Trasmissione a livello nazionale – Giorno di Liberazione dell’Africa


La prima conferenza degli Stati Africani indipendenti si è tenuta ad Accra, in Ghana, il 15 aprile del 1958. Si è deciso quindi di celebrare questo storico giorno come Giorno della Liberazione Africana. Fino a poco tempo fa, il 15 aprile era celebrato in tutto il nostro continente come Giorno della Libertà Africana. Tuttavia, due anni fa oggi, a maggio, la Conferenza al vertice degli Stati Africani Indipendenti,che fu convocata nella nostra capitale Addis Abeba, decretò che il 25 maggio, il giorno in cui la storica Carta dell’Organizzazione dell’Unità Africana fu firmata, dovesse essere celebrato ogni anno come Giorno della Liberazione Africana. Di conseguenza oggi viene celebrato come Giorno della Liberazione Africana. La Carta dell’Unità Africana fu firmata due anni fa oggi. Nell’arco di questo breve periodo molto è stato fatto , che promette bene per l’Unità Africana. In conformità con la risoluzione della prima Assemblea dei Capi di Stato e di Governo tenutasi presso Il Cairo lo scorso anno, il quartier generale dell’Organizzazione dell’Unità Africana è stata stabilito qui ad Addis Abeba. Sotto il suo Segretario Generale, Sua Eccellenza Diallo Telli, della Guinea, l’Organizzazione sta adempiendo con successo alle sue responsabilità ed impegni. Il popolo Etiope , che ha lottato e fatto sacrifici indicibili per la propria indipendenza e libertà per migliaia di anni – una indipendenza che è stata un faro per tutta l’Africa – oggi celebra questo giorno insieme a tutti gli Africani consolidando la propria libertà ed indipendenza con la libertà e l’indipendenza dei propri fratelli Africani nello spirito del Moderno Etiopianismo. Quest’anno , due Stati Africani fratelli – Zambia e Gambia – hanno conquistato l’indipendenza e si sono uniti alla famiglia degli Stati Africani Indipendenti. Condividiamo la loro gioia e estendiamo ancora, come abbiamo fatto in occasione della conquista della loro indipendenza, le nostre sincere felicitazioni. Stiamo aspettando con ansia il giorno in cui quegli Africani nei territori dipendenti romperanno le catene della tutela straniera e diventeranno padroni del proprio destino. In questo giorno solenne , tutti noi dobbiamo fermarci e ricordare la situazione dei nostri fratelli Africani che sono sotto il dominio straniero e che stanno disperatamente lottando per vincere la loro libertà, i propri diritti umani fondamentali di base. Invece di concedere loro legittima libertà ed indipendenza agli Africani autoctoni in Angola, Mozambico e Guinea Portoghese, il Governo Portoghese ha intensificato ancora di più la sua campagna di repressione spietata dei combattenti per la libertà Africana in questi territori, sotto il superato pretesto illogico che questi territori fanno parte del Portogallo. Di concerto con gli altri membri Africani dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, l’Etiopia non ha mai smesso di sostenere di fronte alle Nazioni Unite ed in altre conferenze internazionali che il Governo Portoghese dovrebbe concedere l’indipendenza ad ogni territorio sotto il suo dominio.

Rhodesia

I recenti avvenimenti in Rhodesia del Sud sono motivo di allarme – non solo il destino delle persone nel territorio è in pericolo ma anche la pace internazionale è minacciata. Un governo di minoranza bianca nel territorio sta arrestando quotidianamente e perseguitando arbitrariamente i combattenti per la libertà Africana, in particolare i loro leader, per sopprimere i movimenti nazionali per la libertà. Questa governo di minoranza ha anche adottato misure drastiche per dichiarare un governo coloniale. Ogni governo ed i popoli del mondo che danno valore ai diritti umani fondamentali, ed in particolare Noi africani , devono opporsi, con una sola voce, a questo schema pericoloso e senza precedenti del governo bianco di minoranza nel territorio. Il Comitato Anti-Coloniale delle Nazioni Unite di cui l’Etiopia è membro, è attualmente in visita in Africa per seguire attentamente la pericolosa situazione in Rhodesia del Sud. In Sud Africa e in Africa Sud- occidentale , le politiche di apartheid e di oppressione stanno diventando sempre più insostenibili. Il Governo Sudafricano sta accelerando la sua campagna spietata : una campagna metodica di arresto quotidiano, di detenzione senza processo e di tortura degli Africani e dei loro leader che stanno lottando per i loro diritti umani fondamentali e libertà. Tutti i paesi amanti della pace del mondo devono agire insieme per forzare i governi coloniali di Sud Africa e Portogallo a desistere da queste politiche – politiche che sono inumane, politiche che negano i diritti umani di base, politiche che sono pregiudizievoli per la pace e la sicurezza del mondo intero – e a concedere l’indipendenza e la libertà di questi popoli oppressi.

Alle Nazioni Unite

L’Assemblea dei Capi di Stato e di Governo ha autorizzato il Ministro degli Affari Esteri del Senegal e dell’Algeria a portare i casi di discriminazione razziale e di oppressione in Sud Africa, l’inumano dominio coloniale del Governo Portoghese e la situazione pericolosa della Rhodesia del Sud, di fronte al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per trovare soluzioni permanenti alle lotte incessanti dei Governi e dei popoli d’Africa. Di conseguenza il mondo intero è oggi più consapevole di questi problemi pressanti. Considerando le discussioni in seno alle Nazioni Unite negli ultimi anni, abbiamo motivo di credere che alcune nazioni amiche sostengono pienamente gli sforzi per imporre un boicottaggio economico nei confronti del Sudafrica e del Portogallo; è un peccato che alcune grandi potenze a cui è stato affidato il mantenimento della pace e la sicurezza internazionali non hanno collaborato in questi sforzi meritevoli. Queste potenze sono i principali ostacoli ad un efficace boicottaggio economico del Sud Africa e del Portogallo. La fondazione dell’Organizzazione dell’Unità Africana, l’azione concertata degli stati membri e la messa in comune degli aiuti ai Nostri fratelli Combattenti per la libertà Africana, hanno contribuito a rilanciare e rafforzare così come intensificare i movimenti di liberazione in tutta l’Africa. Per questo Siamo grati al Comitato di Liberazione dei nove Stati Africani, di cui l’Etiopia è membro. In questo giorno, tutti noi dovremmo ricordare con gratitudine il sostegno di tutte quelle nazioni amiche nella Nostra impresa alle Unite ed in altre conferenze internazionali per liberare l’Africa da tutte le vestigia coloniali.

Prossima Assemblea

Va ricordato che l’Assemblea dei capi di Stato e di Governo de Il Cairo ha deciso di convocare la Seconda Assemblea dei capi di Stato e di Governo ad Accra, in Ghana , nel settembre di quest’anno. A causa di incomprensioni fra alcuni Stati membri dell’Organizzazione dell’Unità Africana, alcune voci sono state occasionalmente sollevate recentemente contro la convocazione dell’Assemblea ad Accra. Tuttavia , la regolare Assemblea dei capi di Stato e di Governo è stata , in primo luogo, progettata per trovare soluzioni pacifiche, attraverso discussioni e sincero scambi di vedute circa tali incomprensioni tra stati membri . Crediamo, quindi, che qualsiasi cambiamento nella sede della prossima Assemblea non farà alcuna differenza. Di conseguenza, abbiamo inviato il Nostro Ministro degli Affari Esteri in Africa occidentale, con messaggi personali da parte Nostra, al fine di mediare con i leader degli stati dell’Africa Occidentale interessati. Speriamo ardentemente che gli stati membri dell’Organizzazione dell’Unità Africana si incontreranno ad Accra a Settembre in conformità con la decisione della prima Assemblea dei capi di Stato e di Governo. n questo giorno, estendiamo il nostro saluto fraterno a tutti i nostri fratelli Africani che stanno ancora soffrendo sotto il dominio coloniale straniero. Ribadiamo che l’Etiopia, in cooperazione con gli stati membri dell’Organizzazione dell’Unità Africana, continuerà sempre a dare il suo pieno sostegno alle loro giuste lotte per conquistare i propri diritti alienabili alla libertà e all’indipendenza e ad essere padroni del proprio destino.

Possa Dio Onnipotente assisterci nei nostri sforzi.

Selected Speeches of H.I.M. Haile Selassie I“, pp. 276-280