Le Origini


In Principio era il Verbo”,

la Parola.

Alla fine degli anni ’70 giungeva in Italia il Nome santo del Signore RasTafari e la Sua Parola, che era sin dall’inizio dei tempi, quella che ordinò la creazione di tutti gli esseri e di tutte le cose.

Sebbene nulla si sapesse nel nostro Paese rispetto alle profezie di Garvey, né rispetto alle organizzazioni storiche che diedero origine ai primi movimenti, né tantomeno quello che accadeva in Jamaica e nei luoghi di origine della fede in Sua Maestà, per mezzo di colui che si è prodigato fino alla fine nell’annuncio della Verità e che giustamente gli è stato concesso il nome Berhane Selassie, Luce della Trinità, abbiamo potuto avvicinarci alla Verità ed iniziare a comprendere.

Per il nostro gruppo di giovani amici, il messaggio di quest’uomo semplice, così chiaro, perentorio, profetico ed il potere carismatico a lui conferito, ci aprivano gli occhi sulla realtà illusoria di Babilonia e stimolavano in noi il desiderio di conoscenza riguardo ai concetti, alla livity, alla mistica e alla buona novella che ci stava annunciando.

Familiarizzare in spirito con le verità espresse con semplicità e coerenza da questo buon fratello è stato qualcosa che ha influenzato fortemente tutti e che ha cambiato certamente la vita di alcuni di noi.

La fede in RasTafari proferita da quel nostro caro fratello e da tanti altri come lui, musicisti e non, di cui nel frattempo venivamo a conoscenza, diveniva per noi una luce fra le tenebre e, sebbene lontana, cominciava sempre più ad attrarci e ad illuminare le nostre menti e i nostri cuori. Il viaggio poi, di alcuni fra noi, in Jamaica e l’intensa esperienza lì vissuta hanno intensificato e maturato le nostre convinzioni. Siamo giunti all’inizio degli anni ’80, ed è in questo periodo che nasce la consapevolezza di essere “children in Jah” e il fervore e l’entusiasmo per questa rivelazione trovano espressione creativa nella fondazione della Jah Children Family Band, che possiamo definire la prima formazione culturale e musicale RasTafariana in Italia.

Sull’esempio di diversi fratelli e sorelle, allora operanti in diversi continenti, la “Jah Children” esternava con il mezzo più semplice e naturale, come sono la musica e il canto di lode, la sua gioia e il suo rendimento di grazie al Creatore dell’Universo, Sua Maestà Hayle Selassie I. Canti fra i cui titoli vi sono “We chant for Ethiopia” e “RasTafari is the example for I an I” giovano a comprendere il lavoro di ricerca e le meditazioni che aleggiavano in quegli anni nella comunità originaria e lo spirito che la animava e la ispirava. La band agiva e viveva allora nella città di Catania e nei limitrofi paesi etnei. Mentre accadevano questi avvenimenti, giungeva in quel tempo la dolorosa notizia del trapasso di Robert Nesta Marley, Berhane Selassie; ma con il tempo la ricchezza della sua eredità spirituale ci ha consolato e rinforzato.

Possiamo dire che quello era il tempo in cui il buon seme, che è la grazia del Signore, era stato seminato nei nostri cuori e nelle nostre anime; si trattava ora di curarne la germinazione e lo sviluppo con l’assunzione della responsabilità per il santo dono che ci era stato concesso, come avvenne nella parabola dei talenti narrata nel Vangelo , sapevamo che ne avremmo dovuto rendere conto al Re dei Re.

Inizio della conoscenza è il timore del Signore

Attraverso la musica, il discreto successo della band e la condivisione delle vibes e del messaggio con il pubblico che con interesse ci seguiva, indubbiamente cominciavamo a divenire un polo di attrazione ed un centro di raccolta per chi desiderava sinceramente avvicinarsi e condividere la conoscenza del nostro Amato Sovrano.

Per favorire il dialogo, lo scambio di idee e la stabilità dei contatti fra quei primi fratelli e sorelle in Italia, ma soprattutto per fornire a noi stessi e a tutti delle basi solide su cui fondare ogni riflessione, pensiero, pratica ed attività, era necessario stabilire un mezzo di informazione, da poter inviare a coloro che ci stavano seguendo con rispetto e fraterna amicizia e che desideravano conoscere e condividere la realtà RasTafariana.

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Mentre la Jah Children cresceva in consapevolezza e si allargava reclutando alcuni membri storici dell’attuale Federazione, alcuni dei suoi elementi fondavano la rivista periodica “Lion of Lions – Pubblicazione Rasta” (vedi alcuni numeri della rivista sull’Archivio storico della Federazione). Attraverso quest’altro strumento di comunicazione si voleva intanto iniziare a soddisfare la volontà di conoscere le nostre radici spirituali in RasTafari e condividerle con chi voleva crescere consapevolmente insieme a noi.

La rivista, limitando le opinioni personali non idonee per la maturità di quel tempo, conteneva rubriche ed articoli come le prime traduzioni di discorsi di Sua Maestà, della Sua Autobiografia, testi sulla storia, la dottrina e le pratiche della nostra Madre Chiesa Ortodossa Tawahedo d’Etiopia, dei Suoi Padri e dei Suoi Santi, sulle origini del movimento, su Garvey, sul Panafricanismo e con diverse notizie riguardanti la nostra cara Patria Etiopia, le novità culturali e musicali dei confratelli e consigli sull’uso Ital del cibo, ecc.

Non potevamo consentire, come spesso avviene in Babilonia, che la zizzania contaminasse o impedisse al nostro Buon Seme di svilupparsi in alto in largo e in profondità; dovevamo provvedere all’estirpazione delle piante cattive, affinché il Buon Seme germogli vigoroso e produca la Buona Pianta, senza la concorrenza della nociva zizzania e dell’inutile gramigna, che generano la trasgressione e il peccato attraverso l’ignoranza, la superstizione confusionaria e la vanagloria, e le cui invadenti radici tolgono linfa vitale ad ogni buona pianta e ad ogni buon albero. Era il tempo di apprendere e di comprendere che bisognava garantire la fertilità del “terreno” ed affondare le radici di quella pianta nell’elemento puro e nutriente che ci offriva nostra Madre Etiopia, il Monte di Zion, la Casa del Padre preparata per noi fin dalla creazione del mondo, il Luogo Santo del Trono di Dio Altissimo dal quale Sua Maestà regna per l’eternità; nell’apprendere questo e per questa strada luminosa avremmo potuto accedere a quella Stanza dei Tesori che è la conoscenza intima di Lui e della Sua divinità.

Sua Maestà Imperiale Hayle Selassie I,
Imperatore d’Etiopia,
Leone Vincente della Tribù di Judah,
Eletto di Dio,
Luce del Mondo,
Difensore della Fede Ortodossa

Ecco come la meditazione sui Suoi Titoli già ci lasciava intravedere il “contesto” in cui il Signore si era rivelato e ci indicava come in questo contesto dovevamo essere totalmente assorbiti, per accostarci degnamente e con cognizione di causa alla Rivelazione che il Signore portava a compimento, come un Figlio partorito dal seno di Zion, l’Etiopia.

“Good friends we have and good friends we had lost, along the way… ”

Nel frattempo la vita procedeva e le vicissitudini di questa cambiavano, come si avanzava dalla giovinezza all’inizio di una stagione più matura. Alcuni legami si rinforzavano altri si scioglievano; così, naturalmente e senza traumi, terminava l’esperienza sotto il nome della Jah Children Family Band. Si celebravano le prime unione coniugali, si metteva su famiglia, venivano al mondo i beni preziosi della figliolanza con le conseguenti assunzioni di responsabilità nel trovarsi un modesto lavoro e tutto ciò che comporta il fatto di non dover badare più solo a sé stessi. Con amore si accettavano le gioie e i dolori che la vita comportava rendendo grazie al Signore, Dispensatore di ogni bene che ci concedeva di vivere senza eccessivi disagi.

Sono trascorsi poi diversi anni in cui le nostre attività pubbliche cessarono e, nell’intraprendere strade diverse, alcuni fra noi avevano continuato ad avere legami e fraterne relazioni e, sebbene distanti, in pochi e spesso in solitudine, non abbiamo abbandonato gli intenti e il lavoro che era stato intrapreso fino a quel tempo, pur se ad un livello “embrionale” e limitato, anche a ragione delle nostre modestissime competenze. Con l’aiuto del Signore che ci aveva fatto cominciare e del Suo Spirito Consolatore e Fortificatore che fa compiere opere dignitose, abbiamo proceduto con la preghiera nello studio, nella ricerca e nella meditazione, nella certezza che quella già intrapresa fosse la via giusta e che quando il tempo che il Signore aveva stabilito sarebbe giunto, avremmo trovato tanti fratelli e sorelle con i quali condividere la nostra fede consolidata e cosciente nel Salvatore del Mondo Sua Maestà Qadamawi Hayle Selassie.

Intanto quello era il tempo del ritiro e del silenzio per noi, e mentre già di alcuni sapevamo, in diverse regioni d’Italia, molti giovani fratelli e sorelle iniziavano ad abbracciare la Fede antica rivelata e rinnovata in Sua Maestà, anche a nostra insaputa. Essi, per volontà del nostro unico Redentore, non hanno percorso vie dissimili dalle nostre. Sebbene nemmeno ci conoscessimo con molti di loro né avessimo relazione alcuna, era evidentemente scritto nel nostro destino che con il tempo avremmo costruito ed abitato la stessa dimora.