Le pesche


Durante il caldo estivo abbiamo la frutta che ci aiuta a riequilibrare i livelli nutrizionali del nostro organismo. Luglio è il mese delle pesche, un frutto che sembrerebbe avere origine in Cina, paese in cui il pesco (Prunus Persica) è coltivato da circa 5.000 anni ed è un simbolo di lunga vita e immortalità. E’ un albero molto resistente ed è in grado di sopportare temperature che possono variare dai -18° ad  oltre i 40°. I maggiori produttori a livello mondiale sono: Cina, Grecia, Turchia, Spagna e Italia che provvedono da sole al 70% della produzione globale. In Italia le principali regioni produttrici di pesche sono l’Emilia Romagna, la Liguria, il Veneto, il Piemonte e la Campania. Il consumo  stimato in Italia corrisponde a circa 6,5 Kg per abitante. In Italia la coltivazione della pesca cominciò nel I° secolo avanti Cristo, di provenienza dalla Persia dove era già conosciuta nel IV° secolo a.C. e da cui prese il nome (Prunus Persica); ancora oggi in molti dialetti si fa appunto riferimento a questo nome che ne richiama la provenienza: in dialetto romagnolo troviamo persag, in quello piemontese abbiamo pèrsi e in alcune zone della bassa lombarda non è difficile sentire chiamare le pesche col nome pèrsig.

Questo frutto è composto per il 90% da acqua, in piccola percentuale troviamo diversi minerali tra cui il più spiccano: potassio, sodio, ferro, calcio e fosforo. Sono presenti le vitamine A, B, C (presente in modo abbondante), E e K. Infine evidenziamo la presenza di fibre alimentari, proteine, zuccheri semplici, lipidi e glucidi. Molto basse le calorie rese da 100 gr. di polpa fresca di pesca: solamente 32. La pesca contiene zuccheri che sono facilmente assimilabili dal nostro organismo e molti acidi organici, tra cui l’acido tartarico, l’acido malico e l’acido citrico.

Ha numerose proprietà: rinfrescanti e dissetanti (importanti soprattutto dopo un’intensa sudorazione) grazie alla presenza di calcio e potassio e l’abbondanza di zuccheri la pesca è anche mineralizzante, tonificante e ricostituente. Diuretiche (utili in caso di ritenzione idrica, calcoli delle vie urinarie, reumatismi): Vitamina C e provitamina A, secondo i recenti studi medici, hanno proprietà antiossidanti ed un ruolo attivo nel contrastare gli effetti negativi dei radicali liberi, leggermente lassative (sono un ottimo rimedio per la stitichezza dei bambini).

Mangiare una pesca al giorno significa fornire all’organismo circa il 15 % del fabbisogno giornaliero di vitamina C; questa vitamina ha un ruolo molto importante nel difenderci da infezioni varie, è indispensabile per la fortificazione delle ossa ed è altrettanto importante per il trasporto e l’assorbimento del ferro nel sangue. In ultimo si ritiene che un giusto apporto di vitamina C abbia la proprietà di ridurre il rischio tumori di almeno un 70%. Altra vitamina presente nella pesca e non meno importante è il B carotene che una volta giunto nel nostro organismo si trasforma in vitamina A in grado di apportare numerosi benefici alle nostre ossa, denti e pelle, oltre a svolgere un’azione protettiva nei confronti degli attacchi imputabili ad agenti inquinanti. Molto utile anche l’abbondante presenza di potassio in grado di apportare, grazie alle sue proprietà, benefici al sistema nervoso ed al battito cardiaco.

Dal frutto, dai fiori e dalle foglie si estrae un olio essenziale contenente acidi organici (formico, valerico, caprilico, acetico, acetaldeide, ecc.), dalle proprietà sedative, antispasmodiche e vermifughe che si trovano nei fiori e nelle foglie essiccate.