La Nascita di EXODUS – Ethiopian Cultural Service


“Benedetto è l’uomo che non segue il consiglio dell’empio
Ma il suo diletto è la legge del Signore sulla quale va meditando giorno e notte.
Egli è come l’albero piantato sulle rive di un fiume
e a suo tempo non mancherà di dare il suo frutto.
Le sue foglie non cadono e tutto quello che egli fa gli riesce bene ”

Gli anni del ritiro e del silenzio non sono, come dicevamo, trascorsi invano. Il tempo andava speso nella comprensione del dono della grazia e della benedizione che ci era stata concessa nel conoscere il nostro Creatore e Signore e sul lavoro che doverosamente dovevamo compiere come sue devote creature.

“Exodus movement of Jah people …
open your eyes and look within,
Are you satisfied with the life you are living?
We know where we are going,
we know where we came from.
We are leaving babilonia,
We are going to our father’s land …”

Come sempre avviene a chi cerca con purezza di intenti la via e le indicazioni per condurre la sua esistenza servendo il suo Creatore, per l’amore infinito verso le sue creature, Egli stesso non lo abbandona ma gliele fa trovare. La vita stessa è una grande strada con una moltitudine di segni, bisogna solo disporsi con occhi ed orecchie vigili e che sappiano intendere.

I concetti basilari manifestati in quelle semplici ma illuminanti espressioni, dall’alto ispirate al nostro caro fratello Berhane Selassie nel testo di Exodus, sono state per noi determinanti per procedere senza indugio nel percorso verso la redenzione. Ecco come le abbiamo a quel tempo interpretate ed assimilate:

“Exodus, movement of Jah people”, già da questa frase abbiamo colto il senso di condivisione con il Suo popolo, che ha dovuto abbandonare le cose di questo mondo dirigendo il proprio cammino verso un ritorno alla Patria originaria e cioè al Regno, che è poi il destino nostro e quello di tutti i nostri padri, dei giusti e dei santi che ci hanno preceduto, il movimento verso il nostro Creatore appunto, che deve essere compiuto dal popolo di Jah, procedimento che deve certamente avvenire dapprima spiritualmente, come ci suggerisce anche un altro dei nostri ispirati fratelli (Ras Michael) quando canta l’ammonimento “you can’t go to Zion with the carnal mind” non si può accedere a Zion con una mente carnale.

“Are you satisfied of the life you’re living?” E come possiamo e potevamo esserlo, oh Signore nostro Ras Tafari, se non ci avessi concesso di condurre un’esistenza consapevole secondo i tuoi precetti ed i tuoi insegnamenti? In tal modo avremmo quindi sconfitto l’insoddisfazione di una vita sprecata nella confusione che regna in Babilonia! No, non potremo essere mai soddisfatti, finché non Ci concederai di conoscere quale sia la Tua volontà per noi e per il nostro prossimo.

“We know where we are going”, solo allora potremo esser certi di andare a Te incontro con consapevolezza e con rendimento di grazie.

“We know where we come from” e non potremo trovar soddisfazione finché non avremo la consapevolezza di dove proveniamo, di quali siano le nostre radici in Jah Ras Tafari e non andremo a far visita ed a far tesoro da coloro che sono stati Suoi prima di noi e finché non impareremo a vivere in armonia con tutti coloro che in Lui hanno trovato pace e riposo e che presso di Lui ora dimorano sin dalla creazione del mondo e fino ad oggi, da Adamo agli ultimi santi che ci hanno preceduti. Essi intercedono per noi presso Egziabieher e ci hanno lasciati eredi di immense ricchezze senza fine, per facilitarci il cammino proprio verso la conoscenza di Lui, Divino Maestro.

Sin da allora, (parliamo della fine degli anni ’90 e gli inizi del 2000 di questa nostra breve storia) nostro cibo e bevanda spirituale sarebbe stata innanzitutto l’Etiopia stessa, in tutti i suoi aspetti culturali, mistici e spirituali e la sua Chiesa, tramandatrice di tutte le conoscenze e testimone delle opere del Redentore e dei Suoi misteri; la Madre del genere umano e il luogo in cui si compie la salvezza e la redenzione di ogni Sua creatura. L’Etiopia mistica intesa come la nuova Gerusalemme che procede dal Trono di Dio; in Essa il Signore nostro si identificava, si rivelava e in Essa regnava e continua a regnare.

I primi rastafariani in Italia già sin da allora intuivano bene come era toccato all’Etiopia conservare e tramandare tutta l’eredità del vero Israele, una terra ed un popolo preservati dal Suo Sovrano e Padrone stesso, il retaggio dei Suoi fedeli, il baluardo della Verità, della Salvezza e della Via che porta alla conoscenza più intima di Lui. All’Associazione EXODUS E.C.S., oltre alle caratteristiche fin ora accennate, abbiamo volutamente conferire un carattere non ‘confessionale’ e come recita proprio la sua denominazione, le abbiamo dato un ruolo di servizio culturale per tutti i nostri fratelli e sorelle di discendenza etiopica che vivono sul nostro territorio e per tutte quelle persone di buona volontà, studiosi, volontari, a chi si accinge ad andare in Etiopia e a tutti gli appassionati della sua grandezza e bellezza.

In particolare, per quelle generazioni di giovani figli dì Etiopia che nascono e vivono in Italia, abbiamo voluto, anche per il futuro, offrir loro tutto ciò che avrebbe giovato al desiderio di conoscere, in qualche modo, le proprie radici e la loro benedetta provenienza dalla Terra più santa di tutto l’universo. A questo scopo abbiamo raccolto molto materiale in lingue etiopiche, sia in Ge’ez che in Amarico, affinché attingessero anche loro ad una fonte diretta, di autori ed edizioni che provenivano proprio da quella Terra e che per la loro formazione ed istruzione erano stati pubblicati

Bisognava perciò fare tutto quello che era necessario alla nostra istruzione ed educazione, per poter condividere con il nostro prossimo questa nostra eredità viva e, quindi, insieme ai fratelli e alle sorelle dimenticare le case dei nostri padri terreni e a Lui (H.I.M.) dedicare la nostra vita, consapevoli che, all’Onnipotente e Misericordioso piacendo, saremmo divenuti figli suoi, se pur per adozione; e per la Sua grazia saremmo dunque divenuti degni di appartenere alla Sua onorevole e benedetta stirpe.

Era giunto il momento, ed era oramai un dovere, per noi Rastafariani in Italia di assumerci la responsabilità davanti al Creatore dando vita al movimento del popolo di Jah.

EXODUS – Ethiopian Cultural Service e la fondazione della biblioteca etiopica intitolata a “Sua Maestà Imperiale Hayle Selassie I, Re dei Re d’Etiopia, Eletto di Dio”

Sebbene il lavoro di ricerca di materiali, libri, documenti, riviste, ecc. e di studi di qualsiasi tipo riguardanti Sua Maestà e l’Etiopia abbia avuto inizio sin dai tempi della Jah Children e della “fanzine” Lion of Lions, è stato negli anni ’90 che ha assunto una consistenza tale da cominciare a costituire un patrimonio culturale notevole e soddisfacente, comprendendo una bibliografia sufficiente ad esplorare in profondità diversi argomenti ed in particolare quelli di carattere storico-religioso; soprattutto con il mio trasferimento nella città di Roma, dove è possibile affermare che, per ragioni ed avvenimenti temporali vari, dopo l’Etiopia stessa, questa città è al secondo posto nel mondo nel fornire conoscenze sull’Etiopia, con studi, documenti ed ogni sorta di materiali didattici che sono conservati nelle sue numerosissime istituzioni culturali pubbliche e private.

In ognuno fra questi enti era possibile reperire tutta una serie di testi relativi alla cultura, la storia, la religione ed in generale, informazioni e notizie dell’Etiopia e del nostro Re.  A tal proposito segnalo solo alcuni fra queste istituzioni pubbliche e private, che sono: L’Università “La Sapienza” ed in particolare il Dipartimento di Studi Orientali, ove negli anni ’50 e ’60 insegnava l’Amarico, reperendo un gran numero di pubblicazioni di quegli anni sia della Tafari Printing Press che della Berhanena Selam Printing, il noto etiopista E. Cerulli; L’Accademia Nazionale dei Lincei; l’Istituto Italo-Africano; la Biblioteca Vaticana, che vanta centinaia di manoscritti etiopici fra i più antichi; il Pontificio Istituto per l’Oriente, in cui anche attualmente si svolge un corso di lingua Ge’ez tenuto dal Prof. O. Raineri, noto e prolifico Etiopista; la biblioteca della Curia generalizia dei missionari Comboniani e tanti altri Enti che sarebbe lungo enumerare.

Oggi la nostra Biblioteca, anche grazie all’apporto di un gran numero di riproduzioni fotostatiche reperite in quegli Istituti, vanta un patrimonio di circa tremila titoli, dai quali abbiamo potuto estrarre e editare numerose pubblicazioni. Fra queste ricordo quella che mi sta più a cuore, ovvero il “Cerimoniale del Sacro”, il testo ufficiale completo dell’incoronazione di Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I, pubblicato proprio in quell’occasione dal Governo Imperiale nel 1930 in amarico ed in francese e che è stato rieditato da Exodus – E. C. S. nell’anno 2000 con la traduzione italiana in luogo di quella francese. Questo prezioso documento è subito divenuto il testo “liturgico” ufficiale della celebrazione del 2 novembre, una delle due maggiori ricorrenze annuali dei RasTafariani in Italia. Sempre a cura di Exodus – E. C. S. è sorto il periodico “Il Leone di Judah” con diverse rubriche ed articoli; la pubblicazione ha avuto una buona diffusione ed ha contribuito con competenza e, per la prima volta in Italia, alla conoscenza del pensiero e delle opere compiute da Sua Maestà, con le traduzioni di diversi Suoi discorsi in lingua italiana, con suggestive dichiarazioni di autorità e personalità internazionali riguardanti il nostro Sovrano e tante notizie biografiche relativi ad opere ed atti da Lui compiuti; oltre a tantissimi interventi sulla storia, la fede, le tradizioni ed il progresso dell’Etiopia; sul Panafricanismo, sull’emancipazione, l’autodeterminazione dell’Africa e della diaspora africana e sulle radici, la “livity” e lo sviluppo del movimento Rastafariano internazionale.

Lo storico e provvidenziale evento dell’istituzione della Chiesa Ortodossa Tawahedo d’Etiopia “Santa Maryam di Monte Zion” in Roma.

Verso la metà degli anni ’90 fu istituita, con accordi fra le Istituzioni Cattoliche e quelle del Patriarcato Etiopico, per la prima volta in Italia una Chiesa Ortodossa Tawahedo d’Etiopia in Roma(2). Della fede di questa Chiesa millenaria che Sua Maestà Imperiale ha voluto rendere autonoma dal Patriarcato Alessandrino nel 1959, nominandone dapprima i suoi Vescovi e poi il suo primo Patriarca nella persona dell’Abuna Basylios, già ne sapevamo attraverso i documenti e gli scritti religiosi relativi e le traduzioni degli studiosi. Possiamo affermare che da molti anni il nostro cuore anelava con la preghiera a questa fonte di santità e di salvezza e quando, dopo un paio di mesi dalla sua fondazione, abbiamo saputo di essa, ci siamo subito recati a conoscere i suoi Sacerdoti chiedendo loro di poter condividere la liturgia insieme a tutti i suoi fedeli in occasione della vicina ricorrenza del Santo Natale (7 gennaio 1995). Allora amministrava la Chiesa di Santa Maryam di Monte Zion il Liqa Seltanat Abba Maryam di Debra Libanos, un monaco anziano che sin dal nostro primo incontro ci accolse con grande affetto ed onore, come fossimo stati da sempre suoi figlioli nel Signore.

Oltre al grande beneficio di tutta la Comunità cristiana etiope della capitale, che poteva finalmente, anche se lontana dalla madre patria, celebrare la santa Messa, ricevere i Sacramenti, la Parola di Dio e la benedizione, noi abbiamo visto in questo storico evento un dono prezioso ed un segno della misericordia divina per le nostre anime e per la nascente organizzazione Exodus. Con la venuta della Chiesa Etiopica a Roma abbiamo potuto constatare la benevolenza del Signore stesso che Ci concedeva di realizzare il nostro sincero desiderio di conoscenza e di partecipazione alle cose sante del Regno; sebbene attualmente, a causa dell’ostilità dei suoi sacerdoti, siamo duramente messi alla prova proprio per la nostra fede in Lui. Sia sempre e comunque fatta la Sua volontà su di noi!

Forse proprio a causa delle prove dure e gli ostacoli sorti per la maldicenza di alcuni fedeli nei nostri confronti (che il Signore misericordioso li perdoni), oltre a ricevere la consolazione del nostro Re e Salvatore, Egli ha mandato (dal 2008 alla fine del 2011) a governare le Chiese Etiopiche europee compresa la Chiesa di Roma, colui che noi chiamiamo amorevolmente il nostro Angelo, l’Arcivescovo Abuna Yosief, che da Rastafariani ci ha rispettato, con il suo affetto ci ha consolati, e che ci ha concesso ogni benedizione accordandoci il battesimo dei nostri figlioli e di noi stessi, sia in Italia che in Etiopia.

Come l’Associazione Exodus – E.C.S. è divenuta il polo di attrazione e di unione dei RasTafariani in Italia.

Tornando con la nostra storia sul finire degli anni ’90, vorrei raccontarvi ora brevemente come è avvenuto che intorno all’Associazione Exodus E. C. S. sono convenuti molti fratelli e sorelle da diverse città italiane. Io e il mio carissimo fratello da sempre, Ras Dedo Heartman, anche dopo la fine dell’esperienza con la Jah Children, non abbiamo mai smesso di restare in contatto e di condividere, con i più giovani che avevano il desiderio di conoscere la rivelazione del Padre invisibile in Sua Maestà Imperiale Hayle Selassie I nostro Signore, ciò che il Messia stesso nel corso delle nostre modeste vite ci aveva insegnato. Sono convinto che sia stata proprio la volontà del nostro Timoniere e Imperatore Misericordioso ad averci guidato per imbarcare sulla Sua nave un gran numero di buoni fratelli e sorelle, per poter navigare insieme in questo mare insidioso di Babilonia, conducendo davanti a noi come vessillo di benedizione il Nome Suo Santo. Nel timore di Lui e nell’amore per Lui e per il nostro prossimo ci siamo imbarcati e subito abbiamo trovato in ogni porto i fedeli suoi, uomini e donne onorevoli e vigilanti che con noi hanno condotto questa nave in mare aperto, per lavorare ad una buona e redditizia pesca.

Determinanti in tal senso sono stati gli incontri con i fratelli del Veneto, i cari: Antonio, Jahqob, Francesco Dan I e Martina, Marco e in seguito le loro rispettive “Queens”; con loro si è iniziato ad onorare il Nome del Signore nei primi Reggae Sun Splash – Rototom in Italia. Poi ricordo il nucleo compatto e consapevole dei nostri amati fratelli e sorelle di Perugia e dintorni: Giulio con Anna, Tewelde, Donato, Pablo e le loro compagne e mogli, che molto hanno contribuito all’affermazione delle nostre organizzazioni anche all’estero. Non mancherò di citare il nostro Cappellano dell’attuale Federazione RasTafariana, allora molto giovane ma già umile e saggio, nostro fratello Iyared, che per la sua dedizione allo studio e l’amorevole carattere, ha da subito contribuito ad innalzare il nostro livello sia culturale che spirituale. Non me ne vogliano quei fratelli che, se pur meritevoli, ho trascurato o dimenticato di citare; me ne scuso sinceramente.

Non citerò invece appositamente in questo racconto alcuni che, sebbene abbiano vissuto con noi ogni tipo di benedizioni, ad un certo punto si sono rivelati per quello che erano e cioè, irriconoscenti della grazia del Signore Misericordioso, privi del timore di Lui e traditori dei loro fratelli. Questi tuttora tentano di insidiare l’armonia, il rispetto ed il forte vincolo di fratellanza e di condivisione della nostra Comunità: Egziabehier abbia pietà di loro che sembrano insensibili per il male che fanno, spregiudicati nelle offese con cui ci insultano ed incoscienti della loro malvagità.

Attualmente l’Associazione Exodus – E.C.S., per decisione del suo Consiglio Direttivo è stata federata a F.A.R.I. e oltre a continuare a svolgere le sue attività prevalentemente culturali, molto spesso in piena collaborazione con le Comunità Etiopiche presenti sul territorio, non ha mai cessato di essere un buono e sempre utile strumento per la formazione giovanile e per tutti coloro che si occupano o si appassionano all’Etiopia, la novella Zion.