Inaugurazione della Fondazione H.S.I.

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Siamo lieti di constatare, come voi avete già affermato, che l’iniziativa tesa a rendere servizio al Nostro Paese apportando migliorie al sistema sanitario e aiutando i disabili, e presa dalla Nostra Fondazione, di cui seguiamo da vicino progressi e lavori, è stata abbastanza soddisfacente. Eppure, è abbastanza ovvio che per aprire ed estendere i rami delle organizzazioni di assistenza sociale nelle varie province così da permettere al Nostro popolo di accedere all’assistenza sanitaria di base, è anche necessario essere certi della cooperazione generale del popolo insieme alla sicurezza finanziaria.

Non intendiamo riservare la causa delle donazioni benefiche per Noi stessi ma anche ispirare altri a fare lo stesso; è con ciò in mente che garantiamo gratuitamente le Nostre tenute e proprietà. Inoltre, ci si aspetta da ognuno di voi che si è assunto questa sacra responsabilità, che il servizio da voi reso non sia fondato sul mero sforzo di guadagnare i vostri salari, ma sulla sincera comprensione delle sfortunate situazioni dei vostri simili, uomini che voi dovreste servire con simpatia, convinzione e fede. La naturale origine di ogni essere umano è nell’essere uomo e per questo pari attraverso la creazione, l’unica differenza risiede nelle opportunità che si rendono disponibili. Oggigiorno, la scienza ha reso possibili invenzioni complesse che vengono messe al servizio dell’umanità.
Eppure, per quanto precisi questi strumenti siano, inclusi computer, nel loro lavoro, ovviamente mancano di quelle caratteristiche umane perfettibili quali la simpatia, la bontà, la generosità e l’altruismo – tutti donati da Dio nella Sua somma saggezza soltanto all’essere umano. Sebbene l’uomo abbia trovato assistenza per se stesso in queste macchine, la sua superiorità risiede nel fatto che è lui il loro inventore ed è egli stesso strumento di Dio.

Seguire il caso di un paziente in agonia con infallibile tenacia, senza considerare se egli sia ricco o svantaggiato, aiutare costantemente i bisognosi sia economicamente che spiritualmente, questo dovrebbe essere lo scopo principale di quelle persone con il vostro tipo di doveri come dovrebbe esserlo di tutti gli impiegati. C’è di più, un individuo responsabile di attività umanitarie, o uno determinato a rendere servizi benefici devono essere preparati a fronteggiare la massima pazienza e lungimiranza, le incomprensioni che potrebbero sorgere, tra persona e persona che necessitano aiuto.

Il denaro è uno strumento, ma non c’è dovere che non possa essere portato pienamente a compimento con il suo mero potere persuasivo; il lavoro delle organizzazioni benefiche non è soltanto la distribuzione di denaro, ma anche quello di donare calore personale, un servizio sincero e incoraggiamento spirituale. Il tempo che spendiamo nel compimento di tali doveri è il fattore determinante che dimostra che l’essenza del valore individuale di ognuno non è annullata.

Vorremmo menzionare con gratitudine i nomi di Woizero Woleteyes, erede di Leeke-Mequas Haile Mariam, Woizero Laketch Birknesh, Sheh Seyeed Abiyu, il Sig. J.G. Shah residente nel Nostro Paese, e altri che hanno donato le proprietà a questa Fondazione. Le azioni di queste persone assicurano loro sia soddisfazione spirituale che uno spazio di importanza storica poichè i loro nomi saranno ricordati assieme ai loro risultati per il bene comune.Ringraziamo anche la Repubblica Federale Tedesca, il Governo di Sua Maestà la Regina di Inghilterra, e le organizzazioni internazionali che hanno offerto il proprio sostegno verso questa Fondazione. Poiché sono solo la vostra coscienza e il vostro Creatore a continuare a guardare e controllare da vicino le vostre diverse attività, Noi speriamo che quelli di voi, che stanno al momento lavorando o verranno chiamati a servire in questa Fondazione, renderanno un servizio e porteranno a termine i propri incarichi con piena e totale devozione e consapevolezza. Preghiamo Dio che possa garantire le Sue benedizioni ai compiti benefici e sociali realizzati grazie a questa Fondazione.

Estratto da “Selected Speeches of H.I.M. Haile Selassie I”, pagg.620-622