In occasione della quarta visita all’Etiopia del maresciallo Josip Broz Tito

HIM Haile Selassie welcoming the Yugoslavian President, His Excellency Marshal Josip Broz Tito.

Questo è quanto Sua Maestà l’Imperatore Haile Selassie I ebbe a dire in occasione della visita di Stato effettuata in Etiopia dal presidente della Repubblica Jugoslava, maresciallo Josip Broz Tito e della sua consorte, signora Jovanka. La visita aveva inizio il 9 febbraio 1970 ed era contrassegnata sin dall’arrivo dell’illustre ospite, da calorose manifestazioni popolari. D’altro canto il maresciallo Tito è stato nel 1955 il primo capo di Stato a rendere visita all’Etiopia dalla restaurazione; va inoltre sottolineata la salda cooperazione stabilita fra i due Paesi nel corso di questi ultimi quindici anni. Questa collaborazione si estrinseca nel campo economico, nell’assistenza tecnica, nella realizzazione di progetti di sviluppo, quali, ad esempio, l’ampliamento del porto di Assab, la costruzione e l’installazione di un cementificio in Addis Abeba, la costruzione di ospedali.

Le parole di Sua Maestà riflettono il pensiero politico nei confronti della politica di non allineamento sostenuta e sposata, sin dal suo nascere, dall’Etiopia, come ideale equidistanza fra i due maggiori blocchi di potenze, e come presenza attiva nella soluzione dei problemi internazionali e nella difesa dei diritti delle piccole nazioni, oltre che, ovviamente, di collaborazione per la pace.

“Le relazioni tra l’Etiopia e la Jugoslavia non sono confinate solamente agli interessi bilaterali. Entrambi i nostri Paesi sono fedeli sostenitori della politica del non allineamento. Quindici anni fa il mondo venne diviso in due campi avversari e questa polarizzazione di forze minacciava il mantenimento della pace e della sicurezza mondiali. Il mondo stava andando incontro ad una catastrofe. E fu in questa situazione che il non allineamento venne proiettato nell’arena internazionale.

Sotto la previdente guida di Vostra Eccellenza, la Jugoslavia fu uno degli Stati che vide il pericolo dei blocchi antagonisti e sviluppò i principi della politica del non allineamento: inizialmente solo pochi Stati videro la sua utilità ed i protagonisti dei blocchi di potere mondiale espressero la loro ostilità alla sua evoluzione.

L’Etiopia assieme alla Jugoslavia e ad altri Stati, credette che la politica di non allineamento fosse non solo necessaria per la difesa degli interessi dei piccoli e medi Stati, ma anche negli interessi della pace e della stabilità in tutto il mondo. La nuova politica di non allineamento sostenne che tutte le soluzioni dei problemi internazionali potessero essere accettate o rigettate sulla base del loro contributo alla pace e alla giustizia internazionali, noncurante del patrocinatore delle soluzioni. In retrospettiva ciò era realistico, giusto e naturale, ma a quel tempo era un’innovazione.

Per costituire un “ non allineamento” di pratica validità, la Jugoslavia arditamente prese l’iniziativa e convocò la prima riunione dei Paesi non allineati circa un decennio fa. Il risultato di quella riunione fu storico, e non è un’esagerazione se venne dichiarato che la politica di non allineamento enunciata allora, giocò un ruolo determinante nell’attenuare la tensione internazionale. Da allora, i principi della politica di non allineamento hanno ricevuto un più ampio riconoscimento.

La Conferenza del Cairo del 1964 e la riunione consultiva tenuta a Belgrado nel 1969, hanno fornito un ulteriore significato al ruolo dei Paesi non allineati negli affari internazionali. La politica di non allineamento è stata ulteriormente arricchita da nuovi positivi principi, mentre contemporaneamente si stava allargando la cerchia dei suoi aderenti. La politica del non allineamento è oggi un accettato fatto internazionale. Essa ha acquisito un nuovo significato così come ha regolato se stessa alla vita politica contemporanea. La politica di non allineamento, come alcuni erroneamente pensano, non è mai stata una politica di passiva osservazione degli avvenimenti mondiali. Piuttosto essa è caratterizzata dalla più grande attività possibile destinata a rilevare le cause dei conflitti internazionali ed a trovare i mezzi per risolverli. Ed è tale politica che noi sottoscriviamo.

I leader dei Paesi non allineati non si sono incontrati dal 1964. Da allora il mondo è cambiato radicalmente, ed è di grande importanza che gli Stati non allineati si incontrino ancora una volta per rivedere il quadro della situazione. Noi dobbiamo ancora una volta riaffermare il nostro fermo credo nella causa della pace, dell’indipendenza e dello sviluppo economico. L’interesse dei piccoli Paesi deve essere riaffermato in termini inequivocabili. È nostra ferma convinzione che le discussioni multilaterali che hanno luogo attualmente a diversi livelli daranno un positivo contributo. Cosicché la conferenza preparatoria, e successivamente il vertice, costituirà una grande sorpresa sulla scena internazionale.
Desidero assicurare Vostra Eccellenza che l’Etiopia non risparmierà alcuno sforzo per assicurare il massimo successo di ogni conferenza degli Stati non allineati. La nostra lealtà ai principi enunciati a Belgrado è salda”.