Rivolgendosi ai giudici sulla giustizia e la legge


È un criterio accettato in tutto il mondo che per eleggere i giudici ci si basi sui loro meriti e non su qualsiasi altra considerazione. In Etiopia, i Re hanno ricevuto la loro missione da Dio e l’alleanza del popolo perché hanno fede nella giustizia delle loro azioni. Ciò che il Nostro Ministro della Giustizia nel suo discorso ha detto a vostro nome, così come la conferenza di quattro giorni a cui avete partecipato, senza dubbio ha contribuito alla vostra illuminazione.

La nostra storia dimostra che gli Imperatori ed i Re hanno deciso casi e tramandato giudizi sulla base di precedenti e sul costume predominante. Sono stati assistiti dal “Fetha Negest”, un codice giuridico compilato da dotti ecclesiastici. Era persino consuetudine quella di seppellire una copia di questo codice con i Governanti – un atto che simboleggia il fatto che mentre amministravano la giustizia durante la loro vita non avevano deviato dalle disposizioni del “Fetha Negest”.

Giacché sulla bilancia della creazione tutti gli esseri umani nascono uguali, è doveroso che tutte le leggi siano equanimi nella loro applicazione. Qual è infatti il fondamento della libertà, e quali i propositi che tutti gli individui hanno a cuore, se non sono uguali davanti alla legge? La risposta è chiara a tutti voi.

Mediante l’assistenza dei Nostri anziani ci siamo impegnati a migliorare il sistema giudiziario del Nostro Paese sin dal momento in cui accettammo l’alta responsabilità di guidare il destino della Nostra nazione, comprendendo che ciò pertiene alla fiducia in Noi riposta. Come disse San Paolo : “Laddove esiste una legge specifica, provate secondo la legge; laddove non esiste una legge codificata, provate in accordo alla vostra coscienza”.

Come avete ricordato nel vostro discorso, ci siamo continuamente adoperati nel compito di dispensare giustizia con equità. E dovete essere consapevoli dell’enorme impegno che abbiamo profuso per promulgare i Codici Civile e Criminale e per garantire il servizio di esperti legali dall’estero, che assistessero nell’esecuzione di questi ardui compiti sia prima che dopo la promulgazione della Costituzione.

Questa non è la prima volta che ci siamo rivolti ad un assemblea di questa natura. Mentre alcuni di voi avevano effettivamente partecipato al meeting tenutosi in precedenza nel medesimo luogo, coloro tra voi che non erano presenti devono averne letto.

Coloro che vengono scelti come giudici devono comprendere la propria ingente responsabilità, poiché un giudice deve battersi per scoprire la verità affinché il suo giudizio sia sempre imparziale e obbiettivo. Egli deve, inoltre, combattere per superare la paura e resistere a tentazioni come guadagni monetari e favoritismi, o qualsiasi altra pratica che potrebbe impedirgli il giusto adempimento dei propri doveri. Dovrebbe, ancora, ricercare la guida di Dio Onnipotente, essere legale verso la propria coscienza ed esaminare obbiettivamente i casi sottopostigli, così da poter evitare ogni abuso.

L’ignoranza non è una scusa

Nessun giudice potrebbe invocare l’ignoranza o la povertà come scuse per le proprie mancanze nell’amministrazione della giustizia, poiché egli non può scrollarsi la responsabilità affidatagli dalla Corona né spergiurare la propria coscienza donatagli da Dio. Si troverà che gli handicap fisici e materiali, che sono spesso di breve durata e transitori, non sono altrettanto dannosi quanto il trovarsi ad affrontare una coscienza sporca. Ogni volta che sorge un conflitto tra i valori materiali e spirituali la coscienza svolge un compito importante, e chiunque soffra di una coscienza sporca non sarà mai libero da questo problema sin quando non si sia pacificato con la propria coscienza. Poiché siete tutti coscienti di tal cose che non piacciono a Dio e portano disonore, dovreste resistere con rigore alle tentazioni.

La giustizia è l’assioma fondamentale per la sopravivenza della libertà e del governo.

Abbiamo sempre tentato di fare in modo che ciò che è di beneficio per la gente altrove nel mondo sia reso disponibile al Nostro stesso popolo. Per questa ragione Noi stessi abbiamo tenuto appelli nella Nostra Corte. I casi minori ordinari, sono stati affidati al nostro Ministero della Giustizia ed ad altre autorità giudiziarie, nella confidenza che la giustizia sia dispensata con eguaglianza in accordo alla responsabilità consegnataCi da Dio Onnipotente.

Il problema di amministrare la giustizia non esiste soltanto in Etiopia, ma in tutto il mondo. Come i giudici richiedono giustizia per se stessi, così voi dovreste adoperarvi per amministrare la giustizia con equità, ricordando le parole di IYesus Krestos che l’uomo non può vivere di solo pane, ha uno spirito di cui prendersi cura.

Il Nostro popolo ha sempre richiesto giustizia. Colui che richiede giustizia ne conosce altresì il valore. Ciò rende testimonianza della maturità del Nostro popolo. È stato ripetuto molte volte nella storia e non è cosa nuova. Per questo siamo orgogliosi del Nostro popolo. Vi diciamo ciò in modo che ci sia un avanzamento, nel futuro, nell’amministrazione della giustizia. Seppur vi siano stati insuccessi nel passato, non vi è dubbio che vi siate adoperati per amministrare la giustizia lealmente. Soddisfare tutte le richieste di tutto il popolo richiede tempo. Come abbiamo già indicato, ciò che non concede tempo è il sentimento di una coscienza sporca. Dobbiamo cercare di evitarla con tutte le nostre forze.

Espansione

Uno sforzo deve essere fatto per giungere a decisioni tempestive in merito al progetto di norme che definisce le responsabilità dei tribunali e la loro amministrazione. Si tratta di un fatto ben noto che il bilancio del Ministero della Giustizia è stato aumentato. Va inoltre osservato che, come il lavoro della amministrazione della giustizia si espande, saranno effettuati studi per l’approvvigionamento di altri fondi supplementari. Ci sono vari modi con cui il Ministero della Giustizia può cooperare strettamente con altri dipartimenti del governo, che hanno un proprio ruolo da svolgere in questo compito. Passeremo ordini al Consiglio dei Ministri attraverso il nostro Primo Ministro al fine di studiare la possibilità di creare scuole per giovani delinquenti sulle linee di quella funzionante ad Addis Abeba in modo che gli adolescenti trasgressori della legge che vengono coinvolti in crimini a seguito della loro instabilità mentale potranno essere puniti per quello che hanno fatto in passato e allo stesso tempo essere protetti dal commettere crimini in futuro.

Abbiamo più volte detto per quanto riguarda la Comunità Musulmana, che l’integrità e i diritti religiosi di tutti dovrebbero essere protetti e rispettati. Dato che le leggi vengono emanate in ogni momento, abbiamo da tempo permesso la stesura di leggi adatte alle loro pratiche religiose. Tuttavia, dal momento che la religione e il lavoro vanno di pari passo, dovrebbe essere compreso che le leggi debbano essere praticate in un modo non dannoso per l’unità di una nazione. Il nostro Ministro della Giustizia presenterà per lo studio i dettagli delle procedure per l’amministrazione delle leggi e dopo questo una decisione dovrà essere presa.

In generale voi – giudici – dovete capire che vi è stata affidata la grande responsabilità di tutelare i diritti del popolo e dovete pertanto cercare di servire con spirito altruista e con integrità in modo da liberare voi stessi dalla coscienza sporca. Vi esortiamo a servire con integrità oggi in modo da lasciare un buon precedente per i posteri. Sforzatevi per servire con integrità, sempre tenendo presente quello che Vi abbiamo detto in passato e ciò che vi stiamo dicendo. Dal momento che l’uomo è stato dotato dall’Onnipotente con la speciale qualità di giudicare se stesso, per non parlare di esprimere un giudizio sugli altri, nell’ora di pronunciare la sentenza deve immaginare…di trovarsi nella posizione di un uomo sul banco degli imputati. Se si sentenzia un giudizio dopo aver esaminato la propria coscienza e dopo un’attenta riflessione immaginando se stesso nella posizione di colui che sta davanti a lui in giudizio, e se lo si fa con una coscienza pulita, nell’interesse dell’efficienza dell’amministrazione della giustizia, non vi è dubbio che formulerà il giusto giudizio.

Colui che sta davanti a voi o a Noi in giudizio è ugualmente nostro fratello. Pensare che potremmo ritrovarci domani al suo posto, e che anche i posteri potranno trovarsi nella stessa situazione difficile, è un principio fondamentale applicabile a tutte le professioni. Dato che l’ingiustizia e la perdita di fiducia nella giustizia tormentano sia il corpo che l’anima, vi sollecitiamo di tenervi lontani dal verificarsi di tale calamità.

Lasciate che Dio Onnipotente incida queste parole, nel cuore di ognuno di noi.

Selected Speeches of H.I.M. Haile Selassie I”, pagg.417-421