sotto la presidenza del Nostro Ministro della Giustizia.

La particolare importanza degli esperti continentali quali diamo il benvenuto in questa occasione non deve farci perdere di vista il principio che abbiamo appena espresso, cioè che l'Etiopia dovrebbe cercare di adottare ed adattare il meglio che altre tradizioni giuridiche hanno da offrire. La grande tradizione del Common-Law dei sistemi giuridici Anglo-Americani sono qui rappresentate non solo nella persona del Presidente della Corte Suprema, ma anche da diversi altri membri della Commissione.

Tuttavia, come abbiamo sottolineato, il punto di partenza deve rimanere la specificità delle tradizioni giuridiche e delle istituzioni Etiopiche che hanno origini di impareggiabile antichità e continuità. Come da Nostra volontà, la giurisprudenza è stata selezionata ed è ora messa a disposizione della Commissione come guida ai lavori. A seguito della Nostra insistenza, è stata introdotta una Codificazione del diritto penale che riflette le tradizioni del Fetha Negest e degli sviluppi più recenti ed, infine, sotto la Nostra guida, completata e messa in vigore ormai più di un quarto di secolo fa. Essa, così come il Fetha Negest e la raccolta di giurisprudenza ormai compiuta sotto la Nostra direzione, sono a portata di mano per servire come punti di partenza per il vostro lavoro.

Seguiremo le vostre discussioni e I vostri lavori con interesse e la più acuta attenzione, e godrete del Nostro pieno sostegno nella vostra alta missione.

Preghiamo l'Onnipotente che Egli voglia concederCi di completare questo coronamento della Nostra vita come un monumento per quelle generazioni che stanno aspettando pazientemente sulla soglia dell'esistenza.

26 Marzo 1954

Selected Speeches of H.I.M. Haile Selassie I”, pagg.393-396

Bro Tino

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Riforme Costituzionali


Grazie alla Grazia di Dio, nel corso degli anni in cui ci è stata affidata la guida del Nostro popolo, i Nostri sforzi, che sono stati spesi per assicurare il progresso nei settori amministrativo, economico, nella crescita sociale e politica, nel settore dell'istruzione e dei servizi sociali, hanno dato frutti gratificanti.
La nostra gente ha a lungo goduto la tradizione e l'esperienza dell'indipendenza. Tuttavia, conoscendo le condizioni che esistevano allora, consapevoli dei benefici a lungo termine da realizzare, abbiamo concesso al Nostro popolo la prima Costituzione scritta della nazione nel 1931. Le difficoltà che abbiamo incontrato nella realizzazione di questo cambiamento radicale dei costumi, le prove per eliminare le tradizioni feudali esistenti nel raggiungimento di questo notevole passo lungo la via del progresso, sono state davvero pesanti, pure faticose. Anche i testimoni oculari sopravvissuti non potrebbero che avere un vago ricordo di quei tempi difficili. Quanto meno ci si può aspettare da coloro che sono lontani da quel periodo che si rendano conto delle difficoltà in cui ci trovavamo in quei giorni.

Quando abbiamo ristabilito i Ministeri del Governo nel 1943, abbiamo emesso un'ordinanza che definiva i compiti e le responsabilità del Presidente del Primo Ministro e di altri Ministri, in modo che tutti i funzionari Governativi capissero i loro obblighi e adempissero ai loro compiti. L'Ordinanza ha stabilito la base giuridica su cui i vari dipartimenti Governativi avrebbero funzionato e ha dato chiare direttive ai funzionari Governativi. Nel complesso, il sistema poi stabilito ha funzionato ragionevolmente bene fino al presente.

Per i progressi compiuti nel paese in generale e per l'alto tenore di vita così raggiunto dalla gente, abbiamo concesso la Costituzione Riveduta nel 1955 al fine di consolidare i benefici già ottenuti e per garantire un progresso rapido e continuo. Sotto la Costituzione Riveduta, al nostro popolo è stato garantito il pieno esercizio dei loro diritti. Quest'ultimo ha, per la prima volta, eletto direttamente i propri rappresentanti al Parlamento, senza la cui discussione ed approvazione nessuna tassa poteva essere riscossa, né alcun dovere imposto alle persone, né alcuna legge promulgata. A sua volta, ed anche in conformità con la Costituzione Riveduta, il Parlamento può invitare il Primo Ministro ed altri Ministri a dare spiegazioni relative alla condotta del Dipartimento Esecutivo.

Partecipazione popolare

Così, attraverso i membri della Camera dei Deputati, il popolo ha partecipato direttamente agli affari del Governo, consentendo in tal modo alla nazione di avanzare rapidamente in molte aree di impegno nazionale.

Gli sforzi fatti per ampliare le opportunità educative nel paese e per proteggere l'unità nazionale del Nostro popolo hanno avuto successo. Il Nostro Popolo ha beneficiato dei diritti e dei privilegi costituiti sanciti dalla Costituzione. Nonostante il passato ed i continui tentativi di certi nemici stranieri di creare differenze basate sul tribalismo e sulla religione, il popolo Etiope ha intrapreso una lotta coronata dal successo contro queste forze del male, così preservando la propria unità nazionale.

Da quando abbiamo assunto la leadership, il nostro più caro desiderio ed augurio, per cui abbiamo lavorato incessantemente, con ferma determinazione, dando ad esso la massima importanza, è stato che il Nostro popolo raggiungesse questo obiettivo. Traiamo grande soddisfazione oggi, non solo nell’assistere alla realizzazione del sistema da Noi istituito come una faccenda di lavoro, ma anche nell’esprimere la Nostra convinzione e speranza che il Nostro popolo continui imperterrito nel guidare il proprio destino.

La giustizia è il fondamento dello stato moderno, ben ordinato. Di conseguenza, la promulgazione dei Codici Civile, Commerciale, Penale, Marittimo e di Procedura Civile e Penale, a seguito della concessione della Costituzione Riveduta, deve essere considerata della massima importanza. Queste leggi riguardano direttamente la vita quotidiana pubblica e privata di ogni Etiope. Garantiscono il godimento dei diritti concessi alla nazione sotto la Costituzione Riveduta. Hanno portato beneficio alla Nostra gente nelle loro attività quotidiane. Hanno creato un senso di fiducia nel sistema di governo basato sul principio di legalità.

In questi ultimi anni, sono state emanate e messe in pratica leggi e misure significative riguardanti il benessere sociale. Queste includono un piano per le pensioni per i dipendenti pubblici; la legislazione per il servizio civile per assicurare che i dipendenti pubblici siano scelti in modo imparziale, e che rendano correttamente il loro servizio al Governo e al popolo; leggi che regolano i rapporti tra datori di lavoro e lavoratori, che, garantendo i loro rispettivi diritti, assicuravano che entrambi i gruppi potessero lavorare insieme, nell'interesse del benessere generale della costruzione della nazione e della cooperazione per il raggiungimento di un maggiore sviluppo nazionale e dell'autosufficienza.

Abbiamo ordinato di intraprendere delle riforme estremamente importanti: nel sistema di possesso della terra e della fiscalità erariale; nell'amministrazione della giustizia e nella designazione e nomina dei giudici; nell'espansione e nella crescita dell'istruzione; nel sistema di amministrazione provinciale; nella promozione dell'efficienza dei Dipartimenti Governativi. Altre riforme importanti sono in corso di studio e saranno messe in pratica, non appena i loro dettagli saranno elaborati.

Il progresso socio-economico dell'Etiopia è stato sostanziale. Il Primo Piano Quinquennale è stato lanciato ed implementato allo scopo di raggiungere uno sviluppo di scala maggiore e razionale. La pianificazione assicura la realizzazione simultanea di progetti di sviluppo con l'accento posto sulla realizzazione di un progresso rapido, evitando così spreco di risorse finanziarie, di lavoro e di tempo. Beneficiando degli incoraggianti risultati del primo Piano Quinquennale, e dell'esperienza acquisita nella sua attuazione, il secondo Piano Quinquennale, elaborato su una scala molto più ampia ed ingrandita, è ora in fase di attuazione.

Internazionale

I progressi compiuti sul fronte interno in ambito politico, economico, amministrativo e nel benessere sociale, gli obblighi ed i doveri internazionali dell’Etiopia sono cresciuti e sono diventati più complessi rispetto a qualsiasi altro momento nella storia della nazione. Come membro dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e delle sue varie agenzie, l'Etiopia è stata chiamata a partecipare a numerose conferenze.

Ospitando la conferenza al vertice dei Capi di Stato e dei Governi Africani tre anni fa, e contribuendo alla creazione dell'Organizzazione dell'Unità Africana, l'Etiopia ha, insieme ad i suoi fratelli Africani, assunto maggiori responsabilità, non solo in Africa ma in tutto il mondo in generale. Essendo sede dell'Organizzazione dell'Unità Africana e della Commissione Economica delle Nazioni Unite per l'Africa, il numero di conferenze Africane ed internazionali tenute ad Addis Ababa è in crescita. E così anche la nostra responsabilità diventa maggiore.

Dato che lo sviluppo socio-economico in Etiopia è diventato sempre più complesso, il quadro amministrativo della nazione, composto da responsabili funzionari, si è ampliato per garantire un elevato grado di efficienza e efficacia nella conduzione degli affari pubblici. Oltre ai Nostri Ministri, un maggior numero di Vice Ministri, Assistenti Ministri e Vice Governatori Generali sono stati nominati per far fronte alla mole di lavoro in continua espansione che è stata la conseguenza del progresso della nazione.

Nel 1943, abbiamo promulgato un Ordine che ha definito i poteri, i doveri e le responsabilità dei Nostri Ministri. In tal modo, li abbiamo abilitati a promulgare norme e regolamenti necessari al corretto funzionamento dei dipartimenti destinati alla loro custodia. Ora, quasi un quarto di secolo più tardi, abbiamo raggiunto la fase in cui ogni Ministro deve assumere la piena responsabilità per l'esercizio delle sue funzioni, compresa la misura di responsabilità al Parlamento che è stata prevista nella Nostra Costituzione Riveduta del 1955. Se i Nostri scopi ed obiettivi sono da realizzare, ognuno di noi deve lavorare e assumere la sua parte di responsabilità per il progresso e la prosperità della nazione. Se lo faremo, saremo soddisfatti nel constatare che seguiranno risultati accettabili . Siamo incoraggiati nel vedere la Nostra gente ogni giorno partecipare più attivamente negli affari della nazione, perché è in questo modo che l'accelerazione fondamentale per il progresso della nazione sarà raggiunta.

Abbiamo detto che ogni Ministro è pienamente responsabile delle sue funzioni; tuttavia, quando le principali questioni politiche richiedono la Nostra attenzione, il nostro Primo Ministro o, se necessario, il Primo Ministro e il Ministro in questione, le portano alla Nostra attenzione. E' dovere del Nostro Primo Ministro assicurare che venga eseguito il lavoro di Governo; ma questo non impedisce in alcun modo ad esonerare i Ministri dalle loro responsabilità individuali. Far ricadere tutte le responsabilità sulle spalle di una sola persona, mentre tutti gli altri siedono a guardare pigramente e cercano solo di criticare e trovare difetti è, nella nostra epoca, agire in contrasto con il movimento per il progresso e l'avanzamento del paese.

Se riflettiamo profondamente sulla nostra situazione di oggi, scopriremo che ci manca poco. Le risorse sono disponibili; i giovani della nazione stanno guadagnando conoscenza ed acquisendo esperienza; è solo necessario che Ci decidiamo a lavorare con determinazione e diligenza. La politica socio-economica che noi abbiamo adottato, una politica radicata profondamente nell'eredità nazionale e nella tradizione dell'Etiopia, è ben calcolata per assicurare il progresso della generazione presente e di quella futura; tutto quello che chiediamo è cooperazione, assistenza reciproca e la profonda consapevolezza che stiamo realizzando noi stessi nel compimento delle Nostre responsabilità pianificate e assegnate. Questo spirito, se vogliamo chiamarlo comunitario, socialista o la filosofia dello stato sociale, non è nuovo o estraneo al modo di vivere dell'Etiopia.

Modifiche Amministrative

I problemi conseguenti alla crescita e allo sviluppo della nazione che hanno così notevolmente ampliato le responsabilità e gli obblighi internazionali dell’Etiopia si sono anche moltiplicati rapidamente. E se dobbiamo soddisfare questi obblighi nazionali e richieste internazionali proliferanti, dobbiamo progettare e implementare metodi che, senza inutili duplicazioni di sforzi, riconosceranno i principi di amministrazione appropriati, manterranno la disciplina, e rispetteranno ed osserveranno una rigorosa divisione del lavoro.

Eravamo consapevoli di tutto questo. E durante i decenni passati, con esigente cura e previdenza deliberata, abbiamo stabilito gli indirizzi di massima per un maggiore sviluppo futuro. Ed ora, dopo la revisione più dettagliata ed il più scrupoloso esame dei progressi realizzati in questo periodo, abbiamo deciso di introdurre ulteriori innovazioni nella struttura del sistema amministrativo della nazione, e le abbiamo stabilite in un Ordinanza che stiamo promulgando oggi. I cambiamenti che abbiamo ordinato Ci permetteranno di dedicare le Nostre ore ad assicurare l'esecuzione dei programmi altamente importanti ed urgenti progettati per accelerare la crescita e lo sviluppo nazionale e per soddisfare gli obblighi e gli impegni internazionali che l'Etiopia continua ad intraprendere.

Il presente decreto, che modifica l'Ordinanza n ° 1 del 1943 che definisce i compiti e le responsabilità del Primo Ministro e di tutti gli altri Ministri, prevede in sostanza come segue:
(1) che il Primo Ministro è da Noi nominato, e che si sottoponga a Noi per la nomina da parte Nostra dei membri del suo gabinetto proposti per dirigere i ministeri del Governo;
(2) Che i ministri sono responsabili del Primo ministro;
(3) che il Primo Ministro e il Ministro devono assumere una responsabilità collettiva verso di Noi e verso il Parlamento in conformità con le disposizioni della Costituzione riveduta del 1955.

Questa riforma fondamentale della struttura dell'amministrazione nazionale si fonda sull'autorità dell'articolo 27 della Costituzione Riveduta, che Ci dà il potere di determinare, rivedere e modificare la struttura amministrativa del Governo. È stato progettato (art.27 ndt) per aumentare l'efficienza governativa e permettere di dedicarCi esclusivamente a questioni di alta politica.

Ogni nazione elabora i suoi programmi secondo la sua abitudine e patrimonio culturale, adattandoli alle proprie finalità di sviluppo, cambiando e migliorando le sue istituzioni di governo come l'esperienza e le esigenze dei tempi dettano. Una struttura particolare di governo può essere adatta e pratica per una nazione; può non esserlo per un'altra. Ogni nazione deve determinare, formare ed adattare il proprio modello di governo per conformarsi alle proprie tradizioni e patrimonio culturale.

Abbiamo fornito per questo un sistema di governo migliorato e riformato secondo gli ideali del moderno Etiopianismo, sulla base dell'esperienza accumulata negli anni, mantenendo quegli elementi del passato che si sono rivelati utili, modificando e migliorando quelle parti che richiedono un cambiamento. Prevediamo che cambiamenti e miglioramenti futuri possano essere introdotti in futuro, secondo le necessità. Quando il cambiamento è necessario, l’interesse del popolo Etiope dovrà essere di fondamentale importanza nei Nostri pensieri e di quelli dei Nostri funzionari.

22 Marzo 1966

"Selected Speeches of H.I.M. Haile Selassie I", pp. 429-436

Sis TsegheSelassie e Brother Tino

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Posando la prima pietra della
Fabbrica Tessile Indo – Etiope



Sabato 30 Marzo 1958 Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I pose la prima pietra della Fabbrica Tessile Indo – Etiope a Basaka. Di seguito la dichiarazione dell’Imperatore fatta in questa occasione:

“La soddisfazione dei bisogni fondamentali dell’uomo, cibo , riparo e vestiario, è stata considerata in tutti i tempi e in tutte le nazioni come la massima priorità. In materia di cibo, l’abbondanza che Dio Onnipotente, nella Sua abbondante misericordia, ha elargito al Nostro paese non è solamente adeguata a colmare le necessità della Nostra gente, ma può anche permetterle di aiutare a soddisfare i bisogni dei paesi vicini. Nel programma da Noi previsto per lo sviluppo e il progresso abbiamo dato la priorità al diffondere l’istruzione e migliorare la salute della Nostra gente e alla soddisfazione delle necessità umane fondamentali che abbiamo appena descritto.

Fino a poco tempo fa, il Nostro popolo si è sforzato di soddisfare le proprie esigenze d’abbigliamento filando in casa e tessendo sui propri antichi telai a mano. Ma con le crescenti richieste introdotte dalla civiltà moderna, questa situazione è cambiata rapidamente e oggi troviamo il settore tessile capeggiare la lista delle importazioni dell’Etiopia.

Realizzando che le esigenze d’abbigliamento del Nostro popolo possono essere soddisfatte solamente attraverso l’edificazione di un numero adeguato di stabilimenti tessili propriamente organizzati e la promozione della Nostra politica di espansione e sviluppo industriale, abbiamo già fatto sì che fossero fondate in Etiopia tre cotonifici, ognuno rispettivamente in Addis Abeba, Dire Dawa e Asmara. Tuttavia, queste tre fabbriche combinate non sono ancora capaci di soddisfare neanche un quarto dei bisogni totali del Nostro popolo, e per produrre in casa una sempre crescente percentuale delle Nostre esigenze d’abbigliamento, abbiamo fatto sì che fosse fondato un quarto stabilimento tessile, la pietra angolare che abbiamo il piacere di posare oggi.

Vorremmo avvalerci di questa opportunità di affermare ancora una volta che daremmo il benvenuto in Etiopia ad aziende come i Signori “Fratelli Birla” che cercano di fondare industrie in Etiopia.

Nel messaggio che abbiamo trasmesso al Nostro popolo al Nostro ritorno dalla Nostra Visita di Stato in India, che abbiamo intrapreso nel 1956 in risposta all’amichevole invito del Governo Indiano, abbiamo dichiarato che ‘i problemi sociali ed economici che affrontano l’India e l’Etiopia sono molto simili’. E dato che le nazioni del mondo sono legate insieme nell’interdipendenza, confidiamo che sia l’Etiopia che l’India presteranno assistenza reciproca nell’affrontare i problemi dell’altra.

Vorremmo estendere i Nostri ringraziamenti ai Signori “Fratelli Birla”, che hanno preso l’iniziativa nel fondare questa fabbrica come una comune impresa Etiope – Indiana. Confidiamo che questa fabbrica otterrà il successo e presterà molti anni di utile servizio alla Nostra gente.

30 marzo 1958

Speeches delivered by H.I.M. Haile Selassie 1st Emperor of Ethiopia on various occasions” pag. 45-46

Bro Luca

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ALL MAN ACTS
Brevi Cronache Sommarie del Regno del Figlio dell’Uomo


Marzo 1970, anno 1963 del calendario etiopico e 78.mo della Nascita di S. M. I. Hayle Selassie I


2 marzo – Si celebra in tutta l’Etiopia il 74.mo anniversario della battaglia di Adua. – Con l’inaugurazione di diversi progetti, inizia la visita del Sovrano nella provincia del Sidamo. – Il Bituodded Zeudie Ghebre-hiuo, ministro degli Interni, apre un seminario di 10 giorni per governatori, capi municipali e amministratori.

3 marzo – I residenti della regione di Uollamo, Sidamo, presentano doni a S. M. I. Haile Selassie I che ha visitato progetti di sviluppo e di auto-aiuto nella provincia. – Ketema Yifru, ministro degli Esteri, offre un coktail in onore dei delegati e capi delegazione presenti alla 14.ma sessione del Consiglio dei ministri dell’OUA. – Il Consiglio ministeriale dell’Organizzazione unitaria africana richiede al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di tenere una urgente sessione per forzare la Gran Bretagna ad usare la forza contro il regime ribelle della Rhodesia che si è proclamata repubblica ieri. – S. A. R. il Principe Bernardo d’Olanda parte per l’Asia dopo una settimana di visite e colloqui con funzionari governativi sulle attività condotte in Etiopia per la conservazione della fauna.

4 marzo – L’Imperatore conclude la sua visita di tre giorni alla provincia del Sidamo. – Il Ligg Hailemaryam Chebbede, ambasciatore di S. M. I. in Giappone, parte per Tokyio dove assumerà il suo incarico. – Lo Tzahafie Tesas Aclilu Habteuold, Primo ministro riceve in visita di cortesia, separatamente, l’ambasciatore polacco Wladislav Rolski, e quello danese W.P.L.G. De Boer, intrattenendoli sulle relazioni tra l’Etiopia e i loro rispettivo paesi. – Il Consiglio dei ministri dell’OUA condanna tutti i tentativi e gli atti di dirottamento e richiede a tutti gli Stati membri dell’Organizzazione di controbattere e punire tali criminali per assicurare la sicurezza dei viaggi aerei internazionali.

5 marzo – Il Sovrano concede udienze separate a quattro ministri degli Esteri presenti alla riunione del Consiglio ministeriale dell’OUA; essi sono il tunisino Habib Bourghiba, il liberiano segretario di Stato Rudolph Grimes, il gambiano A.D. Camara e quello della Costa d’Avorio, Arsene Assouan Usher. – Nel pomeriggio S. M. I. Haile Selassie I riceve in udienza il gruppo di 29 scalatori austriaci che hanno compiuto una spedizione nelle montagne del Semien. – La 14.ma sessione del Consiglio dei ministri dell’Organizzazione dell’Unità Africana finalizza ed adotta una serie di risoluzioni sulla decolonizzazione e l’apartheid e sulla Commissione di liberazione africana.

6 marzo – Sua Maestà l’Imperatore riceve le lettere credenziali del nuovo ambasciatore della Costa d’Avorio, Gervais Attoungbre. – L’imperatore riceve le lettere credenziali del nuovo diplomatico del Congo Brazzaville, Maoungou. – Successivamente vengono consegnate al Sovrano le lettere credenziali del nuovo rappresentante ufficiale del Botswana, Theneas Phokoje Makepe. – S. M. I. Haile Selassie I promuove a secondo tenente l’ispettore dell’EAL, Abebe Uorcu, per aver evitato il danneggiamento di un aereo dell’Ethiopian Airlines all’aeroporto internazionale di Roma, l’apparecchio era stato sabotato con una bomba. – Si conclude la 14.ma sessione del Consiglio dei ministri dell’OUA, con la decisione di dare immediato aiuto finanziario a tutti i movimenti di liberazione riconosciuti dall’OUA, e più urgentemente a quelli ZAPU e ZANU nella lotta contro la Rhodesia. – Giungono ad Asmara, nel quadro della collaborazione etio-italiana, quattro medici; ad essi il Governo imperiale corrisponderà il rimborso spese di alloggio.

7 marzo - Habtesellassie Taffese, amministratore della E.T.O. con il rango di viceministro e commissario generale del padiglione etiopico all’Expo70 di Osaka, parte per il Giappone; l’Etiopia sarà presente al grande evento fieristico internazionale che si aprirà il prossimo 15 marzo. – Si conclude un seminario di 10 giorni per funzionari in amministrazione locale, a cui hanno preso parte 43 tra governatori provinciali, capi municipali e alti funzionari del Ministero degli Interni.

9 marzo – Sua Maestà l’Imperatore invia un messaggio di felicitazioni all’arcivescovo Makarios, presidente di Cipro, per essere scampato ad un attentato. – Parte per Parigi il dr. Aclilu Habte, presidente dell’università Haile Selassie I, per prendere parte ad una riunione di quattro giorni del comitato di amministrazione dell’UNESCO.

10 marzo – L’Imperatore visita una clinica comunitaria nella capitale realizzata congiuntamente dalla Municipalità di Addis Abeba e la SIDA. – Il Sovrano concede una sostanziale somma di denaro all’istituto di studi etiopici dell’università Haile Selassie I per la pubblicazione di uno studio sulle croci processionali etiopiche. - Il Primo ministro, lo Tzahafie Tesas Aclilu Habteuold, si intrattiene a colloquio per mezz’ora con l’ambasciatore sovietico, A.D. Shiborin, - Il Senato ratifica un prestito governativo di 25 milioni di dollari degli Stati Uniti per l’ampliamento e la modernizzazione degli aeroporti internazionali di Addis Abeba e di Asmara. La Camera dei deputati ratifica un prestito di 8.750.000 dollari della Banca Mondiale per lo sviluppo agricolo della regione dell’Uollamo, provincia del Sidamo.

11 marzo – L’arcivescovo Makarios, presidente di Cipro, invia un messaggio di ringraziamento a S. M. I.Haile Selassie I per le sue felicitazioni per lo scampato tentativo di assassinio. – S. A. I. il Principe ereditario Merid Asmac Asfa Uossen riceve degli assegni per la Croce Rossa etiopica da comunità estere, per un totale di 38.053 dollari. – L’OUA esprime la sua soddisfazione per la chiusura dei consolati norvegese e danese la scorsa settimana in Rhodesia. – Giunge in Etiopia per una visita di una settimana, Sir Willian Weipers, direttore di educazione veterinaria all’università di Glascow.

12 marzo – Il Sovrano riceve le lettere credenziali del primo ambasciatore del Mali, Keika Josalia. – Seife Taddese, presidente della Camera dei deputati, e Uoldeamanuel Dubale, vicepresidente, partono per Tel Aviv, per una visita di una settimana in Israele, ospiti dell’El Al.

13 marzo – S. A. I. il Principe ereditario Merid Asmac Asfa Uossen riceve degli assegni per la Croce Rossa etiopica da comunità estere, per una somma di 74.245 dollari. – Il Ligg Hailemaryam Chebbede, ambasciatore di Sua Maestà in Giappone, consegna le lettere credenziali all’Imperatore Hiro Hito. – Abbate Aghide, ambasciatore di Sua Maestà Imperiale in Kenya, consegna le sue lettere credenziali al presidente keniota, Jomo Kenyatta.

14 marzo – Il reddito in valuta estera dell’Etiopia è, al febbraio di quest’anno, di 18 milioni di dollari più alto di quello dell’anno passato allo stesso mese; lo rende noto la National Bank of Ethiopia. – L’Etiopia è presente all’expo di Osaka che viene inaugurata dall’Imperatore Hiro Hito.

16 marzo– Quattro membri della Polizia imperiale prendono parte alla conferenza mondiale della sicurezza del Traffico che si tiene ad Osaka.

17 marzo – Sua Maestà l’Imperatore riceve in udienza, separatamente, il signor Christopher C. Miniclier, corrispondente per l’Africa orientale del periodico “Time” e risponde ad alcune domande su problemi nazionali ed internazionali.

18 marzo – L’Imperatore invia un messaggio di congratulazioni a Raymond Arthur Chung per la sua elezione a primo presidente della Repubblica della Guinea. – Il Consiglio dei ministri propone al Sovrano, per l’approvazione, il progetto di bilancio governativo 1970/71.- Si conclude il corso di addestramento di cinque settimane sull’armonizzazione di piani di bilancio al Palazzo Africa. – L’ambasciatore ungherese, Janos Pataki, dona 100 diversi libri sulla cultura africana alla biblioteca nazionale.

19 marzo – S. M. I. Haile Selassie I inaugura l’istituto di ricerca “Armauer Hansen” per la lebbra, costruito ed equipaggiato con un totale di spesa di 442.000 dollari.- L’Etiopia sollecita alla conferenza per il disarmo a Ginevra, di basare le sue discussioni sul protocollo di Ginevra del 1925 che bandisce l’uso di armi batteriologiche e chimiche. – Rientra il gruppo di parlamentari etiopici che hanno visitato Israele ospiti dell’El Al. – Si apre a Londra un’esposizione sulle arti, la musica e l’artigianato dell’Etiopia. – Il ministro delle Comunicazioni del Burundi, Pascal Bubiriza, giunge per una visita di una settimana in cui dovrebbe firmare un accordo bilaterale sui trasporti aerei a nome del suo paese con il Governo imperiale.

20 marzo – S.A. I. il Principe ereditario Merid Asmac Asfa Uossen riceve degli assegni di comunità estere per la Croce Rossa etiopica, per la somma di 55.296 dollari. – Il Senato approva un prestito governativo di 8.750.000 dollari della Banca Mondiale per progetti di sviluppo agricolo nella regione di Uollamo, provincia del Sidamo. – La Fondazione Haile Selassie I riceve un assegno di 625.000 dollari dal Consiglio dello S.M.O.M. – La CELU riceve una donazione dalla AALC in materiali educativi ed equipaggiamento per un valore di 10.000 dollari. – S. E. il Degiasmac Tesfajohannes Berhe, vice governatore generale dell’Eritrea, presenzia alla chiusura del corso al centro di addestramento del Genio della II Divisione di Fanteria a Decamerè.

21 marzo – Al Palazzo Africa, nella Giornata Internazionale della Eliminazione della Discriminazione Razziale, Ketema Yifru, ministro degli Esteri, riafferma la incondizionata solidarietà del suo Paese ai combattenti per la libertà in Africa contro l’apartheid e la discriminazione razziale e conferma la determinazione dell’Etiopia a continuare ad estendere l’assistenza “fino a quando la vittoria finale è conquistata sui nemici”. – S. A. I. il Principe ereditario Merid Asmac Asfa Uossen dona 3.000 dollari alla società della Bibbia, della Chiesa luterana della capitale.

22 marzo - Le loro Altezze Imperiali il Principe e la Principessa Mikasa e la loro figlia Yoko visitano il padiglione etiopico all’expo70 di Osaka.

23 marzo – Si apre una conferenza di due giorni sulla pubblicità e lo sviluppo economico in Etiopia alla Camera di Commercio patrocinate dal dipartimento stampa del Ministero delle Informazioni. – Due donne, le Uoizerò Turu Uine Haile e Senite Haile, figlie del defunto Tzahafie Tesas Haile Uolderufael, donano 20.000 metri quadrati di terreno per la realizzazione di una scuola secondaria nel distretto di Entotto.

24 marzo – S. M. l’Imperatore visita l’ostello della Chiesa evangelica tedesca e il centro di addestramento della gioventù. – Si apre la terza riunione annuale del comitato nazionale per l’incremento del raccolto con un discorso di Abbebe Retta, ministro dell’Agricoltura, all’istituto di ricerca agricola. – Il Consiglio dei ministri discute un progetto sulla riforma terriera preparato dal Ministero della Riforma Fondiaria “. – La biblioteca “J. F. Kennedy” dell’università Haile Selassie I riceve 54 libri ed opuscoli dall’ambasciata di Israele. – La Camera di Commercio di Addis Abeba decide di partecipare alla fiera internazionale industriale del Cairo, che si terrà dal 2al 23 maggio prossimo.

25 marzo – L’imperatore riceve un messaggio di ringraziamento dal primo presidente della Repubblica della Guaiana, Arthur Chung, in risposta al messaggio imperiale di congratulazioni. – Si conclude la conferenza di due giorni sulla pubblicità e lo sviluppo economico dell’Etiopia.

26 marzo – L’ambasciatore del Camerun, Haman Diko, e l’ambasciatore dello Zambia, M. B. Mutemba, separatamente, ottemperano ad una visita di cortesia allo Tzahafie Tesas Aclilu Habteuold, Primo ministro. – Il Primo ministro, lo Tzahafie Tesas Aclilu Habteuold, riceve la visita di congedo dell’ambasciatore della Somalia, Mohamed Yusuf Adem, - Sempre il Primo ministro si intrattiene a colloquio sulle relazioni bilaterali con l’ambasciatore del Sudan, Osman Abdella Hamid. – Si conclude la terza riunione annuale del comitato nazionale per l’incremento del raccolto, in cui sono stati esaminati i successi raggiunti nel settore della ricerca agricola e l’incremento del raccolto.

27 marzo – Il dr. Herzi G. Welgmann, esperto israeliano della O.I.L. completa una missione di esplorazione di 12 settimane sul come la O.I.L. può aiutare l’Etiopia nello sviluppo rurale.

28 marzo- Le Principesse della Famiglia reale di Thailandia visitano il Nilo blu; esse si trovano in Etiopia per una visita di una settimana a Bahr-Dar e alle vicinanze. – Ato Abbebe Chebbede, amministratore generale della Fondazione Haile Selassie I, è nominato dal Consiglio mondiale delle Chiese membro della nuova commissione per la partecipazione della Chiesa allo sviluppo.

30 marzo – Alla presenza di S. M. I. Haile Selassie I si tengono le competizioni finali dell’11.mo concorso ippico internazionale al Janhoy Meda. – S. M. l’Imperatore invia un messaggio di congratulazioni al presidente del Camerun, Ahmadou Ahidjio, rieletto nella carica. – Cinque parlamentari invitati per una visita di sette giorni in Francia dietro invito del Governo francese, prendono congedo dall’Imperatore. – Si costituisce nella sede della C.E.A. il centro africano regionale per la promozione del commercio.

31 marzo – Il Sovrano ispeziona i lavori di costruzione del nuovo ombrellificio nel distretto di Makanissa; l’opera costerà 250.000 dollari. La realizzazione è della Fondazione Haile Selassie I. – Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I invia un messaggio al magg. gen. Jafaar El Nimetry, capo di Stato del Sudan, felicitandosi con lui per essere scampato ad un attentato alla sua vita. – Il magg. Assefa Lemma, ambasciatore di S. M. I. nella Germania occidentale, parte per Bonn per assumere le sue funzioni. – Giunge una commissione dalla Francia per contatti con funzionari locali.

Estratto da “Sestante – Documentario Semestrale Illustrato della Vita Politica Economica sociale dell’Etiopia”; vol VI, No. 1;gennaio – giugno 1970.

Bro Ghebre Selassie

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Costituzione Riveduta d’Etiopia Come promulgata da
Sua Maestà Imperiale Haile Sellassie I


Capitolo V
(segue dalla newsletter di Febbraio 2015)

LE CAMERE LEGISLATIVE

Sezione II- La Camera dei Deputati

Articolo 93

L'intero territorio dell'Impero, come definito nell'articolo 1 della Costituzione dovrà essere suddiviso in circoscrizioni elettorali con un numero che si avvicina il più possibile a duecentomila abitanti. La posizione ed i limiti di ogni distretto elettorale dovranno essere determinati dalla legge ed ogni distretto dovrà essere quanto più regolare nella forma quanto più le circostanze lo consentano. Inoltre, ogni città con una popolazione superiore a trentamila abitanti avrà diritto ad un Deputato e ad un deputato aggiuntivo per ogni cinquantamila abitanti che superano i trentamila.

Articolo 94

Ogni distretto elettorale sarà rappresentato da due deputati.

Articolo 95

Tutti i cittadini Etiopi di nascita di 21 anni di età o più, che sono regolarmente domiciliati o abitualmente presenti in qualsiasi distretto elettorale, e che possiedono i requisiti previsti dalla legge elettorale, avranno il diritto di votare i candidati di tali distretti elettorali, nei suddetti distretti elettorali, come membri della Camera dei Deputati. Il sistema di voto dovrà essere segreto e diretto. I dettagli di procedura saranno stabiliti dalla legge.

Articolo 96

Per essere eleggibile come Deputato, una persona deve essere un cittadino Etiope per nascita che:
(A) ha raggiunto l'età di venticinque cinque anni;
(B) è residente in buona fede e in possesso di proprietà nel suo distretto elettorale nella misura richiesta dalla legge elettorale;
(C) non è interdetta da alcuna disposizione della legge elettorale.

Articolo 97

I Deputati saranno eletti per un periodo di quattro anni, e saranno idonei per la ri-elezione, subordinata al loro costante possesso dei requisiti enunciati nell'articolo 96.

Articolo 98

I posti vacanti che potranno verificarsi nella composizione della Camera dei Deputati dovranno essere riempiti, come previsto dalla legge elettorale.

Articolo 99

Il Presidente ed i due Vice Presidenti della Camera dei Deputati saranno eletti ogni anno dai membri della Camera.

Articolo 100

La Camera dei deputati sarà l'unico giudice delle qualifiche e delle elezioni dei suoi membri.

Sezione III – Il Senato

Articolo 101

Il Senato dovrà essere composto dai Senatori nominati dall'Imperatore per sei anni.

Articolo 102

Il Senato dovrà essere composto da un numero di persone non superiore ad un mezzo del numero totale dei Deputati, e queste dovranno essere scelte dall'Imperatore tra coloro che, con le loro azioni, si sono guadagnate la fiducia e la stima delle persone, e tra coloro che hanno servito il loro paese e il governo con distinzione.

Articolo 103

Per essere ammessi alla nomina a membro del Senato una persona deve essere un cittadino Etiope per nascita che:
(A) ha raggiunto l'età di trenta-cinque anni;
(B) è un Principe o altro Dignitario, o un ex alto funzionario di Governo, o se è un'altra persona generalmente stimata per il suo carattere, giudizio e servizio pubblico; e
(C) non è interdetta da alcuna disposizione della legge elettorale.

Articolo 104

I Senatori prima nominati dall'Imperatore di cui all'articolo 101, dovranno, immediatamente dopo il loro primo incontro, essere divisi in tre gruppi uguali. I Senatori del primo gruppo dovranno, alla fine del secondo anno, essere sostituiti dai Senatori nominati in conformità con le disposizioni di cui all'articolo 101; quelli del secondo gruppo al termine del quarto anno, e quelli del terzo gruppo alla fine del sesto anno, in modo che un terzo possa essere sostituito ogni secondo anno.

Articolo 105

I senatori saranno idonei alla ri-elezione, subordinata al loro costante possesso dei requisiti enunciati nell'articolo 103.

Articolo 106

I posti vacanti nella composizione del Senato dei Deputati dovranno essere riempiti, nei modi previsti dall'Articolo 101.

Articolo 107

Il Presidente e i due Vice Presidenti del Senato saranno nominati ogni anno dall'Imperatore tra i senatori.

(segue nella prossima newsletter)

Bro Ghebre Selassie e Sis Tseghe Selassie

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Commento al Vangelo di San Giovanni

di Yohannes Afeworq
Discorso quinto (prima parte)

Tutte le cose furono fatte per mezzo di Lui e senza di Lui niente fu fatto di ciò che esiste.1

1. - Mosè inizia la narrazione dei fatti storici del Vecchio Testamento, facendo una lunga descrizione delle cose appartenenti al mondo sensibile e materiale; dice, infatti, che “in principio Dio creò il cielo e la terra”2; aggiunge poi che fu fatta la luce, il firmamento, gli astri e tutte le specie di organismi viventi, che sarebbe troppo lungo enumerare qui una per una. L’evangelista, invece, abbraccia qui in una sola frase tutte le cose create, sia quelle materiali che quelle immateriali e superne. E fa ciò a ragion veduta, giacché le prime erano già note agli ascoltatori, e perché egli si appresta a discutere di un argomento ben più elevato e mette mano all’ardua impresa di parlare non delle creature, bensì del loro Creatore e dell’Architetto dell’universo. Per questo Mosè, benché tratti soltanto della parte meno importante della creazione (giacché non ci ha parlato affatto delle sostanze invisibili), ne dà un’ampia descrizione; questi, invece, che ha fretta di arrivare al Creatore, ben a ragione sorvola su tutto e riassume in poche parole tutte le cose che Mosè aveva enumerato, come pure quelle che lui stesso ha taciuto, dicendo che “tutte le cose furono fatte per mezzo di Lui”. E affinché non crediate che egli abbia in mente soltanto le cose descritte da Mosè, aggiunge: “E senza di Lui niente fu fatto di ciò che è stato fatto”; cioè, delle cose create,sia che cadano sotto i nostri sensi, sia che siano accessibili soltanto all’intelletto,nessuna ricevette l’esistenza senza l’attività creativa del Figlio.

Noi non poniamo affatto il punto dopo la parola “niente” come fanno gli eretici. Costoro, volendo sostenere che anche lo Spirito è stato creato, leggono questo passo così: “Quanto è stato fatto, in lui era vita”; ma, in tal modo, queste parole diventarono del tutto incomprensibili. Prima di tutto,infatti, non sarebbe questo il momento opportuno per far menzione dello Spirito; se poi l’evangelista avesse voluto farlo, perché mai avrebbe adoperato un linguaggio così oscuro? Da dove si ricava, poi, che ciò sia stato detto veramente dello Spirito? Se teniamo per buona una tale punteggiatura, ne risulterebbe che non lo Spirito, ma lo stesso Figlio si sia fatto da sé medesimo.

Invero fate attenzione a non perdere il filo di questo ragionamento, e leggiamo ora come essi vorrebbero; in tal modo, infatti, più manifesta apparirà l’assurdità di quanto costoro sostengono, che cioè nella frase: “Quanto è stato fatto, in lui era vita”, la parola “vita” significhi “Spirito”. Ma la vita, in questo passo, viene chiamata anche luce; l’evangelista aggiunge infatti: E la vita era la luce degli uomini3. Secondo costoro, dunque, egli chiama “luce degli uomini” lo Spirito. Ma allora, quando più avanti Giovanni aggiunge che vi fu un uomo mandato da Dio, per rendere testimonianza alla luce4 è necessario che essi ammettano che anche qui si parli dello Spirito. Infatti colui che prima l’evangelista ha chiamato Verbo, successivamente lo chiama Dio, vita e luce. Era la vita – dice –ossia:questo Verbo era la vita e questa stessa vita era la luce. Se dunque il Verbo era la vita,il Verbo, che è vita, si è fatto carne; la vita si è fatta carne, cioè il Verbo; e noi abbiamo visto la sua gloria, quale l’Unigenito ha dal padre. Ma guardate quante assurdità ne conseguono se, con costoro, diciamo che vita qui significa Spirito. E lo Spirito che si sarebbe incarnato, non il Figlio; e lo Spirito sarebbe il Figlio Unigenito. Siccome poi la verità è ben diversa, mentre essi cercheranno di sfuggire a tali conseguenze, coloro che leggono in quel modo cadranno in assurdità di gran lunga più grandi.

Se essi ammettono poi che non si parla dello Spirito, bensì del Figlio, ma confermano la loro punteggiatura e non leggono come leggiamo noi, è inevitabile che debbano ammettere che il Figlio si è fatto in se medesimo e da se medesimo. Se, infatti, il Verbo era la vita e ciò che è stato fatto in lui era vita, secondo questa interpretazione egli stesso è stato fatto in sé medesimo e da sé medesimo.

Giovanni aggiunge poi, più avanti: E noi contemplammo la sua gloria, gloria quale l’Unigenito ha dal Padre5. Ecco allora che, secondo la versione di coloro che leggono così, si deve concludere che lo Spirito Santo è il Figlio Unigenito. È di lui infatti che tratta tutta questa storia. Non vedete dunque quanto si allontani dalla verità questo ragionamento, in quali precipizi finisca e quante assurdità ne derivino? “Ma – obbietterà qualcuno – lo Spirito non è forse luce?”. Certo che è luce, ma non è di lui che qui si tratta; è vero che Dio è Spirito, cioè è incorporeo, ma non dovunque si parli dello spirito esso viene proclamato Dio. Di che vi stupite, se diciamo così anche del Padre? Pertanto non potremo dire del Paraclito, che ovunque si parli dello Spirito, si dovrà intendere il Paraclito, poiché invero, quantunque tale appellativo gli si addica perfettamente, tuttavia dove si legge spirito, non sempre si deve intendere il Paraclito. Anche il Cristo, infatti, viene detto Potenza di Dio e Sapienza di Dio, ma non sempre dove si legge potenza di Dio e sapienza di Dio, si intende il Cristo. Così anche in questo passo, per quanto sia vero che anche lo Spirito illumina, non è però dello Spirito che parla qui l’evangelista.

Comunque, anche dopo che i loro assurdi ragionamenti sono stati confutati, costoro, che si oppongono sempre alla verità, non desistono mai dal leggere: “Quanto è stato fatto, in lui era vita”, cioè, tutto quanto fu creato era vita. Ma come? Anche la punizione dei Sodomiti, il diluvio, l’inferno e tante altre cose di questo genere erano vita? “Ciò che diciamo si riferisce alla creazione”, replicano costoro. Certamente, anche queste parole si riferiscono alla creazione. Ma per confutare in altro modo e più efficacemente le loro asserzioni, domandiamo ad essi: Dite, anche il legno è vita? È vita anche la pietra, inerte e inanimata? E lo stesso uomo è sempre e interamente vita? Chi oserà affermare ciò? Neppure l’uomo, in verità, è vita, in quanto è soltanto capace di ricevere la vita.

2. – Considerate ora un’altra assurdità: leggiamo anche noi come loro, per capire di qui fino a che punto arrivi la loro insipienza. Fino ad ora, costoro non hanno detto niente che possa attribuirsi, con ragione, allo Spirito. Poi, cambiando idea, essi attribuiscono agli uomini cose che fossero state dette appropriatamente dello Spirito. Comunque, esaminiamo la loro lezione. Ora, costoro asseriscono che la vita è una creatura: quindi, lo è anche la luce, per testimoniare a favore del quale è venuto Giovanni.Come mai, dunque, non è luce anche lui, dato che l’evangelista dice: Non era lui la luce?Eppure apparteneva al novero delle creature, per cui doveva essere anche lui luce. Come mai “era nel mondo” e il mondo fu fatto per mezzo di lui? La creatura era dunque nella creatura ed è stata fatta per mezzo della creatura? Come mai il mondo non lo conobbe? La creatura non conosce forse un’altra creatura? Ma a quanti lo accolsero, diede loro il potere di diventare figli di Dio6.

Ma abbiamo concesso ormai abbastanza al riso. D’ora in poi lascio a voi la confutazione di queste mostruose tesi, affinché nessuno pensi che io abbia premesso tutto questo con lo scopo di suscitare il riso e che stia perdendo il tempo inutilmente. Se tutte queste cose infatti non vanno riferite allo Spirito, come abbiamo dimostrato, non vanno riferite neanche alla creatura. Comunque, continuino pure, costoro, a difendere la loro lezione, dalla quale, tra l’altro, deriva, come abbiamo già fatto notare, l’assurda conseguenza che il Figlio si sarebbe fatto da sé medesimo. Se, infatti, la vera luce è il Figlio e la luce era la vita e la vita è stata creata in Lui, ne consegue necessariamente , attenendoci alla loro lezione, una tale assurdità.

Scartata quindi questa lezione, veniamo finalmente alla lezione e all’interpretazione giusta. Qual è dunque? Essa consiste nel concludere la frase con le parole “quanto fu fatto”, e nel ricominciare poi da questo punto la nuova frase con le parole: in Lui era la vita. Le parole “senza di Lui niente fu fatto di quanto è stato fatto” vogliono significare appunto che, se qualcosa è stato fatto, non è stato creato senza di Lui. Vedete come, con questa breve aggiunta l’evangelista abbia eliminato tutte le assurdità che altrimenti ne sarebbero derivate? Col precisare, infatti, che “senza di Lui niente fu fatto” – e con l’aggiungere – “di quanto è stato fatto” insieme alle altre creature anche quelle spirituali, ma ne escluse lo Spirito. Dopo aver detto, infatti, che tutte le cose furono fatte per mezzo di Lui e senza di Lui niente fu fatto, affinché nessuno pensasse che, se tutte le cose erano state fatte per mezzo di Lui, dunque doveva essere stato fatto per mezzo di Lui anche lo Spirito, si rese necessaria questa aggiunta. Io – dice in sostanza Giovanni – ho affermato che quanto è stato fatto, è stato fatto per mezzo di Lui, cioè, anche le creature invisibili, incorporee e celesti. Perciò non ho detto semplicemente “tutto”, ma ho precisato : “ di tutto ciò che è stato fatto” cioè, tutte le cose che sono state create. Ma lo Spirito non è stato creato. Vedete come sia precisa la dottrina dell’evangelista? Egli ha menzionato la creazione delle cose sensibili di cui, tanto tempo prima, aveva già parlato Mosè; poi, per condurre gli ascoltatori, già istruiti, verso nozioni più elevate, riguardanti cioè le cose invisibili ed incorporee, ha distinto lo Spirito Santo da tutte le creature.

Così pure Paolo, ispirato dalla medesima grazia, diceva: “ Perché in Lui sono tutte le cose create”7 . Vorrei che voi notaste anche qui la stessa precisione e accuratezza. Era infatti lo stesso Spirito che ispirava la sua anima. Affinché, infatti, nessuno sottraesse qualche creatura alla creazione da parte di Dio, per il fatto di appartenere alle cose invisibili; affinché nessuno confondesse con queste il Paraclito, Paolo, mettendo da parte le cose sensibili che erano note a tutti, enumera in questa frase le creature celesti: “Sia i Troni, sia le Dominazioni, sia i Principati, sia le Potestà”8. Questo “sia” preposto a ciascuna delle creature enumerate, non significa per noi altro che questo: Tutte le cose furono fatte per opera di Lui e senza di Lui niente fu fatto di ciò che è stato creato. E se credete che questo per opera di implichi uno stato d’inferiorità, ascoltate il profeta che dice: “Al principio Tu, Signore, fondasti la terra e i cieli sono opera delle Tue mani”9.

La stessa cosa che è stata detta del Padre come creatore, egli la dice del Figlio; non l’avrebbe detta, se non fosse stato certo che il Figlio sarebbe stato considerato anche Lui creatore, non semplice esecutore. L’evangelista dice qui “per opera di Lui”, per il solo motivo di evitare che qualcuno pensi che il Figlio non sia generato. Comunque, per convincervi che Egli non è affatto inferiore al Padre, per quanto riguarda il potere di creare, ascoltate quanto dice Giovanni: “Come il Padre risuscita i morti e li vivifica, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole”10.

Se perciò nel Vecchio Testamento, si dice, a proposito del Figlio: “In principio Tu, Signore fondasti la terra” è evidente che gli viene riconosciuto il potere di creare; e se anche il profeta, dicendo così, si fosse riferito al Padre, sarebbe altrettanto evidente che Paolo attribuì al Figlio ciò che era stato detto del Padre; la conseguenza sarebbe, comunque, identica. Paolo, infatti, non avrebbe sostenuto che tutto ciò spettava al Figlio di pieno diritto, se non fosse stato sicurissimo che il Padre e il Figlio hanno pari dignità. Sarebbe il colmo della temerità il dare attributi, che spettano all’incomparabile natura divina, ad un essere inferiore.


Note:
1 Gv. 1,3;
2 Gen. 1, 1;
3 Gv. 1, 4;
4 Gv. 1, 6 e 1, 7;
5 Gv. 1, 14;
6 Gv. 1, 10-12;
7 Col. 1, 16;
8 Col. 1, 16;
9 Sal. 101, 26;
10 Gv. 5, 21.

Bro Ghebre Selassie

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Francobolli Imperiali:
Francobolli Definitivi della Restaurazione



Il 23 Agosto 1947 venne pubblicata la serie intitolata “Francobolli Ordinari Definitivi del1947” (originale: “The 1947 Ordinary Definitives”) per sostituire i Definitivi del 1942 ( Francobolli Definitivi della Restaurazione o Definitivi del Dopoguerra affrontati nel numero della newsletter di Febbraio 2015).
In quella data venne pubblicata la serie completa ad eccezione dei francobolli da 15 e 60 cent che vennero introdotti rispettivamente il 25 Maggio 1953 e il 10 Febbraio 1951. Come già precisato nel numero precedente i francobolli definitivi sono i francobolli più largamente utilizzati in tutto il paese e vengono successivamente sostituiti da altri francobolli Definitivi.

Ogni francobollo raffigura, oltre all'immagine centrale, il busto a ¾ di Sua Maestà Imperiale Haile Selassie ed il simbolo della Trinità (o come comunemente chiamata in ogni descrizione la Stella a 3 punte di Haile Selassie).


1cent: Fotografia aerea del versante est dell' Amba Alagi ( o altopiano montuoso dell'Alagi).
2cent: Chiesa della Trinità ad Addis Ababa.
4cent: Veduta su Debre Sina ( o monte Sina).
5cent: Veduta su Mecan ( o Mekan) vicino ad Ashangi.
8cent: Veduta sul Lago Tana.
12cent e 15 cent: Palazzo del Parlamento ad Addis Ababa.
20cent: Veduta di Abai vicino Mai-Chew.
30cent: Ponte sul Nilo Blu a Bahr Dar.
60 e 70 cent: Canoa sul Lago Tana.
1 dollaro etiope: Cascate del Fiume Omo.
3 dollari etiopi: Monte Alamata e strada principale.
5 dollari etiopi: Montagne Ras Dashan.

Bro Gabriel

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Let food be your medicine...


LIBERARSI DALLE TOSSINE

Carissimi Fratelli e Sorelle eccoci con entusiasmo alle porte di Marzo, il mese che collega la fine dell’inverno con l’arrivo della tanto attesa Primavera.

Nell’aria si inizia a respirare infatti il profumo della Creazione che incomincia a risvegliarsi. Le prime gemme adornano i rami degli alberi che si risvegliano per compiere il loro ciclico e naturale lavoro. Le giornate più lunghe ci annunciano che il cambiamento è in arrivo e anche questo anno la bella stagione ci darà quella spinta energetica di cui tanto abbiamo bisogno dopo il freddo inverno.

Come sappiamo ogni momento dell’anno ha una funzione relativa al nostro organismo e soltanto conoscendo queste connessioni potremo vivere al meglio la stagione in corso, sia dentro che al di fuori di noi.

Questo periodo di passaggio che Marzo rappresenta è l’ideale per una ‘pulizia’ dell’ organismo dalle tossine accumulate durante l’inverno affinchè possiamo affrontare l’estate con un maggior equilibrio psico-fisico. Per pulizia si intende un processo depurativo di detossificazione che mira a liberare il corpo da sostanze nocive che involontariamente (...o talvolta volontariamente) assumiamo. Le tossine sono sostanze nocive per la salute, per il mantenimento di quell’equilibrio biochimico delle nostre cellule e quindi della nostra salute in generale. Queste vengono assimilate dal corpo e hanno origine esterna (inquinamento, solventi chimici, colle etc etc) ma anche interna cioè legata al cibo che assumiamo, allo stile di vita (cibo grasso, frittura, zuccheri, alimenti raffinati, cibi industriali, fumo, bevande alcoliche, vita sedentaria, scarsa ossigenazione) e anche e a volte soprattutto alle emozioni (stress, rabbia, paura, tristezza, dispiacere, frustrazione, pensare eccessivamente).

Un ottimo rimedio per liberare il corpo da questi ‘pesi’ lo troviamo nelle erbe che come sempre rispondono ai nostri bisogni più vari. Possiamo quindi abbracciare una dieta che miri a ripulire il fegato che è il principale organo che provvede ai processi di disintossicazione eliminando e neutralizzando veleni, sostanze tossiche, farmaci, alcol, nicotina, per cui è importante mantenerlo in buona salute assumendo giornalmente alimenti ricchi di Vitamina C, betacarotene, Vitamina E, zinco, potenti antiossidanti che contribuiscono ad arrestare l’invecchiamento e la degenerazione di questo organo e di attivarne i sistemi di disintossicazione.

Le piante medicinali attive sul fegato possono essere classificate in diversi  gruppi: Piante medicinali ad azione protettiva e detossificante, Piante medicinali ad azione coleretica, Piante medicinali ad azione colagoga, Piante medicinali ad azione preventiva e attiva sui calcoli biliari.

A volte può capitare che una pianta possa svolgere più di una di queste azioni e possa quindi far parte di più di un gruppo.

Piante medicinali e Tisane ad azione protettiva e detossificante

img Le principali piante medicinali ad azione detossificante e protettiva sono: Bardana, Celidonia, Crisantello, Carciofo, Schizandra, Cardo mariano, Rosmarino, Sambuco, Licopodio.

Si possono trovare in erboristeria sotto forma di tinture madri in gocce, capsule quindi estratti secchi, in composti di succhi vegetali o in forma sfusa per comporre le tisane. Ecco alcuni esempi:

Tisana epatoprotettiva: Carciofo 30g, Crisantello americano 20g, Turmerico15g, Tarassaco 10g, Boldo 15g, Fumaria officinale 10g. Decotto 5%, una tazza dopo i pasti

Tisana composta al cardo mariano: Cardo mariano 40g, Menta piperita 30g, Artemisia 30g. Infuso 3%, una tazza 2 ore prima dei pasti principali. Fumaria officinale

Piante medicinali e Tisane ad azione coleretica

Le tisane ad azione coleretica aumentano la secrezione della bile, infatti stimolano le cellule del fegato a produrre una maggiore quantità di bile. Sono efficaci in tutti i casi di insufficienza funzionale del fegato, per fluidificare e drenare la bile, nonché nei casi di stasi biliare intraepatica (ittero), nelle affezioni delle vie biliari e per rimuovere piccoli calcoli.

Le principali piante ad azione coleretica sono: Curcuma, Carciofo, Fumaria, Calendola, Genziana, Bolo, Rafano, Tarassaco.

Le idrocoleretiche (che aumentano la secrezione del componente acquoso della bile) sono: Lavanda, Melissa, Menta, Timo.

Alcuni esempi:

Tisana al tarassaco: Tarassaco 30g, Cardo mariano 20g, Turmerico 20g, Menta piperita 20g, Cumino 10g. Infuso 3%, Un cucchiaio (5g circa) 3 volte al giorno prima dei pasti.

Tisana digestiva e idrocoleretica: Melissa 30g, Menta piperita 30g, Timo 15g, Finocchio 25g.

Piante medicinali e Tisane ad azione colagoga

img Le piante medicinali e le tisane ad azione colagoga accelerano il deflusso della bile dalle cellule epatiche alla cistifellea favorendone lo svuotamento. Sono consigliate per chi ha una digestione lenta o difficile, per chi accusa sonnolenza dopo i pasti, sintomi causati da una ridotta escrezione di bile. Sono assai indicate nei casi di calcoli alla cistifellea e coliche epatiche.

Le principali piante ad azione colagoga e fluidificante la bile sono: Boldo, Rabarbaro, Olio d’oliva, Rafano nero, Rosmarino, Turmerico, Carciofo.

Ecco alcuni esempi:

Tisana colagoga: Rabarbaro 30g, Boldo 30g, Carciofo 20g, Turmerico 20g. Decotto 5%, una tazza dopo i pasti.

Tisana colagoga e coleretica: Boldo 30g, Anice 20g, Tarassaco 20g, Finocchio 20g, Menta piperita 10g. Infuso 5%, una tazza dopo i 3 pasti. Peumus boldus

Piante medicinali e tisane attive sui calcoli biliari

img Alcune tisane colagoge e coleretiche sono indicate nelle calcolosi biliari. Per prevenire i calcoli sono indicate sia piante ad azione coleretica che piante ad azione colagoga ma anche piante ad azione ipocolesterolemizzanti (in grado cioè di abbassare il colesterolo), Turmerico, Carciofo, Yerba Mate, Ortosiphon stamineus (Te di Java).

In caso di litiasi biliare invece sono indicate piante ad azione idrocoleretica, e piante ad azione antispastica.

Tisana per litiasi biliare: Camomilla 25g, Menta piperita 20g, Betulla 20g, Turmerico 10g, Tarassaco 15g, Liquirizia 10g. Decotto 5% Far bollire per 7 minuti. Una tazza dopo i pasti.

Una pianta che ha proprietà davvero stupefacenti quando si parla di detossificazione (e non solo..) è la Moringa che scopriamo sempre di più essere veramente un albero miracoloso. Questa infatti ha la capacità di ripulire il fegato e tutto il corpo da tossine in modo molto veloce ed efficace grazie ad un’altissima concentrazione di minerali e di circa tredici vitamine che accelerano l’eliminazione delle tossine producendo energia nel corpo. E’ inoltre ricchissima in fibre che aiutano l’eliminazione delle tossine dal sangue e promuovono la formazione di batteri benefici nell’intestino che sono importantissimi durante il periodo di detossificazione. Anche l’altissima percentuale di vitamina B6 contribuisce all’eliminazione di sostanze nocive dall’organismo. Studi recenti hanno dimostrato effetti ‘miracolosi’ che possono ridurre danni al fegato causati da prolungata assunzione di medicinali, psicofarmaci e addirittura curare (o quantomeno migliorare) conseguenze di malattie molto serie come tubercolosi, epatite, fibrosi epatica. In questo ultimo caso addirittura il trattamento con la Moringa è stato accertato in grado di non solo ridurre ma invertire il processo disfunzionale del fegato che potrebbe portare alla dialisi o addirittura al trapianto.

E’ stato inoltre dimostrato come questa pianta sia in grado di ripulire il fegato dall’avvelenamento da arsenico che è usato in molte leghe metalliche e nella lavorazione del vetro. È un comune inquinante del carbone, pertanto le maggiori fonti di inquinamento industriale da arsenico sono le centrali elettriche, a carbone e le fonderie.

Bro Julio


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In una Parola...


QEDEM

“Look to the East”, guardare ad Oriente rappresentò il fulcro della profezia dell’Hon. Marcus Garvey che, secondo la tradizione orale, diede impulso al Movimento RasTafarI.

Il Giardino dell’Eden fu piantato a Oriente, e l’albero della vita si trova nell’area orientale del Giardino; il Tabernacolo degli Israeliti era rivolto a Oriente, e così la preghiera dei primi Nazareni; la stella dei Magi e la seconda venuta sono collegati all’Oriente dai Vangeli; si potrebbe continuare ancora a lungo con gli esempi.

Anche se dalla posizione in cui si trovavano gli Africani deportati l’Etiopia si trovava esattamente a Oriente, cosicché la profezia risultasse chiara al di sopra di ogni dubbio, si deve comprendere che il concetto biblico di “Oriente” è molto di più che un semplice riferimento geografico, eppure non nega anche l’aspetto geografico: in verità è nel contempo geografico, temporale e spirituale.

Questa considerazione è importante poiché ci insegna a meditare in maniera non analitica e oppositiva, come siamo abituati a fare dalla cultura occidentale, ma secondo una modalità analogica, associativa, sintetica, diciamo pure come nel simbolo, che in una sola immagine racchiude infiniti significati. Questo è il tipo di mentalità che troviamo nella Bibbia.

Facendo riferimento, in questo caso, al testo della Bibbia in Ebraico, la parola che indica l’Oriente è qedem: vediamo alcuni esempi di questa sinergia di significati che essa esprime.

Letteralmente qedem indica la direzione del sole che sorge. Tuttavia ha scritto al riguardo uno studioso:

“Le implicazioni di ciò sono sorprendenti, poiché il tempo, definito come distanza tra due eventi fisici, non è una misurazione fisica vera e propria; eppure in ebraico antico, il tempo e la distanza si riferiscono alla stessa cosa e letteralmente cioè alla “direzione del sole che sorge”, che noi esseri umani chiamiamo “oriente”. Una implicazione di ciò è che l’origine di tutte le cose giunse, giunge e giungerà dall’Oriente” (Jeff Benner, “The East, Time, Eternity, the Universe and the Origin of All Things”).

Il Giardino dell’Eden è piantato, come si diceva, “ad Oriente” (Genesi 2,8), ma in realtà il testo ebraico è letteralmente più criptico: mi-qedem significa letteralmente “dall’Oriente”, tanto che ad esempio alcune traduzioni antiche resero “da Principio”. Il senso di questa espressione è che esso si trova all’Origine di tutto, e dunque incorpora gli archetipi (i modelli originari e ideali) della realtà. Al suo interno si trova anche l’umano secondo l’Immagine: in ebraico, non a caso, il suo nome è Adam Qadmon, un corpo perfetto che è microcosmo dell’intero universo.

È dunque chiaro che il senso geografico non risulta negato: il Giardino è effettivamente in direzione del sorgere del sole, ma ciò comporta anche una realtà temporale (è all’inizio dei tempi) e spirituale (è radicato nel Principio divino).

Si può comprendere meglio con altri esempi. Nelle sue visioni mistiche del Tempio escatologico e dell’Eden, il profeta Ezechiele ci mostra che quello che era in Principio sarà nel Fine: la palin-Genesi (nuova creazione), pur essendo al compiersi dei tempi, è piantata nello stesso “Principio” in cui fu piantato il Giardino della Genesi.

Ezechiele 11,23:
“E la gloria di ‘IGZI’ABHER (…) si fermò sulla montagna mi-qedem (sul lato orientale) della città”.

Ezechiele 43,2:
“Ecco, la gloria di ‘AMLAK /ELOHIM di Israele viene dalla strada di Oriente (ha-qadiym)”.

Zaccaria 14,4 descrive l’avvento del Messia presso il Monte degli Ulivi proprio come mi-qedem: ecco perché il Cristo sale sul Monte quando annuncia la venuta del Figlio dell’Uomo, e gli Etiopi chiamano Debre Zeyt (Monte degli Ulivi) il Suo secondo avvento. In Matteo 24,27 si dice infatti che “proprio come il fulmine viene da Oriente e illumina sino all’Occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’Uomo”.

Anche in questi casi, dunque, notiamo che la direzione geografica è del tutto reale: il Regno si manifesta proprio in direzione del sorgere del sole, ma il suo riferimento come mi-qedem vuole intendere che esso è l’Eden restaurato, che proviene dal tempo primigenio, ma soprattutto, misticamente, dall’Origine del tempo e dell’universo.

Notiamo cosa dice Michea nella famosa profezia sul Messia di Betlemme, al cap. 5,2: nel testo ebraico si legge infatti che “le sue origini sono mi-qedem”. Ecco che il senso è sì geografico, ma anche temporale e nel contempo ulteriore alla dimensione spazio-tempo.

In tal senso gli esempi sono troppo numerosi, tanto che tentarne un elenco potrebbe risultare fuorviante, come se cioè la loro portata potesse riassumersi in poche battute.

È sufficiente riportare una sorta di diagramma schematizzato dal medesimo studioso già citato sopra. Occorre meditare a fondo su queste equazioni.

Universo = tempo = il passato = il futuro = Oriente = il Principio e il Fine di tutto = l’origine = dove è Dio

A questo punto è persino superfluo specificare che qedem è esattamente la stessa radice Afro-Semitica da cui la parola Ge’ez: Qedamawi, ossia il primo termine del Nome di Incoronazione del Re dei Re Qedamawi Haile Selassie. Se pensiamo alla profezia di Michea, “le sue origini sono mi-qedem”, vi è forse segno più chiaro del significato di questo Nome? Quando perciò sentiamo che Egli è Qedamawi / Primo non dovremmo pensare soltanto a un senso temporale. Con il nome Qedamawi Egli è annunciato come :

1) Colui che viene dall’Oriente, in accordo alle tante profezie profezie sulla collocazione fisica della Sua dimora;

2) Colui che è da prima dei tempi, il Pre-esistente di cui la Genesi 1,1 dice: “nel Principio ‘IGZI’ABHER creò il cielo e la terra”;

3) Colui che è: il Principio stesso delle cose.

Ritornando così alla profezia dell’Hon. Garvey, in pochi hanno notato questo particolare di non poco conto: egli disse di guardare all’Oriente, e quando l’Incoronazione del Re Messia ebbe luogo Egli aveva proprio il Nome dell’Oriente.

Bro Iyared

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Getachew Berhanu


Getachew Berhanu è ben noto per rispecchiare alcuni aspetti della tradizione Etiope. Seguendo le orme del famoso padre Berhanu Yemenu, la sua opera è una delle più familiari e rinomata nel panorama dell'arte Etiopica.



Il suo lavoro è stato fortemente influenzato da suo padre che era un pittore di Chiesa tradizionale, il suo primo maestro. Secondo quanto detto da lui stesso, l'artista non era particolarmente bravo nel campo dello studio. Preferiva ai compiti disegnare. Passava tantissimo tempo a copiare quadri di suo padre fino a quando questo tragicamente morì quando Getachew aveva solo 19 anni.

Getachew iniziò a dedicarsi alla pittura tradizionale nel 1989, prima di iniziare un percorso che pochi artisti contemporanei hanno intrapreso, al crocevia tra la raffigurazione narrativa e la critica sociale.



I suoi dipinti sono molto colorati ed audaci e narrano della religione e della storia dell'Etiopia. Getachew predilige l'influenza delle arti tradizionali in contrasto con l'arte attuale estrema e morbosa proposta in alcuni altri paesi in nome della modernità.

Lo spettatore non potrà fare a meno di ammirare i suoi dipinti con interesse e stupore dato che la sua miscela di colori e scenari li porterà in un viaggio.

Blessed ViSion!

Fonte: Capital Ethiopia

Sis TsegheSelassie

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Upfulness


di Ras Flako Tafari, Nyah Bingi Incient
Wisemind Publications


Dal giorno in cui siamo stati eletti dall'Onnipotente per guidare il destino del nostro popolo, e nel corso degli ultimi sedici anni, tutti quelli tra voi a cui abbiamo delegato il potere e nominato a varie posizioni di fiducia al servizio del nostro popolo, dovrebbero considerarsi come Noi, altrettanto divinamente scelti.
Q'damawi Haile Selassie

img Ora ciò che è stato tenuto nascosto ai sapienti e agli intelligenti sarà sicuramente rivelato ai piccoli, la terza e la quarta generazione Rastafari devono poggiare su basi sicure per prendere il testimone dalla seconda generazione, seen! Quindi non ci dovrebbe essere nessuna debolezza circa le radici del movimento Rastafari, possiamo osservare oggi che molti stanno cercando di diluire ed indebolire il movimento Rastafari, creando un approccio passivo che trascura i bisogni degli oppressi e degli espropriati. Va ricordato infatti che il movimento Rastafari è anti-coloniale dalla sua nascita e rimarrà per sempre in questo modo se i valori, l'atteggiamento e l’approccio fermo e determinato dei pochi che hanno ricevuto tramite il voto il potere di governare, resteranno gli stessi.

Molti giocheranno la carta della religione e della dottrina di Gesù che è stata imposta al popolo africano; sembrano però dimenticare che ora noi portiamo il ricordo dei nostri antenati.

Come potremmo mai dimenticare la nave schiavista Gesù di Lubecca?

Con wisemind (saggezza) InI Rastafari ha letto la Bibbia e trovato la verità per sé, è però anche importante ricercare la conoscenza secolare se si desidera raggiungere le altezze della consapevolezza Rastafari in questi giorni ed in questa epoca.

Il motto Rastafari, ormai ben consolidato, rimane lo stesso: "Tutti per uno, uno per tutti, lavorando così, non ci sarà fallimento", tuttavia, è più facile a dirsi che a farsi.

InI Rastafari ha potuto osservare lungo il cammino che molte cose sembrano essere cadute a pezzi, quindi ora è richiesta una nuova direzione.

Questo è il tempo in cui i dreadlocks sono diventati un atto di moda agli occhi dell’opinione pubblica e diverranno presto accettati come normalità. Questo è anche il tempo in cui capi di governo stanno trovando modi e mezzi per fare soldi con la Ganja e mettere il loro sigillo di approvazione sulla marijuana medicinale. Davanti a tutta questa fanfara InI Rastafari continua ancora a mostrare un approccio passivo e fiacco.

È il caso forse che siamo già contenti con il solo uso sacramentale della marijuana, bruciando il Chalice o uno spliff a nostra convenienza?

Che dire di coloro che hanno subito brutalità e sono stati mandati in prigione a causa dell’erba? In questo tempo infatti, giustizia negata è giustizia non garantita.

Dov'è la lealtà in Rastafari che tutti andiamo cercando? Se è ognuno per sé e Jah Rastafari per InI tutti, quando finirà questa competizione nel ricercare il volto dell’Onnipotente?

Deve essere “collective security for surety” o incontreremo soltanto distruzione.

Il fallimento di mettere in comune le risorse Rastafari è uno dei più grandi ostacoli per il progresso di I n I.

InI continua a cantare ‘Let the hungry be fed, Let the aged protected. Let the naked clothed. Let the Infants cared for. Let the sick be nourished .
Ora ditemi, dove sono le risorse comuni per fare tutto ciò? Eppure certo, non sono ingrato per il Word Sound and Power Collective (WSPC) e tutti i contributi veramente sentiti che sono giunti nel corso degli anni.

Cosa abbiamo imparato dal carattere regale di Q'dmawi Haile Selassie? In quali modi abbiamo applicato i suoi insegnamenti per migliorare le nostre vite? E 'sufficiente forse cantare a Q'damawi Haile Selassie, Jah Rastafari! E sedersi e bruciare la ganja come sacramento! Questo non è il momento di aspettare, stare a vedere o procrastinare. Q'damawi Haile Selassie ci ha ricordato che: “dobbiamo guardare in noi stessi, nella profondità delle nostre anime. Dobbiamo diventare qualcosa che non siamo mai stati prima e per cui la nostra formazione ed esperienza e l'ambiente non ci hanno adeguatamente preparato. Dobbiamo diventare più grandi di quanto non siamo mai stati: più coraggiosi, più elevati in spirito, di più ampie vedute. Dobbiamo diventare membri di una nuova razza, superando l’insignificante pregiudizio, offrendo il nostro supremo appoggio non alle nazioni, ma ai nostri fratelli all'interno della Comunità Umana ".

Pertanto, le istruzioni ci sono state date. Ora spetta ad InI Rastafari metterle in pratica..seen Fiyah.! In questa età moderna, davanti all’aumento della conoscenza, dove sono le industrie le istituzioni possedute e gestite da Rastafari ?

Vogliamo restare ad educare i nostri figli a stare in fila in attesa di un impiego in babylon ? Questo è un dilemma serio che il movimento Rastafari deve ora affrontare, in quanto alcuni sono diventati ‘riabilitati’ e quindi conformi alla società modello.

Quando InI osserva più da vicino, siamo forse andati fuori strada a causa delle differenze tra le varie case e organizzazioni Rastafari, che a volte emarginano uno contro l'altro? Abbiamo forse trascurato il lato politico del movimento Rastafari e desiderato soltanto il lato spirituale per la nostra esistenza?

E’ ben noto che spirituale e materiale vanno di pari passo, dunque, il pieno equilibrio tra questi è un imperativo in tutte le cose.

Una delle verità fondamentali del movimento Rastafari è l'Identità Africana e la lotta per la liberazione.

InI Rastafari, non potrà mai cedere un continente in cambio di un isola… questo era uno dei canti dei primi padri, ora sembrano essere solo parole, come appare dalle generazioni moderne che sembrano essere così a loro agio nei loro luoghi di residenza

Ora cantano:
By the rivers of Babylon, there we sat down
Ye-eah we wept, when we remembered Zion.
When the wicked
carried us away in captivity
required from us a song
now how shall we sing the Lord's song in a strange land

Ora questa terra straniera ci ha intrappolato in una serie di guai, difficile sopravvivenza quotidiana, vivere nella giungla d’asfalto, alimenti geneticamente modificati, gravi cambiamenti climatici, acqua riciclata e ogni sorta di piaghe malefiche.

La corsa per la sopravvivenza è iniziata, alcuni ricorrono al Sabato come un rifugio, ma senza conformarsi alle leggi del Sabato (not conforming to set Sabbath laws), altri cantando intorno al Binghi Fiya. Per bruciare fuoco sul vampiro! Altri gustandosi il calice senza malizia. Altri ancora, frustrati con loro stessi, alla fine si radono capo e barba.

Tuttavia colui che rimane fedele sempre canterà il Salmo 68:

2 Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano
E fuggano davanti a Lui quelli che Lo odiano.
3 Come si disperde il fumo, Tu li disperdi, come fonde la cera di fronte al fuoco, periscano gli empi davanti a Dio.
4 I giusti invece si rallegrino , esultino davanti a Dio e cantino di gioia.

Glory to word
Glory to Sound
Glory to Power
Glory to the Most High
Jah Rastafari
Guidance and Upfulness

Ras Flako


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